Il maestro bacchetta gli alunni sulle mani? Non è maltrattamento!

Bei tempi quando vi era un pò più di disciplina e si aveva timore del maestro anche in quanto ci dava delle bacchettate sulle mani se disubbedivamo. I metodi erano un pò ” rozzi” ma davano i loro risultati. I tempi poi sono cambiati e i metodi pure. C’è chi però è sempre legato alle vecchie tradizioni come un maestro di una scuola elementare che era solito avere mezzi di correzione educativi di impatto fisico. Il maestro, infatti, era solito bacchettare con un righello i dorsi delle mani degli alunni o usare vocabolari e libri per colpire la testa gli alunni. L’insegnante viene poi sospeso e finisce sotto accusa per maltrattamenti.

Condannato in primo grado, l’insegnante ricorre in Appello dove l’imputazione viene alleggerita: da maltrattaenti viene riconosciuto il reato  di «abuso dei mezzi di correzione»: la condanna a 4 mesi di reclusione però è inevitabile.
Per i giudici di appello l’insegnante avrebbe usato «metodi educativi inadeguati e abusivi, assolutamente irrispettosi della personalità evolutiva dei suoi alunni e delle loro sensibilità», così da cagionare «nei bambini più deboli, in maggiori difficoltà e in condizioni di disagio, uno stato di sofferenza e di umiliazione, tanto da determinare il pericolo concreto di malattia».
Tali episodi però non configurano il reato di maltrattamenti ma configurano un esercizio della «funzione correttiva con modalità afflittive e deprimenti della personalità» in contrasto «con la pratica e con le finalità di promozione degli alunni a un grado di maturità tale da renderli capaci di libera espressione delle loro attitudini».

L’insegnante non si arrende e non accetta la condanna, ricorrendo in Cassazione anche perchè , sostiene il ricorrente, non vi era in tale comportamento una conseguenza dolorosa nè il pericolo che potesse derivare, da ciò, una malattia :tutto era solo un metodo educativo e nulla più.
Alla fine della storia l’insegnante si salva comunque in quanto interviene la prescrizione del reato ed è ancora la lungaggine processuale a farla da padrona e ad evitare che venga comminata una pena se reato vi è stato.

Q”uindi assolto l’insegnante e chi ha preso le botte se le tenga!
(Cassazione, sentenza numero 11734, Sesta sezione Penale, 29/03/2012).

Nemmeno in bicicletta si può circolare ubriachi

A seguito di una segnalazione al 112, le forze dell’ordine fermano il conducente di una bicicletta sulla quale si trova anche un bambino che procedeva in equilibrio precario cadendo continuamente e mettendo in pericolo la propria incolumità oltre a quella dei minore e dei terzi. Il caso approda in Cassazione la quale, con sentenza n. 10684/2012, ha confermato l’ordinanza del Tribunale di Milano che condannava l’ubriaco ad un mese e 15 gg. di arresto oltre alla ammenda di euro 1000,00. Inutili sono valse le argomentazioni della difesa secondo cui la norma è applicabile solo a chi guida un veicolo a motore .

Chi perseguita la ex moglie non ha diritto alla condizionale

Lo stalker che perseguita la ex moglie non ha diritto alla condizionale . Questo è il principio che la Corte di Cassazione ha emesso con la sentenza n. 11176 del 22 marzo 2012 confermando la sentenza della Corte di Appello che condannava un 41 enne per aver perseguitato la ex moglie provocandole permanenti stati d’ansia. La particolarità della decisione sta nel fatto che nonostante la condanna comminata sia stata pari ad un anno e sei mesi di reclusione al reo gli è stato negato il beneficio della sospensione condizionale. Il 41 enne aveva indotto la moglie a querelarlo per lesioni riconducibili a permanenti stati d’ansia e turbamenti documentate da certificati medici. La corte di cassazione ha rilevato che ” trattandosi di reato con l’esplicazione di condotta a livello di sistematicità in pregiudizio della vittima cui si è determinato uno stato psico-fisico di pregiudiziale portata proprio per la detta sistematicità della condotta dell’agente, è sufficiente richiamare il sistema della condotta e riassuntivamente gli effetti di questa sulla vittima” Pertanto il 41 enne si dovrà fare i suoi bei giorni di carcere onde riflettere su quanto commesso.