• ads

INAIL ed RCA quali rapporti in caso di sinistro stradale?

By Avv. Fabrizio Bartolini
In Diritto Civile
dicembre 14, 2009
221 Comments
3735 Views

Tizio nel percorso tra la propria abitazione ed il lavoro subisce un incidente per colpa di Caio, alla guida della propria auto. A seguito del sinistro Tizio riporta una invalidità permanente di 25 punti percentuali, a titolo di danno biologico, comprensivo del danno da capacità lavorativa generica, del danno estetico e del danno alla vita di relazione. In sede Inail l’invalidità viene elevata al 30%, trattandosi di infortunio sul lavoro. Richiesti i danni alla compagnia assicurativa di Caio, Tizio si vede negare l’offerta risarcitoria in quanto la compagni assicurativa sostiene che il danno verrà risarcito dall’Inail con diritto di surroga della stessa.

E’ giusta l’interpretazione della compagnia assicurativa?


Preliminarmente bisogna accennare all’art.

12 D.Lgs 23 febbraio 2000 n. 38

il quale definisce le tre ipotesi in cui si può parlare di infortunio in itinere:

a) Infortunio occorso durante il percorso casa – lavoro

b) Infortunio occorso recandosi durante il percorso da un luogo di lavoro ad un altro

c) Infortunio occorso durante il percorso dal luogo di lavoro a quello di consumo abituale del pasto ( nel caso sia prevista la mensa aziendale).

Non osta all’intervento dell’Inail il fatto che si sia utilizzato un mezzo proprio, semprechè tale utilizzo sia necessitato.

La Cassazione con sentenza n. 995 del 2007 ha specificato i requisiti affinchè possa trovare applicazione la normativa in materia di infortunio in itinere :

a) La sussistenza di un nesso eziologico tra il percorso eseguito e l’evento

b) La sussistenza di un nesso almeno occasionale tra itinerario seguito ed attività lavorativa

c) La necessità da parte del lavoratore dell’uso del veicolo privato ( da accertarsi in concreto).

Detto ciò non si può non considerare come le modalità di valutazione del danno siano diverse rispetto alla valutazione RCA del danno biologico. L’entità delle lesioni, ai sensi dell’art. 13 comma 2 D.Lgs 38/2000, viene valutata mediante l’utilizzo della

“ tabella delle menomazioni INAIL”

Il Legislatore ha distinto tre diversi scaglioni di lesioni ( i punti percentuali si riferiscono alla valutazione INAIL):

a) Lesioni inferiori al 6% ; in questo caso non vi sarà indennizzo alcuno da parte dell’Inail ed il danno verrà risarcito completamente dalla assicurazione RCA

b) Lesioni comprese tra il 6% ( incluso) ed il 16% ( escluso): l’INAIL corrisponderà un indennizzo in capitale il quale andrà a coprire i postumi permanenti a titolo di danno biologico ma non il danno temporaneo né il danno morale. Si farà riferimento per la valutazione dell’entità delle lesioni alla

“ tabella delle menomazioni INAIL”

oppure alla

“tabella di indennizzo”

c) Lesioni superiori al 16 %, l’INAIL corrisponderà una rendita sulla base dell’apposita “tabella delle rendite”.

Inoltre verrà erogata anche una ulteriore quota di rendita per le conseguenze patrimoniali commisurata al grado della menomazione, alla retribuzione dell’assicurato e al coefficiente di cui all’apposita

“tabella dei coefficienti”

Bisogna chiarire poi che tra le somme erogate dall’INAIL e quelle erogate a titolo risarcitorio in sede di RCA vi è una differenza ontologica.

Infatti nel caso di rendita INAIL, la stessa cessa con la morte dell’infortunato e non viene trasmessa iure successionis.

Inoltre l’INAIL interviene indipendentemente dal fatto illecito di un terzo e, quindi, anche in caso di responsabilità del danneggiato.

Il risarcimento del danno è invece trasmissibile ed è necessaria una responsabilità di altro soggetto.

Infine, anche il riferimento costituzionale varia rispetto ai due istituti. Per quanto riguarda l’INAIL il riferimento sarà quello dell’art. 38 Cost. e cioè quello dell’assistenza previdenziale, mentre, nel caso di risarcimento RCA l’articolo di riferimento sarà l’art. 32 Cost. e cioè la tutela al diritto alla salute.

Ritornando al problema iniziale della negazione risarcitoria da parte della compagnia assicurativa vi è da dire che la Cassazione con sentenza 10035/2004 ha stabilito che il risarcimento dovuto all’infortunato o ai suo i aventi diritto è dovuto solo nella misura differenziale derivante dal raffronto tra l’ammontare complessivo del risarcimento e quello delle indennità liquidate dall’INAIL.

Tale danno differenziale si otterrà quindi sottraendo dall’importo del danno complessivo quanto erogato dall’INAIL.

Al fine di determinare a quanto ammonti il danno differenziale occorre procedere alla determinazione del danno secondo i criteri ordinari per poi effettuare un raffronto fra l’importo che ne risulta e l’ammontare delle prestazioni erogate dall’INAIL.

Ovviamente si dovrà fare riferimento all’ammontare complessivo dei rispettivi ristori. S

i ricordi, come ad esempio nel caso iniziale, che la medesima lesione può venir valutata differentemente in ambito INAIL rispetto a quello RCA.

Altri allegati utili in materia

Articoli correlati:

About Has 528 Posts

VIA MATTEOTTI 47 - 55049 VIAREGGIO (LU) TEL. 0584/48859 - FAX. 058448245.Email: info@bartolinistudiolegale.com. SI RICEVE DAL LUNEDI' AL GIOVEDI' DALLE ORE 15.30 -20.00

221 Responses to “INAIL ed RCA quali rapporti in caso di sinistro stradale?”

  1. Giampaolo Guarnieri scrive:

    Ho avuto un sinistro mentre andavo al lavoro e mi è stata diagnosticata una invalidità permanente di 18 punti di percentuale che mi ha dato diritto ad una rendita vitalizia da parte dell’Inail. L’assicurazione RCA non vuole corrispondermi il dovuto risarcimento in quanto ritiene che questo sia stato già elargito dall’Inail. Come posso fare per vedere se la somma vitalizia dell’Inail è pari o inferiore a quanto mi spetterebbe in base al risarcimento RCA?

  2. staff scrive:

    Complesso può risultare il calcolo risarcitorio per rendita vitalizia da comparare a quello spettante sulla base della RCA per diversi motivi. Il primo è che la rendita è soggetta a periodici cambiamenti in quanto l’Inail ben potrebbe sottoporla a visita dopo un determinato lasso di tempo e valutare che in base alle nuove risultanze il suo danno non è più quello inizialmente valutato ma è di incidenza minore. Ciò farebbe venir meno il calcolo iniziale effettuato ottenendo un minore risarcimento. Inoltre si consideri che la valutazione Inail è differente rispetto a quella RCA e quindi probabilmente , nel suo caso, vi saranno due diverse valutazione mediche. Ciò non impedisce ovviamente una comparazione su un calcolo vitalizio complessivo che andrà effettuato direttamente dall’Inail. In poche parole Le consiglio di rivolgersi alla sede Inail a lei più vicina e di farsi calcolare la somma complessiva che le verrà elargita con il vitalizio. Successivamente si dovrà effettuare il calcolo RCA e comparare le due valutazioni.

  3. roberto scrive:

    Ho provocato un sinistro non dando la precedenza uscendo da un parcheggio privato (c’era pioggia, scarsa illuminazione e un cassonetto impediva la visuale, comunque un verbale dei VV.UU attribuiva a me la responsabilità e fin qui nulla da dire)alla controparte veniva riconosciuto l’infortunio in itinere.
    L’Inail mi chiede (a me personalmente, non alla mia assicurazione) circa 1.600 euro a titolo di risarcimento per l’indennità versata al lavoratore.

    Ma è nelle sue facoltà farlo?
    Se si, allora la RCA auto a che serve?

    In questo caso l’importo è minimo ma in caso di gravi danni provocati, la maggioranza dei cittadini è a conoscenza del fatto che la copertura assicurativa non si estende a ciò che è di competenza INAIL?

    Considerando che il traffico è formato in buona parte da pendolari e/o agenti di commercio, autotrasportatori, autisti e quant’altro… mi sembra assurdo.

  4. staff scrive:

    Preg.mo sig. Roberto, una risposta esaustiva richiederebbe l’analisi della documentazione inerente il sinistro. Infatti presupponendo che lo stesso si sia verificato sotto il regime di risarcimento diretto ( dal 2006 in poi) il danneggiato deve fare richiesta danni alla propria compagnia assicurativa dichiarando, ai sensi dell’art. 142 codice delle assicurazioni di aver diritto a prestazioni da parte di enti previdenziali. Dal canto suo, lei quale responsabile del sinistro deve fare denuncia alla propria assicurazione. Questa procedura e’ moltoimportante perché permette alle assicurazioni coinvolte di relazionarsi tra loro.senza questa procedura una compagnia potrebbe non sapere della procedura in atto e non attivare il diritto di rvalsa. Se ciò non e’ stato fatto e quindi se lei non avesse fatto la denuncia la sua assicurazione non avrebbe potuto reintegrare l’inali che quindi richiederebbe a lei la prestazione erogata. Comunque lei potrà recarsi alla propria assicurazione e chiedere la copertura assicurativa nei confronti dell’Inail .si ricordi pero’ che il diritto risarcitorio in questicasisi prescrive in due anni e che se la denuncia non e’ stata tempestiva ( 3gg.) la compagnia potrebbe non risarcire.Se tutto quanto sopra e’ stato fatto la sua assicurazione dovrà coprirla. Quindi l’unica domanda che le faccio e’ se e’ stata fatta adeguatamente la procedura di cui sopra. In caso di sinistro e’ sempre consigliabile rivolgersi ad un legale di propria fiducia perché il risarcimento diretto che e’ stato tanto paventato a tutela dell’assicurato in realtà e’ a vantaggio solo delle assicurazioni e se il contraente non sta’ attento a seguire esattamente la procedura prevista dalla legge si può trovare in noie future e/o risarcimenti minori del dovuto

  5. Bordignon Orazio scrive:

    Nel dicembre 2005 mia moglie subì un incidente in itinere con causa completa controparte. L’INAIL le riconobbe una rendita vitalizia. Cosa deve pagare l’assicurazione della controparte?

  6. staff scrive:

    Gent.mo Sig. Bordignon, la compagnia assicurativa dovrà corrispondere la differenza tra il danno biologico e la rendita corrisposta dall’Inail. Infatti, c’è da specificare, che l’Inail risarcisce il danno biologico relazionato alla incapacità lavorativa parametrando il calcolo risarcitorio con gli anni lavorativi ancora da svolgere ed il nucleo familiare. E’ in sostanza un calcolo completamente differente rispetto al semplice calcolo tabellare per danno biologico. Ciò può comportare , a volte, che ciò che viene corrisposto dall’Inail sia superiore rispetto alla cifra che risulterebbe dal calcolo tabellare. Al di fuori di questi casi però l’assicurazione dovrà risarcire il danno differenziale, i giorni di invalidità sino alla guarigione con postumi ed il danno morale che , alla luce delle sentenze della Cass. del 2008, non è più automatico ma va provato, anche se, di solito, nel caso di lesioni gravi la prova è in re ipsa. Sperando di aver risposto sufficientemente al suo quesito, la ringrazio per aver scritto sul nostro blog.

  7. fabrizio ferrucci scrive:

    vi espondo il mio quisito che mi sta capitando e sono molto giu di morale nel 2006 ho subito un incidento stradale con conseguenze di rottura della schiena e stavo andando a lavorare col mezzo della mia societa ho fatto le visite madico legali inail e mi e stato dato un punteggio di 24% invalidita con una retribizione di rendita 360 al mese fatto visita legale assicurazione invalidita di 22% adesso pero mi ritrovo che l’inail a fatto richiesta de 109mila rendita per 30 anni euro alle compagnie di ass.io non ci capisco tanto ma noi non paghiamo gia nella nostra busta in paga l’inail?non mi sembra che io devo campare cosi tanto e non mi sembra neanche guisto che i miei eredi non percepiscano niente perche io dovrei mancare per mal di schena cosa che non ho mai sentito e giusto questo combortamento da parte inail?come mi devo comportare visto che la mia eta e di anni 54?

  8. staff scrive:

    Gent.mo Sig. Ferrucci l’Inail , in caso di responsabilità di terzi, si rivale sulla compagnia per la restituzione di quanto sborsato o dovrà sborsare in caso di rendita vitalizia, come nel suo caso, al danneggiato. In poche parole se lei è coinvolto in un sinistro e sua è la responsabilità l’Inail pagherà ma ovviamente non potrà rivalersi su chicchessia. Diversamente se la responsabilità dell’accaduto è da addebbitarsi ad altri allora, l’Inail si riavarrà sulla assicurazione del responsabile. Quindi la garanzia di pagare l’Inail è quella di sapere che nel caso di infortunio sul lavoro o in itinere si verrà sempre risarciti per incapacità lavorativa . C’è da specificare che l’Inail risarcisce in maniera diversa rispetto al classico risarcimento dal RCA. Infatti non viene calcolato il danno morale nè i giorni di invalidità ma solo il danno biologico in relazione alla perdita di capacità lavorativa , valutazione che può essere diversa da quella biologico medico legale che prescinde dalla incidenza sulla capacità lavorativa. Per quanto riguarda la rendita in realtà i suoi eredi non percepiranno nulla in caso di suo decesso e questo non lo ritengo personalmente giusto perchè nel caso in cui uno abbia un danno entro il 16 % ottiene una somma risarcitoria unica che può essere lasciata, a discrezione di chi la percepisce, in eredità; nel caso di danno superiore al 16% , invece, l’Inail risarcisce con un vitalizio che altro non è che un pagamento ” a rate”. Bè nel caso di decesso l’Inail , a mio avviso, dovrebbe quantomeno versare la somma ancora restante agli eredi : questo sarebbe giusto! Putroppo però non sempre quello che è giusto è legge. Infatti la legge non solo stabilisce, appunto, che in caso di postumi superiori al 16% l’INail debba risarcire con vitalizio ma anche che , in caso di decesso, l’obbligo Inail cessa. Quindi il comportamento tenuto dall’Inail è legittimo anche se sul concetto di giustizia ci sarebbe da discutere.

  9. augusta antonelli scrive:

    è possibile rinunciare all’invalidità percepita dall’inail ,in seguito ad incidente stradale , corrispondente a 16 punti e oretendere il risarcimento danni dalla compagnia assicurativa?

  10. staff scrive:

    Purtroppo non è possibile in quanto le due assicurazioni si contemperano tra loro e tutelano aspetti diversi. L’inail, infatti, risarcisce l’inabilità lavorativa ed il danno subito solo sotto l’aspetto lavorativo e cioè se questo ha incidenza nel lavoro che si stava svolgendo . Il calcolo risarcitorio viene effettuato sulla base di tabelle proprie dell’inail e tiene conto della vita lavorativa del soggetto e del suo nucleo familiare. Il danno RCA, invece, riguarda il danno biologico indipendente da quello dell’Inail. Si può avere, infatti, un danno biologico senza avere un danno inail ma non il contrario. Proprio in virtù delle diverse funzioni e ambiti risarcitori dei due tipi di assicurazione – inail e rca – non è possibile rinunciare ad una di queste e “gravare” il risarcimento solo su l’altra anche perchè l’inail è una assicurazione obbligatoria e non facoltativa per il lavoratore. Nel risarcimento globale, o meglio, nel risarcimento RCA si dovrà tenere conto di quanto versato dall’INail e detrarlo dal calcolo biologico onde non verificarsi un arricchimento ingiustificato. E’ capitato , a volte, che un soggetto abbia preso di più con l’Inail rispetto al calcolo che gli sarebbe venuto con le tabelle da micropermanente. Inoltre una contemperazione tra i due tipi di risarcimento è comunque necessaria in quanto l’Inail non risarcisce i giorni sotto l’aspetto di invalidità permanente nè il danno morale.

  11. Francesco scrive:

    Salve a tutti, Vi spongo il mio caso.
    Nel settembre del 2008 mentre mi recavo a lavoro, a bordo del mio motociclo, subivo un incidente (mi era stata negata la precedenza): cadendo riporto la frattura del polso (prognosi di 40 giorni).
    L’automobilista si assume tutta la responsibilità e decide di liquidarmi i danni (fisici e materiali) causatomi. Nel frattempo allerto l’azienda dove presto lavoro comunicando quanto accaduto.
    Nei mesi a seguire (Ottobre, Novembre e Dicembre) percepisco normalmetne lo stipendio pagato in parte (60%) dall’INAIL.
    Dopo qualche mese l’INAIL mi invia per mezzo di raccomandata una comunicazione dove, nel ricordarmi di NON PRENDERE ACCORDI CON LA CONTROPARTE, richiede i dati (nome e targo del veicolo) della controparte.
    Il problema è che 3 giorni dopo l’incidente, l’automobilista ed io, firmiamo una lettera dove si dichia che l’automobilista, tramite pagamento di “xxx” Euro, mi risarcisce dei danni fisici e materiali causati e che nulla e più da pretendere da parte mia.
    Come posso comportarmi ora?
    Grazie anticipatamente.

  12. staff scrive:

    Caro sig. Francesco il suo caso è in realtà anomalo in quanto in presenza di lesioni tra l’altro dell’entità che mi descrive , proprio per l’impossibilità di verificare l’entità delle lesioni e dei postumi in via di guarigione , non è opportuno chiudere prima di aver fatto la dovuta perizia medico legale in quanto si rischia di prendere meno di quello che spetterebbe per legge. Indipendentemente da questo consiglio che oramai nel suo caso lascia il tempo che trova , avendo lei sicuramente avuto buone ragioni per chiudere il suo danno anticipatamente , vi è da dire che nel caso di infortunio in itinere l’Inail corrisponde in parte lo stipendio più risarcisce il danno da invalidità lavorativa qualora i postumi siano superiori al 6% ( cosa che nel suo caso potevano tranquillamente rientrare). Ovviamente quanto risarcito dall’Inail sarà poi recuperato dall’istituto assicuratore nei confronti del responsabile. Nel suo caso, però, ciò non è più possibile in quanto l’azione di surroga si attua solo quando l’Inail abbia comunicato al terzo responsabile il pagamento dell’indennizzo ed abbia manifestato la volontà di avvalersi della surroga. Pertanto, le rinunce e transazioni dell’assicurato ( come nel suo caso) oppure l’inerzia di esso da cui derivi la decadenza e prescrizione dell’azione ( ad oggi il suo diritto nei confronti dell’assicurazione dell’investitore è prescritto) pregiudicano il diritto di rivalsa dell’assicuratore solo se compiuti prima che al terzo responsabile venga notificata l’avvenuta surroga. Da qui l’avviso dell’Inail di non prendere accordi con la controparte in quanto ovviamente dovrà esercitare i suoi diritti di surroga e/o meglio, se accordi vengono presi, si dovrà sottoscrivere una quietanza ove si specifica che quanto preso non comprenderà l’esborso Inail di cui il terzo si riterrà responsabile restituendo all’istituto assicuratore qanto versato.
    Nel suo caso, però, l’Inail non è stata messa in grado di poter azionare il suo diritto di surroga essendo intervenuta una transazione tra lei e l’investitore solo 3 gg. dopo il sinistro. L’art. 1916 c.c. al riguardo stabilisce che l’assicurato ( cioè in questo caso lei) è responsabile verso l’assicuratore ( in questo caso l’Inail) del pregiudizio arrecato al diritto di surroga, pregiudizio arrecato con la transazione. Quindi l’Inail potrebbe pretendere quanto sborsato da lei direttamente in base all’art. 1916 c.c. Certo si potrebbe invocare la buona fede ed il fatto che rispetto alla transazione , la lettera dell’inail è stata recapitata alcuni mesi dopo ma la strada sarebbe parecchio in salita in quanto nel nostro ordinamento “ignorantia legis non excusat”. Grazie per aver visitato il nostro blog.

  13. Francesco scrive:

    Nel ringraziarvi per la celere risposta, rileggendo l’accaduto, ho omesso un dettaglio (non so se significante o meno): il mezzo della controparte era privo di assicurazione.
    Questo il motivo percui la trattativa è avvenuta in tempi al quanto brevi.
    La scelta di chiudere velocemente la controversia è stata presa in considerazione anche per evitare spiacevoli conseguenze all’automobilista….

    Crede che la mia unica alternativa sia quella di appellarmi al ritardo con cui mi hanno inviato la comunicazione?
    Grazie ancora
    Francesco

    PS: chiedo scusa per gli errori commessi nel primo post.

  14. staff scrive:

    Lo avevo supposto,il fatto che controparte non aveva l’assicurazione. Nel nostro ordinamento, per fortuna, però c’è un fondo per le vittime della strada , c.d. Fondo di Garanzia istituito proprio per i casi in cui si venga investito dalla classica auto pirata che scappa, o da soggetto non coperto dalla assicurazione o assicurato con impresa che stia fallendo. Quindi, in poche parole, si poteva essere risarciti interamente dal Fondo di Garanzia eccetto che per una franchigia minima di euro 500,00 che rimaneva a carico dell’investitore.
    Non risponderei affatto alla lettera dell’Inail con cui mi si comunica di non prendere accordi ma solo eventualmente a successive comunicazioni, semmai vi saranno anche perchè non è detto che vi siano. In questo caso ovviamente dovrà essere manifestata la buona fede appellandosi al ritardo della comunicazione anche se su questo terreno la strada è impervia. Infatti l’Inail non avrebbe potuto, seppur volendo, intervenire prima dei tre giorni in cui è stata chiusa la faccenda in quanto non ne poteva essere a conoscenza e anche se lo fosse non poteva di fatto intervenire in tempi così rapidi. La strada è quella di far presente all’Inail, ma non ora in quanto non è detto che poi l’istituto proceda per la surroga, che controparte non era assicurata e che non si era a conoscenza che si poteva agire nei confronti di un Fondo di Garanzia, ad oggi azione impossibile in quanto il diritto è prescritto.
    P.S. a mio avviso non si deve affatto scusare per gli errori commessi nel post in quanto il blog dovrebbe essere caratterizzato da spontaneità e fludità del dialogo ( scritto) e quindi è normale che i post vengano scritti di getto e che vi siano errori di battitura.

  15. leonardo scrive:

    salve. vorrei esporre un caso: la mia ragazza ha subito un infortunio in itinere andando al lavoro come terzo trasportato a causa della strada ghiacciata. 25 gg di infortunio. Chiamata a visita dall’inail il medico dice che sta bene e può ritornare al lavoro, ma che deve fare fisiochinesi per il collo (colpo di frusta con accavallamento di una vertebra) che poi verrà rimborsata dall’assicurazione.
    Ora la mia domanda è la seguente: com’è possibile che lei torni al lavoro chiudendo l’infortunio e poi per l’assicurazione risulta sempre in malattia per il risarcimento delle spese??
    Qualcuno può spiegarmi come funziona la cosa? cioè ..io so che l’inail indennizza. Poi entro il 6% risarcisce l’assicurazione. Ma non capisco come è possibile che una persona torni al lavoro mentre per l’assicurazione è “malata” o meglio no è guarita e deve continuare a fare delle cure. Pure perchè ciò presupporrebbe che la malattia per l’assicurazione si debbe chiudere molto tempo dopo rispetto al ritorno al lavoro.
    Sono due percorsi separati?prima si fa la denuncia all’inail e poi la richiesta di risarcimento danni all’assicurazione?
    SPero di essere stato chiaro ed esaustivo.
    Nella speranza che qualcuno mi spieghi come funziona la pratica, porgon molte cordialità.

  16. staff scrive:

    L’Inail e la RCA sono due cose ben distinte. L’Inail infatti risarcisce il danno da inabilità lavorativa ed i postumi quando questi abbiano causato una menomazione nel lavoratore tali da impedirgli di svolgere le funzioni lavorative al 100%. I due danni sono ben distinti perchè non è detto che l’uno presupponga l’altro o meglio sicuramente le lesioni fisiche risarcibili dalla assicurazione RCA, nel caso di sinistro in itinere, comporteranno anche l’intervento dell’Inail ma non è detto che poi vi siano postumi tali da compromettere l’attività lavorativa. Infatti questo avviene quando i postumi sono inferiori al 6% rimborsando , in questo caso, l’Inail solo le giornate lavorative in percentuale con il datore di lavoro. Può ben accadere quindi che una persona sia abile al lavoro ma non sia ancora guarita dalle lesioni. Esempio :un impiegato subisce un sinistro stradale riportando il classico colpo di frusta. Gli viene messo il collarino e questo si reca in ufficio regolarmente in quanto comunque può svolgere la propria attività lavorativa ugualmente anche se non guarito.In questo caso l’Inail dirà che è tutto a posto e che il lavoratore può tornare al lavoro ma non per questo egli risulta guarito e pertanto proseguiranno i certificati medici per il danno biologico che verrà risarcito dalla RCA. Inoltre doveroso è un altro appunto. Le tabelle dei postumi dell’Inail sono differenti da quelle della RCA proprio perchè guardano ad un diverso aspetto ( l’inabilità lavorativa) ed anche il risarcimento del postumi avviene in maniera diversa effettuando, l’Inail, un conteggio in base al nucleo familiare, età lavorativa da svolgere e postumi . La RCA applica le tabelle che per le micropermanenti ( sino al 9% di postumi) sono uguali per tutt’Italia mentre , per ora, sopra tale percentuale variano da Tribunale a Tribunale .
    Spero di essere stato esaustivo nella risposta e di averle chiarito ogni dubbio. La ringrazio per averci scritto e visitato.

  17. Antonello scrive:

    Gentile redazione Vi espongo il mio caso.
    La sera del 3 gennaio 2011 ho avuto un incidente col mio scooter con totale resp. della controparte (non ha rispettato il dare precedenza). Sono stato portato al pronto soccorso e dopo rx mi è stata riscontrata una frattura alla clavicola. Al PS mi hanno chiesto se l’incidente era in itinere per l’INAIL.
    Io sono il titolare della mia società.
    i miei quesiti sono:
    Da chi devo ricevere il risarcimento? Inail o assicurazione della controparte? Come devo comportarmi essendo io il titolare? Dato che sto perdendo dei giorni di lavoro ma sono libero professionista dovrei rivolgermi ad uno studio legale già sin d’ora?
    Grazie per l’attenzione con riserva di ulteriori quesiti di chiarimento.

  18. staff scrive:

    Sono tutelati dall’INAIL tutti coloro che, addetti ad attività rischiose, svolgono un lavoro comunque retribuito alle dipendenze di un datore di lavoro, compresi i sovrintendenti ai lavori, i soci di società e cooperative, i medici esposti a RX, gli apprendisti, i dipendenti che lavorano a computer e registratori di cassa ed ai sensi degli artt. 4 e 5 del D.lgs. 38/2000 anche i soggetti appartenenti all’area dirigenziale e gli sportivi professionisti.

    Sono altresì tutelati gli artigiani ed i lavoratori autonomi dell’agricoltura nonché, ai sensi dell’art.6 del suindicato decreto , i lavoratori che svolgono attività di collaborazione coordinata e continuativa (parasubordinati).

    Con legge e disciplina a se stante, sono tutelate anche le casalinghe (v. L. 493/1999 e regolamenti attuativi: D.M. 15/9/2000, Assicurazione infortuni in ambito domestico: campo di applicazione e modalità di attuazione). Quindi quale libero professionista non rientra nei soggetti con copertura INAIL. Quindi dovrà essere risarcito dalla compagnia assicurativa e per i giorni di lavoro persi si dovrà premunire delle dichiarazione dei redditi degli ultimi tre anni. Le dico già che su questo punto dovrà battagliare con l’assicurazione per farsi riconoscere il mancato guadagno in quanto ciò dovrà essere dimostrato da un calo di reddito proprio in questo periodo rispetto agli altri e non tutti i lavori permettono tale comparazione ( ad esempio il lavoro di avvocato rientra tra questi perché non tutti i mesi si ha il medesimo incasso e indipendentemente da periodi di malattia o meno) . Dovrà ricevere il risarcimento dalla assicurazione di controparte nel caso di lesioni superiori al 9% e nel caso non si applichi il risarcimento diretto. Nel caso di risarcimento diretto ( scontro tra due veicoli o nel caso di sinistro con scooter con targa nuova e non con targhino) invece sara’ la sua assicurazione a doverla risarcirla. Il rivolgersi ad un legale e’ in questo caso necessario per ottenere il giusto risarcimento anche se non vi e’ fretta perché il suo diritto si prescrive in due anni e perché sino a che non vi sara’ il certificato di guarigione più che la lettera di richiesta danni non si potrà fare ( ovviamente cosa a parte per il danno materiale) . Se vorrà potrà usufruire per il suo caso anche dei servizi online del nostro studio.Grazie per averci visitato e scritto.

  19. july scrive:

    Spettabile Redazione,
    a chi deve essere diretta la richiesta di risarcmento danni in caso di incidente stradale configurabile come infortunio in itinere (colpa dell’altro veicolo) con lesioni inferiori al 6%? Al datore di lavoro o alla compagnia assicurativa? Può il datore di lavoro rispondere alla mia richiesta di risarcimento dicendo di rivolgermi all’Assicurazione?
    Grazie dell’attenzione

  20. staff scrive:

    In caso di sinistro stradale il risarcimento verrà coperto dalla compagnia assicurativa che va determinata nel seguente modo:
    nel caso di micropermanenti, come nel suo caso, ( postumi non superiore al 9%) il codice delle assicurazioni prevede la procedura di risarcimento diretto nel caso siano coinvolti due veicoli. Nel suo caso, almeno che non si tratti di incidente con più di due veicoli coinvolti, o con motorino munito del vecchio targhino, lei dovrà inoltrare la richiesta alla propria compagnia assicurativa. In alcuni casi la propria compagnia potrebbe non aver aderito alla convenzione stipulata per il risarcimento diretto dalle compagnie assicurative ( appunto prevedendo tale procedura e la relativa rivalsa tra loro), ma si tratta di ipotesi marginali anche se è capitato. Quindi la richiesta non dovrà essere indirizzata al datore di lavoro ma bensì alla propria compagnia e/o nel caso non si rientri nel risarcimento diretto o la propria compagnia non aderisca a tale procedura alla compagnia del responsabile civile e cioè di colui che ha provocato, per sua colpa, il sinistro.

  21. Alessandro scrive:

    Salve,vorrei un chiarimento.
    Il 22 Gennaio,mentre ero in servizio (autista di mezzi pubblici) ho subito un incidente stradale ove la.colpa è del 100% dell’altra persona.Io ho subito un infortunio alla spalla dx con conseguenti dolori a schiena,collo e braccio.In ospedale mi sono stati.dati,per adesso,7gg di prognosi.Ho immediatamente aperto la pratica di infortunio con la mia azienda.Ora la mia domanda è:ho diritto ad un risarcimento per i danni fisici subiti?!Se si,devo venir risarcito dall’INAIL o dall’azienda?!Premetto che io non ho la possibilità di fare CID guidando mezzi pubblici quindi non ho i dati della controparte,tranne che nome e cognome e targa del veicolo.
    Ovviamente lo stipendio mi verrá pagato per.intero,ma per il resto?
    Grazie mille!

  22. staff scrive:

    Si, lei ha diritto ad un risarcimento per i danni fisici subiti da parte della compagnia assicurativa del mezzo investitrice. Dall’inail verrà risarcita l’inabilità lavorativa e la retribuzione per i giorni non lavorati. Se avesse una invalidità superiore al 6% di postumi l’Inail riarcirebbe anche questi ma guardando all’aspetto dell’incidenza lavorativa e non al mero danno biologico. Certo, in quel caso quanto dato dall’Inail andrebbe decurtato dalla somma dovuta dalla RCA in quanto altrimenti si avrebbe un ingiustificato arricchimento ma le due procedure sono diverse e risarciscono elementi diversi. Per i dati di controparte nessun problema perchè ricaviamo il tutto con una visura aci. Per l’assicurazione di controparte, almeno che lei non abbia preso i dati, la cosa si fa più complicata in quanto dovrà essere controparte a riferla con sua espressa richiesta e , in caso negativo, sarà ritenuta personalmente responsabile per il risarcimento potendo citare direttamente la stessa in causa .
    Per qualsiasi cosa ed in caso avesse bisogno di assistenza non si periti a contattarci. Grazie a lei per aver visitato il nostro blog

  23. cristina scrive:

    salve, mio marito ,autista dipendente,ha subito un grave infortunio cadendo dal camion mentre sistemava il carico.Ha diritto al solo risarcimento inail oppure può chiedere di denunciare il “sinistro” alla compagnia assicuratrice del camion?.grazie

  24. staff scrive:

    Carissima Cistina, suo marito ha diritto a richiedere il risarcimento ma solo all’Inail. Infatti non si è in regime di RCA in quanto il camion era fermo e quindi nessuna responsabilità può essere attribuita al conducente del camion. Quindi essendo un infortunio sul lavoro ( non in itinere) suo marito verrà risarcito interamente dall’Inail. Diverso sarebbe il caso in cui suo marito fosse caduto in quanto il camion non era a norma e non conforme alla normativa sulla sicurezza. Bè in quel caso vi potrebbe essere una responsabilità ma è caso veramente più di scuola che pratica essendosi le ditte costruttrici ovviamente adeguate alla normativa sulla sicurezza. L’unica cosa da ricordare è che se i postumi di suo marito non superano il 6% l’Inail non risarcirà il danno da biologico da inabilità lavorativa e la richiesta dovrà quindi essere inoltrata al datore di lavoro.
    Grazie per la sua navigazione sul nostro blog

  25. cristina scrive:

    grazie mille per la Vs. disponibilità e complimenti per il Vs. operato. saluti

  26. staff scrive:

    Grazie a lei per le visite . Il nostro intento è quello di dare un aiuto concreto ai navigatori cercando di essere più chiari ed esaustivi possibili in quanto crediamo che la legge debba essere al servizio del cittadino che non ne deve restare succube nè schiavo ma, invece, dovrebbe districarsi con cognizione in norme purtroppo spesso non chiare.

  27. Enzo scrive:

    Buon giorno io attualmente l’inail mi ha appena riconosciuto un punteggio del 16 pertanto dovrà darmi quella ridicola cifra di nemmeno 200 euro mensili a vita, in quanto il mio infortunio sul lavoro è del 2008.Prima mi avevano liquidato 10 punti cioè circa 8100 euro, perchè ora mi hanno detto che me li riprenderanno indietro a rate?
    Poi avendo tramite il mio legale fatto la giusta causa per un licenziamento ne sorretto da giusta causa ne da giusto motivo, visto che quello “splendore” del mio ex datore di lavoro,a seguito di una mia denuncia agli addetti dell ASL di competenza della 626 che ora ha cambiato numero, è stato dagli stessi sanzionato per svariati motivi ed ha pagato le varie multe oltre aver cambiato l’intero parco mezzi che prima erano inadeguati. Il mio legale viste le macroscopiche mancanze sia civili che penali, ha chiesto sempre tramite giudice che io venga risarcito per i danni occorsomi in ben 3 infortuni in 2 anni.
    E’ vero che qualora venissi liquidato dal mio datore di lavoro, tramite sentenza del tribunale, l’Inail mi domandi una parte di questi soldi? Della serie cornuto e mazziato? Se invece come intendo fare io cioè come prendo sti soldi li giro su un conto della mia compagna e risulto che non li ho cosa rischio con sti ladri dell’inail.
    Scusandomi per lo sfogo ma mi sembra che solo in Italia ci siano ste scemate assicurative, anticipatamente ringrazio e porgo distinti saluti.

  28. vincenzo scrive:

    Salve, nel 2009 più precisamente a maggio, ho avuto un incidente stradale mentre andavo al lavoro, ma chi ha causato
    il sinistro è scappato.Ad oggi percepisco da parte del’ inail una rendita vitalizia,avendo l’ ente riconosciuta una invalidità
    del 16%.
    A novembre 2009 ho fatto richiesta al fondo vittime della strada per un risarcimento.
    Il mio quesito è se l’ inail può chiedere la surroga al fondo .

  29. staff scrive:

    Il Fondo di Garanzia opera come fosse una vera e propria assicurazione RCA ( eccetto per l’applicazione della franchigia di euro 500,00). Quindi l’Inail , ex art. 1916 c.c., potrà surrogarsi nei confronti del Fondo. In pratica i risarcimenti non si cumulano e quindi quello che lei otterrà per rendita vitalizia le verrà scalato dal risarcimento dei postumi invalidanti che il Fondo le riconoscerà. L’Inail però non riconosce i giorni di inabilità ( ma paga in percentuale solo lo stipendio perso) nè il danno morale. Attenzione però! Non è facile stabilire quanto ammonta complessivamente la rendita vitalizia che l’Inail erogherà negli anni rischiando cosi’ di accettare una somma risarcitoria dal Fondo minore di quella spettante. Si consideri poi che il calcolo Inail è completamente differente dal calcolo tabellare dei postumi perchè tiene conto del nucleo familiare e dell’età lavorativa. Sarà quindi sempre bene fare richiesta apposita all’Inail di quantificazione dell’ammontare della rendita onde aver poi riscontro effettivo con la quantificazione del risarcimento che erogherà il Fondo.La ringraziamo per la sua visita, sperando che ci continui a seguire sempre anche nel futuro.

  30. staff scrive:

    Carissimo sig. Enzo, che la legge sull’Inail non sia proprio ciò che definirei una legge a favore del cittadino – lavoratore è pensiero di molti, ma purtroppo siamo costretti ad adeguarci e a “subire” la solita legge Italiana che poco tutela da al cittadino ( pensiamo alle varie leggi e procedure tanto garantiste sulla carta ma che poi danno un margine di cosi’ ampia discrezionalità ai giudici da renderle vane!). Venendo più specificatamente alle domande che ci pone prima di tutto quanto da lei percepito per i 10 punti li dovrà restituire in quanto le riconoscono, ora , 16 punti di invalidità liquidabili con una rendita. Quindi, invece di scalarli, cosa che sarebbe molto più logica l’Inail li rivuole indietro mentre paga delle rate in cui , ovviamente, sono ricompresi anche i suoi 8.100,00 euro anche se rateizzati nel tempo ! Per quanto riguarda le cause in corso bisogna distinguere i risarcimenti. Cioè se il suo legale ha fatto, come mi pare di capire, causa di lavoro impugnando il licenziamento in questo caso il risarcimento che le spetterà in caso di vittoria esula ovviamente dall’ambito INail. Se nelle azioni fatte dal suo legale vi rientrano anche le lesioni subite a seguito dell’infortunio qui bisogna fare attenzione in quanto se controparte – il datore di lavoro – produce documentazione attestante il già avvenuto risarcimento in questo caso nulla le è dovuto per il danno biologico subito in quanto risarcito dall’Inail e se ottenuto due volte ( dall’Inail e dal datore di lavoro) sarebbe un ingiustificato arricchimento. L’Inail però non paga, si badi bene, il danno morale nè i giorni di invalidità e quindi probabilmente il suo legale avrà richiesto queste voci ( per essere più precisi bisognerebbe vedere gli atti di causa su cui comunque può avere , sicuramente, corretta e competente spiegazione dal suo legale di fiducia). In questo caso l’INail non potrà pretendere la restituzione perchè nel suo risarcimento non rientrano tali voci. In buona sostanza solo nel caso di arricchimento ingiustificato l’Inail potrebbe richiederle la restituzione ma questo difficilmente potrà avvenire in quanto nel 90% dei casi non si arriva mai a tale situazione ( e cioè che il danno bilogico del suo 16% venga risarcito due volte). Arrivando all’ultima ipotesi non è possibile che lei possa dimostrare di non aver mai preso i soldi Inail in quanto ovviamente vi è traccia che quest’ultima ha pagato. Se invece fa riferimento al fatto che richiesti i soldi da parte dell’Inail ed azionata la procedura di recupero da parte di detto ente, questo non riesca a prendere alcunchè in quanto lei non ha nulla intestato , allora questo è un altro problema che si risolverà con un pugno di mosche da parte dell’Inail in quanto in Italia sono tre i poteri che comandano : Berlusconi, il Papa ed i nulla tenenti. Quindi a chi non ha nulla non si può prendere nulla ( circostanza su cui, pur capendo la sua posizione, non mi trova molto d’accordo in quanto si pensi al caso in cui dovessimo recuperare noi dei soldi da un nostro debitore). Si ricordi che però non si deve davvero avere nulla in testa ( nè case, nè machine, nè scooter e conti correnti a zero), non si deve avere un lavoro ( altrimenti viene pignorato il quinto dello stipendio) e si deve abitare in una casa in cui non vi siano mobili da pignorare ( se abito in casa di terzi questi debbono dimostrare con documentazione alla mano di essere proprietari dei beni). Detto ciò ovviamente l’Inail non prenderebbe nulla anche se , dovendole dare una rendita vitalizia, ovviamente è sempre possibile che scalino la cifra dovuta elargendole un importo ancora minore di quello che prende attualmente.
    Concordo con lei per le scemate Italiane e sottolineandole che non si deve scusare affatto per lo sfogo ( anzi il blog nasce anche per questo) la ringraziamo di averci visitato e speriamo che continui ad essere un nostro assiduo lettore.

  31. Giuseppe scrive:

    Mio fratello andava a lavoro: l’auto proveniente dalla direzione opposta gli è piombata addosso causando un terribile frontale. Vive con una protesi all’istmo dell’aorta.
    Ci siamo rivolti ad un legale che ci ha subito consigliato di togliere di mezzo l’Inail. Mio fratello non si è presentato a visita , l’Inail ha scritto che cosi facendo la pratica verrà archiviata.
    Lo scopo è vedersela direttamente con l’assicurazione della controparte : più soldi per mio fratello , più soldi per l’avvocato !

    Che ne pensa ?

  32. staff scrive:

    Gent.le sig. Giuseppe, alla sua domanda non posso rispondere direttamente in quanto ciò presupporrebbe prima di tutto una scorrettezza professionale nei confronti di un collega in cui suo fratello ha risposto la fiducia e poi in quanto dovrei comunque dare un giudizio non conoscendo la pratica e quindi il giudizio sarebbe sicuramente generico e non specifico al caso che le interessa ( ed ogni caso è davvero una storia a sè). Le rispondo però facendo riferimento ad uno dei casi recenti trattati . Nel caso cui faccio riferimento Tizio aveva subito un infortunio mentre si recava al lavoro e pertanto era intervenuto l’Inail la quale provvedeva a corrispondere la retribuzione in maniera percentuale al lavoratore e a risarcire i postumi invalidanti superiori al 16%. In questo caso poichè la valutazione Inail è differente da quella RCA ( una riguarda la invalidità lavorativa l’altra più genericamente l’invalidità subita) , differente è stato anche il conteggio che ne è venuto fuori. Infatti l’email non fa un conteggio semplicemente sulla base dei postumi e dell’età del soggetto, ma tiene conto anche del nucleo familiare, del reddito percepito, ed ovviamente dell’età lavorativa ancora da svolgere del soggetto. Nel caso che le dicevo è accaduto che il conteggio dell’Inail fosse più alto di quello dell’RC Auto, rimanendo all’assicurazione del veicolo investitore da corrispondere solamente il danno morale, la temporanea. L’unico problema che ovviamente si ha nel caso di invalidità superiore al 16%, è il fatto che l’Inail non da una somma totale di risarcimento da un vitalizio. Quindi in questo caso qualora si necessita di avere una somma in un’unica soluzione potrebbe essere favorevole rifarsi completamente nei confronti della assicurazione di controparte senza l’Inail, non avendo comunque la certezza di prendere di più. Inoltre pongo un problema in ordine alla retribuzione del lavoratore infortunato in quanto, in questo caso, l’Inail non risarcirà i giorni di lavoro in termini retributivi ed in questo caso il datore di lavoro potrebbe sollevare questa eccezione e non corrispondere il dovuto, se non per la parte a lui spettante prevista dalla legge, al lavoratore. Ovviamente nel caso in cui l’invalidità sia inferiore al 16%, cosa che non mi pare possibile , pur non avendo competenze mediche, nella diagnosi da lei prospettata,l’Inail darebbe non più una rendita vitaliziama bensì una somma onnicomprensiva. Si ricordi poi che qualora la valutazione dell’Inail fosse inferiore ci si potrebbe comunque rifare per la differenza all’assicurazione del mezzo investitore. Chiarisco con un esempio: se in base alla valutazione Inail ho diritto ad avere 15.000 per i postumi, e per il calcolo RC Auto o invece diritto ad averne 20.000, potrò apprendere 15.000 dall’Inail e i restanti 5000 dalla RC Auto. Riassumendo, quindi, non sempre la valutazione Inail è inferiore di quella RCA. Io personalmente faccio sempre applicare la procedura ordinaria e quindi agisco per la differenza rispetto a quanto corrisposto dall’Inail, a meno che il cliente non mi riferisca di volere una somma di unico importo e non un vitalizio (parlo sempre di lesioni superiori al 16%). Certo è che sicuramente illegale di suo fratello avrà valutato tutte le opzioni e probabilmenteavrà già fatto fare un calcolo dal quale si è vinto che agire per la RC Auto senza Inail è comunque più conveniente rispetto all’ipotesi ordinaria. Sperando comunque di aver chiarito un po’ i suoi dubbi anche se consapevole di non aver potuto rispondere direttamente alla sua domanda in virtù delle regole deontologiche in vigore, la ringrazio vivamente per averci scritto e soprattutto per aver visitato il nostro blog sperando che lei continui ad essere un nostro affezionato lettore.

  33. Giuseppe scrive:

    La ringrazio prima di tutto ! Riscrivo per chiederLe se in base alla Sua esperienza abbia riscontrato che non è poi cosi difficile escludere l’Inail… basta non presentarsi a visita.?
    a me è chiarissima la Sua spiegazione su vitalizio e rimborso unico !
    Può spiegarmi meglio la problematica che il datore di lavoro potrebbe rivendicare : se non c’è Inail c’è Inps ! che vantaggi o svantaggi ha il datore di lavoro ?
    Mio fratello ha 38 anni e ha preferito lottare da solo con l’assicurazione senza Inail che fà la rivalsa …. se è stata una scelta vincente non lo sappiamo.

    Grazie Giuseppe

  34. staff scrive:

    Effettivamente per non far intervenire l’INAIL basta non andare a visita costringendo così l’Inail ad archiviare la pratica. Il problema che mi ponevo è che le giornate di lavoro , nel caso di specie, debbano essere pagate dall’Inail ma se un lavoratore per sua volontà non si sottopone alle visite impedendo la procedura prevista per legge sia il datore di lavoro che l’Inps potrebbero sollevare questa eccezione . L’inps non è che interviene in tutti i casi in cui non vi sia l’Inail in quanto i patronati sono pieni di cause ove si discute proprio di chi sia l’ente preposto al pagamento ( spesso vi sono situazioni in cui l’inail non riconosce l’infortunio in itinere e dichiara che deve essere l’inps a risarcire e viceversa). Ora se nel suo caso l’inps sollevasse la problematica che è l’inail che deve pagare e l’inail , ovviamente, facesse presente che non può farlo in quanto la pratica è archiviata , i giorni di lavoro li dovrebbe pagare interamente il datore di lavoro . Questi però si troverebbe a sborsare una somma a lui non spettante e quindi, a mio avviso, farebbe bene a non pagare.
    Il caso che mi prospetta è comunque particolare e le sarei grato se continuasse a tenermi aggiornato sugli sviluppi scrivendo su questo blog. Grazie per la sua fiducia.

  35. Giuseppe scrive:

    Ringrazio e prometto di tenerLa aggiornata ! Lunedi scorso è arrivata la visita “fiscale” (?) dell’Inps , tutto ok.
    Nel caso di mio fratello l’INPS ha iniziato a pagare da subito , probabilmente , ma non ne sono sicuro , perchè l’avvocato chiamò la direzione del personale dell’azienda dove lavora mio fratello , pregandoli di spedire i certificati solo all’INPS , perchè noi avremmo cercato di dimostrare che l’incidente non era in itinere;
    Mio fratello era solito fermarsi in un bar e dopo sarebbe ripartito per andare a lavoro. L’ispettore dell’Inail ha detto che il Bar era in itinere e la sosta che mio fratello faceva non aveva importanza perchè comunque sulla strada per il lavoro.

    Vorrei raccontarLe che si sono presentate a casa delle persone promettendo mare e monti per l’eventuale risarcimento che mio fratello dovrà ottenere pur di aggiudicarsi il mandato …robe da film più d’orrore che fantascenza.

    Approfitto per chiederLe : è vero che adesso sarà importantissima la diagnosi di un medico legale ?
    è vero che ci sono firme che pesano più di altre ? …
    Grazie
    Giuseppe

  36. staff scrive:

    Quindi da quello che mi riferisce vi è anche un problema in merito all’infortunio se in itinere o meno ed è per questo quindi che vi è l’Inps il quale paga qualora non si tratti di infortunio in itinere.
    Per quanto riguarda l’altro aspetto di ci mi faceva riferimento e cioè che si sono presentati colleghi promettendo mare e monti le dico che purtroppo è frequente tale fenomeno anche se da me non condiviso per le ragioni che le vado a spiegare. Tanto per farle un esempio qui da noi vi è stata la strage di Viareggio in cui io assisto diverse persone e molti miei clienti sono stati contattati da studi sparsi in tutta Italia e da periti che si offrivano come panacea di tutti i mali ( uno studio propose persino di fare una causa in America in quanto la cisterna che provocò l’incendio era di proprietà della Gatx società americana nonostante è noto come la competenza sia del luogo in cui è avvenuto il sinistro!!!). Detto ciò le dico che non amo fare questo tipo di propaganda, anche se ovviamente uno è libero di fare quello che vuole mettendoci la faccia. E’ capitato, ad esempio, proprio questa mattina che ho incontrato una mia vecchia compagna di scuola alle poste che stava ritirando un atto giudiziario in cui lei era stata chiamata in causa e pur avendone l’occasione non le ho offerto il classico bigliettino da visita in quanto quest’ultima sa il lavoro che svolgo e se vorrà saprà dove cercarcarmi. Questo perchè andarsi a procacciare i clienti alla cieca promettendo loro chissachè è pericoloso e poco produttivo. Infatti ritengo che il rapporto che si instaura tra cliente ed avvocato sia un legame, come dovrebbe essere, strettamente di fiducia e che intraprendendo una causa si compia assieme un viaggio in cui se i naviganti sono in sintonia probabilmente nessun incidente si verificherà. Mi spiego meglio. Se un cliente ha fiducia nella mia persona ed onestà sa che tutto il possibile per la tutela dei propri diritti sarà fatto da parte mia pur non potendo garantirgli il risultato in quanto, in una causa, non potrò garantire ciò che dipende dalle decisioni di terzi ( i giudici) ma potrò eventualmente dare una prognosi probabilistica della sua situazione. Il cliente però avendo fiducia in me saprà prima di tutto che non avrà a temere parcelle esose e che nulla sarà tralasciato nel suo caso , ovviamente per quanto possibile. Se invece andassi da un probabile cliente che non conosco garantendogli mare e monti anche ciò che in cuor mio so forse di non poter ottenere, qualora non ottenga ciò che ho promesso mi troverei una grana ed un cliente insoddisfatto. Certo potrei sempre dire ( molte volte a ragione) che il giudice ha errato o trattato la causa con superficilità ma certamente il cliente poco oramai si fiderebbe di chi gli ha garantito qualcosa e poi non l’ha ottenuto proprio in quanto il rapporto iniziale non era basato sulla fiducia.
    Non dico che ovviamente non ci avrebbe fatto piacere anche al nostro studio curare la pratica , ad esempio, di suo fratello se fosse ovviamente venuto da noi inizialmente ( e non certamente ora non essendo nostra intenzione nemmeno pensare di togliere la pratica ad un collega) ma ciò non certamente promettendo mare e monti ma solamente sulla convinzione della onestà del nostro studio e del nostro lavoro, garantendo sì che tutto il possibile avremmo fatto per fargli ottenere quanto di diritto ( anche perchè di più è un utopia).
    Con molti anni di lavoro ho potuto notare che l’onestà paga sempre e questo anche nell’emissione delle parcelle in quanto l’obiettivo del nostro studio è quello che il cliente ritorni da noi in caso di bisogno e non di farci tondi in una pratica fine a se stesso.
    Fatta questa premessa quindi questo modo di proporsi ritengo sia poco professionale ( ma se la consola io ho visto persino colleghi dare bigliettini da visita al padre durante il funerale del figlio.) Le posso anche dire però che la nostra categoria di avvocati non va individuata in tali soggetti ( putropppo le mele marce vi sono dappertutto e tra l’altro tale comportamento è anche vietato dal codice deontologico). La nostra categoria è fatta di persone che ogni giorno vanno nei Tribunali a difendere i diritti altrui che caricano su di sè i problemi degli altri ( in quanto impossibile è rimanere completamente asettici) e che cercano anche di aiutare i clienti in difficoltà. Quanti avvocati non chiedono acconti per l’attività svolta facendo credito al cliente! Quanti altri lavori e lavoratori lo fanno? Come dice una campagna della OUA Ghandi era un avvocato!
    Fatta questa piccola pubblicità alla categoria cui appartengo , rispondendole all’altro quesito proposto le confermo che importante è effettivamente la perizia del medico legale , anzi, direi, fondamentale. Però non è che una perizia valga più di un ‘altra , se fatta bene, in quanto poi si dovrà confrontare con quella del perito della assicurazione. Certo che se il perito dell’assicurazione ha stima del medico legale di parte certamente sarà più propenso a fare una perizia che collimi con quest’ultima : ma come si può prevedere e pianificare questa circostanza? L’importante è che venga fatta una perizia da un medico legale “onesto” tanto per ritornare al tema di cui sopra in quanto capita di trovare medici che “sparano” un punteggio altissimo mettendo così in difficoltà l’avvocato e la trattazione della causa e portando spesso in giudizio cause perse. Infine le ricordo che con le nuove norme e punteggi comunque con tali risarcimenti non ci si fa ricchi in quanto in base all’età e ai punti di invalidità corrisponde una determinata somma risarcitoria che varia solo se superiore al 9% in quanto bisogna vedere quali tabelle vengono applicate poichè al di sopra di tale percentuale non vi è uniformità come invece al di sotto. Le tabelle più aggiornate sono quelle di MIlano ma non tutti la applicano ( ad esempio il Tribunale di Lucca solo da un mese ha deciso di applicarle).
    Quindi, concludendo, chi le garantisce mari e monti non le dice il vero ( come chi garantisce la riuscita di una causa) in quanto quello che otterrà suo fratello è e sarà sempre quello che gli spetta per legge ma non di più ( indipendentemente da chi gestisce la pratica).
    Vi sono altri metodi, ritengo, più seri ed onesti di prendere la fiducia del cliente e successivamente la pratica quali ad esempio fare informazione come noi facciamo con questo blog ( anche se alla base vi deve essere sempre il piacere di farlo perchè ci dà l’opportunità di confrontarci e di mettere a disposizione la nostra esperienza). Quindi se suo fratello ha dato fiducia al suo avvocato continui a dargliela che sicuramente vi condurrà ad un risarcimento congruo secondo diritto.

  37. Giuseppe scrive:

    Non sò se è un argomento che è stato già trattato , ma mi direbbe di più su queste tabelle di “milano” ?
    Grazie ancora…

  38. Dario scrive:

    Salve,
    nello scorso mese di aprile ho subito un sinistro mentre a bordo del mio scooter mi recavo al lavoro, riportando lesioni.
    Dopo aver denunciato l’incidente alla mia assicurazione sono stato dalla stessa risarcito per il danno al mezzo e sottoposto a visita dall’Inail.
    A dicembre mi sono sottoposto alla visita del medico fiduciario dell’assicurazione, mentre qualche giorno fa ho ricevuto tramite assegni il risarcimento da parte dell’Inail.
    Cosa devo aspettarmi adesso dalla mia assicurazione? Riceverò un ulteriore risarcimento?
    E’ possibile che l’assicurazione decida di non risarcirmi poichè sono già stato risarcito dall’Inail?
    Grazie

  39. staff scrive:

    Sopra il 9% di postumi ( le cui tabelle sono uguali in tutta Italia) si vanno ad applicare le tabelle dei vari Tribunali di competenza.Ogni Tribunale – a mio avviso ingiustamente in quanto non e’ giusto che se ho un sinistro a Milano venga risarcito di più che a Lucca – determina lee proprie tabelle risarcitorie e gli adeguamenti da apporti in base ala situazione concreta verificatasi. Nel 2008 la Cassazione ha emesso, in materia di risarcimento di danno alla persona, 4 sentenze ove, invertendo l’orientamento sino ad allora seguito, si stabiliva che il danno morale non era più automatico ma bensì andava provato e che nello stesso rientravano tutti i tipi di danno morale , danno esistenziale compreso.In buona sostanza prima di tali sentenze, si applicava , soprattutto per i danni piccoli il danno morale in percentuale sul danno liquidato ma si poteva dimostrare un danno maggiore per il morale oltre che un damo, ad es.esistenziale. Oggi invece vale la regola che in percentuale non ti damo nulla ma la liquidazione avviene solo su prova dell’effettivo danno morale subito ( prova non certo sempre facile da ottenere) e sen duplicazioni di voci: il danno esistenziale rientra nel danno morale! Alla luce di queste sentenze il Tribunale di Milano ha predisposto delle tabelle che rispecchiassero quanto dettato dalle sentenze della cassazione ma che comunque dessero giustizia a chi avesse avuto un danno alla persona. I parametri di risarcimento quindi sono stati alzati ed ovviamente ai punti di validità potrà essere applicata una maggiorazione percentuale a fronte di una provs del danno morale. Sta di fatto che a quanto mi consta ad oggi il risarcimento maggiore che si possa avere per un danno alla persona e’ proprio applicando le tabelle del Tribunale di Milano. La buona notizia e’ che molti tribunali stanno adottando tali tabelle che risultano essere le più all’avanguardia ( mi si scusi il termine improprio) alla luce delle sentenze della cassazione

  40. staff scrive:

    L’ assicurazione le ricoscera’ sicuramente un danno e precisamente l’invalidità giornaliera ( ITT e ITP) , un danno morale se provato ( se vi e’ ricovero di solito si presume implicitamente) e la differenza, sulla base dei postumi subiti, risultante da quello che le ha dato l’Inail e il calcolo dei postumi su base RCA e quindi in base alla tabelle in vigore per tutti uguali sino al 9% o se superiore in bea alle tabelle del Tribunale di competenza . L’inail ovviamente per quanto le ha dato farà rivalsa nei confronti della assicurazione RCA ma questo e’ un problema che non le interessa direttamente se non nella misura che lei ha l’obbligo di comunicare alla compagnia assicurativa di aver avuto un risarcimento anche dall’Inail. Sperando di essere stato sufficientemente chiaro la ringrazio per l’attenzione che ci presta leggendo il nostro blog.

  41. Dario scrive:

    E’ stato chiarissimo e la ringrazio. Solo una precisazione: come faccio a sapere quale percentuale mi ha riconosciuto l’Inail e quindi poter fare un confronto con quanto mi riconoscerà la mia assicurazione? Se non capito male l’Inail risarcisce postumi a partire dal 6% che in base alla tabella da voi allegata corrisponde a 7.200€ (età 41-45), mentre io ho ricevuto una somma inferiore. Devo fare una richiesta specifica all’Inail per capire analiticamente come è stato calcolato il risarcimento?
    Complimenti per il blog.

  42. Tore scrive:

    Salve, ho avuto un incidente andando a lavoro, a causa dell’asfalto umido la macchina si è girata andando poi a sbattere nel guardrail.
    Io non ho denunciato nulla all’assicurazione in quanto non ho causato danno a terzi e a sua volta il mio danno non è stato causato da terzi.
    Ho inoltrato la pratica di infortunio, inviando solo i certificati rilasciati dal medico, ma non ho la denuincia di sinistro. Ho letto che l’Inail richiede anche la denuncia di sinistro, nel mio caso come dovrò comportarmi?
    Grazie.

  43. Giovanni scrive:

    Salve,
    vorrei prospettare un caso leggermente diverso da quelli fin ora trattati. In gennaio ho subito un infortunio mentre mi recavo a lavoro in bicicletta. Non avendo una assicurazione non può operare il meccanismo del risarcimento diretto. La mia richiesta di risarcimento è stata pertanto da me inoltrata alla compagnia assicurativa del danneggiante. Pochi giorni fa mi arriva una comunicazione del mio datore di lavoro nella quale lo stesso dichiara mi informa che qualsiasi rimborso a titolo di indennità di lavoro giornaliera dovesse pervenirmi dall’inail (alla quale io non ho mai chiesto nulla) dovrà essere girato direttamente a lui (il datore di lavoro) in quanto nel breve periodo di assenza mi è stata corrisposta la retribuzione piena. Fin qui, direi, nulla da eccepire. Poi si precisa di non compiere alcun atto che sia di pregiudizio al diritto del datore di lavoro a chiedere al terzo responsabile il rimborso degli oneri sostenuti per retribuzioni e oneri previdenziali nonchè di informare il datore di eventuali accordi con il responsabile dell’incidente.
    Come mi devo comportare? Devo chiedere alla assicurazione solo il danno biologico (inferiore al sei per cento e di modesta entità) e all’INAIL il danno economico? Quando e in che forme? Ex 142 del cod. delle assicurazioni?

  44. staff scrive:

    Nel suo caso il consiglio è quello di fare una denuncia cautelativa alla compagnia assicurativa proprio ai fini Inail il quale richiede, di solito, tale denuncia come prova che l’infortunio si sia verificato a seguito di un sinistro e recandosi al lavoro. Quindi anche se la denuncia non serve a nulla in pratica in quanto non si deve richiedere il risarcimento e non si è provocato danni a terzi.In realtà l’Inail potrebbe anche non richiedere tale denuncia e semplicemente richiedere una dichiarazione dell’infortunato. Spedisca quindi con raccomandata la denuncia cautelativa alla sua assicurazione e poi porti la copia con le ricevute della raccomandata all’Inail e vedrà che l’ostacolo verrà raggirato e il problema risolto. Grazie per seguirci sul nostro blog.

  45. staff scrive:

    Sulla retribuzione piena non mi pare vi siano problemi anche se difficile è capire come l’Inail possa intervenire se lei non gli ha denunciato alcunchè. La lettera che le ha inviato il datore di lavoro è speculare a quella che avrebbe dovuto inviarle l’Inail. Lei dovrà comunque procedere regolarmente con la pratica di risarcimento danni ma quando andrà a liquidare il danno dovrà fare il lavoro che l’Inail avrebbe fatto autonomamente. Il datore di lavoro dal canto suo dovrà richiedere il risarcimento per i giorni di lavoro corrisposti alla compagnia assicurativa che gli verranno rimborsati e quindi sciogliendo quel vincolo che ad oggi la lega su tale risarcimento. Detto ciò il datore non ha diritto ad alcunchè in quanto non è che si sostituisce all’Inail nè provvede a risarcirla al posto dell’Inail.I pregiudizi di cui parla il datore stanno nel fatto che sei lei chiude il sinistro senza informare l’assicurazione che dovrà restituire quanto versato al datore, questi non potrà recuperare quanto di diritto: onere di costui sarà comunque richiedere quanto dovuto con lettera racc.ta a.r. All’inail lei poi non può chiedere il danno economico ( ?) ma il danno da invalidità lavorativa ed anche il danno biologico è sempre un danno che incide sulla capacità lavorativa. Da quanto riferisce però l’inail non sembra essere intervenuta perchè lei non ha denunciato il sinistro. L’art. 142 codice delle assicurazioni vale per l’inail ma lei potrà informare con lettera racc.ta a.r. l’assicurazione che il datore avrà diritto a prestazioni da parte dello stessa. L’assicurazione RCA le risarcirà il danno biologico su cui il datore di lavoro non potrà accampare diritti ( cosa diversa farebbe l’Inail il quale risarcisce un danno biologico da incapacità lavorativa che va a sottrarsi a quello biologico RCA: ovviamente sempre se superiore al 6%).
    In pratica , essendo la materia complicata : prosegua la sua pratica con la compagnia assicurativa e la informi delle pretese del datore di lavoro. Questi a sua volta richieda alla assicurazione quanto di sua spettanza quantificando la sua richiesta.
    Grazie per continuare a leggerci sul nostro blog.

  46. leonardo scrive:

    Salve a tutti,
    il mio problema è presto detto: come ho scritto sopra, incidente d’auto dovuto a strada ghiacciata. Terza trasportata chiede il risarcimento danno con lettera di messa in mora all’assicurazione che la trasportava, specificando chiaramente che si tratta di infortunio in itinere (poichè andava a lavoro) per evitare che ci sia duplicato di pagamento.
    Trascorsi ormai 30 giorni previsti dalla legge per la richiesta di integrazioni , ma di risposta (integrativa dei dati e della nomina del perito) non se ne vede da parte dell’assicurazione.
    Come si procede ora?
    Si deve fare qualche sollecito oppure trascorsi il termine di 90 giorni dopo la guarigione si può intentare causa all’assicurazione? Mentre per quanto riguarda l’Inail esce fuori gioco oppure va fatta qualche comunicazione?
    Spero di essere stato chiaro e ringrazio di cuore per la disponibilità.
    cordiali saluti

  47. kikka scrive:

    Salve. In data 20 gennaio 2011 ho avuto un indicente stradale durante l’orario di lavoro (seconda ora lavorativa). una macchina mi ha tagliato la strada, senza dare la precedenza, e per evitare l’impatto ho frenato bruscamente ed ho perso il controllo del mio motociclo (sampietrini bagnati), cadendo a terra; non potendomi alzare per il forte dolore alla gamba sinistra, sono stata portata al P.S. con l’ambulanza, dimessa poi con prognosi di 5 gg e “contusione ginocchio sinistro” (con ginocchiera e stampelle). sul luogo del sinistro sono intervenuti i vigili.
    al termine dei 5 gg del PS mi sono recata agli ambulatori di competenza dell’INAIL per la continuazione dell’infortunio, in quanto non riuscivo ancora a camminare, e mi sono stati dati prima 4 giorni, poi altri 6, poi altri 6 ed infine, dopo aver effettuato una risonanza magnetica (referto: lesione di alto grado del legamento crociato anteriore), altri 21 gg con prescrizione di fisioterapia (e consiglio di sottopormi ad intervento).
    Per quanto riguarda il sinistro, la mia agenzia di assicurazione non ha accettato la mia denuncia, costringendomi ad aprire TELEFONICAMENTE solo il sinistro per “infortunio” (oltre la RCA la mia polizza ha anche la copertura per infortunio del conducente) poichè non c’era stato impatto tra i mezzi: ma si può fare una cosa del genere?
    Mi hanno detto che avrei dovuto richiedere il risarcimento danni alla compagnia di controparte, per “sinistro per turbativa”, e così ho fatto; il mio avvocato ha chiesto il risarcimento alla compagnia dell’autovettura che mi ha tagliato la strada.
    Questa mattina però ho ricevuto una comunicazione dell’INAIL (raccomandata), nella quale mi viene detto: emergendo la responsabilità di terzi nel determinismo dell’infortunio, e poichè l’istituto è surrogato nei miei diritti verso il responsabile sino alla concorrenza delle prestazioni dovute, mi invita ad astenermi dallo stipulare accordi con il presunto responsabile senza l’intervento dell’istituto.
    A questo punto la mia domanda è: anche le trattative per i danni subiti al motociclo devono essere concordate con l’inail?
    Visto che anche l’ass.ne di controparte ha risp proprio oggi al mio avvocato dicendo di portare a perizia il mezzo per la liquidazione dei danni, come devo comportarmi? Posso almeno farmi liquidare i danni del motociclo, per peraltro è stato già riparato?
    Infine vorrei capire una cosa: giovedì avrò un ulteriore consulto con un altro ortopedico, nel caso in cui si dovesse decidere per l’intervento chiururgico di ricostruzione del legamento (come già comunicatomi dai medici dell’inail e dai fisioterapisti), come si procede relativamente all’infortunio INAIL?
    Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione.
    Cordialmente.

  48. staff scrive:

    L’inail non interviene per il danno a cose e quindi questo può essere liquidato tranquillamente. Nel caso di operazione verranno fatti ulteriori accertamenti da parte dell’Inail e certificati in quanto , ovviamente, non la si potrà ritenere abile al lavoro e ciò inciderà sulla valutazione dei postumi sia in sede Inail che in sede RCA. La lettera che ha ricevuto dall’Inail di non concordare danni ecc. in realtà spaventa ma in sè è poca cosa in quanto basta fare una comunicazione scritta alla compagnia assicurativa che dovrà risarcire facendo presente che si avrà diritto a prestazioni Inail. Dopodichè si potrà procedere alla liquidazione del danno che l’assicurazione farà tenendo presente, appunto, il diritto di rivalsa da parte dell’Inail. La ringrazio per il suo interesse per il blog

  49. staff scrive:

    Prima di tutto l’Inail non esce mai fuori gioco se non dopo che ha esercitato il suo diritto di rivalsa. Detto ciò è normale che l’assicurazione non risponda nei termini di legge ma…attenzione! Perchè nel caso l’assicurazione abbia inviato la classica letterina , una volta aperto il sinistro, ove si richiede una integrazione di dati fino a che non si da risposta i termini sono sospesi. Nel suo caso , però, tale lettera non è pervenuta e quindi si può procedere una volta trascorsi 90 gg. dall’invio del certificato di guarigione con o senza postumi. Senza tale invio l’assicurazione non è messa in grado di liquidare e non si può procedere. Per quanto riguarda l’Inail basta fare una comunicazione alla assicurazione che siamo coperti anche da quest’ultima e nulla più. La ringrazio per il suo interesse al nostro blog.

  50. kikka scrive:

    Vi ringrazio per la risposta!
    Quindi ricapitolando: posso procedere con la quantificazione e la liquidazione per i danni al motociclo, mentre per i danni fisici devo comunicare all’assicurazione (ma a quale ass.ne? la mia o quella di controparte?) che sono sotto infortunio inail?
    Io dalla mia assicurazione ho ricevuto la classica lettera di apertura del sinistro per “infortunio” (quello aperto telefonicamente con il centro sinistri, nonchè unico sinistro che loro sostenevano di poter aprire in quanto non vi era stato impatto tra i due mezzi), dove si comunica il numero del sinistro, il liquidatore, eccetera; mentre la lettera dell’assicurazione di controparte, dove mi viene chiesto di portare a perizia il mezzo, è stata spedita al mio avvocato ( in tale lettera si parla solo del mezzo e non dei danni fisici).
    Però devo precisare una cosa che mi sono dimenticata di dire, forse fondamentale: il motociclo è di proprietà di mio padre, e il risarcimento danni è stata fatta a suo nome, inserendo però anche il fatto che io, quale conducente, sono stata portata in ospedale con conseguenti danni fisici. E’ opportuno inviare, secondo voi, una seconda lettera per il risarcimento dei danni fisici, sempre tramite avvocato e firmata anche da me, avvisando appunto che vi è diritto di rivalsa dell’inail?

  51. rossella scrive:

    salve,
    volevo chiedere un’informazione: a seguito di incidente in itinere (avvenuto il 15.12) non so se lo stesso mi è stato accolto o meno (dopo aver svolto tutta la procedura, visita, e risposto al loro questionario.). come posso fare? e soprattutto come mi devo comportare con l’inail? mi verrà inviato un assegno per il periodo di infortunio oppure va in busta paga direttamente? perchè la cosa strana è che nel mese di dicembre ho lavorato solo 6 gg ed avevo la prima settimana di ferie.beh, mi ritrovo pagati 26gg su 6 lavorati come è scritto..e fin qui tutto bene se l’inail mi riconosce l’infortunio di 25 gg. il problema è che nel mese di gennaio in cui mi mancano 8gg iniziali (gli altri 17 sono di dicembre) se è stato riconosciuto l’infortunio in itinere.
    devo scrivere qualche lettera per la prescrizione oppure per la decorrenza dei termini? ho letto da qualche parte che ho 90 gg di tempo se loro non rispondono per evitare di poter presentare un eventuale ricorso..ma non ho capito bene..se vuole spiegarmi..
    infine..mi dica se sbaglio..ho 40gg di infortunio-malattia..di cui 25 di infortunio e 15 di malattia. trattandosi di infortunio in itinere, i primi 25gg mi dovrebbero essere pagati solo dall’inail, mentre i restanti 15 dalla rca.giusto? oppure sui primi 20gg c’è qualche residuo che l’assicurazione mi dovrà dare? (il mio medico mi ha detto una ITT al 100% dei primi 20gg e ITP a 50% dei successivi 20gg. Se l’inail interviene io dovrò essere risarcita dalla rca solo per i 15gg restanti calcolati al 50%. corretto il ragionamento?)
    mi scusi ma èè complicato e non mi era mai successo nella mia professione.
    ringrazio per la cortesia e disponibilità..

  52. staff scrive:

    Per sapere se è stato riconosciuto il suo infortunio come in itinere basta semplicemente andare all’Inail ed informarsi anche se non c’è motivo, nel suo caso, di ritenere che abbiano escluso il suo sinistro da quelli in itinere. Avendo attivato la procedura inail lei non dovrà fare niente fintantochè l’Inail non le farà il certificato di guarigione con visita per determinare eventuali postumi permanenti: lei però mi parla solo di giorni come se non avesse postumi.
    In quest’ultimo caso l’Inail non riconosce il risarcimento dei giorni per il danno biologico subito ma le pagherà solo le giornate di lavoro ( come ha potuto, infatti, constatare). Quindi l’Rca le pagherà tutti i giorni i primi al 100% e poi a scalare. Se vi sono postumi , sino al 6% li pagherà solo e soltanto la RCA.
    L’unica cosa che non mi torna nel suo racconto è che lei pare aver usufruito delle ferie mentre era in malattia: è sicuro di questa circostanza?
    Grazie per averci seguito sul nostro blog.

  53. rossella scrive:

    buongiorno.
    no..mi scusi mi sono spiegata male..
    le ferie ne ho goduto prima dell’indicidente (la prima settimana di dicembre dall’1al7). poi sono tornata al lavoro..ho lavorato 6 gg e ho avuto l’incidente con infortunio in itinere aperto dal pronto soccorso il 15.12. poi ho fatto il periodo di infortunio con i certificati del medico del lavoro..e poi ho chiuso l’8 gennaio.
    la visita medica l’ho sostenuta presso il medico inail il 7 gennaio il quale ha confermato quanto detto dai documenti del pronto soccorso..ma niente postumi superiori al 6% (il mio medico parla di 2-3%), e sono tornata a lavorare il 9 gennaio…poi ho continuato solo ai fini assicurativi altri 15 gg solo di fisioterapia ma lavorando.
    quindi l’assicurazione dovrà risarcirmi dal 15 dicembre al 24 gennaio giusto?..ma in tal caso, come fare? secondo le normali tabelle delle micropermanenti fino al 9%? quindi mi saranno risarciti dalla rca 20gg al 100% e 20gg al 50% di inabilità temporanea assoluta e parziale oltre al danno permanente come dice il mio medico?giusto?..ma se è così..allora la differenza dal normale sinistro stradale dove risiede? nel solo caso di lesioni superiori al 6%?il mio avv. mi ha fatto fare la dischiarazione all’assicurazione che ho diritto a ricevere da altri enti..
    ..e poi..il risarcimento inail arriverà tramite assegno separato e non in busta paga? non mi è mai capitato mi scusi….perchè nel mese di dicembre ci sono sempre 26gg a discapito dei 6 lavorati ma lo stipendo è di meno..io penso che le altre somme siano altro ma non gg lavorati o infortunio. (e non mi spiego il perchè visto che poi a gennaio mancano i primi 8gg di infortunio..ergo il mancato riconoscimento ancora dell’infortunio..o mi retribuiscono i gg sia a dicembre che gennaio oppure nessuno..pure perchè è difficile il disbrigo di una pratica nel termine di 10gg!)…mi dica se sbaglio a ragionare così lei che è un esperto..
    infine un ultimo chiarimento..la mia giornata lavorativa durante l’infortunio è sempre uguale oppure sarà di meno (leggo per es. delle percentuali a seconda dei giorni)?
    ringrazio per la risposta celere datami, mi scuso per le troppe domanda fatte ma è la prima volta che mi capita una situazione del genere (e spero l’ultima visto la terribile esperienza) e si porgono distinti saluti.

  54. rossella scrive:

    salve..aggiorno la situazione :ritirata busta paga..mi è stato detto che l’inail mi liquiderà 1500 euro. ora se ho capito bene, la rca pagherà normalmente i gg di infortunio che mi ha dato il medico (cioè i 20+20) e poi dalla somma totale bisognerà togliere i questa somma, giusto?

  55. staff scrive:

    Carissima sig.ra Rossella l’assicurazione RCA le pagherà tutti i giorni dal 15 dicembre sino alla sua guarigione con postumi. Questi li risarcirà solo la RCA in quanto non superiore al 6%. Durante l’infortunio la sua giornata lavorativa verrà pagata come da busta paga per i primi tre giorni e poi successivamente l’Inail riconoscerà la giornata lavorativa ma in misura inferiore . L’inail poi non le risarcisce alcunchè relativamente al danno biologico nel suo caso ma le paga semplicemente le giornate lavorative perse ( in realtà è un risarcimento in termini di mancato guadagno). Se non le è stato ancora pagato, da quanto sempre, le giornate che le spettavano attenda le ulteriori buste paga e controlli in quanto l’Inail non liquida in un unica soluzione. Non si deve poi affatto scusare per le domande fatte….siamo qui per questo e per fare informazioni con tutti i nostri limiti. E’ nostra soddisfazione sapere che siamo seguiti e letti da persone che come lei hanno giustamente bisogno di chiarimenti.

    Le rispondo poi al secondo scritto. I 1500 euro che prenderà dall’Inail saranno imputati ai giorni non lavorati come mancato guadagno. La somma non andrà detratta da quella che le verrà riconosciuta con i postumi proprio perchè l’assicurazione Inail non liquida postumi superiori al 6%. L’unico suo incombente è comunicare all’assicurazione RCA che ha diritto a prestazioni INail ma questo è stato già fatto dal suo legale.
    Pertanto lei dovrà solo riscuotere quello che l’assicurazione le corrisponderà a seguito di trattativa con il suol legale.

  56. Francesco scrive:

    In caso di infortunio in itinere in cui sia ha diritto sia al risarcimento r.c..a che all’assistenza da parte dell’inail, nel caso in cui l’importo r.c.a sia inferiore a quello inail, si ha diritto al danno differenziale ?

  57. staff scrive:

    In realtà l’inail liquiderà il danno secondo le sue tabelle, differenti rispetto a quelle con cui verra’ poi effettuato il calcolo risarcitorio RCA che dovrà tenere conto di quanto liquidato dall’Inail.Quindi si può parlare di danno differenziale a mio avviso nel senso inverso da quello da lei prospettato nel senso che tale differenza verra’ liquidata dalla RCA perché l’Inail risarcirà prima il dovuto anche perché la guarigione INAIL di solito non coincide con quella effettiva in quanto riguarda solo la inabilita’ al lavoro. Se ad esempio, ho subito un colpo di frusta e svolgo attività di ufficio l’inail potrebbe considerarmi guarito perché pur vendo ancora dolori posso comunque svolgere la mia mansione; diversamente per la RCA.Ecco perché il risarcimento INAIL si percepisce prima del risarcimento RCA ( ovviamente e’ esclusa l’ipotesi in cui l’inail paga con la rendita anche se , anche qui, comunque l’importo liquidativo viene determinato antecedentemente alla liquidazione RCA).La ringrazio di essere un nostro lettore

  58. rossella scrive:

    buongiorno,
    la ringrazio di tutte le informazioni che mi ha dato e in modo chiaro ed esaustivo soprattutto per gente che come me non ne capisce molto!
    sono felice anche del fatto che ci sia un portale a disposizione del cittadino utile come questo!
    COMPLIMENTI

  59. leonardo scrive:

    buongiorno,
    volevo fare una domanda su un dubbio che ho : nel caso di infortunio in itinere, con postumi inferiori al 6% (quindi in cui l’inail non interviene), la comunicazione all’assicurazione, ex art 142, di avere diritto a prestazione da altri enti deve essere positiva o negativa?..cioè– si deve scrivere che l’assistito ha diritto o non ha diritto?..non mi è molto chiaro la ratio dell’istituto: serve a comunicare all’assicurazione che l’inail ha pagato l’infortunio al lavoratore, per poi rivalersi l’inail sull’assicurazione?
    ringrazio della disponibilità
    buona giornata

  60. rossella scrive:

    salve,
    mi spiace essere di nuovo qui..ma mi è arrivata una comunicazione dell’inail in cui non mi viene riconosciuto l’infortunio in itinere. sono molto giù. ora come mi dovrei comportare? cosa dovrei fare? :(
    grazie

  61. Staff scrive:

    A noi fa piacere, invece, che lei sia sempre nostra lettrice e che prenda questo blog come punto di riferimento. L’unica cosa che può fare e’ fare ricorso tramite un patronato. In questo modo potrà avere anche il servizio gratuito

  62. staff scrive:

    La comunicazione la deve fare ugualmente in quanto l’inail farà rivalsa per quanto riguarda i giorni lavorativi pagati. L’istituto ha il solo scopo di far sapere alla compagnia che la pratica una volta risarcito il danneggiato non andrà chiusa ma dovrà essere liquidata la rivalsa,appunto, dell’inail

  63. mario rossi scrive:

    scusate l’ignoranza, ma in definitiva che guadagno si ha dal richiedere un infortunio in itinere in caso di lesioni di grado inferiore al 6%?
    se ho capito bene l’indennizzo del 60% dell’inail dovrà essere integrato per il restante 40% dal datore di lavoro? nella migliore delle ipotesi si arriva al 100% della retribuzione, come se si fosse in mutua?

  64. staff scrive:

    Più che guadagno si dovrebbe parlare di obbligo di legge in quanto, appunto, si ha l’obbligo di comunicare all’inail e soprattutto alla RCA la rivalsa. Inoltre parte dello stipendio giornaliero l’inail lo corrisponde e quindi l’unico vantaggio che si ottiene nel caso di lesioni inferiori al 6% e’ questo. La ringrazio per la considerazione prestata al nostro blog.

  65. Giunluigi scrive:

    Un’informazione: sono stato vittima di grave incidente stradale (con postumi del 55% giudicati dell’inail). Ho già fatto tutte le pratiche inail del caso. L’erogazione della rendita è già iniziata. Ora, essendo coinvolta anche un RCA, mi trovo ad affrontare il discorso del differenziale. Ho chiesto all’inail di calcolarmi il valore totale del mio capitale. Il calcolo è stato fatto. Ho scoperto (ignoravo la cosa) che il capitale è suddiviso in due grose voci: 1) DANNO BIOLOGICO ; 2) DANNO PATRIMONIALE (con coniuge).

    Ora la mia questione è questa: il differenziale del danno biologico che io devo andare a calcolare sulla tabella RCA, lo devo calcolare sull’intero importo del capitale oppure solo sulla voce DANNO BIOLOGICO? Spero di essere stato il più chiaro possibile.

    Grazie della risposta.

  66. staff scrive:

    il differenziale che deve andare a calcolare sulla tabella RCA lo deve calcolare sul danno biologico. Infatti il danno patrimoniale riguarda il danno subito, anche quale minore reddito in base all’invalidità subita, non di natura biologica. Ovviamente se il danno patrimoniale calcolato dall’Inail fosse inferiore rispetto a quelle effettivamente subito anche questa voce andrebbe calcolata e detratta da una richiesta risarcitoria avanzata nei confronti della assicurazione RCA. Ma, rispondendo specificatamente la sua domanda, sulla tabella RC Auto andrà calcolata l’invalidità permanente temporanea assoluta e relativa, cioè i giorni di invalidità fino alla guarigione con postumi, che l’Inail non corrisponde in quanto, in termini di giorni corrisponde solo una percentuale sulla retribuzione;andranno calcolati i postumi la cui quantificazione dovrà appunto tenere conto di quanto liquidato dall’Inail; inoltre la RC Auto dovrà corrispondere anche il danno morale. Sperando di esserle stato di aiuto,La ringrazio per il contributo dato.

  67. Giunluigi scrive:

    Grazie. Ho avuto una conferma di quello che immaginavo. Grazie molte per il servizio che date.

  68. staff scrive:

    Cercare e vedere che possiamo essere utili con il nostro lavoro è per noi di immensa soddisfazione. Grazie a lei per l’attenzione prestata

  69. Vale scrive:

    Buongiorno, ho una causa in corso nei confronti di entrambe le compagnie assicurative (dal momento che il danno potrebbe essere ai limiti delle micropermanenti) per ottenere il risarcimento delle lesioni subite in occasione di un infortunio in itinere. Premetto che l’INAIL non è stata citata. La compagnia assicuratrice della danneggiata si è costituita eccependo che la liquidazione del danno biologico è di spettanza dell’INAIL (ex art. 13 D.Lgs. 23.2.2000, n. 38). Ciononostante, non l’ha chiamata in causa. La mia domanda è questa: premesso che l’INAIL nella corrispondenza intercorsa non ha riconosciuto una menomazione dell’integrità psico-fisica in capo alla danneggiata (ed infatti non ha mai corrisposto alcunchè a titolo di danno biologico), non è comunque obbligata l’assicurazione a risarcire tale voce di danno? Oppure, devo in ogni caso chiamare io in causa l’INAIL? Vi ringrazio in anticipo per i chiarimenti che riuscirete a fornirmi.

  70. Enrico scrive:

    Ho un problema molto simile a quello di Gianluigi. Anche a me l’inail ha inviato, come da richiesta, il valore del mio capitale questa settimana.

    Utilizzerò dei numeri fittizzi, così riesco a comprendere meglio…in sostanza se il capitale risultasse di 100 (30 danno biologico e 70 danno patrimoniale) appurato che il mio danno biologico (da tabella RCA) è di 110, il differenziale che io andrò a chiedere alla RCA sarà il risultato di 110 – 30? Dico giusto? Ahimè purtroppo c’è molta confusione in giro sull’argomento.

    Grazie molte

  71. staff scrive:

    Il ragionamento e’ giusto

  72. staff scrive:

    L’assicurazione e’ obbligata a risarcire il danno e non può sostenere che lo deve pagare l’inail e per questo ritenersi esonerata. Se poi l’inail non ha pagato alcunché il ragionamento vale a maggior ragione.eventualmente,se vorrà , sara’ l’assicurazione a chiamare in causa l’inail. Lei ha fatto bene a citare il responsabile rca

  73. Enrico scrive:

    No, l’Inail ha ininizato regolarmente a versare il vitalizio. L’infortunio con l’assicurazione non abbiamo ancora provveduto a chiuderlo per cui, per ora, non ho ricevuto nessun risposta negativa all’eventuale richiesta di differenziale all’RCA (oltre al differenziale mi pare di capire ci siano anche i danni morali dove qualcuno sostiene di calcolarli almeno su almeno un terzo del danno biologico) Diciamo che ho cercato prima di capire quali fossero i miei diritti. Vi ringrazio per l’aiuto.

  74. staff scrive:

    Il danno morale può essere calcolato anche in misura di 1/4 ma dopo le sentenze della cassazione del 2008 il danno morale va provato e non e’ più automatico

  75. Enrico scrive:

    Certo. Direi che in questo caso “la prova è in re ipsa”.

  76. Paola scrive:

    Una domanda: nel caso di infortunio in itinere che ha determinato una inabilità tempornaea assoluta, se Inail ha già porvveduto a corrispondere per i primi 90 gg il 60% della retribuzione e per i successivi il 75%, il resto dello stipendio non percepito (40% per i primi 90 gg e 25% per i successivi 60 gg) lo chiederò alla RCA?
    In caso di risposta affermativa a questa domanda, la richiesta dovrà essere fatta insieme alla richiesta di risarcimento del danno differenziale (ossia la differenza fra quanto verrà valutato come danno biologico permanente dal medico legale della asscurazione e quanto eventualemnte valuterà e indennizzerà Inail (che per ora ha solo detto che la persona ha recuperato la capacità lavorativa ma si è riservata di far pervenire le sue valutazioni sul danno biologico permanente)?
    E’ corretto?

  77. staff scrive:

    Solitamente la differenza retributiva viene corrisposta da parte datoriale ma nulla toglie di poterla richiedere, in termini di mancato guadagno, anche alla assicurazione del mezzo investitrice. In questo caso e’ corretto Inoltrare la richiesta unitamente a quella di risarcimento danni ( rientrando comunque tale “voce” nel risarcimento ). Con l’occasione la ringrazio per il suo contributo al nostro blog.

  78. Paola scrive:

    Grazie mille per la pronta risposta.
    Nle caso in cui l’infortunato non abbia un normale contratto di lavoro ma stia svolgendo un tirocinio ex dm 142/98 si può comunque chiedere il mancato guadagno al datore di lavoro?Il datore di lavoro potrà opporre che non ha nessun obbligo visto che non c’è un ccnl che stabilisca queso obbligo a suo carico?

  79. staff scrive:

    Accettiamo di buon grado i ringraziamenti specificandole che per noi è un piacere rispondere ai nostri visitatori e scambiare con loro esperienze e punti di vista. Per quanto riguardala domanda specifica che mi pone purtroppo il tirocinio ex dm 142/98 essendo formativo e di orientamento, ai sensi dell’art. 18, comma 1, lettera d), della legge n. 196 del 1997 non costituisce rapporto di lavoro. Quindi il problema non è il CCNL in quanto comunque la costituzione all’art. 36 prevede una retribuzione proporzionata al lavoro svolto ma qui, in realtà, non vi è rapporto di lavoro e quindi non si potrà chiedere alcunchè al datore.

  80. andrea scrive:

    salve a tutti, trovo questo blog molto utile e vorrei porre una domanda che mi riguarda personalmente, io sono in infortunio in itinere dopo aver avuto 10 giorni da parte del pronto soccorso l ‘inail mi ha prolungato la diagnosi di altri 10 giorni, alla fine dei quali dovrò sostenere un altra visita. Vorrei capire se l’inail mi risarcirà un indennizzo oppure no…ho letto che se il danno è inferiore del 6% l’inail non risarcisce nulla, io ho avuto un trauma toracico e una contusione splenica ma se non supererò il 6% non riceverò alcun indennizzo?

  81. loris scrive:

    Ho 52 anni compiuti il 08/03/2011, il 02/03/2010 sono stato vittima di un incidente in itinere con postumi calcolati dall’INAIL in 17 punti e dalla RCA in punti 18. L’INAIL mi ha instaurato una rendita. Ora in fase di liquidazione l’INAIL ha fatto pervenire alla controparte assicurativa un prospetto della capitalizzazione delle componenti riguardanti uno del danno Biologico (€. 25000 circa) ed uno del danno Patrimoniale con coniuge (€. 20000 circa). La domanda è questa: a parte le spese subite per le cure mediche, invalidità temporanea ecc., che cosa devo chiedere alla RCA come risarcimento globale e che cosa deve la RCA rimborsare all’INAIL.
    Mi spiego meglio, alla RCA devo chiedere il Danno Biologico + il Danno Non Patrimoniale + il Danno Patrimoniale? all’INAIL va rimborsato solo il Danno Biologico oppure anche il Danno Patrimoniale?, oltre , chiaramente le spese per Temporanea ecc.

  82. Giada scrive:

    Buon giorno, ho bisogno di aiuto… qualche tempo fa ho iniziato un’attività come centro estetico dove volevo inserire anche il servizio di parrucchiere… mi sono messa in contatto con diverse persone finchè avevo trovato da dipendente giusto per poter cominciare la collaborazione lavorativa. Questa persona però ha avuto un grave incidente e ora ne avrò per 6mesi. Devo scriverle una lettera dove dichiaro che dato il suo infortunio nn potrò aspettarla per la collaborazione, perchè le serve anche per il rimborso dell’assicurazione ma non so 1 se si può e 2 come scriverla. mi potete aiutare? Grazie mille. Giada
    ,

  83. staff scrive:

    Grazie per i complimenti! Lei ha giustamente compreso la problematica riguardante l’Inail . Se i postumi non superano il 6% L’Inail provvederà a rimborsarle in % la retribuzione ma non le darà alcunchè per i postumi. Ciò però non comprometterà il suo diritto al risarcimento in quanto potrà richiederlo a chi ha provocato il sinistro e quindi agire in RCA. Ovviamente nel caso in cui si abbia ragione nel sinistro occorso. Sperando di esserle stato utile e soprattutto chiaro, la ringrazio per il suo post

  84. staff scrive:

    All’Inail va rimborsato, da parte della RCA, il danno che ha riconosciuto che nel suo caso è il biologico limitatamente ai postumi ed il danno patrimoniale di euro 20.000, I giorni di invalidità, tecnicamente chiamati ITT ( invalidità totale ) e ITP ( invalidità parziale) dovrà risarcirli la RCA così come pure il danno morale. Inoltre la RCA dovrà risarcirle le spese sostenute e il danno patrimoniale da lei subito ( l’Inail le ha risarcito il danno patrimoniale con coniuge) nella sua differenza rispetto a quello corrisposto dall’Inail.
    Inoltre l’Inail richiederà anche la restituzione della retribuzione versata. In verità tutti questi calcoli saranno fatti automaticamente dalla assicurazione RCA e l’unico suo onere è quello di comunicare che ai sensi dell’art. 142 codice delle assicurazioni lei ha diritto ad indennità Inail. Ovviamente è anche consigliato valutare la liquidazione inail per la differenza dell’avere nel risarcimento RCA. Spero di esserle stato utile . Grazie per il suo contributo

  85. staff scrive:

    Certo che la possiamo aiutare. Il blog nasce proprio per questo!. Prima bisogna però aver chiaro alcuni punti in quanto lei parla di collaborazione e poi di dipendente. Questo Tizio che si è infortunato è stato già da lei assunto ( ed allora ovviamente non si potrà fare nulla) oppure è solo una parola presa senza nulla di scritto? In questo caso per correttezza è bene inviargli una lettera . Se invece avesse sottoscritto con questa persona un contratto o una società bisognerebbe leggerlo prima di darle una risposta ed attenersi a quanto scritto. Da quello che mi riferisce pare però capire che più di un semplice impegno a voce non vi sia e quindi , non sussistendo più i presupposti, lei non è vincolata se non moralmente nei confronti di questa persona anche se nel nostro ordinamente vige il principio anche della buona fede precontrattuale ex art. 1176 c.c. Nel suo caso però sono purtroppo occorse vicende imprevedibili e che rendono impossibile la cooperazione e quindi è consigliabile mandare, si ripete, una lettera sempra che sussista quest’ultima ipotesi di accordo a voce. Spero di esserle stato utile e comunque per maggiori delucidazioni potrà riscriverci sul blog.

  86. diana scrive:

    Buongiorno, in data 05/01/2011 uscita dal lavoro e una volta parcheggiata la macchina sotto casa, allontanatami a piedi verso casa sono stata urtata da un veicolo in retromarcia procurandomi delle lesioni.
    Ho aperto la pratica come infortunio sul lavoro in itinere e adesso, una volta compilato il questionario, l’impiegata inail mi pone il dubbio che possa essere confermato come in itinere in quanto l’utilizzo dell’auto essendoci i mezzi pubblici non viene riconosciuto.
    Ma io pero’ ero gia’ lontano dalla mia auto….
    E’ possibile?

  87. staff scrive:

    Non si può dire che l’ infortunio non e’ in itinere perché lei ha usato l’auto invece che i mezzi pubblici! Nel suo caso il problema e’ vedere se si può sempre considerare in itinere il tragitto da lei fatto dall’auto alla sua abitazione, una volta parcheggiata l’ auto. A mio modesto parere la risposta deve essere affermativa almeno che lei, parcheggiata l’ auto non sia andata, ad esempio a fare compere , prima di andare a casa. In itinere viene cosiderato il tragitto necessario per raggiungere il posto di lavoro da casa e viceversa e non e’ certamente il mezzo usato che cambia il concetto: ci mancherebbe anche che venisse emanata una legge che impone l’ uso di un determinato mezzo di trasporto non dandoci la facoltà di scelta. Spero di esserle stato utile . Grazie per il suo post

  88. Pietro scrive:

    In data 5 aprile u.s. ho subito un infortunio in itinere nel tragitto dal posto di lavoro alla sede di un corso di formazione mentre ero alla guida della mia
    autovettura. A seguito dell’incidente stradale, il presidio ospedaliero mi ha dato 8 giorni di malattia per infortunio, poi continuati con altri 7 per dolori alla massa muscolare cervicale. Sono stato sottoposto anche a delle lastre alla
    spalla e alla testa. Il 18, a seguito di un colloquio, con il medico curante, ho chiuso l’infortunio pur accusando ancora fastidi alla schiena, a causa della necessità di rientrare al lavoro. Il medico curante, però, mi ha prescritto una visita ortopedica. Mi sono poi presentato presso l’Inail che ha ritenuto la pratica completa, a seguito di alcune mie integrazioni. In data 28 aprile ho effettuato la visita ortopedica presso un poliambulatorio dell’ASL lamentando un fastidio alla schiena comparso a seguito dell’incidente e che si manifesta dopo un prolungato stazionamento sulla sedia, quando mi rialzo. Il fastidio alla zona vertebrale lombare mi costringe a stare incurvato per un pò quando mi rialzo finchè mi passa. L’ortopedico mi ha prescritto 10 massoterapie sfioranti con laser e aghi, consigliandomi di evitare per dieci giorni eccessivi stress articolari del rachide. Per l’incidente, con buona probabilità, verrà accertato un concorso di colpa con attribuzione della stessa per il 70 per centro alla controparte e per il restante 30 per cento a me. Mi chiedo se a fronte dei massaggi a cui dovrò sottopormi e che dovrò pagare potrò riaprire l’infortunio presso l’Inail e in che modo. Il giorno dei massaggi dovrà coincidere con un giorno di malattia/infortunio o andrò in permesso? I dieci giorni consigliati tesi ad evitare eccessivi stress articolari del rachide devono coincidere con dieci giorni di riposo? A che titolo, malattia o infortunio?
    Ora devo sottopormi ad una perizia medico legale per far valutare i postumi? L’inail mi manderà una proposta di percentuale di invalidità? Grazie.

  89. staff scrive:

    L’Inail ha ritenuto chiudere la pratica in quanto , a parte i giorni lavorativi, non dovrà corrispondere alcunchè in quanto i postumi , da quello riferitomi, sono sicuramente al di sotto del 6%. Quindi in questo caso pagherà la RCA ovviamente in percentuale in base al concorso di colpa accertato. Lo stesso dicasi per le terapie da affrontare che verranno corrisposte in misura concorsuale dalla assicurazione. Per quanto riguarda i massaggi il giorno preso dovrà essere considerato in permesso e non in malattia mentre i giorni di riposo possono ovviamente, certificato alla mano, essere presi come infortunio, a mio avviso, in quanto riconducenti, appunto, all’infortunio in itinere. Con molta probabilità però l’inail le farà dei problemi visto che la pratica per detto ente è chiusa e probabilmente glieli farà considerare in malattia ( ci tenga comunque informati su questa circostanza). E’ ancora troppo presto per sottoporsi a visita medico legale in quanto dovrà farsi fare dei certificati che dovranno terminare con uno di guarigione con o senza postumi ( nel suo caso probabilmente con postumi) e questo indipendentemente dal fatto che sia ritornato al lavoro e dal fatto che l’Inail abbia chiuso la pratica , valutando questa solo l’aspetto del danno biologico -lavorativo. Dopo il certificato di chiusura con postumi dovrà sottoporsi a visita medico legale dopo 40 gg. circa. L’inail non le darà alcunchè per l’invalidità percentuale almeno che questa non superi il 6%. Spero di esserle stato utile

  90. mario scrive:

    Buonasera, quanti chiarimenti grazie alla lettura attenta di tutte le domande e risposte dello staff: Grazie.
    Volevo fare però una domanda, giovedì 12 maggio ho avuto incidente automobilistico in itinere e il prontosoccorso mi ha dato 7gg salvo complicazioni causa rettilineizzazione della fisiologica lordosi cervicale dovuta al colpo di frusta; ho contestualmente prenotato una visita neurochirurgica per sabato 21c.m. e quindi tre giorni oltre il certificato del prontosoccorso:
    Ho quindi prolungato tramite il medico curante di altri 4gg. la malattia in modo da fare la visita e valutare il danno, ho fatto bene oppure (visto che sono ancora in tempo) devo recarmi all’ambulatorio INAIL per prolungare la degenza?
    Spero mi rispondiate in tempo!!
    Grazie allo staff anticipatamente

  91. staff scrive:

    Ha fatto sicuramente bene ma è sempre consigliabile andare all’ambulatorio Inail il quale valuterà le conseguenze del danno sui giorni lavorativi. Do per scontato infatti che lei sia un lavoratore dipendente e quindi , a causa di tale sinistro, si sia assentato dal lavoro. Per avere quindi una degenza più lunga giustificata sul lavoro dovrà recarsi all’INail. Diverso se , invece, fosse lavoratore in proprio in quanto, in questo caso sarebbe sufficiente quello che ha fatto sino ad ora sempre considerando che dovrà sottoporsi a visita medica sino alla guarigione definitiva con o senza postumi. Spero di esserle stato utile.

  92. mario scrive:

    Si grazie, comunque giusto per completezza, stamane ho deciso di recarmi all’ambulatorio INAIL e ho allungato la degenza.
    Grazie ancora

  93. federico antua scrive:

    salve, nel 2005 ho avuto un incidente stradale sul lavoro l inail mi ha dato il 23% di invalidità di cui percepisco regolarmente rendita mensile inconsapevole ho avviato una causa civile e da poco tempo è stata depositata sentenza
    .gli accertamenti effettuati dal ctu hanno evidenziato un vero e proprio danno biologico pari al 18 % (inferiore all inalil 23%) totale 59.000,00 euro spese mediche 9000,00
    interessi legali per un totale di euro 75.000,00
    la mia domanda è
    se accetto sentenza faccio un reato percependo questi soldi visto che gia da 6 anni percepisco una rendita inail di euro 350 mensili
    ed eventualmente quando mi spetterebbe?
    che rischio corro? sono giusti gli importi percepiti? c e qualche differenza che potrei avere? e se si secondo i calcoli quando dovrei chiedere?
    il mio avvocato mi consiglia di fare una transazione con l assicurazione, è una cosa giusta da fare a sentenza depositata?
    GRAZIE
    in attesa di una vs risposta vi mando i miei cordiali saluti FEDERICO

  94. roberta scrive:

    Buon giorno in data 22 aprile ho fatto un incidente stradale mentre tornavo a casa in pausa pranzo dal lavoro. In ospedale mi hanno aperto l’infortunio che è andato avanti fino al 15 maggio compreso. L’inail mi ha inviato un questionario da compilare che ho compilato e rispedito. Ma ora il rimborso per le giornate di lavoro perso mi arriva direttamente dall’Inail? E in tal caso quanti giorni di tempo hanno per l’invio?

  95. staff scrive:

    Senza conoscere approfonditamente le carte risponderle non è sicuramente facile. Comunque vi è da dire che nel conteggio dell’avere RCA va detratta sicuramente la rendita INAIL. Nel suo caso questo non è stato fatto, mi pare e ciò probabilmente può essere avvenuto in quanto lei non ha comunicato alla assicurazione RCA di aver diritto a prestazioni obbligatorie da parte di enti oppure vi è stata una dimenticanza – grave – da parte dell’avvocato della RCA. Comunque sia prendere tali soldi probabilmente non porterà a nulla in quanto l’assicurazione probabilmente richiederà la restituzione della differenza. Il calcolo che dovrete fare è richiedere all’INAIL a quanto ammonta complessivamente la rendita e poi detrarla dalla sola valutazione del danno biologico ( non dai giorni di invalidità e dal danno morale). Bisogna fare comunque attenzione perchè il calcolo INAIL viene fatto su parametri completamente diversi da quello tabellare RCA in quanto quest’ultimo calcola solo il danno biologico mentre l’INAIL guarda anche al nucleo familiare e anni ancora da lavorare. Percependo tale denaro, a mio avviso, non si commette un reato visto che vi è una sentenza che legittima a ciò ma comporta un arricchimento giustificato e quindi la probabilità quasi certa che si venga chiamati in causa a rispondere e a restituire quanto percepito in più. Causa ovviamente in cui si rischia la soccombenza con pagamento di tutte le spese. Per quanto riguarda gli importi grosso modo posso dire che potrebbero essere giusti anche se è impossibile fare un calcolo con i dati che ho ( manca età, data sinistro, giorni di invalidità ecc.) IL suo avvocato che ha in mano tutta la documentazione se le ha proposto una transazione sicuramente ha riscontrato l’anomalia del risarcimento nel senso che non è stato detratto l’importo inail.Chieda spiegazioni al suo legale del perchè suggerisce una transazione anche perchè probabilmente le vuole evitare un secondo grado di giudizio con spese e tempi molto lunghi. Grazie per il suo contributo

  96. staff scrive:

    L’invio le dovrebbe arrivare direttamente in busta paga . Vi è da dire che ciò dipende anche dal CCNL applicato in quanto si può prevedere anche un anticipo da parte del datore di lavoro . Comunque il consiglio “pratico” è quello di chiedere al datore di lavoro direttamente in quanto a conoscenza del CCNL applicato e/o comunque attendere la busta paga la cui lettura le risolverà qualsiasi dubbio in merito. La ringrazio per averci visitato

  97. giacomo scrive:

    salve ho fatto ad inizio maggio un incidente initinere – sono scivolato con lo scooter per strada causa il fondo viscido e sconnesso della stessa –
    l’ospedale mi ha riconosciuto 20 gg per microfrattura alla tibia e rachide cervicale con richiesta di rs al ginocchio- l’inail dove sono andato spontaneamente dopo tre gg ha confermato i primi 20 gge prescritto la rs del ginocchio
    alla risonanza risultano lca rotto – menisco mediale e lateral rotto piccole lesioni alfemore ed alla tibia…a breve tornero’ all’inal per il controllo…
    la domanda e’ puo’ essere riconosciuto come infortunio initinere ( andavo in ufficio era mattino pesto ) e non essendo inter4venuto un terzol’inailpuo’ rivalersi sulla mia di rca o su chi?? al momento nn ho fatto richieste sinistri stradali ne’ al comune ne’ ad altri non avendo stipulato neanche polizza infortuni guidatore
    Grazie saluti

  98. elisa scrive:

    Che bello questo sito!! Una pacchia per chi, come me, non sa mai cosa fare!!
    Allora, mercoledì 18 Maggio sono stata vittima di un tamponamento mentre mi recavo al lavoro.Sono un’insegnante di scuola elementare statale di ruolo. La vettura mi ha tamponato e, vista la velocità, ha sbattuto anche contro altre due vetture regolarmente parcheggiate. I vigili del luogo sono accorsi immediatamente e hanno compilato tutti i verbali e fatto le rilevazioni. Io sono andata a scuola, facendo il mio turno del pomeriggio, accompagnata da mio suocero, poichè la mia autovettura non era in grado di viaggiare. Finito il mio servizio sono andata al pronto soccorso dove mi hanno diagnosticato una distorsione del rachide cervicale e mi hanno dato una prognosi di 4 giorni, da rivalutare presso il mio medico. Il venerdì 20 mi sono quindi recata presso il mio medico che mi ha fatto la continuazione dell’infortunio con certificato INAIL di altri 30 giorni ( che io ho consegnato sia a scuola che all’INAIL). La direzione della mia scuola però mi ha detto che devo recarmi all’INAIL per farmi visitare perchè se no non mi riconosceranno l’infortunio in itinere. Allora ho chiamato l’INAIL che mi ha detto che il certificato del medico va bene e che o vado io volontariamente a farmi visitare da loro o prima o poi mi arriverà una lettera dove loro richiederanno una visita. Mi conviene aspettare la lettera?

  99. staff scrive:

    Grazie per i complimenti! A mio parere non ha senso attendere la lettera ed è meglio andare di persona anche perchè è bene che l’Inail accerti subito il danno e non la veda tra un pò di tempo quando potrebbe essere in via di guarigione. Quindi il consiglio è di andare volontariamente all’Inail. Spero che ci continuerà a seguire anche quando riprenderà il lavoro e sarà più indaffarata essendo sempre un piacere cercare di dare il nostro piccolo e modesto aiuto

  100. staff scrive:

    non è sempre detto che l’inail faccia rivalsa in quanto anche l’inail è di per se un istituto assicurativo. Ovviamente se vi è responsabilità di terzi l’inail si rivarrà su quanto pagato ma in caso in cui questi terzi manchino verrà ovviamente meno il diritto di rivalsa. Nel caso descritto potrebbe esserci responsabilità del Comune ma la strada per il riconoscimento del risarcimento non sarà facile . Infatti andrà provata la responsabilità del Comune ex art. 2043 c.c. e quindi la non visibilità e non prevedibilità dell’insidia. Alcune sentenze recenti hanno ritenuto la responsabilità del Comune ex art. 2051 c.c. per danno da cose in custodia , disciplina che presuppone una sorta di responsabilità oggettiva e che imputa la responsaibilità al proprietario proprio in virtù della sua qualifica . Grazie per averci scritto

  101. claudio luigi scrive:

    nel 2010 ho subito un incidente stradale in itere riconosciuto infortunio inail volevo sapere i risarcimenti come vengono ieffetuati tra dall’inail e assicurazione rca
    per i vari danni biologico eccetera. grazie

  102. staff scrive:

    I risarcimenti vengono effettuati con al rivalsa da parte dell’Inail nei confronti della assicurazione. Precisiamo meglio…. L’inail risarcisce solo un danno biologico superiore al 6% danno che viene calcolato secondo le tabelle Inail che tengono conto della invalidità al lavoro e differiscono da quelle RCA che riguardano il danno biologico “puro” indipendentemente dal fatto se tale danno possa aver comportato una menomazione alla capacità lavorativa. Ad esempio svolgendo attività di ufficio e facendomi male ad una gamba avrò sicuramente un danno biologico ma non è detto che abbia una menomazione sulla mia capacità lavorativa. Detto ciò, nel caso in cui si sia verificato un sinistro per responsabilità di terzi, l’Inail agirà in rivalsa nei confronti della assicurazione RCA per quanto versato al lavoratore sia in termini di giorni lavorativi – busta paga – sia in termini di danno biologico. L’INAIL però, si badi bene, non risarcisce il danno morale ne i giorni di invalidità – ITT, ITP – che verranno risarciti solo e soltanto dalla RCA. Nel caso di lesioni superiori al 16% la situazione si complica perchè l’INail risarcisce ma con una rendita vitalizia i cui parametri variano in base al nucleo familiare , gli anni lavorativi sino alla pensione e non solo tenendo conto dei postumi subiti. Si capisce come tale calcolo differisca completamente da quello tabellare puro della RCA. Bisognerà quindi richiedere con apposita istanza all’Inail a quanto ammonta il risarcimento del danno biologico, fare poi una valutazione dei postumi su base RCA e richiedere all’assicurazione la differenza. E’ un calcolo sicuramente non semplice. Un ultima specificazione è d’obbligo : dopo le sentenze della Cass. del 2008 il danno morale non è più automatico ( prima era di solito calcolato con 1/4, 1/3 o 1/2 a seconda della gravità della lesione) ma deve essere dimostrato. Se la lesione è micropermanente – sino al 9% – l’assicurazione risarcirà difficilmente in maniera spontanea tale danno. Tale modus operandi è molto discutibile ed anzi criticabile e pertanto , prove alla mano, si dovrà proporre azione giudiziaria. Una nota critica a questo punto è doverosa. Pare, a mio avviso, che la legge che dovrebbe , in primis, essere a tutela del cittadino in realtà sia contro lo stesso. Il caso RCA ne è un esempio. Negli ultimi anni si è assistito ad una serie di leggi che hanno limitato e reso più difficoltoso il risarcimento. Pensiamo all’introduzione delle tabelle micropermanenti che hanno ridotto non poco il danno da risarcire in questi casi. Infatti diversi anni fa per un colpo di frusta si poteva prendere anche 9 milioni del vecchio conio mentre ora se si prende 2000 euro è tanto. Poi è intervenuta la sentenza che in pratica per le micropermanenti abolisce il danno morale. Poi è intervenuto il risarcimento diretto che sotto una parvenza di rendere più agevole il risarcimento in realtà ha creato confusione ed ha creato non poche difficoltà per chi vuole ottenere il risarcimento introducendo la regola che chi fa da sè o si affida alla assicurazione ( e questo è quello che vorrebbero le compagnie) in pratica è fregato. Poi si è data facoltà alla assicurazione di mandare una letterina senza senso che interrompe i termini risarcitori che l’assicurazione manda sempre anche quando la richiesta danni è completa : prima di poter far causa ci potrebbe volere anche un anno ! Anno prossimo verrà introdotta la mediazione obbligatoria costringendo la persona offesa ad pagare per la mediazione e a prolungare di oltre 4 mesi la già sua lunga attesa : si potrà arrivare anche da un 1 1/2 prima di far causa.
    So che questa ultima riflessione poco c’entra con la domanda posta a cui spero di aver comunque risposto compiutamente ma a me le ingiustizie non sono mai piaciute ed è per questo che è nato Legalius per denunciarle e combatterle con il vostro prezioso aiuto di cui non posso che ringraziare.

  103. claudio luigi scrive:

    Volevo sapere piu’ o meno quanto puo’ essere il mio risarcimento h 50 anni nel 2010 ho subito un incidente stradale tornando dal lavoro e riconoscoiuto dall’inail
    la macchina che mi a investito a preso la colpa al 100% per idanni materiali sono stato gia’ risarcito
    ho fatto visite mediche legali assicurazione e mi hanno attribuito 10% danno biologico.
    Sono stato operato alla spalla e sono stato assente dal lavoro 200 giorno con certificati inail compreso anche la riabilitazione percependo dall’inail la busta paga
    sono stato risarcito dall’inail per il danno biologico di euro7000,00 volevo sapere quanto piu’ o meno mi spetta dall’altra assicurazione .
    grazie se potete farmi un calcolo con le voci del risarcimento.

  104. giacomo scrive:

    buonasera – ringrazio per la risposta,
    volevo anche chiedere, se sara’ riconosciuto l’infortunio , l’inail mi risarcirà anche le fatturedeimedici ,analisi terapie etc? in caso affermativo come si richiedono?
    grazie salutti

  105. staff scrive:

    Le fatture relative alle spese mediche le paga la RCA

  106. staff scrive:

    IL calcolo si è basato su date del tutto inventate e va preso in considerazione quale parametro di esempio e non come documento ufficiale.

    il signor Claudio, nato il 1 gennaio 1960 e di anni 50, , in seguito al sinistro avvenuto in data 1 gennaio 2010, ha riportato un danno biologico permanente valutato nella misura del 10%; l’invalidità temporanea assoluta (al 100%) ha avuto una durata di giorni 50; l’invalidità temporanea parziale è stata al 50% per giorni 150.
    Il danno biologico permanente, viene liquidato sulla base dei criteri tabellari per punto di invalidità utilizzati dal Tribunale Milano 2008 che rapportano l’entità del risarcimento ad un valore progressivo con riferimento all’incremento dei punti di invalidità e con una funzione regressiva di decurtazione con riferimento all’elevarsi dell’età del danneggiato al momento del sinistro.
    Per ciascun punto nella tabella viene riconosciuto l’importo di €. 1.472,60 debitamente abbattuto col coefficiente di riferimento per l’età del danneggiato (pari a 0,750).Tale danno va liquidato nell’importo complessivo di €. 14.726,00
    Per ciascun giorno di invalidità temporanea assoluta va liquidato (sulla base dei criteri stabiliti uniformemente dalla tabella prescelta) un importo di €. 69,14.
    Il danneggiato ha subito una invalidità temporanea assoluta di giorni 50 che va liquidata in €. 3.457,00.
    Per la invalidità temporanea parziale la liquidazione della diaria avviene in misura proporzionale alla percentuale di invalidità riconosciuta per ciascun giorno.
    La invalidità temporanea parziale di giorni 150 al 50% va liquidata in €. 5.185,50.
    A titolo di danno biologico per invalidità temporanea (I.T.A. e I.T.P.) spetta al danneggiato l’importo complessivo di €. 8.642,50.
    In totale, a titolo di danno biologico (sia per la permanente (I.P.) che per la temporanea (I.T.)), va liquidato l’importo complessivo di €. 23.368,50.

    DANNO NON PATRIMONIALE (morale). Nel caso in esame Va liquidata un’ulteriore voce di danno non patrimoniale a favore del danneggiato.
    Il danno non patrimoniale (c.d. morale), quale personalizzazione ulteriore rispetto alla liquidazione tabellare va parametrato, in una prospettiva equitativa, con riferimento ad una percentuale dell’importo determinato a titolo di danno biologico.

    RIEPILOGO DELLA LIQUIDAZIONE DEL DANNO
    I danni che vanno liquidati (e, poi, in quanto crediti di valore, rivalutati con attribuzione anche degli interessi c.d. compensativi) sono quindi i seguenti:

    Danno biologico da invalidità permanente: €. 14.726,00Tale danno è stato calcolato utilizzando le tabelle del danno biologico Tribunale Milano 2008 e la liquidazione è rapportata all’epoca in cui le tabelle utilizzate sono state elaborate (01-01-2008).
    Poiché l’evento lesivo è successivo alla data in cui è stata redatta la tabella, occorre procedere alla rivalutazione dell’importo liquidato a titolo di danno biologico, al fine di avere valori omogenei (rispetto alle altre voci di danno) sui quali, poi, calcolare la rivalutazione e gli interessi (c.d. compensativi) fino alla data della liquidazione.
    Va considerato che è ormai principio giurisprudenziale consolidato (Cass., sez. III, 20-06-1996, n. 5680) che la rivalutazione delle somme liquidate a titolo di risarcimento del danno da invalidità permanente parziale, quando questa sia successiva ad un periodo di invalidità temporanea liquidata separatamente, decorre dal momento della cessazione dell’invalidità temporanea e non dal giorno dell’evento dannoso.
    Di conseguenza la data di riferimento per tale calcolo va fatta non alla data del fatto lesivo (01-01-2010) ma da quella in cui è terminata la invalidità temporanea. Poiché la invalidità temporanea è stata determinata in 200 giorni, la data a cui si deve fare riferimento per la liquidazione è quella del 20-07-2010.
    La percentuale di rivalutazione utilizzando gli indici ISTAT del c.d. costo della vita è pari al 4,08% ed il danno alla data del 20-07-2010 è pari a €. 15.327,51.
    Il danno biologico da invalidità temporanea è stato calcolato (vedi sopra) nella misura di €. 8.642,50.
    Tale importo va riportato in valori monetari alla data di verificazione del fatto dannoso e, conseguentemente, la liquidazione va determinata in base ai medesimi criteri di cui sopra, nella misura di €. 8.890,92.
    Il danno morale è stato valutato nella misura di €. 5.842,13; in base ai medesimi criteri sopra esposti tale danno va riportato, in termini monetari, alla data del fatto lesivo e va, dunque, liquidato nella misura di €. 6.010,06.

    RIVALUTAZIONE. Le somme liquidate (crediti di valore) vanno rivalutate dalle date in cui sono state monetariamente determinate (c.d. aestimatio) fino alla data della loro liquidazione definitiva (c.d. taxatio) che va fissata al giorno 09-06-2011.
    La rivalutazione va effettuata applicando sulle somme gli indici della rivalutazione monetaria ricavati dalle pubblicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica. Gli indici presi in considerazione sono quelli del c.d. costo della vita, ovverossia del paniere utilizzato dall’ISTAT per determinare la perdita di capacità di acquisto con riferimento alla tipologie dei consumi delle famiglie di operai ed impiegati (indice F.O.I.).
    Tale rivalutazione viene presa in considerazione per ciascuna delle voci di cui si compone la liquidazione del danno e dalla decorrenza per ciascuna indicata (vedi sopra).

    INTERESSI. Nella liquidazione del danno la giurisprudenza è concorde nel riconoscere anche il danno da ritardo nella prestazione e tale importo viene liquidato in via sostanzialmente equitativa attraverso il riconoscimento al danneggiato di una ulteriore voce che correntemente viene definita come “interessi compensativi” (altri li definiscono “moratori”, ma ai fini della presente valutazione le differenze terminologiche sono indifferenti). Tali interessi sono calcolati dalla data del momento generativo della obbligazione risarcitoria sino al momento della liquidazione.
    Gli interessi vanno liquidati al tasso nella misura legale che, in base alla normativa vigente, viene variato in relazione alle dinamiche dei tassi correnti sul mercato, sia un parametro di riferimento adeguato per determinare il danno da ritardo della prestazione risarcitoria.
    Tali interessi vanno calcolati non sulle somme integralmente rivalutate (il che condurrebbe ad una duplicazione delle voci risarcitorie, come affermato nella nota sentenza Sezioni Unite del 17.2.1995, n. 1712) il che comporta un calcolo di interessi alquanto inferiore a quelli calcolati integralmente per l’intero periodo.
    La cadenza della rivalutazione comporta il calcolo degli interessi sulla somma via via rivalutata con periodicità annuale (Cass. 20.6.1990, n. 6209, soluzione accolta, in genere, con riferimento alle esigenze di semplificazione dei calcoli).
    In tal caso il calcolo della rivalutazione viene fatto anno per anno alla data convenzionale del 31 dicembre ed in quella data vengono computati gli interessi che, poi, sono improduttivi di ulteriori interessi e non vengono capitalizzati in alcun modo.

    Le somme dovute complessivamente sono le seguenti:
    A) Danno liquidato al 01-01-2010 (c.d. “aestimatio”): € 30.228,49
    B1) Interessi maturati al 09-06-2011: € 421,09
    B2) Rivalutazione maturata al 09-06-2011: € 352,08
    B) Interessi e rivalutazione totali (B1 + B2): € 773,17
    Totale A + B: € 31.001,66
    C) Anticipi versati (da dedurre) (n. 0 movimenti): € 0,00
    Importo totale (A + B – C) dovuto al 09-06-2011 (c.d. “taxatio”): € 31.001,66
    di cui:
    Capitale = 30.228,49 — Rivalutazione = 352,08 — Interessi = 421,09

    Ovviamente il danno morale, a seguito delle sentenze delle Cass. del 2008 va provato altrimenti non è dovuto.
    Dalla somma di cui sopra va detratto l’importo INail.

  107. ATTILIA scrive:

    Buongiorno, ho subito una caduta accidentantale uscendo dal lavoro sono scicolata sul ghiaccio formatosi sulle piastrelle della Piazza Comunale, quindi in itinere, battendo la testa – riconosciuto colpo di frusta con invalidità inail del 3% non liquidabile in quanto inferiore al 4%.
    Ho successivamente chiesto i danni per resposanibilità civile verso terzi al Comune.
    Ho diritto a qualche liquidazione?…ho sempre male al collo……grazie mille
    dipendente comunale

  108. staff scrive:

    Prima di tutto una precisazione: il danno INail non è liquidabile in quanto non superiore al 6% e non al 4%.Detto ciò il caso che mi prospetta presenta molte problematiche . Le riporto una sentenza del 2010 che le darebbe ragione MA….
    La responsabilità per danni da cosa in custodia ex art. 2051 c.c. ha natura oggettiva in quanto si fonda sul mero rapporto di custodia, cioè sulla relazione intercorrente fra la cosa dannosa e colui il quale ha l’effettivo potere su di essa e non sulla presunzione di colpa, restando estraneo alla fattispecie il comportamento tenuto dal custode. Ai fini dell’affermazione della menzionata responsabilità, pertanto, mentre da un lato è necessario che il danno sia prodotto nell’ambito del dinamismo connaturale del bene, ovvero per l’insorgenza in esso di un processo dannoso, seppure provocato da elementi esterni, dall’altro si richiede che la cosa, pur combinandosi con l’elemento esterno (come, nella specie, la strada resa scivolosa dall’elemento esterno costituito dalla neve divenuta ghiacciata), costituisca la causa o la concausa del danno. Quanto al riparto dell’onere probatorio, mentre grava sul danneggiato che agisce in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni, provare la sussistenza del nesso causale fra la cosa in custodia e l’evento lesivo, nonché l’esistenza di un rapporto di custodia relativamente alla cosa, il convenuto, per andare esente da responsabilità, è tenuto a dimostrare l’esistenza del caso fortuito, ovvero di un fattore estraneo che, per il suo carattere dell’imprevedibilità e della eccezionalità, sia di fatto ad interrompere il nesso di causalità tra la cosa ed il danno. Avuto riguardo al caso specifico, mentre parte attrice ha assolto l’onere probatorio a suo carico gravante circa la presenza del ghiaccio sulla strada, nonché del nesso di causalità tra tale circostanza e la cadutariportata, ed i conseguenti danni da ciò derivati, il convenuto Ente Comunale ha unicamente provato di aver diligentemente predisposto un sistema di sgombero della neve, circostanza questa, tuttavia, che, attesa la natura oggettiva della responsabilità di cui all’art. 2051 c.c., non esime l’ente proprietario della strada dal risarcimento del danno, il quale a tal fine avrebbe dovuto provare il verificarsi del caso fortuito.
    Ritorniamo al MA…..
    Spesso la giurisprudenza non riconosce però per il Comune una responsabilità per cose in custodia ex art. 2051 c.c. ma bensì una responsabilità ex art. 2043 c.c. ove bisogna dimostrare la colpa o il dolo del Comune nella causazione del sinistro occorso. Ora nel caso di formazione di ghiaccio difficile trovare una responsabilità in tal senso del Comune ed è per questo che molto probabilmente il Comune o l’assicurazione dello stesso difficilmente la risarcirà in via stragiudiziale ( o almeno dalle mie parti agiscono in tal modo).
    Spero che quindi lei abbia più fortuna….pensi…..si parla di fortuna in caso di giustizia!…..ed eventualmente avere la fortuna di incappare in un giudice che applica l’art. 2051 e non il 2043 c.c. Sicuramente però non sarà facilissimo avere il risarcimento.
    Grazie per il suo contributo

    Trib. Ivrea, 26/05/2010

  109. ATTILIA scrive:

    GRAZIE MILLE è stato molto chiaro……………….le dirò che mi dispiace che oltre al male che mi sono fatta ………….compreso il Natale con collare ecc…………………ho subito un doppio danno …………..tanto dolore e niente rimborso………………..questa è la giustizia buon lavoro e mille mille grazie ancora
    dipendente comunale

  110. Giacomo scrive:

    Salve,
    vorrei sapere quanto potrà essere il mio risarcimento?
    il giorno 08 agosto 2009, ho avuto un incidente stradale in itinere (ragione al 100%), sono stato ricoverato in ospedale dal giorno 08 agosto al 29 ottobre 09, sono rientrato a lavorare (nel mio solito posto di lavoro), dopo la riabilitazione, nel luglio del 2010. Ho riportato circa 16 fratture in tutto il corpo, sono stato operato 5 volte. Costretto al letto per un mese e poi alla sedia a rotelle sino a ottobre 2009, fino a novembre deambulavo con l’ausilio di una stambella brachiale ed una ascellare, l’ultima stampella l’ho tolta nel febbario 2010.
    Ad oggi ho una gamba più corta di 2 cm, un braccio che non si allunga pari all’altro e non effettua la pronosupinazione completa, ed una coscia piena di cicatrici dovute ad uno scuoiamento dorsale.
    L’INAIL mi ha riconosciuto un’invalidità pari al 24% dando vita ad una rendita vitalizia di circa 360,00 euro mensili ( il risarcimento che l’INAIL a chiesto all’assicurazione ammonta ad euro 107000,00).
    Il mio medico legale mi ha riconosciuto un’invalidità pari al 40%, mentre il medico legale della contro parte mi ha accertato il 28%, trasformatosi in un 30%.
    Sono un ragazzo di 28 anni e risiedo nella provincia di Livorno.
    Spero di averle dato elementi sufficienti per una valutazione il più possibile veritiera.
    La ringrazio in anticipo per il tempo che vorrà dedicarmi, facendomi una distinzione delle voci del risarcimento.
    Distinti Saluti

  111. Holdy scrive:

    Molto gentilmente vorrei capire meglio la mia situazione e qui ho trovato molta competenza percui:
    Sono un coltivatore diretto di 37 anni e in ottobre 2010 mentre mi recavo in moto in città per acquistare materiali un’auto mi invade la corsia e si scontra frontalmente contro di me. Sono stato ricoverato in osservazione e sotto INAIL seguito e curato fino a oggi giorno che ho ripreso il lavoro.
    Fin’ora ho ricevuto mensilmente assegni INAIL per importi modesti ma ho recuperato dall’ RCA i danni della moto.
    Ora INAIL mi ha convalidato un danno biologico di 16 gradi e 235 giorni di inabilita lavorativa giustificata.
    Ora vorrei sapere chi e come dovranno liquidarmi i danni.
    Intorno a me fin’ora ho trovato molta incompetenza, c’é mi parla di un doppio risarcimento, anche il mio avvocato non mi ha chiarito bene la situazione.
    Ora devo andare dal mio medico legale e poi?
    Ho letto di rendite INAIL di circa un migliaio di euri all’anno, da farsene cosa? Con tutti i problemi che mi porto dietro e mi porteró per tutta la vita!
    Ringrazio anticipatamente.

  112. Alessandro scrive:

    Buongiorno, innanzitutto faccio tanti complimenti allo staff per l’articolo in questione che mi ha chiarito alcuni importanti dubbi sugli organi competenti in caso di incidente in itinere. Vi racconto la mia storia: il giorno 25/05/11 sono stato tamponato mentre mi recavo a lavoro dopo la pausa pranzo. Ho compilato regolarmente il CID (ragione al 100%) e mi sono recato al PS riportando una distorsione al rachide cervicale (colpo di frusta) che ancora ad oggi si fà sentire. Al PS mi hanno rilasciato la prima certificazione INAIL di 7 gg, successivamente prolungatami di altri 8 gg: totale 15 giorni a casa col collare. Per esigenze lavorative, sono tornato al lavoro seppur non completamente guarito al termine dei 15 giorni chiudendo regolarmente in data 8/06 l’infortunio. Successivamente ho consultato il medico di base che mi ha certificato la non guarigione ed altri 20 giorni di prognosi (ho comunque continuato a lavorare regolarmente). Circa 15 giorni fà ricevo il questionario INAIL che compilo in tutte le sue parti compreso motivazioni varie per l’utilizzo del mezzo proprio e l’inutilizzo della mensa aziendale.
    Lavoro come impiegato nel settore del commercio, la mia ditta per il momento mi ha corrisposto soltanto la sua parte (stipendio per la giornata in cui è avvenuto l’incidente + 60% nei 4 giorni successivi)
    Qualche giorno fà ricevo la convocazione da parte dell’INAIL ad una visita ortopedica. Per l’INAIL se sono già tornato al lavoro, sono già clinicamente guarito? Mi devo presentare comunque? Se sono stato chiamato, significa che la mia denuncia di infortunio in itinere è stata accettata? L’INAIL effettua il conguaglio direttamente a me?
    Il danno biologico, quello di inabilità temporanea dal lavoro e i giorni del certificato del medico di base mi devono essere erogati dalla mia RCA?
    Grazie mille per le dritte!!!

  113. Ivan scrive:

    Salve,
    desideravo avere un chiarimento.
    Mia zia ha subito un sinistro stradale in itinere, ha chiesto regolare richiesta risarcimento danni alla sua assicurazione essendo indennizzo diretto.
    Non ha nessuna invalidità in percentuale con l’Inail, ma la stessa le ha riconosciuto 74 giorni con una retribuzione calcolata di 43.82 al giorno a titolo di indennità per inabilità temporanea assoluta. L’importo liquidato sarà corrisposto direttamente al datore di lavoro che ha già anticipato le somme.
    Se ho ben capito nella fascia lesioni inferiore al 6% non viene indennizzato nulla da parte dell’Inail mentre il danno verrà risarcito completamente dall’assicurazione. Inoltre credo che cmq ITA e ITP come anche il danno morale e spese mediche sostenute non sono risarcite dall’Inail, ma dall’assicurazione.
    Sapreste chiarirmi questi dubbi e soprattutto queste somme erogate dall’Inail saranno detratte dal risarcimento assicurativo?
    Grazie
    ps: ho trovato molto interessante questa discussione!

  114. Ivan scrive:

    Inoltre volevo sapere se la surroga Inps segue lo stesso iter di quello Inail per esempio lesioni inferiori al 6%, comprese tra il 6% e il 15%, superiori al 16%…
    Grazie

  115. staff scrive:

    Preg.mo Sig. Giacomo vista l’entità subita del danno per fare una valutazione quanto meno più precisa possibile è necessario che mi indichi esattamente quanti giorni di invalidità a totale , a parziale relativa ed in che percentuale è stata valutata dal suo medico legale. Senza tale valutazione è impossibile effettuare un calcolo come quello che mi richiede. Inoltre il suo medico legale in che percentuale ha valutato il danno morale? Mi invii la perizia che cercherò di accontentarla il più possibile.
    P.S. comunque con 10% di differenza c’è ben da valutare se accettare o meno il risarcimento. La ringrazio ed attendo sue nuove.

  116. staff scrive:

    Premettiamo subito che non si parla di doppio risarcimento. Con un danno biologico di 16 punti l’Inail le corrisponderà una rendita vitalizia calcolata sulla base appunto del punteggio del danno biologico subito, l’età lavorativa ancora da svolgere ed il nucleo familiare. Tale risarcimento, però, non si aggiunge a quello della RCA ma bensì si sottrae nel senso che quello che pagherà l’Inail non lo pagherà la RCA la quale, eventualmente , pagherà solo la differenza: mi sto riferendo solo al punteggio. Per quanto riguarda i giorni di invalidità sino alla guarigione ed il danno morale lo pagherà, invece, solo ed esclusivamente la RCA.
    Quindi lei deve andare sicuramente da un suo medico legale e poi presentare istanza all’Inail al fine di conoscere a quanto ammonta l’importo complessivo della sua rendita. Successivamente andrà fatto un calcolo del danno in base alle tabelle RCA ( quella Inail sono differenti) ed andrà sottratto il danno dato dall’Inail . A questa differenza si dovrà aggiungere il risarcimento per i giorni ed il danno morale e quella sarà la somma che potrà pretendere dalla RCA.
    Un ultima considerazione : molti scrivono lamentandosi del sistema della rendita. Purtroppo è la legge che ha stabilito questo sistema, anche a mio avviso molto discutibile anche perchè la rendita è davvero irrisoria ed inoltre , a mio avviso, è fatta apposta per guadagnarci in quanto se uno muore dopo poco tempo dal percepimento gli eredi non possono pretendere alcunchè e l’Inail si pappa il risarcimento dell’infortunato.
    Putroppo in Italia vi sono tante cose che non vanno e questa è una di quelle.
    Grazie per averci scritto e nel continuarci a segurci.

  117. staff scrive:

    Se lei è tornato al lavoro l’Inail, al 90%, la riterrà guarito ma comunque vada alla visita. Certo che se a questa visita le chiederanno se lei è tornato a lavorare, a risposta affermativa seguirà un certificato di guarigione. Se è stato chiamato vuol dire che l’Inail ha preso in considerazione la sua domanda di infortunio e vuol fare i dovuti accertamenti. Per quanto riguarda il conguaglio dei giorni lavorativi li troverà direttamente nella busta paga , anche se mi è giunta notizia che alcuni uffici pagano direttamente. Per quanto riguarda il danno biologico il risarcimento dipende dai punti di invalidità : sotto il 6% paga solo la RCA. Sopra il 6% paga l’Inail ma in questo caso non è detto che non paghi anche la RCA in quanto i calcoli tra le tabelle RCA ed Inail sono differenti e quindi la RCA potrebbe pagare la differenza risultante dal calcolo del danno con le tabelle RCA e quanto versato dall’Inail . Spero di essere stato chiaro. Un saluto

  118. staff scrive:

    I suoi dubbi sono verità in quanto quello che afferma è verissimo. Non mi rimane quindi che rispondere all’ultima domanda. Le somme erogate dall’Inail a titolo di retribuzione non sono detratte dal risarcimento ma vi sarà la surroga , ex art. 1916 c.c., dell’Inail nei confronti della ass. RCA. Ecco perchè la compagnia esige che la parte lesa invii una dichiarazione ex art. 142 codice delle assicurazioni attestante se ha diritto o meno a prestazioni da parte di enti previdenziali.
    Grazie del suo post

  119. staff scrive:

    La surroga Inps non segue lo stesso criterio . Girovagando per la rete ho trovato questo articolo interessante che potrà levare ogni dubbio e che ho inserito nella sezione download del sito dello studio
    Previdenza e RCA

  120. Giacomo scrive:

    Salve,
    ho notato con piacere l’interesse alla mia situazione e per questo la ringrazio.
    Le riporto come richiesto dal suo messaggio la valutazione medico legale:
    -Invalidità temporanea assoluta: giorni 200;
    -invalidità temporanea parziale: giorni 150;
    -invalidità permanente: (danno biologico ed all’integrità psico-fisica) è valutabile nella misura del 40% della validità totale del soggetto;
    -della stessa percentuale risulta ridotta anche la sua attidudine lavorativa specifica. (Meccanico automobilistico).
    Se necessita di altre informazioni sarò ben lieto di fornirgliele.
    Se ha bisogno della perizia completa come faccio ad inviargliela?
    La ringrazio infinitamente per l’attenzione prestatami e le faccio i complimenti per l’ottimo servizio che garantisce, è veramente utile!
    Distinti Saluti

  121. staff scrive:

    Bisogna premettere che è di fondamentale importanza sapere quali criteri e tabelle vengono applicate al risarcimento. Nel nostro Paese mentre le tabelle per le micropermanenti si sono uniformate ( sino al 9%) per le altre i vari Tribunali adottano varie tabelle le cui più autorevoli e favorevoli al danneggiato sono quelle di MIlano. Non sapendo quindi quale tabella applica il Tribunale di competenza le ho fatto due calcoli su Tabelle di Milano e di Roma e come vedrà vi è molta differenza tra i due calcoli.
    SU TABELLE DI MILANO 2009

    Giacomo di anni 27, , in seguito al sinistro avvenuto in data 18 agosto 2009, ha riportato un danno biologico permanente valutato nella misura del 40%; l’invalidità temporanea assoluta (al 100%) ha avuto una durata di giorni 200; l’invalidità temporanea parziale è stata al 50% per giorni 150.
    Il danno biologico permanente, viene liquidato sulla base dei criteri tabellari per punto di invalidità utilizzati dal Tribunale Milano 2009 che rapportano l’entità del risarcimento ad un valore progressivo con riferimento all’incremento dei punti di invalidità e con una funzione regressiva di decurtazione con riferimento all’elevarsi dell’età del danneggiato al momento del sinistro.
    Per ciascun punto nella tabella viene riconosciuto l’importo di €. 6.174,70 debitamente abbattuto col coefficiente di riferimento per l’età del danneggiato (pari a 0,865).Tale danno va liquidato nell’importo complessivo di €. 246.988,00
    Per ciascun giorno di invalidità temporanea assoluta va liquidato (sulla base dei criteri stabiliti uniformemente dalla tabella prescelta) un importo di €. 88,20.
    Il danneggiato ha subito una invalidità temporanea assoluta di giorni 200 che va liquidata in €. 17.640,00.
    Per la invalidità temporanea parziale la liquidazione della diaria avviene in misura proporzionale alla percentuale di invalidità riconosciuta per ciascun giorno.
    La invalidità temporanea parziale di giorni 150 al 50% va liquidata in €. 6.615,00.
    A titolo di danno biologico per invalidità temporanea (I.T.A. e I.T.P.) spetta al danneggiato l’importo complessivo di €. 24.255,00.
    In totale, a titolo di danno biologico (sia per la permanente (I.P.) che per la temporanea (I.T.)), va liquidato l’importo complessivo di €. 271.243,00.

    DANNO NON PATRIMONIALE (morale). Nel caso in esame Va liquidata un’ulteriore voce di danno non patrimoniale a favore del danneggiato.
    Il danno non patrimoniale (c.d. morale), quale personalizzazione ulteriore rispetto alla liquidazione tabellare va parametrato, in una prospettiva equitativa, con riferimento ad una percentuale dell’importo determinato a titolo di danno biologico.
    Il valore “tabellare” preso in considerazione come base per il calcolo è sia quello da invalidità “permanente”, sia quello da invalidità temporanea.
    La tabella del Tribunale Milano 2009 adotta il seguente criterio liquidatorio: La tabella 2009 incorpora in sé i valori medi liquidati dai giudici del Tribunale di Milano a titolo di “complessivo” danno non patrimoniale; una ulteriore personalizzazione va motivata con riferimento al caso specifico.; nel caso di specie viene tenuto conto della gravità della colpa, dell’entità delle lesioni sofferte dal danneggiato, del grado di invalidità derivante da dette infermità, dell’impatto che tali infermità hanno avuto sulla persona del danneggiato, della durata dell’ invalidità temporanea; si può equitativamente liquidare la personalizzazione del danno non patrimoniale nella misura di 1/3 del danno tabellare per un importo pari a €. 90.414,33.
    In totale a titolo ulteriore voce di danno non patrimoniale (c.d. personalizzaizone) va liquidata la somma di €. 90.414,33.

    RIEPILOGO DELLA LIQUIDAZIONE DEL DANNO
    I danni che vanno liquidati (e, poi, in quanto crediti di valore, rivalutati con attribuzione anche degli interessi c.d. compensativi) sono quindi i seguenti:

    Danno biologico da invalidità permanente: €. 246.988,00Tale danno è stato calcolato utilizzando le tabelle del danno biologico Tribunale Milano 2009 e la liquidazione è rapportata all’epoca in cui le tabelle utilizzate sono state elaborate (01-01-2009).
    Poiché l’evento lesivo è successivo alla data in cui è stata redatta la tabella, occorre procedere alla rivalutazione dell’importo liquidato a titolo di danno biologico, al fine di avere valori omogenei (rispetto alle altre voci di danno) sui quali, poi, calcolare la rivalutazione e gli interessi (c.d. compensativi) fino alla data della liquidazione.
    Va considerato che è ormai principio giurisprudenziale consolidato (Cass., sez. III, 20-06-1996, n. 5680) che la rivalutazione delle somme liquidate a titolo di risarcimento del danno da invalidità permanente parziale, quando questa sia successiva ad un periodo di invalidità temporanea liquidata separatamente, decorre dal momento della cessazione dell’invalidità temporanea e non dal giorno dell’evento dannoso.
    Di conseguenza la data di riferimento per tale calcolo va fatta non alla data del fatto lesivo (18-08-2009) ma da quella in cui è terminata la invalidità temporanea. Poiché la invalidità temporanea è stata determinata in 350 giorni, la data a cui si deve fare riferimento per la liquidazione è quella del 03-08-2010.
    La percentuale di rivalutazione utilizzando gli indici ISTAT del c.d. costo della vita è pari al 0,22% ed il danno alla data del 03-08-2010 è pari a €. 247.540,02.
    Il danno biologico da invalidità temporanea è stato calcolato (vedi sopra) nella misura di €. 24.255,00.
    Tale importo va riportato in valori monetari alla data di verificazione del fatto dannoso e, conseguentemente, la liquidazione va determinata in base ai medesimi criteri di cui sopra, nella misura di €. 24.309,21.
    Il danno morale è stato valutato nella misura di €. 90.414,33; in base ai medesimi criteri sopra esposti tale danno va riportato, in termini monetari, alla data del fatto lesivo e va, dunque, liquidato nella misura di €. 90.616,41.

    RIVALUTAZIONE. Le somme liquidate (crediti di valore) vanno rivalutate dalle date in cui sono state monetariamente determinate (c.d. aestimatio) fino alla data della loro liquidazione definitiva (c.d. taxatio) che va fissata al giorno 30-06-2011.
    La rivalutazione va effettuata applicando sulle somme gli indici della rivalutazione monetaria ricavati dalle pubblicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica. Gli indici presi in considerazione sono quelli del c.d. costo della vita, ovverossia del paniere utilizzato dall’ISTAT per determinare la perdita di capacità di acquisto con riferimento alla tipologie dei consumi delle famiglie di operai ed impiegati (indice F.O.I.).
    Tale rivalutazione viene presa in considerazione per ciascuna delle voci di cui si compone la liquidazione del danno e dalla decorrenza per ciascuna indicata (vedi sopra).

    INTERESSI. Nella liquidazione del danno la giurisprudenza è concorde nel riconoscere anche il danno da ritardo nella prestazione e tale importo viene liquidato in via sostanzialmente equitativa attraverso il riconoscimento al danneggiato di una ulteriore voce che correntemente viene definita come “interessi compensativi” (altri li definiscono “moratori”, ma ai fini della presente valutazione le differenze terminologiche sono indifferenti). Tali interessi sono calcolati dalla data del momento generativo della obbligazione risarcitoria sino al momento della liquidazione.
    Gli interessi vanno liquidati al tasso nella misura legale che, in base alla normativa vigente, viene variato in relazione alle dinamiche dei tassi correnti sul mercato, sia un parametro di riferimento adeguato per determinare il danno da ritardo della prestazione risarcitoria.
    Tali interessi vanno calcolati non sulle somme integralmente rivalutate (il che condurrebbe ad una duplicazione delle voci risarcitorie, come affermato nella nota sentenza Sezioni Unite del 17.2.1995, n. 1712) il che comporta un calcolo di interessi alquanto inferiore a quelli calcolati integralmente per l’intero periodo.
    La cadenza della rivalutazione comporta il calcolo degli interessi sulla somma via via rivalutata con periodicità annuale (Cass. 20.6.1990, n. 6209, soluzione accolta, in genere, con riferimento alle esigenze di semplificazione dei calcoli).
    In tal caso il calcolo della rivalutazione viene fatto anno per anno alla data convenzionale del 31 dicembre ed in quella data vengono computati gli interessi che, poi, sono improduttivi di ulteriori interessi e non vengono capitalizzati in alcun modo.

    Le somme dovute complessivamente sono le seguenti:
    A) Danno liquidato al 18-08-2009 (c.d. “aestimatio”): € 362.465,64
    B1) Interessi maturati al 30-06-2011: € 13.167,13
    B2) Rivalutazione maturata al 30-06-2011: € 0,00
    B) Interessi e rivalutazione totali (B1 + B2): € 13.167,13
    Totale A + B: € 375.632,77
    C) Anticipi versati (da dedurre) (n. 0 movimenti): € 0,00
    Importo totale (A + B – C) dovuto al 30-06-2011 (c.d. “taxatio”): € 375.632,77
    di cui:
    Capitale = 362.465,64 — Rivalutazione = 0,00 — Interessi = 13.167,13

    Su TABELLE DI ROMA

    Giacomo, nato il 18 agosto 1982 e di anni 27, , in seguito al sinistro avvenuto in data 18 agosto 2009, ha riportato un danno biologico permanente valutato nella misura del 40%; l’invalidità temporanea assoluta (al 100%) ha avuto una durata di giorni 200; l’invalidità temporanea parziale è stata al 50% per giorni 150.
    Il danno biologico permanente, viene liquidato sulla base dei criteri tabellari per punto di invalidità utilizzati dal Tribunale Roma 2009 che rapportano l’entità del risarcimento ad un valore progressivo con riferimento all’incremento dei punti di invalidità e con una funzione regressiva di decurtazione con riferimento all’elevarsi dell’età del danneggiato al momento del sinistro.
    Per ciascun punto nella tabella viene riconosciuto l’importo di €. 4.396,16 debitamente abbattuto col coefficiente di riferimento per l’età del danneggiato (pari a 0,910).Tale danno va liquidato nell’importo complessivo di €. 175.846,38
    Per ciascun giorno di invalidità temporanea assoluta va liquidato (sulla base dei criteri stabiliti uniformemente dalla tabella prescelta) un importo di €. 40,72.
    Il danneggiato ha subito una invalidità temporanea assoluta di giorni 200 che va liquidata in €. 8.144,00.
    Per la invalidità temporanea parziale la liquidazione della diaria avviene in misura proporzionale alla percentuale di invalidità riconosciuta per ciascun giorno.
    La invalidità temporanea parziale di giorni 150 al 50% va liquidata in €. 3.054,00.
    A titolo di danno biologico per invalidità temporanea (I.T.A. e I.T.P.) spetta al danneggiato l’importo complessivo di €. 11.198,00.
    In totale, a titolo di danno biologico (sia per la permanente (I.P.) che per la temporanea (I.T.)), va liquidato l’importo complessivo di €. 187.044,38.

    DANNO NON PATRIMONIALE (morale). Nel caso in esame Va liquidata un’ulteriore voce di danno non patrimoniale a favore del danneggiato.
    Il danno non patrimoniale (c.d. morale), quale personalizzazione ulteriore rispetto alla liquidazione tabellare va parametrato, in una prospettiva equitativa, con riferimento ad una percentuale dell’importo determinato a titolo di danno biologico.
    Il valore “tabellare” preso in considerazione come base per il calcolo è sia quello da invalidità “permanente”, sia quello da invalidità temporanea.
    La tabella del Tribunale Roma 2009 adotta il seguente criterio liquidatorio: Da 1/4 alla 1/2 della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno biologico; nel caso di specie viene tenuto conto della gravità della colpa, dell’entità delle lesioni sofferte dal danneggiato, del grado di invalidità derivante da dette infermità, dell’impatto che tali infermità hanno avuto sulla persona del danneggiato, della durata dell’ invalidità temporanea; si può equitativamente liquidare la personalizzazione del danno non patrimoniale nella misura di 1/3 del danno tabellare per un importo pari a €. 62.348,13.
    In totale a titolo ulteriore voce di danno non patrimoniale (c.d. personalizzaizone) va liquidata la somma di €. 62.348,13.

    RIEPILOGO DELLA LIQUIDAZIONE DEL DANNO
    I danni che vanno liquidati (e, poi, in quanto crediti di valore, rivalutati con attribuzione anche degli interessi c.d. compensativi) sono quindi i seguenti:

    Danno biologico da invalidità permanente: €. 175.846,38Tale danno è stato calcolato utilizzando le tabelle del danno biologico Tribunale Roma 2009 e la liquidazione è rapportata all’epoca in cui le tabelle utilizzate sono state elaborate (01-01-2009).
    Poiché l’evento lesivo è successivo alla data in cui è stata redatta la tabella, occorre procedere alla rivalutazione dell’importo liquidato a titolo di danno biologico, al fine di avere valori omogenei (rispetto alle altre voci di danno) sui quali, poi, calcolare la rivalutazione e gli interessi (c.d. compensativi) fino alla data della liquidazione.
    Va considerato che è ormai principio giurisprudenziale consolidato (Cass., sez. III, 20-06-1996, n. 5680) che la rivalutazione delle somme liquidate a titolo di risarcimento del danno da invalidità permanente parziale, quando questa sia successiva ad un periodo di invalidità temporanea liquidata separatamente, decorre dal momento della cessazione dell’invalidità temporanea e non dal giorno dell’evento dannoso.
    Di conseguenza la data di riferimento per tale calcolo va fatta non alla data del fatto lesivo (18-08-2009) ma da quella in cui è terminata la invalidità temporanea. Poiché la invalidità temporanea è stata determinata in 350 giorni, la data a cui si deve fare riferimento per la liquidazione è quella del 03-08-2010.
    La percentuale di rivalutazione utilizzando gli indici ISTAT del c.d. costo della vita è pari al 0,22% ed il danno alla data del 03-08-2010 è pari a €. 176.239,40.
    Il danno biologico da invalidità temporanea è stato calcolato (vedi sopra) nella misura di €. 11.198,00.
    Tale importo va riportato in valori monetari alla data di verificazione del fatto dannoso e, conseguentemente, la liquidazione va determinata in base ai medesimi criteri di cui sopra, nella misura di €. 11.223,03.
    Il danno morale è stato valutato nella misura di €. 62.348,13; in base ai medesimi criteri sopra esposti tale danno va riportato, in termini monetari, alla data del fatto lesivo e va, dunque, liquidato nella misura di €. 62.487,48.

    RIVALUTAZIONE. Le somme liquidate (crediti di valore) vanno rivalutate dalle date in cui sono state monetariamente determinate (c.d. aestimatio) fino alla data della loro liquidazione definitiva (c.d. taxatio) che va fissata al giorno 30-06-2011.
    La rivalutazione va effettuata applicando sulle somme gli indici della rivalutazione monetaria ricavati dalle pubblicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica. Gli indici presi in considerazione sono quelli del c.d. costo della vita, ovverossia del paniere utilizzato dall’ISTAT per determinare la perdita di capacità di acquisto con riferimento alla tipologie dei consumi delle famiglie di operai ed impiegati (indice F.O.I.).
    Tale rivalutazione viene presa in considerazione per ciascuna delle voci di cui si compone la liquidazione del danno e dalla decorrenza per ciascuna indicata (vedi sopra).

    INTERESSI. Nella liquidazione del danno la giurisprudenza è concorde nel riconoscere anche il danno da ritardo nella prestazione e tale importo viene liquidato in via sostanzialmente equitativa attraverso il riconoscimento al danneggiato di una ulteriore voce che correntemente viene definita come “interessi compensativi” (altri li definiscono “moratori”, ma ai fini della presente valutazione le differenze terminologiche sono indifferenti). Tali interessi sono calcolati dalla data del momento generativo della obbligazione risarcitoria sino al momento della liquidazione.
    Gli interessi vanno liquidati al tasso nella misura legale che, in base alla normativa vigente, viene variato in relazione alle dinamiche dei tassi correnti sul mercato, sia un parametro di riferimento adeguato per determinare il danno da ritardo della prestazione risarcitoria.
    Tali interessi vanno calcolati non sulle somme integralmente rivalutate (il che condurrebbe ad una duplicazione delle voci risarcitorie, come affermato nella nota sentenza Sezioni Unite del 17.2.1995, n. 1712) il che comporta un calcolo di interessi alquanto inferiore a quelli calcolati integralmente per l’intero periodo.
    La cadenza della rivalutazione comporta il calcolo degli interessi sulla somma via via rivalutata con periodicità annuale (Cass. 20.6.1990, n. 6209, soluzione accolta, in genere, con riferimento alle esigenze di semplificazione dei calcoli).
    In tal caso il calcolo della rivalutazione viene fatto anno per anno alla data convenzionale del 31 dicembre ed in quella data vengono computati gli interessi che, poi, sono improduttivi di ulteriori interessi e non vengono capitalizzati in alcun modo.

    Le somme dovute complessivamente sono le seguenti:
    A) Danno liquidato al 18-08-2009 (c.d. “aestimatio”): € 249.949,91
    B1) Interessi maturati al 30-06-2011: € 8.920,45
    B2) Rivalutazione maturata al 30-06-2011: € 0,00
    B) Interessi e rivalutazione totali (B1 + B2): € 8.920,45
    Totale A + B: € 258.870,36
    C) Anticipi versati (da dedurre) (n. 0 movimenti): € 0,00
    Importo totale (A + B – C) dovuto al 30-06-2011 (c.d. “taxatio”): € 258.870,36
    di cui:
    Capitale = 249.949,91 — Rivalutazione = 0,00 — Interessi = 8.920,45

    Ovviamente dalle cifre di cui sopra andrà tolta la somma INAIL.
    Si precisa che il conteggio di cui sopra è stato fatto con programma specializzato in uso nei Tribunali.
    Con cordialità

  122. Giacomo scrive:

    La ringrazio infinitamente per la gentilezza, disponibilità, cortesia e precisione dimostrata.
    Fa un lavoro veramente utile e prezioso per le persone.
    Le rinnovo i complimenti.
    Saluti
    Giacomo

  123. claudio luigi scrive:

    Buongiorno volevo chiede informazione nel 01/02/ 2010 ho subito un incidente stradale e ho avuto ragione al 100% e sono gia’ stato risarcito dall’ assicurazione che mi ha investito per i danni materiali.
    i dati sono – danno biologico riconosciuto visite mediche legali assicurazione mi hanno attribuito 10% danno biologico, giorni assente dal lavoro 210 con certificati inail
    il 21/06/10 sono stato dimesso dall’ospedale il 22/06/10 sono stato operato, 40 giorni con tutore, dal 01/08/10 fisioterapia fino al 16/12/10 ,spese mediche 2100,00 euro, ,il 29/12/10 rientro al lavoro che poi ho dovuto cambiare perche’ troppo pesante per la mia spalla e quindi ho dovuto cambiare lavoro con un busta paga inferiore di 300,00 euro.
    Inail mi ha risarcito del danno biologico 6700,00 euro e percepivo 1200,00 euro al mese in busta paga per un totale di 13000,00 euro .
    Volevo sapere solo a titolo informativo per non essere spiazzato visto che ho tutti i dati- l’assicurazione quanto mi dovrebbe risarcire in totale e le voci del risarcimento.
    volevo sapere se l’assicurazione tiene presente dei soldi che sono stato risarcito 6700,00/13000,00 per un totale 19000,00.

    e come vengono coteggiati i goirni di 210 malattia con certificati inail e riconosciuto dall’inail tutti i giorni senza opposizione
    dati : 01/02/2010 incidente stradale assente dal lavoro fino al 07/03/10, rientro dal lavoro in attesa di essere operato
    21/06/10 operazione ospedale
    22/06/10 dimesso ospedale
    22/06/10 tutore alla spalla per 40 giorni
    01/08/10 inizio fisioterapia
    16/12/10 fine fisioterapia
    30/12/10 rientro al lavoro
    volevo sapere come spetta il risarcimento dei giorni di malattia.
    Nell’attesa di una risposta le mando i miei piu’ cordiali saluti ringraziando il lavoro che svolgete per la gente.

  124. staff scrive:

    Premetto che lei mi riferisce di essere già stato risarcito dalla assicurazione e quindi se così fosse ed avesse già firmato quietanza non potrebbe fare più alcunchè. Diverso se avesse preso un acconto sul maggiore avere. Detto ciò la compagnia assicurativa le liquiderà il danno morale sul biologico ed i giorni di invalidità oltre ad un mancato guadagno nel suo caso quantificabile nelle euro 300,00 mensili perdute su basta paga per gli anni ancora da lavorare. Inoltre la RCA terrà conto nella liquidazione – sottraendola – della somma di euro 6700,00 già versati dall’Inail e terrà conto anche dei 13.000 euro in quanto provvederà a restituirli all’INail ma non a sottrarli dal suo risarcimento in quanto non vengono a priori conteggiati nel danno biologico visto appunto che è dipendente e che i giorni di malattia gli vengono pagati. I 210 giorni di malattia dell’Inail non vengono conteggiati da tale istituto per un risarcimento ma verranno presi in considerazione dalla assicurazione RCA. Si consideri che i giorni potrebbero anche superare i 210 giorni di invalidità in quanto l’inail riguarda e considera solo l’incapacità lavorativa mentre non è detto che se uno rientri la lavoro sia poi completamente guarito ( ad esempio il sottoscritto fa un lavoro d’ufficio che potrebbe essere fatto anche se subisco una lesione alla gamba, ad esempio ecc.). Premesso che dei giorni di invalidità dovrà essere il medico legale a stabilire quanti sono a totale ( cioè liquidabili al 100%) e quanti a parziale ( con percentuale risarcitoria a scalare man mano che ci si avvia verso la guarigione), approssimativamente e senza pretesa di esaustività e di precisione si potrebbe quantificare il suo danno come seque :
    Su suppone che lei abbia avuto 50 anni ( non sapendo l’età) al momento del sinistro e che dal Tribunale di sua appartenenza venga applicata la tabella Milanese ( come quasi tutti i tribunali stanno facendo). Quindi…..
    Claudio, nato il 1 gennaio 1960 e di anni 50 e mesi 1, , in seguito al sinistro avvenuto in data 1 febbraio 2010, ha riportato un danno biologico permanente valutato nella misura del 10%; l’invalidità temporanea assoluta (al 100%) ha avuto una durata di giorni 30; l’invalidità temporanea parziale è stata al 50% per giorni 80, al 25% per giorni 100.
    Il danno biologico permanente, viene liquidato sulla base dei criteri tabellari per punto di invalidità utilizzati dal Tribunale Milano 2009 che rapportano l’entità del risarcimento ad un valore progressivo con riferimento all’incremento dei punti di invalidità e con una funzione regressiva di decurtazione con riferimento all’elevarsi dell’età del danneggiato al momento del sinistro.
    Per ciascun punto nella tabella viene riconosciuto l’importo di €. 1.893,50 debitamente abbattuto col coefficiente di riferimento per l’età del danneggiato (pari a 0,750).Tale danno va liquidato nell’importo complessivo di €. 18.935,00
    Per ciascun giorno di invalidità temporanea assoluta va liquidato (sulla base dei criteri stabiliti uniformemente dalla tabella prescelta) un importo di €. 88,20.
    Il danneggiato ha subito una invalidità temporanea assoluta di giorni 30 che va liquidata in €. 2.646,00.
    Per la invalidità temporanea parziale la liquidazione della diaria avviene in misura proporzionale alla percentuale di invalidità riconosciuta per ciascun giorno.
    La invalidità temporanea parziale di giorni 80 al 50% va liquidata in €. 3.528,00, quella di giorni 100 al 25% va liquidata in €. 2.205,00.
    A titolo di danno biologico per invalidità temporanea (I.T.A. e I.T.P.) spetta al danneggiato l’importo complessivo di €. 8.379,00.
    In totale, a titolo di danno biologico (sia per la permanente (I.P.) che per la temporanea (I.T.)), va liquidato l’importo complessivo di €. 27.314,00.

    DANNO NON PATRIMONIALE (morale). Nel caso in esame Va liquidata un’ulteriore voce di danno non patrimoniale a favore del danneggiato.
    Il danno non patrimoniale (c.d. morale), quale personalizzazione ulteriore rispetto alla liquidazione tabellare va parametrato, in una prospettiva equitativa, con riferimento ad una percentuale dell’importo determinato a titolo di danno biologico.
    Il valore “tabellare” preso in considerazione come base per il calcolo è sia quello da invalidità “permanente”, sia quello da invalidità temporanea.
    La tabella del Tribunale Milano 2009 adotta il seguente criterio liquidatorio: La tabella 2009 incorpora in sé i valori medi liquidati dai giudici del Tribunale di Milano a titolo di “complessivo” danno non patrimoniale; una ulteriore personalizzazione va motivata con riferimento al caso specifico.; nel caso di specie viene tenuto conto della gravità della colpa, dell’entità delle lesioni sofferte dal danneggiato, del grado di invalidità derivante da dette infermità, dell’impatto che tali infermità hanno avuto sulla persona del danneggiato, della durata dell’ invalidità temporanea; si può equitativamente liquidare la personalizzazione del danno non patrimoniale nella misura di 1/4 del danno tabellare per un importo pari a €. 6.828,50.
    In totale a titolo ulteriore voce di danno non patrimoniale (c.d. personalizzaizone) va liquidata la somma di €. 6.828,50.

    RIEPILOGO DELLA LIQUIDAZIONE DEL DANNO
    I danni che vanno liquidati (e, poi, in quanto crediti di valore, rivalutati con attribuzione anche degli interessi c.d. compensativi) sono quindi i seguenti:

    Danno biologico da invalidità permanente: €. 18.935,00Tale danno è stato calcolato utilizzando le tabelle del danno biologico Tribunale Milano 2009 e la liquidazione è rapportata all’epoca in cui le tabelle utilizzate sono state elaborate (01-01-2009).
    Poiché l’evento lesivo è successivo alla data in cui è stata redatta la tabella, occorre procedere alla rivalutazione dell’importo liquidato a titolo di danno biologico, al fine di avere valori omogenei (rispetto alle altre voci di danno) sui quali, poi, calcolare la rivalutazione e gli interessi (c.d. compensativi) fino alla data della liquidazione.
    Va considerato che è ormai principio giurisprudenziale consolidato (Cass., sez. III, 20-06-1996, n. 5680) che la rivalutazione delle somme liquidate a titolo di risarcimento del danno da invalidità permanente parziale, quando questa sia successiva ad un periodo di invalidità temporanea liquidata separatamente, decorre dal momento della cessazione dell’invalidità temporanea e non dal giorno dell’evento dannoso.
    Di conseguenza la data di riferimento per tale calcolo va fatta non alla data del fatto lesivo (01-02-2010) ma da quella in cui è terminata la invalidità temporanea. Poiché la invalidità temporanea è stata determinata in 210 giorni, la data a cui si deve fare riferimento per la liquidazione è quella del 30-08-2010.
    La percentuale di rivalutazione utilizzando gli indici ISTAT del c.d. costo della vita è pari al 0,22% ed il danno alla data del 30-08-2010 è pari a €. 18.977,32.
    Il danno biologico da invalidità temporanea è stato calcolato (vedi sopra) nella misura di €. 8.379,00.
    Tale importo va riportato in valori monetari alla data di verificazione del fatto dannoso e, conseguentemente, la liquidazione va determinata in base ai medesimi criteri di cui sopra, nella misura di €. 8.397,73.
    Il danno morale è stato valutato nella misura di €. 6.828,50; in base ai medesimi criteri sopra esposti tale danno va riportato, in termini monetari, alla data del fatto lesivo e va, dunque, liquidato nella misura di €. 6.843,76.

    RIVALUTAZIONE. Le somme liquidate (crediti di valore) vanno rivalutate dalle date in cui sono state monetariamente determinate (c.d. aestimatio) fino alla data della loro liquidazione definitiva (c.d. taxatio) che va fissata al giorno 21-07-2011.
    La rivalutazione va effettuata applicando sulle somme gli indici della rivalutazione monetaria ricavati dalle pubblicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica. Gli indici presi in considerazione sono quelli del c.d. costo della vita, ovverossia del paniere utilizzato dall’ISTAT per determinare la perdita di capacità di acquisto con riferimento alla tipologie dei consumi delle famiglie di operai ed impiegati (indice F.O.I.).
    Tale rivalutazione viene presa in considerazione per ciascuna delle voci di cui si compone la liquidazione del danno e dalla decorrenza per ciascuna indicata (vedi sopra).

    INTERESSI. Nella liquidazione del danno la giurisprudenza è concorde nel riconoscere anche il danno da ritardo nella prestazione e tale importo viene liquidato in via sostanzialmente equitativa attraverso il riconoscimento al danneggiato di una ulteriore voce che correntemente viene definita come “interessi compensativi” (altri li definiscono “moratori”, ma ai fini della presente valutazione le differenze terminologiche sono indifferenti). Tali interessi sono calcolati dalla data del momento generativo della obbligazione risarcitoria sino al momento della liquidazione.
    Gli interessi vanno liquidati al tasso nella misura legale che, in base alla normativa vigente, viene variato in relazione alle dinamiche dei tassi correnti sul mercato, sia un parametro di riferimento adeguato per determinare il danno da ritardo della prestazione risarcitoria.
    Tali interessi vanno calcolati non sulle somme integralmente rivalutate (il che condurrebbe ad una duplicazione delle voci risarcitorie, come affermato nella nota sentenza Sezioni Unite del 17.2.1995, n. 1712) il che comporta un calcolo di interessi alquanto inferiore a quelli calcolati integralmente per l’intero periodo.
    La cadenza della rivalutazione comporta il calcolo degli interessi sulla somma via via rivalutata con periodicità annuale (Cass. 20.6.1990, n. 6209, soluzione accolta, in genere, con riferimento alle esigenze di semplificazione dei calcoli).
    In tal caso il calcolo della rivalutazione viene fatto anno per anno alla data convenzionale del 31 dicembre ed in quella data vengono computati gli interessi che, poi, sono improduttivi di ulteriori interessi e non vengono capitalizzati in alcun modo.

    Le somme dovute complessivamente sono le seguenti:
    A) Danno liquidato al 01-02-2010 (c.d. “aestimatio”): € 34.218,81
    B1) Interessi maturati al 21-07-2011: € 1.177,14
    B2) Rivalutazione maturata al 21-07-2011: € 0,00
    B) Interessi e rivalutazione totali (B1 + B2): € 1.177,14
    Totale A + B: € 35.395,95
    C) Anticipi versati (da dedurre) (n. 0 movimenti): € 0,00
    Importo totale (A + B – C) dovuto al 21-07-2011 (c.d. “taxatio”): € 35.395,95
    di cui:
    Capitale = 34.218,81 — Rivalutazione = 0,00 — Interessi = 1.177,14

    Alla somma di cui sopra andrà tolta la somma di euro 6700,00 già versata dall’Inail e ad aggiunto il mancato guadagno da calcolarsi su perdita mensile di euro 300,00 in busta paga.
    La ringrazio per il sostegno dato al nostro blog

  125. claudio luigi scrive:

    volevo sapere per il mio risarcimento dall’assicurazione per un incidente stradale e riconosciuto inail
    dall’inail ho preso il danno biologico e ogni mese percepivo dall’inail la busta paga perche’ sono un dipendente.
    Volevo chiedere l’assicurazione se deve conteggiare il danno biologico piu’ le buste paghe percepite dall’inail e quindi
    sul mio risarcimento cosa deve detrarre per legge l’assicurazione che mi deve risarcire.
    I miei dati
    ho 50
    lavoratore dipendente
    incidente nel 01/02/ 2010
    danno biologico 10%
    euro dati inail per danno biologico 6700,00
    euro dati dall’inail in buste paghe mensili euro 13000,00
    giorni malattia inail 210
    con 40 giorni di tutore spalla dopo operazione.

    Nell’attesa di una risposta precisa le mando i miei cordiali saluti per il vostro bellisimo e utile lavoro per noi persone comuni che non conosciamo nessuna legge grazie.

  126. giuseppe scrive:

    Ho letto che è stato approvato un dpr sulle nuove tabelle per il danno biologico: decurtate di un 40% !
    Corrisponde al vero ?
    Grazie
    Giuseppe

  127. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    Caro Giuseppe a me non risulta che sia stata approvata una legge in cui si prevede una diminuzione del 40% sulle tabelle. Può mandarmi il link di dove ha letto l’articolo? La ringrazio per l’informazione

  128. Giampiero scrive:

    Buonasera , vorrei porvi un quesito sempre in merito al diritto di surroga dell’ INAIL nei confronti dell’ assicurazione RCA .
    Mi spiego .
    circa un anno fa ho avuto un incidente in itinere, dal quale ho riportato fratture scomposte alla spalla e rottura cuffia dei rotatori , ecc . Per questo l’ INAIL mi ha riconosciuto 17 % di invalidità . A seguito di questo punteggio mi è stata riconosciuta una rendita di 255 euro mensili . In seguito l’ INAIL ha inviato un conteggio all’ assicurazione RCA con il quale chiede il rimborso delle seguenti cifre :
    25.826 euro per 208 giorni di retribuzione elargita durante l’ infortunio ( sono lavoratore dipendente ed ho 44 anni )
    73.800 euro come valore capitale della rendita calcaloto alla data del conteggio
    più qualche centinaio di euro per spese medico legali e visite per un totale di circa 100.000 euro .
    In sede di RCA ( nell’ incidente io avevo ragione e la pratica ancora aperta e non liquidata ) mi sono stati riconosciuti 21 punti come danno biologico .
    A questo punto facendo qualche piccolo conticino e mettendosi nella migliore delle ipotesi applicando le tabelle del trib di Milano , dovrebbe venir fuori una cifra tra i 90.000 e i 100.000 euro ( considerando anche la maggiorazione per eventuale danno esistenziale ) .
    Da questo deduco che a me non verrà praticamente nulla in tasca , visto che il totale RCA corrisponde circa alla richiesta dell’ INAIL .
    Ora io mi chiedo , innanzitutto se le mie considerazioni sono corrette , e nell’ eventualità che lo fossero non capisco come l’ INAIL vada ad essere rimborsata oggi dell’ intera somma , mentre io verrei a prendere dall’ INAIL una rendita spalmata circa sui prossimi 25 anni .
    Tutto ciò a me sembra davvero assurdo .
    In attesa di un vostro commento in merito , invio i miei ringraziamenti per il servizio e vi saluto cordialmente .

  129. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    Carissimo lettore, purtroppo in Italia quello che sembra assurdo è legge! Infatti le sue deduzioni sono giustissime ed allo stesso tempo non posso concordare con il suo sconcerto. Una precisazione è però d’obbligo in quanto non mi pare da quello che riferisce che il conteggio sia stato fatto bene. Infatti dalla cifra che le viene fuori in base alla RCA ( in cui dovrà calcolare anche il danno morale ed i giorni di invalidità che non vengono riconosciuti dall’Inail) dovrà sottrarre il SOLO risarcimento del danno biologico che lei percepirà dall’INail.Infatti nella rendita Inail e nel suo calcolo vengono calcolati sia il danno biologico che il danno patrimoniale, calcolato sulla base della diminuzione della capacità lavorativa e del nucleo familiare. Quindi di quei 255 euro al mese non tutto riguarda il danno biologico. Solo quest’ultimo andrà però sottratto dal risarcimento RCA.
    Mi speigo meglio con un esempio, capendo che la materia è abbastanza ostica.
    In base all’infortunio in itinere subito l’Inail mi riconosce una rendita di 300 euro mensili per un importo complessivo negli anni pari ad euro 60.000 ( i cacoli sono solo a titolo di esempio). Di questi 60.000 euro, 30.000 sono per il danno biologico e 30.000 per il danno patrimoniale.
    In sede di RCA calcolando i giorni, il danno morale, e i postumi il totale è pari ad euro 90.000. Da tale cifra andrà quindi detratta solo la somma di euro 30.000. Non si dovranno sottrarre le spese inail così come il danno patrimoniale ma SOLO – si ripete – il danno biologico. Ora la domanda che è logico fare è : ma come faccio a sapere di quei 73.800 quanto è di danno biologico e quanto di danno patrimoniale? Basta fare richiesta all’INail in lettera semplice.
    Inoltre i giorni di retribuzione verranno pagati dalla assicurazione all’Inail ma non le verranno certamente sottratti dal danno biologico RCA in quanto voce completamente diversa. Quindi, pur restando la perplessità del suo post, in realtà nel suo caso avrà diritto a percepire la differenza da parte della RCA. La ringrazio per averci seguito e se ha bisogno di assistenza non si periti a contattarci.

  130. Giampiero scrive:

    Spett.le Avv. Bartolini ,
    la ringrazio infinitamente per la gentilezza , la precisione e la rapidità con la quale ha risposto alle mie domande .
    Farò tesoro sicuramente delle sue delucidazioni , e ne parlerò con il legale della mia assicurazione che si stà occupando della pratica .
    Complimenti sinceri per il servizio dato su questo blog .
    Cordiali saluti ,

    Giampiero

  131. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    La ringrazio per i complimenti, per noi è sempre un piacere che il nostro contributo viene apprezzato. Continui a seguirci in quanto , ovviamente, cerchiamo sempre di migliorarci. A presto

  132. federico scrive:

    Spett.le avv. Cortesemente vorrei sapere se ciò che l’inail mi vuole liquidare è giusto : nel 2005, all’eta di 45 anni ho subito un infortunio in itinere riconosciuto dall’inail di Napoli. Dopo una visita all’inail mi assegnarono 7 punti di invalidità. Dopo 6 anni, dopo aver fatto causa tramite il patronato il tribunale con parere del ctu mi ha confermato un’invalidità del 14 punti come da parere del mio medico legale. Oggi l’inail mi vuole liquidare con un importo pari a € 11.497.32 .

    la ringrazio anticipatamente.

    federico

  133. chiara scrive:

    Buongiorno,
    avrei bisogno di chiedere un ragguaglio…un mio amico ha subito un infortunio in itinere in macchina e l’INAIL gli ha riconosciuto un’invalidità pari al 3%…può chiedere all’ Assicurazione del signore che lo ha tamponato risarcimento dei danni a titolo di danno differenziale?Perchè ho letto che il danno differenziale è la differenza tra quanto dà l’inail e quanto si prende dall’assicurazione…ma ho anche letto che a titolo di danno differenziale possono essere richieste anche le lesioni inferiori al 6% che,però,l’inail non indennizza…allora,mi sono chiesta,con grande confusione,come è possibile chiedere il differenziale anche per le lesioni inferiori al 6%,nel momento in cui l’inail per le stesse non indennizza nulla e dato che il danno differenziale è la differenza tra quanto liquidato dall’inail e quanto risarcito dall’assicurazione?Spero di essere stata chiara…un buon lavoro

  134. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    Lei ha perfettamente ragione. Non si può chiedere il differenziale sotto il 6% di postumi in quanto in tal caso non risarcisce nulla a titolo di danno biologico. Il risarcimento dovuto verra’ corrisposto interamente dalla assicurazione RCA. Grazie per il suo contributo

  135. chiara scrive:

    La ringrazio per la sua pronta risposta.Ancora,un buon lavoro.

  136. diego scrive:

    salve ad inizio maggio seguito infortunio in itinere ( rottura LCA) con operazione avvenuta a giugno us- sono rientrato al lavoro ( inviato dall’INAIL) il 16.08.2011
    ho da porre le seguenti domande:
    1- l’inabilità temporanea pagata dall’INAIL inbusta paga comprende anche le giornate di sabato e domenica ?? (ero cmq inabile ) ma se pagatwe nn risultanoin busta….. sarebbe troppo leggera 90,28 euro die x 30 sarebbe oltre 2700 euro -il lordo e’ 1993 euro su 22 gg …. devo ricevere una differenza?
    2- a quanto ammonta in punti un LCA ricostruito?
    3- nn sono mai stato chiamato per la visita legale post operatoria di valutazione del danno..come mai?
    ps il danno RCA e’ esente irpef perche’ sulla parte INAIL che vannoa sottrarre lo pago ?’ non e’ sbagliato deontologicamente..?? se avessi dichiarato INPS non avrebbero scalato nulla
    In attesa di Vs,saluti

  137. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    La risposta ai suoi quesiti presuppone un analisi ordinate delle varie questioni che vado qui ad elencare :
    1. risarcibilità da parte dell’inail della inabilità temporanea
    2. danno differenziale
    3 punto per LCA ricostruito
    4. visita legale
    5. Inail e irpef
    Prima di tutto , analizzando il punto 1, è importante aver ben chiaro che l’INail risarcisce in % le mancate giornate lavorative ed il danno biologico -lavorativo qualora sia superiore al 6%. Chiarito questo punto si comprenderà che l’Inail non paga l’inabilità temporanea e che in busta paga risulteranno pagate, invece, le giornate lavorative perse esclusi i sabati e le domeniche almeno che non si faccia un lavoro tale da essere occupati anche in tali giorni. Quindi da quanto mi riferisce e dalle informazioni che ho le posso dire che non dovrà ricevere alcuna differenza anche perchè l’Inail paga le giornate non lavorate in % e non al 100%.
    Per quanto riguarda la valutazione dei postumi per la ricostruzione della LCA premetto che è valutazione prettamente medica e perciò si dovrà rivolgere ad un medico legale per avere una effettiva valutazione dei danni anche perchè i casi differiscono l’uno dall’altro e difficilmente possono essere rapportati in un unico constesto. La tabella Inail prevede comunque un 8% di postumi per “lassità articolare del ginocchio da rottura, parziale o totale, di uno dei due legamenti crociati, non operata”. A tale valutazione dovrà però aggiungersi la ricostruzione e quindi anche l’operazione effettuata ma la valutazione non si dovrebbe comunque distaccare molto da quanto sopra indicato. Si ricordi però che si parla di danno biologico /lavorativo e quindi è molto probabile che una perizia medico legale fatta per una valutazione RCA differisca in misura maggiore in quanto una cosa è l’infortunio che reca una inabilità al lavoro ed un altra cosa è un infortunio che reca si danno ma non menoma la capacità lavorativa.
    Riferisce poi di non essere mai stato chiamato alla visita legale per la valutazione dei danni. Ovviamente bisogna sollecitare e tal proposito sarebbe utile sapere se lei è assistito da un legale in quanto vi sono diverse attività da svolgere che è meglio comunque affidare ad un professionista anche perchè questi viene pagato dalla assicurazione RCA e quindi è , in via stragiudiziale, gratuito. Quindi perchè non approfittarne? A tal proposito, qualora non fosse già assistito da un legale, le ricordo che offriamo questo servizio ai nostri lettori e si potrà, sempre ovviamente che lo ritenga opportuno, rivolgere a noi.
    Infine per quanto riguarda l’assoggettabilità o meno a tassazione IRPEF, questa va valutata con riferimento alla natura della prestazione interessata. In particolare, per quanto riguarda l’indennità per inabilità temporanea assoluta, questa ha sicuramente natura economica e costituisce un indennizzo per la mancata retribuzione. Ciò significa che l’indennità in questione è soggetta a tassazione IRPEF, tuttavia, poiché l’Istituto agisce come sostituto d’imposta, la trattenuta viene effettuata direttamente all fonte. Diversa natura ha, invece, la rendita diretta per inabilità permanente. Infatti, pur trattandosi sempre di prestazione economica, la sua “ratio” è quella di risarcire la diminuita capacità lavorativa, pertanto non è soggetta a tassazione IRPEF. Quindi attenzione! quando si parla di inabilità assoluta non ci si riferisce alla inabilità RCA ( i giorni di malattia e necessari per la guarigione) ma al mancato guadagno e quindi essendo reddito viene tassato. Diverso invece è la RCA dove l’inabilità è risarcitoria. Pur essendo la materia complessa e foriera di possibile confusione, spero di esserle stato di aiuto e quanto più chiaro possibile. La ringrazio per il suo post e non si periti a contattarci per ogni necessità

  138. alessandro scrive:

    buongiorno a tutto lo staff
    Vi spiego la mia situazione io al 25/06/2009 ho avuto un incidente in itinere,di cui ho in visita medico legale mi è stata riconosciuta una rendita inail di 303 euro con il 20% di invalidità.Io mi chiedo se come danno biologico mi daranno 41000 euro e di danno patrimoniale mi daranno 53000 euro ,in totale 94000 euro e sono stato in infortunio 838 giorni mi chiedo quanto sarà il mio risarcimento dalla assicurazione? devo ancora fare la visita legale mia di parte,quindi potrà il medico riconoscermi un punteggio più alto del 20%,ho si dovrà attenere al grado inail?ringrazio fin da subito .

  139. alessandro scrive:

    ha dimenticavo alla data dell incdente avevo 32 anni

  140. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    Gent.le sig. Belloni,la risposta alla sua domanda presuppone necessariamente una valutazione medico legale dei postumi invalidanti nonché dei giorni di inabilità distinti tra quelli a totale e a parziale. Cercherò comunque di chiarirle la situazione. Prima di tutto ai fini del danno differenziale ( cioè la differenza tra la rendita Inail relativa solo al danno biologico e il risarcimento RCA ) si dovrà considerare , come importo da detrarre, la somma di euro 41.000 che l’Inail erogherà come rendita, in quanto il danno patrimoniale riguarda appunto un mancato guadagno che lei ha subito e subirà in futuro a seguito della ridotta capacità lavorativa. Detto ciò il medico legale potrà riconoscerle un danno maggiore al 20 % e probabilmente avverrà proprio questo in quanto le tabelle Inail differiscono da quelle RCA soprattutto in quanto queste ultime riguardano il danno biologico in sé mentre le tabelle Inail riguardano la menomazione della capacità lavorativa. Poiché ad oggi non sappiamo quanto degli 838 giorni sono a totale ( invalidità assoluta da pagarsi al 100%) e quanti a parziale ( invalidità relativa da pagarsi al 75-50-25% a scalare) e non sappiamo quant’è la valutazione medico legale in base alle tabelle RCA , è impossibile quantificarle , anche approssimativamente , il quantum risarcitorio. Consideri comunque che secondo le tabelle di Milano , in considerazione della sua età, un 20 % di postumi viene valutato in euro 69.110,00 con personalizzazione sino ad euro 96.063,00. La personalizzazione è l’incidenza del danno morale che, a seguito delle sentenze della Cassazione del 2008, non è più calcolata automaticamente ma deve essere provata. Questo vuol dire che per aversi la personalizzazione del danno si dovrà dar prova del danno morale oltre quello già valutato nella tabella ” base”. A ciò poi si dovranno aggiungere i giorni. Facendo una considerazione ” a braccio” si potrebbe ipotizzare quanto segue :
    Giorni di invalidità temporanea totale 100
    Giorni di invalidità temporanea parziale al 75% 200
    Giorni di invalidità temporanea parziale al 50% 400
    Giorni di invalidità temporanea parziale al 25% 135
    così quantificata
    Invalidità temporanea totale € 4.428,00
    Invalidità temporanea parziale al 75% € 6.642,00
    Invalidità temporanea parziale al 50% € 8.856,00
    Invalidità temporanea parziale al 25% € 1.494,45
    Danno biologico temporaneo € 21.420,45
    oltre al danno morale sui giorni
    Danno morale (33,33%) € 7.139,44
    per un TOTALE: € 28.559,89
    oltre eventualmente a spese mediche e quant’altro.
    Si ripete che tale calcolo è frutto solo di ipotesi e a titolo esemplificativo.
    Se così fosse e se lei avesse diritto alla personalizzazione dei postumi in misura massima le potrebbe ottenere :
    Invalidità 20 % = €96063,00 ( calcolata al massimo delle tabelle considerato il coefficiente più alto di personalizzazione).
    Giorni di invalidità = € 28.559,89
    Totale = € 124.622,89
    Oltre spese .
    Da ciò si dovrà dedurre quanto si percepirà dall’Inail, sotto rendita, per il danno biologico e cioè € 41.000, ottenendo così la cifra di € 83.622,89 che dovrà essere liquidata dalla assicurazione RCA.
    Probabilmente ottenere questa cifrà non sarà facile in quanto , si ripete, il problema sta proprio nella personalizzazione dei postumi tale da poter elevare il livello standard . Se si partisse dalla considerazione standard dalla cifra di cui sopra si dovrebbe togliere all’incirca € 27.000. Ovviamente se i postumi però verranno valutati dal medico legale in misura maggiore del 20 % tutto il calcolo cambia di nuovo. Le ho quindi riferito i calcoli di cui sopra a titolo esemplificativo per cercare di spiegarle il meccanismo . Nella speranza di esserle stato comunque utile, la ringrazio del suo post con la raccomandazione di continuarci a seguire e ricordandole che siamo disponibili anche ad assistere i nostri lettori nelle varie problematiche con presa in carico delle pratiche che ci vorranno affidare.

  141. alessandro scrive:

    gent.le avv. bartolini la ringrazio per la sua disponibilità.però non mi è chiaro una cosa secondo lei come si può dimostrare il danno morale,perchè io a visite mediche ne ho fatte,però penso che sè si voglia dimostrare quel danno si debba fare una visita da un medico di psicologia ho sbaglio? come ho potuto appurare siete molto informati su questo quesito inail/rca.Se non chiedo tanto secondo lei può un giudice di pace dare una versione diversa di responsabilità sull’ accaduto,anche sé le assicurazioni mi abbiano dato ragione al 100%? perché l’altro conducente ha citato la sua assicurazione è me per farsi pagare il suo danno, anche se ha me la mia assicurazione mi a già risarcito del danno materiale dopo 60 giorni. ringrazio fin da subito

  142. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    Per il danno morale effettivamente una relazione psicologica aiuterebbe essendo difficile altrimenti provarlo in altra maniera se non eventualmente con testimoni che attestino la sofferenza subita.Per quanto riguarda la causa dinanzi al gdp vi e’ da dire che hanno citato lei e la sua assicurazione in base alla legge sul risarcimento diretto, tra l’altro dichiarata parzialmente incostituzionale senza contare che a mio avviso , e a detta di molti giudici, si dovrebbe citare solo la sua assicurazione e non lei. Ma davanti al giudice di pace, e qui rispondo alla sua ultima domanda,può capitare di tutto e quindi anche che a lei diano torto nonostante l’ottenuto risarcimento integrale. Come …. con testimoni che controparte si premunirà di portare siano stati questi presenti o non . E qui subentra poi un altro problema in quanto lei si potrà costituire difendendosi in ogni modo e non costituirsi e far si che il procedimento lo porti avanti la compagnia assicurativa in maniera,ovviamente più blanda e da lei non sindacabile. In tale ultimo caso non avrà spese anche in caso di perdita se non l’aumento della assicurazione ed una sconfitta personale per aver subito un ingiustizia

  143. alessandro scrive:

    mi scusi sig. avvocato bartolini è quindi se a me diano anche un concorso di colpa e possibile che la sua assicurazione mi possa dare il risarcimento in proporzione alla mia responsabilità? mi scusi ancora

  144. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    Non si deve scusare . E’ grazie a persone come lei che il blog cresce e riesce nel suo scopo: essere al servizio del cittadino. Comunque rispondendo al suo quesito e’ possibile che l’assicurazione le riconosca un concorso. Se pero’ l’assicurazione avesse già pagato, come mi e’parso capire, non e’ che gli richiede indietro la differenza ma avrebbe, in teoria, solo pagato male almeno secondo la politica aziendale assicurativa

  145. alessandro scrive:

    si mi ha già pagato,ma solo il danno materiale,ma visto l’entita dei danni fisici, presumo che secondo me il loro assicurato per un danno di 700 euro ,sia d’accordo con la sua assicurazione tentando di fare pagare meno alla propria assicurazione,perché il proprio cliente è un broker delle assicurazioni.credo che lavori per quella assicurazione.IO ho dovuto prendere un legale che se nel caso questo giudice,mi riconosca qualche responsabilità ,abbiamo citato in tribunale ha milano la sua assicurazione ed il proprio cliente,perché non mi fido del giudizio del giudice di pace,che possa sbagliare,il gdp ha in visione la mia pratica dal 3/10 e fino ad oggi non ha emesso nessuna sentenza,non ha fatto altro che rinviare a giudizio per tutte le volte che poteva farlo,secondo me non ha molto chiaro la visione dei fatti.IO mi ritrovo a 34 anni con un bastone da passeggio a vita,unica consolazione meno male che sono vivo.speriamo bene

  146. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    Le auguro un sentito ” in bocca al lupo” anche se – mi si consenta- quando si parla di diritti e giustizia non si dovrebbe MAI sperare nella buona sorte…..noi almeno lottiamo per questo.

  147. claudio luigi scrive:

    Volevo chiedere informazione per il mio risarcimento RCA
    il mio avvocato a firmato la proposta fatta dall’assicurazione e la mia firma volevo sapere entro quanti giorni l’assicurazione mi deve risarcire
    nell’attesa della risposta le mando i miei saluti per questo sito utilissimo e ringrazio per il lavoro che svolgete .

  148. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    Non vi è un tempo limite per ottenere il risarcimento. Diciamo che in media il tempo può considerarsi accettabile dai 15 ai 30 gg.

  149. willie scrive:

    Gent.mo Avvocato; a mia moglie per un incidente stradale in itinere del settembre 2010, l’inail ha riconosciuto punti 21 di i.p. dei quali 4 derivanti (come da perizia neurologica) come disturbo post traumatico da stress, che si stà esacerbando con il tempo causa il doloroso persistere delle lesioni neuroradicolari, e dell’incontinenza con le quali sfortunatamente dovrà convivere, forse fino alla fine dei suoi giorni.
    Al momento del sinistro aveva 43 anni, due figli di 16 e 11 anni ed una retribuzione annua di 14.005 euro:
    Alla luce dei farragginosi calcoli effettuati l’inail ha corrisposto una rendita mensile di euro 290 circa, ed all’uopo Le chiedo:
    E’ plausibile che la rivalsa inail sia di euro 59000 circa?
    Se esiste un Danno Differenziale, di quale entità è presumibile sia?
    Il mio legale mi ha consigliato di far causa all’assicurazione perchè ancora (nonostante abbia dato un anticipo di 4000 euro) non ci ha dato altre comunicazioni, io ho pensato che attendono l’importo della rivalsa inail, ma il mio legale ha detto che deve esser fatta lo stesso, io aspetterei l’offerta, poi farei se opportuno la causa.
    Concludo ricordando che il nostro medico legale aveva certificato punti 22 di i.p. e desumo che l’assicurazione terrà per buoni i 21 punti inail, visto che tale punteggio (dopo ripetute visite), è stato liquidato da altra compagnia per poliza infortuni F.I.B.A che si avvale del medesimo medico legale della compagnia rca; se 21 sono per F.I.B.A. 21 sono per RCA .
    Ringraziandola per una Sua celere risposta, anche solo per e-mail
    Porgo i miei Cordiali Saluti

  150. La redazione scrive:

    Gent.le Lettore, La ringrazio intanto per l’attenzione posta al nostro blog e di seguito cercherò di risponderle. Prima di tutto è possibile che l’Inail a fronte di una rendita di euro 290 circa abbia una rivalsa di euro 59.000 in quanto il calcolo fatto dall’Inail riguarda complessivamente una rendita che detto ente darà a vita a sua moglie. Certo si potrebbe discutere , e a ragione, sul fatto che l’Inail prende i soldi della rivalsa tutti e subioto mentre alla vittima gli spetta una rendita con tutte le incertezze per il futuro. Ma purtroppo su questo punto, sino a che non interviene una modifica ( e secondo me, spero di sbagliarmi, non arriverà mai tanto sono gli interessi in gioco) se ne può discutere ad ore per non risolvere alcunchè in pratica. Per quanto riguarda il danno differenziale v’è da premettere che l’Inail non risarcisce – o meglio indennizza – i giorni di invalidità nè tantomeno il danno morale. Ora nel suo caso mi è impossibile calcolare, con i dati che mi ha riferito, il danno in base al 22% di postumi in quanto ho bisogno dell’età del danneggiato, della data del sinistro e dei giorni di invalidità. Ovviamente sarò lieto di calcolare il risarcimento se vorrà darmi tali dati. Inoltre andrà calcolato e richiesto il danno da vita di relazione e l’incontinenza ne è un elemento ben evidente. Tale danno andrà ben specificato nella eventuale causa in quanto il giudice civile può liquidare anche su presunzioni semplici ed in assenza di prove effettive. In pratica basterà al giudice civile accertare l’incontinenza causale al sinistro e ciò potrà bastare anche se non sarà provato l’effettivo danno di relazione provocato perchè ciò è in sè.
    Ovviamente per quanto riguarda le scelte processuali del suo avvocato non mi è possibile, pur volendo, dare giudizi in quanto il dovere deontologico me lo vieta. Infatti da qui a pochi giorni proprio per dare più libertà di espressione al blog e di aiuto alle persone Legalius diverrà una associazione non riconosciuta permettendoci di esprimerci liberamente. Ma a parte questa parentesi nel suo caso mi sento comunque di esprimermi in quanto do piena ragione al suo avvocato in quanto, a mio avviso, è inutile attendere. La causa diventa l’unica soluzione anche perchè una volta promossa è probabile che l’assicurazione si faccia viva per cercare di trovare una soluzione transattiva. Si ricordi che in assenza di causa il danno morale e danno di relazione poco verranno pesati dalla compagnia assicurativa e quindi l’azione giudiziaria è sicuramente un mezzo per costringere la compagnia a cedere sulle proprie posizioni che sono sempre di interesse e non mai eque.
    Infine le ricordo che è possibile scaricare la nostra applicazione e ci farà molto piacere se effettuerà questa operazione sul suo palmare/cellulare. In tal caso le richieste potrà farle anche dal suo cellulare in ogni dove ed anche richieste personali di SOS in caso di bisogno : ovviamente in tal caso se vorrà fare una recensione della nostra applicazione ciò non potrà che farci piacere.
    Restando sempre a sua disposizione e nella speranza che continui sempre a seguirci cordialmente saluto

  151. willie scrive:

    Non ho parole per RINGRAZIARE, chi ha prestato attenzione al mio caso.
    Mi permetto di scomodarLa di nuovo portando a conoscenza dei dati da Lei richiesti per quantificare in solido l’equo risarcimento dovuto a mia moglie, alla luce di una rivalsa inail di circa 59000 euro:
    Sinistro avvenuto nel Settembre 2010
    Età di mia moglie al momento del sinistro 43 anni.
    I giorni di inabilità temporanea sono stati 150 di cui 60 immobilizzata a letto.
    Nostra relazione medico legale determina un danno biologico non inferiore a 22 punti.
    La relazione medico legale inail così dettagliatamente definisce l’invalidità permanente:
    Codice
    57 Incontinenza dello sfintere anale totale e permanente, con disturbi secondari locali punti 8
    180 Disturbo post-traumatico da stress cronico moderato, a seconda dell’efficacia della psicoterapia punti 4
    199 Esiti di distorsione del rachide cervicale con deficit funzionale apprezzabile su base antalgica, disturbi radicolari di natura trofico-sensitiva punti 2
    210 Esiti di frattura sacrale con deformazione residua e riflesso antalgico disfunzionale punti 6
    218 Esiti di frattura di una costa apprezzabili con indagini strumentali punti 1
    275 Deficit articolare del ginocchio con flessione possibile da 50° a 90° punti1
    Il totale matematico sarebbe 22 punti, ma desumo che inail, decurti un punto come “franchigia”.
    Dal sinistro è modificata anche la nostra “intimità”, in quanto come certificato dalla relazione del medico di parte, è ad oggi presente dispareunia per limitazione nell’allargamento delle gambe, che ci costringe, ad una vita “casta”, e senza entrare in particolari, per un uomo di 50 anni ….
    All’uopo quindi chiedo, se, anche per questo “danno” ci/mi sia dovuto dalla controparte.
    Nell’attesa di una V.S. risposta porgo
    Cordiali Saluti

  152. La redazione scrive:

    E’ nostro dovere rispondere ed è proprio lo scopo del blog e quindi non deve ringraziarci anche se ovviamente i complimenti ci fanno piacere. Venendo a noi il calcolo in base alle informazioni date risulta il seguente:
    Sua moglie di anni 43, , in seguito al sinistro avvenuto in data 1 settembre 2010, ha riportato un danno biologico permanente valutato nella misura del 22%; l’invalidità temporanea assoluta (al 100%) ha avuto una durata di giorni 60; l’invalidità temporanea parziale è stata al 50% per giorni 90.
    Il danno biologico permanente, viene liquidato sulla base dei criteri tabellari per punto di invalidità utilizzati dal Tribunale Milano 2009 che rapportano l’entità del risarcimento ad un valore progressivo con riferimento all’incremento dei punti di invalidità e con una funzione regressiva di decurtazione con riferimento all’elevarsi dell’età del danneggiato al momento del sinistro.
    Per ciascun punto nella tabella viene riconosciuto l’importo di €. 3.364,55 debitamente abbattuto col coefficiente di riferimento per l’età del danneggiato (pari a 0,785).
    Tale danno va liquidato nell’importo complessivo di €. 74.020,00
    Per ciascun giorno di invalidità temporanea assoluta va liquidato (sulla base dei criteri stabiliti uniformemente dalla tabella prescelta) un importo di €. 88,20.
    Il danneggiato ha subito una invalidità temporanea assoluta di giorni 60 che va liquidata in €. 5.292,00.
    Per la invalidità temporanea parziale la liquidazione della diaria avviene in misura proporzionale alla percentuale di invalidità riconosciuta per ciascun giorno.
    La invalidità temporanea parziale di giorni 90 al 50% va liquidata in €. 3.969,00.
    A titolo di danno biologico per invalidità temporanea (I.T.A. e I.T.P.) spetta al danneggiato l’importo complessivo di €. 9.261,00.
    In totale, a titolo di danno biologico (sia per la permanente (I.P.) che per la temporanea (I.T.)), va liquidato l’importo complessivo di €. 83.281,00.
    DANNO NON PATRIMONIALE (morale). Nel caso in esame Va liquidata un’ulteriore voce di danno non patrimoniale a favore del danneggiato per la personalizzazione del danno e specificatamente per riduzione di vita di relazione ivi compresa quella sessuale.
    Il danno non patrimoniale (c.d. morale), quale personalizzazione ulteriore rispetto alla liquidazione tabellare va parametrato, in una prospettiva equitativa, con riferimento ad una percentuale dell’importo determinato a titolo di danno biologico.
    Il valore “tabellare” preso in considerazione come base per il calcolo è sia quello da invalidità “permanente”, sia quello da invalidità temporanea.
    La tabella del Tribunale Milano 2009 adotta il seguente criterio liquidatorio: la tabella 2009 incorpora in sé i valori medi liquidati dai giudici del Tribunale di Milano a titolo di “complessivo” danno non patrimoniale; una ulteriore personalizzazione va motivata con riferimento al caso specifico.; nel caso di specie viene tenuto conto della gravità della colpa, dell’entità delle lesioni sofferte dal danneggiato, del grado di invalidità derivante da dette infermità, dell’impatto che tali infermità hanno avuto sulla persona del danneggiato, della durata dell’ invalidità temporanea; si può equitativamente liquidare la personalizzazione del danno non patrimoniale nella misura di 2/3 del danno tabellare per un importo pari a €. 55.520,67: in tal caso si è ritenuto valutare l’incidenza del danno morale al massimo del calcolo.
    In totale a titolo ulteriore voce di danno non patrimoniale (c.d. personalizzaizone) va liquidata la somma di €. 55.520,67.
    RIEPILOGO DELLA LIQUIDAZIONE DEL DANNO
    I danni che vanno liquidati (e, poi, in quanto crediti di valore, rivalutati con attribuzione anche degli interessi c.d. compensativi) sono quindi i seguenti:
    Danno biologico da invalidità permanente: €. 74.020,00Tale danno è stato calcolato utilizzando le tabelle del danno biologico Tribunale Milano 2009 e la liquidazione è rapportata all’epoca in cui le tabelle utilizzate sono state elaborate (01-01-2009).
    Poiché l’evento lesivo è successivo alla data in cui è stata redatta la tabella, occorre procedere alla rivalutazione dell’importo liquidato a titolo di danno biologico, al fine di avere valori omogenei (rispetto alle altre voci di danno) sui quali, poi, calcolare la rivalutazione e gli interessi (c.d. compensativi) fino alla data della liquidazione.
    Va considerato che è ormai principio giurisprudenziale consolidato (Cass., sez. III, 20-06-1996, n. 5680) che la rivalutazione delle somme liquidate a titolo di risarcimento del danno da invalidità permanente parziale, quando questa sia successiva ad un periodo di invalidità temporanea liquidata separatamente, decorre dal momento della cessazione dell’invalidità temporanea e non dal giorno dell’evento dannoso.
    Di conseguenza la data di riferimento per tale calcolo va fatta non alla data del fatto lesivo (01-09-2010) ma da quella in cui è terminata la invalidità temporanea. Poiché la invalidità temporanea è stata determinata in 150 giorni, la data a cui si deve fare riferimento per la liquidazione è quella del 29-01-2011.
    La percentuale di rivalutazione utilizzando gli indici ISTAT del c.d. costo della vita è pari al 0,22% ed il danno alla data del 29-01-2011 è pari a €. 74.185,43.
    Il danno biologico da invalidità temporanea è stato calcolato (vedi sopra) nella misura di €. 9.261,00.
    Tale importo va riportato in valori monetari alla data di verificazione del fatto dannoso e, conseguentemente, la liquidazione va determinata in base ai medesimi criteri di cui sopra, nella misura di €. 9.281,70.
    Il danno morale è stato valutato nella misura di €. 55.520,67; in base ai medesimi criteri sopra esposti tale danno va riportato, in termini monetari, alla data del fatto lesivo e va, dunque, liquidato nella misura di €. 55.644,76.
    RIVALUTAZIONE. Le somme liquidate (crediti di valore) vanno rivalutate dalle date in cui sono state monetariamente determinate (c.d. aestimatio) fino alla data della loro liquidazione definitiva (c.d. taxatio) che va fissata al giorno 29-11-2011.
    La rivalutazione va effettuata applicando sulle somme gli indici della rivalutazione monetaria ricavati dalle pubblicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica. Gli indici presi in considerazione sono quelli del c.d. costo della vita, ovverossia del paniere utilizzato dall’ISTAT per determinare la perdita di capacità di acquisto con riferimento alla tipologie dei consumi delle famiglie di operai ed impiegati (indice F.O.I.).
    Tale rivalutazione viene presa in considerazione per ciascuna delle voci di cui si compone la liquidazione del danno e dalla decorrenza per ciascuna indicata (vedi sopra).
    INTERESSI. Nella liquidazione del danno la giurisprudenza è concorde nel riconoscere anche il danno da ritardo nella prestazione e tale importo viene liquidato in via sostanzialmente equitativa attraverso il riconoscimento al danneggiato di una ulteriore voce che correntemente viene definita come “interessi compensativi” (altri li definiscono “moratori”, ma ai fini della presente valutazione le differenze terminologiche sono indifferenti). Tali interessi sono calcolati dalla data del momento generativo della obbligazione risarcitoria sino al momento della liquidazione.
    Gli interessi vanno liquidati al tasso nella misura legale che, in base alla normativa vigente, viene variato in relazione alle dinamiche dei tassi correnti sul mercato, sia un parametro di riferimento adeguato per determinare il danno da ritardo della prestazione risarcitoria.
    Tali interessi vanno calcolati non sulle somme integralmente rivalutate (il che condurrebbe ad una duplicazione delle voci risarcitorie, come affermato nella nota sentenza Sezioni Unite del 17.2.1995, n. 1712) il che comporta un calcolo di interessi alquanto inferiore a quelli calcolati integralmente per l’intero periodo.
    La cadenza della rivalutazione comporta il calcolo degli interessi sulla somma via via rivalutata con periodicità annuale (Cass. 20.6.1990, n. 6209, soluzione accolta, in genere, con riferimento alle esigenze di semplificazione dei calcoli).
    In tal caso il calcolo della rivalutazione viene fatto anno per anno alla data convenzionale del 31 dicembre ed in quella data vengono computati gli interessi che, poi, sono improduttivi di ulteriori interessi e non vengono capitalizzati in alcun modo.
    Le somme dovute complessivamente sono le seguenti:
    A) Danno liquidato al 01-09-2010 (c.d. “aestimatio”): € 139.111,89
    B1) Interessi maturati al 29-11-2011: € 4.276,35
    B2) Rivalutazione maturata al 29-11-2011: € 0,00
    B) Interessi e rivalutazione totali (B1 + B2): € 4.276,35
    Totale A + B: € 143.388,24
    C) Anticipi versati (da dedurre) (n. 0 movimenti): € 0,00
    Importo totale (A + B – C) dovuto al 29-11-2011 (c.d. “taxatio”): € 143.388,24
    di cui:
    Capitale = 139.111,89 — Rivalutazione = 0,00 — Interessi = 4.276,35

    A tale cifra andranno aggiunte le spese vive sostenute. Si considerì che però quanto sopra riguarda il danno totale ma nel suo caso stiamo parlando di danno differenziale e quindi la cifra di euro 59.000 va decurtata dalla somma complessiva di cui sopra.
    E’ doveroso specificare che il calcolo è stato effettuato, come avrà visto, sulla base del Tribunale di Milano ma c’è anche da specificare che il Tribunale competente potrebbe adottare anche una sua propria tabella.
    Infine , a mio avviso, è da fare altre due valutazioni. La prima è che nel caso di cui sopra si parla di danno biologico ma siamo sicuri che il punteggio non possa venir alzato in considerazione del danno psicologico subito da sua moglie? Il consiglio è quello di farsi fare una relazione medica psicologica. Pensi che, ad esempio, nella Strage di Viareggio molte perizie sono state solo psicologiche e sono state tranquillamente liquidate. Questo per dire di non sottovalutare questo aspetto che potrebbe persino raddoppiare il punteggio. Non bisogna confondere il danno morale che è il danno da sofferenza subita con quello psicologico che è altro tipo di danno ed il trauma subito e che si porterà dietro per tutta la vita. Questo danno a mio avviso lo ha subito anche lei ed arrivo quindi all’ultima domanda. A mio avviso anche lei può sicuramente chiedere i danni argomentando con una perizia psicologica il subito. Ovviamente andrà argomentato anche il danno da vita sessuale ( contemplato dalla cassazione già più volte) e dimostrato anche se sarà sufficiente provare l’effettivo impedimento in quanto il resto è in re ipsa.
    Spero di essere stato sufficiente chiaro ed esaustivo. Mi raccomando …continui a seguirci

  153. Dario scrive:

    Gentile Avvocato Bartolini, sperando di non abusare della sua gentilezza e di quella di tutto lo staff di Legalius le vorrei sottoporre la questione in cui mi sto imbattendo in questo momento e che coinvolge un’assicurazione RCA e l’INAIL.
    In data 29 Aprile 2010, mio papà rimane vittime di un grave incidente stradale durante il tragitto casa-lavoro. Tale incidente viene classificato come incidente in itinere.
    Iniziate tutte le valutazioni del caso, viene determinata una valutazione di invalidità da parte del INAIL del 70% (inizialmente la prima valutazione fu del 60% ma dopo la nostra opposizione e rivalutazione è stata aumentata di 10 punti).
    In seguito alla prima valutazione da parte dell’INAIL (per cui quella del 60%), chiesi l’ammontare del capitale della rendita (a marzo 2011). Mi fu consegnato un foglio di calcolo che descriveva così la situazione:
    DANNO BIOLOGICO: 146.000€
    DANNO PATRIMONIALE: 220.000€
    TOTALE VALORE CAPITALE: 366.000€
    Sulla successiva rivalutazione del’invalidità (valutata al 70%), richiesi all’INAIL nuovamente il calcolo della capitale riaggiornato alla nuova percentuale (chiesto a Ottobre 2011).
    Qui ho avuto la prima sorpresa.
    L’INAIL mi invia il nuovo calcolo senza però fare lo scorporo dei rispettivi danni (BIOLOGICO e PATRIMONIALE) ma indicandomi solo l’ammontare del capitale (412.000€) ed allegandomi la seguente comunicazione:
    “Solo per scruopolo si precisa che la recente giurisprudenza, in riferimento alla pretesa dell’INAIL, non consente di calcolare il dovuto all’Istituto mediante scorporo delle singole partite di danno ma impone la quantificazione dell’intero danno civilistico (esclusi danno morale ed esistenziale) in relazone al quale verificare il dovuto all’Istituto.”
    Ammetto che questa comunicazione mi ha fatto pensare male, perché se non ho l’indicazione dei rispettivi danni come faccio a fare il calcolo differenziale?
    Nel frattempo anche la questione assicurativa RCA prosegue. Il medico legale dell’assicurazione visita mio papà e noi presentiamo la nostre valutazione medico-legale di parte.
    La nostra valutazione medico-legale parla di un danno biologico dell’80% con un DANNO BIOLOGICO TEMPORANEO AL 100% di otto mesi con una richiesta di danno morale pari ai 2/3 del danno biologico vista la gravità del caso.
    Posso aggiungere (mio pensiero) che il danno morale è dimostrabile (purtroppo) abbastanza facilmente nelle lesioni riportate da mio papà avendo avuto un quadro clinico di emiparesi sinistra.
    Pochi giorni fa abbiamo ricevuto la proposta dell’assicurazione (e quel mio pensare male si è avverato…)
    La proposta dell’RCA è stata questa:
    DANNO BIOLOGICO: 72% pari a 567.000
    DANNO BIOLOGICO TEMPORANEO AL 100%: 240 giorni pari a 27.000€
    DANNO MORALE: calcolato nella misura di ¼ pari a 148.000€
    DANNO PATRIMONIALE: 0
    DANNI MATERIALI: 12.000€
    ALTRI DANNI (Riadattamento vettura): 5.000€
    RIVALUTAZIONE INTERESSI: 11.000€
    Il tutto quindi per un totale di 746.000€.
    Premesso che ritengo alcune voci (come il danno morale) messe ai minimi termini, ma la sopresa più grossa è che l’assicurazione ci informa che a questa cifra dovranno essere sottratti 360.000€ destinati all’INAIL.
    Praticamente hanno sommato il danno patrimoniale ed il danno biologico INAIL e poi li hanno sottratti al danno biologico RCA “mangiandoci” così circa 200.000€ di danno biologico…
    Ma è possibile questo? Sono veramente confuso.
    Secondo lei cosa possiamo chiedere di danni che non sono stati indicati? Dobbiamo richiedere il danno patrimoniale che loro indicano in 0€ paramentrandolo con quello calcolato dall’inail in modo tale da portare l’assurdo calcolo:
    DANNO PATRIMONIALE INAIL 220.000€ – DANNO PATRIMONIALE RCA 220.000€ = 0
    Spero di essere stato il più chiaro possibile.
    La ringrazio per la risposta, nel caso non potesse aiutarmi la mia stima per il vostro servizio rimarrà comunque immutata.

  154. KATIUSCIA scrive:

    SALVE IO IN DATA 17 NOVEMBRE 2011 ALLE ORE 23.00 USCIVO DALL UFFICIO DAL MIO TURNO DI LAVORO E HO SUBITO UN INCIDENTE IN MOTO PROPRIO A 3 METRI DALL’UFFICIO IN QUANTO UNA MACCHINA MI HA INVASO LA CORSIA,IO HO STERZATO PER EVITARE CHE MI PRENDESSE FRONTALE E LA MOTO A PERSO ADERENZA E HO FATTO UN VOLO DI 3METRI E QUESTO è SCAPPATO NON MI HA PRESTATO SOCCORSO
    SONO ANDATA AL PRONTO SOCCORSO PIU VICINO E MI HANNO DIAGNOSTICATO DISTORSIONE TIBIOTARSICA E CONTUSIONI VARIE AL GINOCCHIO E TUTT’ORA OGGI IN DATA 4 DICEMBRE SONO A CASA IN INFORTUNIO IN QUANTO NONR IESCO ANCORA BENE A CAMMINARE SONO ANCORA CON LE STAMPELLE ED UN TUTORE E MI HANNO DATO L’INFORTUNIO ANCORA FINO AL 12 DICEMBRE.
    VOLEVO SAPERE COME AVVIENE RIMBORSO INAIL??IN QUANTO TEMPO TI RIMBORSANO?E PIU O MENO COSA MI DOVREBBE ASPETTARE!
    E IN PIU VOLEVO SAPERE SE L’INFORTUNIO DATO CHE SONO A CONTRATTO A TERMINE SE PUO ESSERE PREGIUDICANTE PER MAGARI LASCIARMI A CASA
    ????LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE

  155. La redazione scrive:

    La problematica che pone all’attenzione è quantomai complessa in quanto necessita di un indagine per parametrare i vari coefficienti di perizia . In sostanza questa difficoltà nasce , in primis, proprio dal fatto che il calcolo INail non è mai chiaro ( soprattutto se non viene differenziato il danno biologico dal danno materiale) e soprattutto viene fatto su parametri diversi rispetto a quello della RCA. Infatti in tale calcolo vengono considerati il nucleo familiare, l’età lavorativa del soggetto e quella ancora da lavorare ecc. tutti coefficienti che non vengono affatto presi in considerazione nel risarcimento RCA. Il danno materiale che viene calcolato dall’Inail è il mancato guadagno e cioè la diminuzione del reddito e, in tal caso, della capacità lavorativa delhttp://www.legalius.it/wp-admin/edit-comments.php#comments-form soggetto leso. Anche nella RCA si parla ovviamente di riduzione della capacità lavorativa e del mancato guadagno. Dalle voci che mi indica però pare che il mancato guadagno non sia stato considerato nella richiesta risarcitoria della RCA e quindi se non è conteggiato non si può nemmeno togliere. Infatti dalla RCA va sottratto il danno biologico ma quello patrimoniale è un’altra cosa. Inoltre non è possibile accettare un risarcimento RCA che dia, nel suo caso, solo 1/4 del danno morale ( per i punti di invalidità invece , ad occhio, ci potremmo anche essere). Lei pensi che 1/4 , quando il danno morale era calcolato automaticamente, prima delle sentenze della Cassazione del 2008, si dava per i colpi di frusta! Dare questa valutazione a suo padre è un’offesa! Ma inoltre vogliamo mettere il danno da vita di relazione che ha subito suo padre? E’ vero che nel danno morale viene compreso tutta una serie di danni che prima venivano diversificati ma è anche vero che , come ci insegna il Tribunale di Milano, si possono fare personalizzazione del punteggio. Nel suo caso questa personalizzazione è doverosa. Ora se il danno morale venisse calcolato su 2/3 si potrebbe anche chiudere ma non certamente ad 1/4. Inoltre si faccia dare spiegazioni dalla compagnia assicurativa del perchè vogliano togliere il danno patrimoniale Inail quando è voce che a loro non è stata richiesta. Ora bisogna anche considerare che il calcolo di sottrazione andrà fatto sulla seconda valutazione inail e non sulla prima e che in tale ipotesi la diversificazione non è stata fatta. La voce riportata dall’Inail : “Solo per scruopolo si precisa che la recente giurisprudenza, in riferimento alla pretesa dell’INAIL, non consente di calcolare il dovuto all’Istituto mediante scorporo delle singole partite di danno ma impone la quantificazione dell’intero danno civilistico (esclusi danno morale ed esistenziale) in relazone al quale verificare il dovuto all’Istituto.” è ulteriore dimostrazione di quanto la lotta del nostro blog, ora associazione, sia sempre più attuale: far diventare la legge al servizio del cittadino. Come è possibile tollerare che l’Inail mi dia una rendita e non mi dica in base a quali parametri me li da e non diversifichi il danno? Il mio consiglio in questi casi è sicuramente di proporre una azione giudiziale, calcolando tutte le voci dovute. In tale sede , vedrà, che l’Inail diversificherà e l’atteggiamento della compagnia cambierà. Consideri che al giudice basterà la semplice presunzione per accertare ad esempio il danno da vita di relazione. Capisco che il risarcimento comunque proposto è una cifra considerevole e che in questi momenti può far comodo ma il mio consiglio è di non mollare e tenere sempre presente che il danno subito da sua padre vuol dire una vita al 20% delle capacità.
    Qualora decidesse di intraprendere questa strada, noi della redazione di Legalius, la vogliamo informare che siamo diventati una associazione proprio per cercare di aiutare maggiormente le persone che ci scrivono e ci chiedono aiuto, anche con l’assistenza presso i Tribunali d’Italia . Cogliamo l’occasione , quindi, per informarla che la nostra associazione è in grado di assistere chi chiede il nostro aiuto in ogni parte d’Italia con il patto di quota lite e con anticipo delle spese di lite da parte della stessa associazione, proprio per non gravare su chi ha già subito una lesione dei diritti. Per quanto riguarda il patto di quota lite vi è da specificare che quello adottato dai professionisti della associazione è una convenzione ad hoc con cui si stabilisce tra l’assistito e il professionista con cui il primo dichiara che pagherà quest’ultimo alla fine della causa ed in % del risarcimento ottenuto. In tal caso qualora vi sia il pagamento da parte della compagnia, nel suo caso, noi sotrarremmo tale risarcimento dalla cifra pattuita con il patto di quota lite e quindi il cliente potrebbe trovarsi a non pagare alcunchè o una cifra comunque irrisoria. Questi sono alcuni vantaggi che l’associazione può offrire ai propri associati e di cui desideriamo renderla edotta.
    Ci faccia sapere gli sviluppi del caso e non si periti a scriverci . Grazie per la sua fiducia.

  156. La redazione scrive:

    Partiamo dall’ultima domanda. L’infortunio è pregiudicante solo se supera il c.d. periodo di comporto pari a 180 giorni lavorativi ( ovviamente suppongo un termine lungo di scadenza del contratto) o alla durata della scadenza del contratto. Se in pratica il lavoratore, con contratto a termine di 12 mesi, ha già lavorato 6 mesi e si ammala il periodo di comporto sarà pari ai 6 mesi rimanenti. In questo caso il datore di lavoro può legittimamente licenziarla. Ma a parte questo caso non vi è nessun pregiudizio. Per quanto riguarda il suo risarcimento prima di tutto dovrà fare una richiesta danni alla compagnia che per la sua Regione gestisce il Fondo di Garanzia per le vittime della strada ( per la Toscana è la Fondiaria – Sai) anche se le dico, subito, che vi potrebbero essere problemi alla liquidazione in quanto non vi è stato urto con l’autovettura poi scappata: comunque non lascerei intentata questa strada a priori. Per quanto riguarda l’Inail prima di tutto dovrà essere visitata dal medico Inail ai fini della valutazione dell’incidenza della lesione sulla sua capacità lavorativa. Dopodichè se la lesione è inferiore al 6% di postumi l’INail non rimborsa alcunchè ( ovviamente si parla di danno biologico e non di giorni lavorativi) . Se superiore al 6% sino al 16% vi sarà il risarcimento in un’unica soluzione. Mentre se il danno è superiore al 16% vi sarà una rendita vitalizia. I tempi variano in base alla guarigione secondo l’Inail e quindi non è possibile determinare un tempo preciso perchè questo va di pari passo alla guarigione medica.

    Cogliamo l’occasione di questa risposta per informarla, come avrà già visto dalle modifiche del sito, che siamo diventati una associazione proprio per cercare di aiutare maggiormente le persone che ci scrivono e ci chiedono aiuto in ogni campo anche con l’assistenza presso i vari Tribunali. Tale assistenza si spiega su ogni fronte , stragiudiziale e giudiziale, ed in tale ultimo caso siamo in grado di assistere chi chiede il nostro aiuto in ogni parte d’Italia con anticipo delle spese di lite da parte della stessa associazione, proprio per non gravare su chi ha già subito una lesione dei diritti. Nel caso di necessità di proporre azione giudiziale i nostri professionisti operano con un patto di quota lite ad hoc e cioè stipulando una convenzione ove il professionista verrà pagato secondo tale patto solo qualora a ciò non adempia la compagnia assicurativa altrimenti nessun costo sarà addebitato all’assistito. Questi sono solo alcuni dei vantaggi che stiamo istituendo per i nostri associati.
    Ci faccia sapere gli sviluppi del caso e non si periti a scriverci . Grazie per la sua fiducia.

  157. bruno crescini scrive:

    Buongiorno, trovo il vostro blog mentre sto cercando di informarmi in internet su alcuni dubbi relativi al rimborso del mio infortunio avvenuto nel 2006 ,e ancora in sospeso, e vista la cortesia e la sollecitutidine delle Vs. risposte decido di chiedere cortesemente alcuni chiarimenti, se possibile.
    Mi chiamo Bruno e sono meccanico di motoveicoli, dipendente.
    Nel maggio 2006, all’età di 50 anni, mentre provo sulla strada una motocicletta riparata, vengo investito da un ‘ altro motoveicolo.
    Infortunio sul lavoro, sette costole fratturate, due interventi chirurgici, 365 giorni di infortunio dal 2/5/2006 al 30/3/2007 con 18% punti di invalidità inail e una pensione mensile di 270 euro dal giugno 2007
    Il mio avvocato fa richiesta all’Avus Italia, poichè il motoveicolo aveva un assicurazione estera, di rimborso danni per € 189.147 così suddiviso:
    – i. p. 30% € 85242+ i t. € 12185 +morale € 42621 + diminuzione capacità lavorativa 15% € 48410 + spese mediche € 689
    non tenendo conto però della rendita capitalizzata dell’inail, che, seppi in seguito, la controparte può detrarre dal totale richiesto.
    L’ Avus Italia risponde offrendo un TOTALE NETTO di € 34.068 di cui:
    – i. permanente 23% € 53015 +i. temporanea € 9967 + morale € 20994 MENO rendita capitalizzata INAIL per € 49.908
    Dopo tre anni di trattative il mio avvocato consiglia di fare ricorso all’Avus e all’UCI tramite il Tribunale di Brescia.
    Vengo visitato dal CTU nominato dal Tribunale che quantifica: I.P. in rc 27% , biologico giorni 20, riduzione capacità lavorativa 15%
    Qualche giorno fa sono chiamato dal mio avvocato che ha ricevuto una proposta dall’avvocato della controparte e offre:
    – per danno biologico permanente € 100.000 +danno biologico temporaneo € 12.100+ una personalizzazione per lesioni del 30% € 30.000 MENO rendita capitalizzata INAIL limitatamente al danno biologico da permanente di € 63.054 = TOTALE NETTO € 79.046
    e allega una attestazione INAIL che riporta i seguenti dati:
    – INDENNITA’ PER INABILITA’ ASSOLUTA AL LAVORO € 17434
    -VALORE CAPITALE DELLA RENDITA CALCOLATA AL 30/3/09 SU 18% € 63054
    -ACCONTI E RATEI PAGATI FINO AL 30/3/09 € 6488
    Alle mie domande sulla “rendita capitalizzata INAIL” di € 63.054 che mi viene detratta su:
    – come viene calcolata questa rendita e come è composta
    – perchè questa differenza di importi INAIL richiesti, prima € 49.908 e poi € 63.054
    – se l’importo di € 63.054 è veramente TUTTO dovuto da parte mia
    – se è giusto che mi venga detratta interamente senza che siano ancora scaduti i 10 anni che l’INAIL chiede per definire la % del’I.P. datomi , e nei quali questa % potrebbe aumentare o diminuire ( e in questo caso a me sarebbero stati già detratti ingiustamente i 63.054)
    – se devono proprio essermi detratti , a questo punto, se possono essere da me percepiti tutti insieme subito e non al mese per 270 euro
    il mio avvocato non sa rispondere e mi dice che si informa e mi fa sapere, mi fa capire però che secondo lui l’ultima offerta fatta di 79.046 EURO è una buona offerta e andrebbe accettata e mi sollecita per una decisione a breve
    Aggiunge che per quanto riguarda la perdita della capacità lavorativa del 15% non è possibile ottenere rimborsi , perchè per dimostrarlo dovrei portare una prova valida e l’unica sarebbe un documento che attesta che il mio reddito in questi anni è stato inferiore per aver lavorato quel 15% in meno .
    Mentre sto scrivendo queste righe e sfogliando la corrispondenza avuta dal mio Avvocato per darvi informazioni più corrette possibili trovo un ricorso dell’Avvocato della controparte che dice che, la rendita capitalizzata di € 63.054 è composta da : € 24.402 per danno biologico e € 38.652 per danno patrimoniale mentre in una altra sua lettera indirizzata al mio Avvocato scrive “dall’mporto dovrà essere detratta la rivalsa INAIL per una rendita capitalizzata limitatamente al danno biologico da permanente di € 63054….”
    E da qui i dubbi aumentano ancora di più…………………qual’è il giusto che mi deve essere detratto di questa benedetta rendita INAIL?
    Se ho capito bene, dalle email precedenti, la sola rendita che mi può essere detratta è quella del danno BIOLOGICO e non patrimoniale…..e in questo caso i documenti che cito sopra sono la prova di cosa sono composti i 63054 ………..o è cambiato qualcosa negli ultimi tempi che mi sono perso?
    Se potete aiutarmi a capire
    Ringrazio comunque anticipatamente
    Cordiali saluti
    Bruno Crescini

  158. Dario scrive:

    Innanzitutto, i miei sinceri ringraziamenti per la risposta che, non si è limitata solo ad un’analisi tecnica della questione, ma ha lasciato trasparire la passione e l’umanità del vostro servizio.

    Vorrei solo fare un’ulteriore analisi di quanto lei ha scritto.

    “La problematica che pone all’attenzione è quantomai complessa in quanto necessita di un indagine per parametrare i vari coefficienti di perizia .In sostanza questa difficoltà nasce , in primis, proprio dal fatto che il calcolo INail non è mai chiaro ( soprattutto se non viene differenziato il danno biologico dal danno materiale) e soprattutto viene fatto su parametri diversi rispetto a quello della RCA. Infatti in tale calcolo vengono considerati il nucleo familiare, l’età lavorativa del soggetto e quella ancora da lavorare ecc. tutti coefficienti che non vengono affatto presi in considerazione nel risarcimento RCA. Il danno materiale che viene calcolato dall’Inail è il mancato guadagno e cioè la diminuzione del reddito e, in tal caso, della capacità lavorativa del soggetto leso. Anche nella RCA si parla ovviamente di riduzione della capacità lavorativa e del mancato guadagno.”

    Vero. Nel danno patrimoniale calcolato (la prima volta) risultavano mio papà (età 55, coef. 16,24) mia mamma (età 52, coef. 13,95) mio fratello (età 20, coef. 3,58).

    “alle voci che mi indica però pare che il mancato guadagno non sia stato considerato nella richiesta risarcitoria della RCA e quindi se non è conteggiato non si può nemmeno togliere. Infatti dalla RCA va sottratto il danno biologico ma quello patrimoniale è un’altra cosa.”

    Mi lasci dire in modo ironico che sono state sottratte le pere alle mele…

    “Ora bisogna anche considerare che il calcolo di sottrazione andrà fatto sulla seconda valutazione inail e non sulla prima e che in tale ipotesi la diversificazione non è stata fatta.”

    Qui voglio raccontarle un aneddoto che ho evitato nella prima mail per non rischiare di condizionare la sua opinione. Quando richiesi la prima volta l’ammontare del capitale, feci la classica lettera di richiesta ufficiale. Attesi qualche settimana ma la risposta tardava, così decisi di andare personalmente a richiederla all’Inail della mia città.
    Fortuna vuole che scoprii di conoscere la persona che lavorava all’interno, e che aveva accesso al terminale, la quale dopo un veloce controllo mi confermo che il calcolo era disponibile e che me lo avrebbe stampato e consegnato subito. Così fece. Per cui quel foglio (timbrato ufficialmente Inail) non passò mai da un filtro di controllo come invece nel secondo caso. Infatti nel secondo caso la persona che conoscevo non lavorava più in Inail per cui la risposta ufficiale mi arrivò dalla liquidatrice Inail via posta. Mi chiedo cosa potrebbe pensare un giudice di questo…
    Sarà stato un caso? Sono io che sento puzza di bruciato (magari una richiesta da parte dell’assicurazione di agire in questo modo) conoscendo come funzionano le cose “all’italiana”?.
    Non lo so. Di certo, avendo avuto il primo foglio mi sono reso conto di come veniva calcolato il danno…cosa che mi sarebbe stata impossibile se fossi entrato in possesso solo ed esclusivamente del secondo calcolo, e questo è stato un bene.

    “La voce riportata dall’Inail : “Solo per scruopolo si precisa che la recente giurisprudenza, in riferimento alla pretesa dell’INAIL, non consente di calcolare il dovuto all’Istituto mediante scorporo delle singole partite di danno ma impone la quantificazione dell’intero danno civilistico (esclusi danno morale ed esistenziale) in relazone al quale verificare il dovuto all’Istituto.” è ulteriore dimostrazione di quanto la lotta del nostro blog, ora associazione, sia sempre più attuale: far diventare la legge al servizio del cittadino. Come è possibile tollerare che l’Inail mi dia una rendita e non mi dica in base a quali parametri me li da e non diversifichi il danno?”

    Condivido tutto e questo mi da molta rabbia: la sensazione di un’ingiustizia. Aggiungo un’altra considerazione prendendo spunto da questa frase “”Solo per scruopolo si precisa che la recente giurisprudenza…”: mi sarebbe piaciuto che mi venisse indicata quale giurisprudenza…
    Inoltre, a mio avviso, questo concetto poteva essere espresso tranquillamente anche facendomi lo scorporo del danno e senza quindi celare il tutto. Questa è una cosa che mi fa sospettare, il lasciarci all’oscuro, ovvero nell’ “ignoranza”, di quello che mi aspetta.

    “Inoltre non è possibile accettare un risarcimento RCA che dia, nel suo caso, solo 1/4 del danno morale ( per i punti di invalidità invece , ad occhio, ci potremmo anche essere). Lei pensi che 1/4 , quando il danno morale era calcolato automaticamente, prima delle sentenze della Cassazione del 2008, si dava per i colpi di frusta! Dare questa valutazione a suo padre è un’offesa! Ma inoltre vogliamo mettere il danno da vita di relazione che ha subito suo padre? E’ vero che nel danno morale viene compreso tutta una serie di danni che prima venivano diversificati ma è anche vero che , come ci insegna il Tribunale di Milano, si possono fare personalizzazione del punteggio.”

    Questa è una vergogna. Pensi che, al di la della cifra finale è stata la cosa che dal punto di vista morale ha fatto più male. Io ho intenzione che venga riconosciuto il danno morale in 2/3 con un’ulteriore personalizzazione.
    Per quanto concerne i punti del danno biologico, convengo con lei che potrebbero anche essere accettati. Il punto è che non sono quelli a spostare gran parte del risarcimento…

    “Capisco che il risarcimento comunque proposto è una cifra considerevole e che in questi momenti può far comodo ma il mio consiglio è di non mollare e tenere sempre presente che il danno subito da sua padre vuol dire una vita al 20% delle capacità.”

    Sembrerà banale, sembrerà la classica frase fatta…ma qualsiasi cifra non sarà mai alta abbastanza per ripagare la vicenda vissuta e la vita che dovrà vivere mio padre. Soprattutto anche per la dinamica dell’incidente (investito da un ubriaco alle 5.50 della mattina mentre andava a lavorare…).
    Detto questo, dai miei personalissimi calcoli, la cifra che pretenderò dall’assicurazione sarà una cifra che si aggirerà tra i 700 e 800 mila euro (con capitale Inail già detratto).

    La ringrazio nuovamente e le auguro buona domenica.

    Dario Di Palma

    Il giorno 04 dicembre 2011 11:00, legalius ha scritto:

    La problematica che pone all’attenzione è quantomai complessa in quanto necessita di un indagine per parametrare i vari coefficienti di perizia . In sostanza questa difficoltà nasce , in primis, proprio dal fatto che il calcolo INail non è mai chiaro ( soprattutto se non viene differenziato il danno biologico dal danno materiale) e soprattutto viene fatto su parametri diversi rispetto a quello della RCA. Infatti in tale calcolo vengono considerati il nucleo familiare, l’età lavorativa del soggetto e quella ancora da lavorare ecc. tutti coefficienti che non vengono affatto presi in considerazione nel risarcimento RCA. Il danno materiale che viene calcolato dall’Inail è il mancato guadagno e cioè la diminuzione del reddito e, in tal caso, della capacità lavorativa del soggetto leso. Anche nella RCA si parla ovviamente di riduzione della capacità lavorativa e del mancato guadagno. Dalle voci che mi indica però pare che il mancato guadagno non sia stato considerato nella richiesta risarcitoria della RCA e quindi se non è conteggiato non si può nemmeno togliere. Infatti dalla RCA va sottratto il danno biologico ma quello patrimoniale è un’altra cosa. Inoltre non è possibile accettare un risarcimento RCA che dia, nel suo caso, solo 1/4 del danno morale ( per i punti di invalidità invece , ad occhio, ci potremmo anche essere). Lei pensi che 1/4 , quando il danno morale era calcolato automaticamente, prima delle sentenze della Cassazione del 2008, si dava per i colpi di frusta! Dare questa valutazione a suo padre è un’offesa! Ma inoltre vogliamo mettere il danno da vita di relazione che ha subito suo padre? E’ vero che nel danno morale viene compreso tutta una serie di danni che prima venivano diversificati ma è anche vero che , come ci insegna il Tribunale di Milano, si possono fare personalizzazione del punteggio. Nel suo caso questa personalizzazione è doverosa. Ora se il danno morale venisse calcolato su 2/3 si potrebbe anche chiudere ma non certamente ad 1/4. Inoltre si faccia dare spiegazioni dalla compagnia assicurativa del perchè vogliano togliere il danno patrimoniale Inail quando è voce che a loro non è stata richiesta. Ora bisogna anche considerare che il calcolo di sottrazione andrà fatto sulla seconda valutazione inail e non sulla prima e che in tale ipotesi la diversificazione non è stata fatta. La voce riportata dall’Inail : “Solo per scruopolo si precisa che la recente giurisprudenza, in riferimento alla pretesa dell’INAIL, non consente di calcolare il dovuto all’Istituto mediante scorporo delle singole partite di danno ma impone la quantificazione dell’intero danno civilistico (esclusi danno morale ed esistenziale) in relazone al quale verificare il dovuto all’Istituto.” è ulteriore dimostrazione di quanto la lotta del nostro blog, ora associazione, sia sempre più attuale: far diventare la legge al servizio del cittadino. Come è possibile tollerare che l’Inail mi dia una rendita e non mi dica in base a quali parametri me li da e non diversifichi il danno? Il mio consiglio in questi casi è sicuramente di proporre una azione giudiziale, calcolando tutte le voci dovute. In tale sede , vedrà, che l’Inail diversificherà e l’atteggiamento della compagnia cambierà. Consideri che al giudice basterà la semplice presunzione per accertare ad esempio il danno da vita di relazione. Capisco che il risarcimento comunque proposto è una cifra considerevole e che in questi momenti può far comodo ma il mio consiglio è di non mollare e tenere sempre presente che il danno subito da sua padre vuol dire una vita al 20% delle capacità.
    Qualora decidesse di intraprendere questa strada, noi della redazione di Legalius, la vogliamo informare che siamo diventati una associazione proprio per cercare di aiutare maggiormente le persone che ci scrivono e ci chiedono aiuto, anche con l’assistenza presso i Tribunali d’Italia . Cogliamo l’occasione , quindi, per informarla che la nostra associazione è in grado di assistere chi chiede il nostro aiuto in ogni parte d’Italia con il patto di quota lite e con anticipo delle spese di lite da parte della stessa associazione, proprio per non gravare su chi ha già subito una lesione dei diritti. Per quanto riguarda il patto di quota lite vi è da specificare che quello adottato dai professionisti della associazione è una convenzione ad hoc con cui si stabilisce tra l’assistito e il professionista con cui il primo dichiara che pagherà quest’ultimo alla fine della causa ed in % del risarcimento ottenuto. In tal caso qualora vi sia il pagamento da parte della compagnia, nel suo caso, noi sotrarremmo tale risarcimento dalla cifra pattuita con il patto di quota lite e quindi il cliente potrebbe trovarsi a non pagare alcunchè o una cifra comunque irrisoria. Questi sono alcuni vantaggi che l’associazione può offrire ai propri associati e di cui desideriamo renderla edotta.
    Ci faccia sapere gli sviluppi del caso e non si periti a scriverci . Grazie per la sua fiducia.

  159. La redazione scrive:

    Caro Bruno, innanzitutto grazie per essere un nostro lettore. La rendita capitalizzata non è altro che il totale della somma che lei percepirà negli anni dall’Inail. Con postumi superiori al 16% invece di dare una somma indennitaria in un unica soluzione , L’Inail da una rendita che nel suo caso è pari ad euro 270,00. Negli anni questa rendita, sommata, complessivamente sarà pari ad euro 63.054. In tale calcolo l’Inail tiene conto del danno biologico ( secondo i parametri Inail diversi dalla RCA) e del danno patrimoniale inteso come mancato guadagno a seguito della lesione subita e della menomata capacità lavorativa. L’importo di euro 63.054 non dove considerarlo come un onere a carico suo ma come una somma che comunque percepirà. Certo su questa modalità indennitaria non solo non sono d’accordo ma ci sarebbe molto da discutere ma purtroppo non possiamo, in merito, far altro che attenerci al dettame normativo. Quindi in materia di danno differenziale la somma Inail verrà detratta indipendentemente dalla scadenza dei 10 anni di rendita e ovviamente tenendo conto che intanto la somma viene scalata subito ma poi la % potrebbe aumentare o diminuire e lei percepire meno. Definire questa normativa ingiusta lo ritengo un eufemismo!. Ovviamente come le ho detto la rendita non può nemmeno essere percepita tutta subito e quindi dovrà per forza accontentarsi delle 270 euro mensili. Per quanto riguarda il danno patrimoniale, come Le ho riferito, questo è in pratica il mancato guadagno. Quel 15% di perdita della capacità lavorativa viene dimostrata con la perizia e non con la dichiarazione dei redditi. In pratica se io ad esempio ho una lesione che non mi provoca, come nel suo caso una rendita, ma 100 giorni di inabilità, dovendo chiudere in questi giorni la mia attività ( ovviamente nel caso di lavoratore in proprio) il mancato guadagno sarà pari ai giorni lavorativi persi ma per dimostrare il mancato guadagno dovrò produrre le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e dimostrare che al giorno guadagnavo X e che in quei giorni non ho guadagnato nulla. La perdita da capacità lavorativa, invece, è una menomazione fisica che rende meno produttiva l’attività che vado a svolgere in futuro.Ora se può comunque andar bene calcolare la perdita di capacità lavorativa nel quantum dell’inail ( 15%) è anche vero che la sottrazione che deve fare la compagnia è sul danno biologico e non sul danno patrimoniale Inail: confermo infatti quanto ha letto negli incartamenti. Tale sottrazione andrebbe fatta solo qualora tale voce di danno l’avessi richiesta in causa ma nel suo caso non mi pare che ciò sia stato chiesto ( bisognerebbe avere copia dell’atto introduttivo della causa). Nel suo caso andrà sottratto quindi il danno biologico dall’ammontare. Spero di esserle stato d’aiuto e soprattutto chiaro

  160. KATIUSCIA scrive:

    la ringrazio per la sua risposta molto efficace!!!!!!
    volevo sapere se mi spetta comunque un rimborso in quanto incidente nel tragitto lavoro casa senza devizione io ho fatto 25 giorni di infortunio ma ancora non sono finiti i miei giorni di infortunio!!!!io ho un contratto del commercio ho diritto al rimborso inail???mi verra’ pagato qualcosa in quanto mi sono fatta male nel tragitto lavoro casa??

  161. La redazione scrive:

    L’Art. 113 – Infortunio. (Contratto Commercio) recita

    “Le aziende sono tenute ad assicurare presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali il personale dipendente soggetto all’obbligo assicurativo secondo le vigenti norme legislative e regolamentari.” . Conseguentemente lei e’ soggetta all’Inail. Per infortunio in itinere viene ricompreso anche quello lavoro- casa. Il problema del risarcimento del dannombiologico dipende pero’ dalla gravita’ delle lesioni. Se a seguito di sinistro lei avra’ riportato postumi invalidanti superiori al 6% l’Inail la risarcira’ ma se i postumi sono inferiori non vi sara’ alcun risarcimento, piu’ correttamente indennizzo, da parte dell’Inail. Inoltre l’Inail non risarcisce i giorni di inabilita’ ma solo i postumi. Spero di esserle stato d’aiuto e esaustivo.
    .

  162. Claudio scrive:

    Buongiorno, ho 45 anni, sto orientandomi per una eventuale consulenza per un incidente da me subito a luglio.
    Sono tornato da poco al lavoro con la pratica per l’infortunio sospesa in attesa dell’ulteriore intervento che dovrò fare a febbraio per togliere le viti, e solo dopo accertare eventuale lesioni tendinee alla spalla, che il chirurgo sospetta.
    Ho ricevuto una offerta di indennizzo da parte dell’ Inail che riconosce una menomazione di Grado accertato: 10% – grado complessivo 10%.
    Per tale condizione l’indennizzo offerto ammonta a 8.419 euro. Ho in corso una perizia medico legale di parte con la quale avvierò ricorso verso il provvedimento inail perchè non consono nella valutazione dei miei reali impedimenti.

    La domanda è: nell’intenzione di fare ricorso immagino di dover “tener duro” e non incassare la cifra proposta nel frattempo, giusto? Oppure la cosa non è vincolante, per cui io percepisco questa parte aspettandomi poi a ricorso completato di vedere sommare una eventuale ulteriore cifra ricalcolata a completamento della prima?

    Questo per il momento, grazie molte

  163. La redazione scrive:

    Prima di tutto le volevo specificare che sino al 16% di postumi l’Inail riconosce solo l’eventuale danno biologico ma non il danno materiale e cioè il mancato guadagno futuro dovuto a seguito dell’incidente subito e la “menomazione” sull’incidenza lavorativa. Quindi , nel suo caso, si parlerà puramente di una valutazione del danno biologico. Va però specificato che il danno Inail è un danno calcolato in base ad una invalidità lavorativa e differisce dalla valutazione che può essere fatta in sede RCA spesso più alta. L’Inail e la Rca sono due valutazioni differenti proprio sul piano di approccio della valutazione. Chiarito questo aspetto stia ben attento a non incappare in questo “errore” in quanto la perizia di parte dovrà essere fatta sulla base delle tabelle Inail , se si vuole contestare questa valutazione, e non , come normalmente avviene, sulla base di una valutazione risarcitoria RCA. Anche sul piano del risarcimento per quanto rigurda l’Inail si parla di indennizzo mentre per quanto riguarda la RCA si parla di risarcimento, termini non certo sinonimi.
    Fatta questa doverosa premessa ed andando ad affrontare più direttamente la sua domanda v’è da dire che bisogna vedere come l’Inail intende offrire la somma di euro 8.419,00. Infatti se le arriva un assegno con detto importo dovrà essere inviata una lettera all’Inail dove si chairisce che tale somma viene ” ACCETTATA IN CONTO SUL MAGGIOR AVERE”. Diversamente non si potrà che attendere l’esito del giudizio. L’importante è NON FIRMARE NULLA al momento in cui si ricevesse l’assegno in quanto diversamente si potrebbe sottoscrivere una quietanza liberatoria che pregiudicherebbe i suoi diritti di ottenere un indennizzo futuro. Quindi tutto dipende dalle modalità con cui l’Inail intende procedere : se fa una offerta solo “sulla carta” lei dovrà necessariamente tenere duro e procedere con il ricorso. Diversamente, nel caso inviasse un assegno, lo potrà incassare mandando una lettera come sopra specificato. Spero di esserle stato, intanto, d’aiuto e nel ringraziarla di essere un nostro lettore, le auguro buona guarigione

  164. Claudio scrive:

    Grazie davvero per la risposta chiara e sollecita, che mi spinge a esporvi meglio il mio caso, forse un pò particolare, cercando di sintetizzare i punti salienti: sono caduto in moto durante un corso di guida sicura organizzato dall’ente locale per il quale lavoro (polizia locale), presso un centro specializzato; il corso prevedeva una esercitazione di guida su fondo molto scivoloso, ottenuto su una pista di resina speciale che una volta bagnata presenta un grado di aderenza prossimo a quello del ghiaccio, con una moto appositamente attrezzata con dispositivi di sicurezza, che consistono sostanzialmente in due bracci metallici sui lati della moto stessa, terminanti in una piccola ruota.
    Durante uno slalom tra birilli ad andatura moderata, la moto improvvisamente sbandava su un fianco; la ruota del braccio di destra batteva a terra con violenza sufficiente a far capovolgere la moto sul fianco opposto; nel momento in cui batteva a terra anche la ruota del braccio sinistro, io venivo sbalzato dalla moto e proiettato al suolo. Cadendo a viso avanti, nel proteggere istintivamente la testa, impattavo col braccio sinistro provocandomi una lussazione scapolo omerale con frattura scomposta del trochite omerale, e trauma ai plessi nervosi brachiali.
    Dopo essere stato raggiunto dal personale del centro ed aiutato ad alzarmi in piedi, venivo trasportato in auto al locale punto di soccorso. Giunta dopo circa un’ora l’ambulanza, venivo trasportato in ospedale, dove dopo tre tentativi non andati a buon fine da sveglio, la lussazione veniva ridotta sotto sedazione. Durante il ricovero successivo venivo sottoposto a vari esami e a visita neurologica per un problema di parestesia al braccio e alle dita. Dopo 4 gg. venivo operato a cielo aperto per la frattura con l’inserzione di due viti, quindi dimesso dopo 2 gg. con tutore per un mese, quindi l’inizio di tutta una serie di terapie esami ecc. (solo di radiografie ne ho fatte ben 13, finora..la qual cosa non mi lascia certo tranquillo per il futuro della mia salute). Il ricovero è stato di sei giorni, dal 14 luglio (data dell’incidente) ho ripreso il lavoro lo scorso 18 novembre, con la pratica per l’infortunio sospesa in attesa dell’ulteriore intervento che dovrò fare a febbraio per togliere le viti, e solo dopo accertare eventuali lesioni tendinee che il chirurgo sospetta, visto che i problemi perdurano.

    Chiarendo il primo quesito, inail mi ha comunicato l’esistenza di un bonifico domiciliato presso le poste italiane per la cifra di 8.419 euro, a titolo di “liquidazione indennità e rimborso spese” (non so a cosa si riferisca il rimborso visto che non hanno ritirato nessuna mia fattura spese), cifra che posso ritirare in contanti, mi dicono, presentandomi con la loro lettera (a quel punto credo di dover firmare solo una ricevuta alle poste).

    La perizia legale di parte che attendo riguarderà sia la parte Inail che quella RCA. Ora mi chiedo come debba comportarmi con la RCA del centro di guida e con inail; cosa devo aspettarmi e quali voci di rimborso dovrei pretendere?

    In ultimo, vorrei evidenziare alcuni fattori, forse utili alla valutazione della vicenda; il primo, l’impossibilità di restare fisicamente “attaccati alla moto”, come viene consigliato dagli istruttori del centro, nel caso questa abbia una reazione molto brusca; in tal caso infatti, la presenza dei bracci laterali, se da un lato permette alla moto di non cadere del tutto, d’altro canto, nel momento in cui la ruota del braccio stesso impatta col suolo, crea l’effetto di “lanciare” in fuori il pilota; a questo aggiungo che in un frangente così repentino, l’istinto di un motociclista è proprio quello di lasciare il mezzo, per proteggere il corpo dalla caduta; ancora, evidenzio la dinamica dell’impatto del corpo sul fondo viscido, che comporta una reazione del fisico completamente diversa e difficile da gestire. Guido la moto da oltre 35 anni, mai avuto incidenti in strada, e in passato ho effettuato per 6 anni attività agonistica di enduro e motocross in campionati regionali, questo solo per sottolineare che non sono un motociclista improvvisato.
    Mi chiedo inoltre se un centro di questo tipo non debba avere un’ambulanza sempre disponibile, a me il ritardo ad andare in ospedale ha reso impossibile la riduzione della lussazione “a caldo”.

    Grazie ancora per qualsiasi indicazione e valutazione vogliate darmi e cordiali saluti.

    Orientativamente sapreste indicarmi un range di
    > > cifra che posso almeno sperare di ottenere? Se fosse utile, indico il
    > > fatto che sono motociclista da oltre 30 anni e in passato ho effettuato
    > > per 6 anni attività agonistica di enduro e motocross in campionati
    > > regionali (questo solo per dire che non sono un motociclista
    > > improvvisato). Resto in attesa, grazie molte

  165. Willie scrive:

    Sono di nuovo a disturbarVi, ma è necessità impellente perche io capisca, visto che non ho avuto gli studi in Giursprudenza quanto segue:
    Il mio legale, che sta iniziando la causa nei confronti della compagnia di assicurazioni di chi ha investito mia moglie, ancora in attesa dell’ammontare della rivalsa INAIL per infortunio in itinere; ha eseguito un calcolo di indennizzo (Tabelle Milano 2011) totale in 91600 euro, a pari dati corrispondente ai 2/3 di quello da Voi effettuato, e sostiene che il danno “morale” debba esser quantificato e relazionato dal medico legale di parte, che ha già fatto perizia, sovrapponibile alla perizia INAIL, come da quanto a Voi descritto il 29 Novembre, perchè non richiedibile in altro modo, secondo Lui….mentre secondo il medico spetta all’avvocato…
    Vorrei quindi capire, non avendo nozioni a riguardo, in che modo, su quali basi sia stabilita la richiesta e quantificato il risarcimento e chi e come in sede giudiziale lo accorda.
    Ha anche chiesto che venga relazionata, l’impossibilità di rimaner seduta, per non più di 4 ore continuative, che ha portato alla riduzione di orario lavorativo (e di stipendio) a mia moglie da parte dell’azienda, per potre chieder anche tale rimborso.
    Anche sulla perizia psicologica, come da Voi consigliata, che a breve eseguirò assieme a mia moglie, la ritiene insostenibile se non presente nella perizia medica di parte, che è già in possesso ad INAIL e compagnia assicurativa.
    Ringaziando infinitamente per la corete attenzione prestatami, confidando in questo Vostro ennesimo aiuto,
    Sentitamente Ringrazio

  166. La redazione scrive:

    Carissimo lettore,per quanto riguarda l’importo comprensivo di spese queste , se non documentate, vengono calcolate a forfait. Quindi lei dovrà andare alle poste e firmerà solo per dimostrare l’avvenuto incasso ma non certamente per accettazione dell’offerta a saldo. Consideri che nel suo caso non si parla di RCA ma di copertura assicurativa del centro guida. Poichè probabilmente la polizza contratta dal centro guida avrà applicate delle franchige le consiglio di inviare una richiesta danni sia alla compagnia che al centro, ricordandole che in caso di azione giudiziaria la compagnia non dovrà essere citata direttamente da lei proprio in quanto non si versa in regime di RCA. Ovviamente la compagnia assicurativa risponderà che lei se l’è andata a cercare, in buona sostanza, e lì entreranno in gioco tutti quei fattori quali l’esperienza, l’attività agonistica ecc. di cui mi parlava nel suo post. Ritengo che un centro del genere che mi indica dovrebbe avere una ambulanza anche se non ho riscontrato un obbligo vero e proprio. Per quanto riguarda poi la cifra che lei percepirà mi è impossibile senza la perizia darle una valutazione anche di massima ( ben lieto ovviamente di dargliela al momento in cui avrà la perizia). Con la presente colgo l’occasione per farle presente che Legalius ad oggi è diventato una associazione e come tale può offrire ai propri associati, nel caso di bisogno, l’assistenza di legali che operano in tutto il territorio e con anticipo di spese di una eventuale azione giudiziaria. A breve sarà messo online tutta una serie di vantaggi a cui l’associato potrà usufruire, nella speranza di migliorare sempre di più il nostro servizio anche sul campo. Grazie per averci contattato

  167. La redazione scrive:

    Prima di risponderle voglio premettere che, avendo lei già un legale, non è nostra intenzione intrometterci nella valutazione e nel modo di operare dello stesso sia in quanto il rapporto tra cliente ed avvocato deve essere strettamente fiduciario sia in quanto non è detto che il modo di operare di un professionista, se pur differente da un altro, non sia comunque valido e soddisfacente. Quindi nel consigliarle ovviamente di affidarsi completamente al legale che ha scelto ed in cui ha riposto la sua fiducia le andiamo a esplicare il nostro modo di operare non certamente con giudizio di assolutezza.
    Prima di tutto la perizia psicologica è comunque importante, a nostro avviso, da effettuare e andrà poi complessivamente integrata nella relazione medica legale in cui verrà allegata anche la relazione psicologica. Capisce bene che il punteggio aumenterà considerevolmente in caso di lesione psicologica grave, come pare sussistere nel suo caso. I nostri legali hanno trattato molti casi inerenti la strage di Viareggio ed in tutti si è operato in questo modo. Quindi noi , in un caso come il suo, consiglieremmo di farsi fare la perizia psicologica e poi , insieme al medico legale, di riguardare la valutazione medico legale: in questi casi la fretta non aiuta.Per quanto riguarda il calcolo da noi effettuato la personalizzazione del danno morale è stata calcolata al massimo di quello che poteva calcolarsi proprio in quanto , da quanto da lei descritto, riteniamo molto grave lo stato in cui trova sua moglie a seguito del sinistro. Ora sulla quantificazione il giudice non ha criteri precisi se non quello di valutare effettivamente il danno subito, anche su presunzioni semplici, e poi calcolare una cifra in percentuale. Va da sè che più prove si daranno e meglio sarà: il compito del giudice va facilitato il più possibile. Quindi ben venga se in una perizia vi è anche l’indice del danno morale non potendo, altrimenti, l’avvocato fare richiesta se non in base ad un calcolo a percentuale .Ma cosa si intende per danno morale? Questo è normalmente definito dalla giurisprudenza come “l’ingiusto turbamento dello stato d’animo del danneggiato o anche nel patema d’animo o stato d’angoscia transeunte generato dall’illecito” (Cass. n. 10393/2002). Principio cardine del danno non patrimoniale è la personalizzazione. La personalizzazione del risarcimento deve sempre avvenire iuxta alligata et probata partium. Essa infatti serve a tenere debito conto delle perdite concretamente subite dal danneggiato, delle rinunce effettivamente patite, delle attività effettivamente abbandonate: affinchè questo adeguamento al caso concreto del parametro risarcitorio standard possa davvero avvenire, è necessario che la parte alleghi e dimostri al giudice quale fosse effettivamente il concreto tipo di vita condotto prima del sinistro, e come questo tenore di vita si sia modificato per l’effetto dei postumi. Da un punto di vista processuale, è insignificante per il danneggiato allegare, ad esempio, di aver riportato un’anchilosi del ginocchio, se non si aggiunge quali rinunce quella menomazione funzionale abbia comportato : se abbia costretto il danneggiato a rinunciare alla poltrona o alla bicicletta, alle passeggiate o alle corse campestri. Purtuttavia l’esperienza rivela che, contrariamente ai principi testè affermati, è piuttosto raro che l’attore alleghi correttamente e a tempo debito quali ordinarie attività esistenziali, oltre quella lavorativa, gli siano state precluse dall’illecito; e non è quindi un caso se la personalizzazione del risarccmento, specie per i danni da piccola o media entità, costituisca un’eccezione e non la regola. Nella maggioranza dei casi infatti il giudice non sa nulla di quale fosse la vita del danneggiato, prima del sinistro, e di come sia cambiata dopo di esso. Per poter legittimamente pretendere la personalizzazione del risarcimento, l’attore dovrà assolvere due oneri : quello di allegazione e quello della prova ( e qui dovrà essere compito dell’avvocato). Quindi su questo aspetto è l’avvocato sicuramente che ci deve pensale.
    Però è anche vero che una perizia non può che aiutare e quindi è sempre meglio farla. Ovviamente vi sono tutta una serie di elementi che possono dimostrare la gravità di quanto subito e che il legale può e deve riferire nell’atto e cercare di dimostrare per poi arrivare ad un calcolo a percentuale maggiore o minore rispetto al singolo caso. Se partiamo dal presupposto che le nuove tabelle del Tribunale di Milano integrano in sè già il danno morale che però può essere personalizzato e conseguentemente aumentato, stante quanto sopra ciò starà all’avvocato.Per quanto riguarda invece la impossibilità di sua moglie a stare seduta per non più di 4 ore continuative, questo aspetto rientra nel danno da mancato guadagno.

  168. cris scrive:

    Gentile avvocato,
    le scrivo per avere chiarezza se può, mio padre ha subito un incidente in itinere.
    Quello che mi chiedo è se sia più convieniente disattendere la denuncia di infortunio all’inail , considerando migliore il solo ristoro RCA dell’assicurazione .
    E nel caso come viene stabilita eventualmente l’indennità in rendita dell’INAIL cioè supponendo un danno biologico 100.000 quale sarebbe la rendita mensile, e se essa è trasmissibile in caso di morte alla moglie?

  169. La redazione scrive:

    Sig.Costa, la ringrazio prima di tutto per averci contattato. Bisogna chiarire che il risarcimento Inail e’ differente da quello Rca. i due risarcimento avvengono su basi diverse e con calcoli diversi. Infatti l’Inail valuta il danno sulla capacita’ lavorativa mentre la Rca valuta il danno biologico nella sua interezza. Le tabelle che vengono applicate per la Rca , proprio per tale motivo, non si applicano all’Inail. Detto questo per valutare se disattendere o meno la denuncia Inail bisognerebbe valutare diverse circostanze non ultima quella della gravita’ delle lesioni subite. infatti se la lesione e’ entro il 16% di postumi sicuramente non conviene disattendere l’Inail in quanto il risarcimento avverra’ in un unica soluzione e si andra’ a sommare a quello della Rca. Diverso e’ il caso in cui il danno superi il 16% in quanto in questo caso l’Inail corrispondera’ una rendita che viene calcolata considerando l’eta’ del danneggiato, gli anni ancora da lavorare, il danno subito, il nucleo familiare. Per tale motivo non e’ possibile rispondere alla domanda di quanto potra’ essere la rendita mensile su un danno di 100.000 euro in quanto lo stesso danno puo’ portare a rendite diverse. Veramente in via indicativa ,per i casi trattati, le possiamo comunque dire che la rendita di solito , in questo caso, non superera’ le 500 euro mensili. Inoltre nel caso di decesso di suo padre tale rendita non passera’ agli eredi proprio in quanto riguarda un danno alla capacita’ lavorativa e non prettamente biologico. Nel caso di sinistro grave disattendere l’Inail potrebbe voler dire avere delle ripercussioni sul lavoro in quanto l’Inailme’ comunque una tutela per il lavoratore ai fi della ridotta capacita’ lavorativa e dei giorni di lavoro persi. E’ pero’ pacifico che nel co una persona abbisogna di avere la disponibilita’ della somma risarcitoria seduta stante, con un danno superiore al 16%, non potra’ percorrere la strada Inail, anche se dovrebbe per legge. Sperando di aver chiarito i suoi dubbi, la ringraziamo per l’attenzione prestataci.

  170. Sonia scrive:

    Buongiorno
    e complimenti x il sito anzitutto.
    Vorrei porvi una domanda: a meta’ gennaio 2012 ho avuto un incidente in itinere.
    La controparte non ha voluto firmare il cid x cui ho chiesto l’intervento dei vigili (ho pero’ un testimone oculare a mio favore).
    Subito dopo mi sono recata in un PS x una scheggia in un occhio, che e’ stata rimossa senza conseguenze x fortuna.
    Sul momento, ho sottovalutato tutte le alyre questioni, non ho denunciato che l’infortunio era “sul lavoro in itinere” e non ho effettuato la visita ortopedica.
    Dopo qualche giorno sono sopraggiunte algie alla spalla e alla schiena, mi sono recata in un altro ospedale, mi hanno diagnosticato una distorsione cervicale con contratture, due gg di prognosi ed il collare x 4 gg.
    Essendo trascorsa una settimana dalk’incidente, non hanno aperto la pratica Inail.
    Ora, a distanza di poco piu’ di un mese, la spalla e la schiena sono peggiorate; ho fatto la visita da un fisiatra, che mi ha confermato la distorsione cervicale e le contratture e prescritto 10 sedute di tens (che ho iniziato, x ora senza alcun beneficio).

    Le domande che mi pongo sono:

    – cosa “ho perso” (economicamente parlando) non avendo fatto denuncia Inail?
    – visto che i postumi andranno avanti ancora x un po’, credo (almeno un paio di mesi…)…coda mi conviene fare? Si puo’ far presente la questione all’Inail ora? E se si’….e’ utile che io lo faccia? (vorrei evitare complicazioni sul posto di lavoro….).

    Grazie molte x l’attenzione.

  171. La redazione scrive:

    Prima di tutto v’è da specificare che dovrebbe essere il datore di lavoro ad aver fatto la denuncia all’Inail e che in caso di denuncia mancata, tardiva, inesatta oppure incompleta è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa da € 258 a € 1549 (D.P.R. n. 1124/1965, art. 53 e L. 561/1993, art. 2, comma 1, lett. B). Nel suo caso aprire ora una pratica inail comporterebbe la sanzione al datore di lavoro ed inoltre non la renderebbe credibile in quanto in una settimana dal sinistro potrebbe essere accaduto qualsiasi cosa ( sappiano che non è vero nel suo caso ma è questo il ragionamento che viene fatto). Detto ciò il ritardo del certificato del Pronto Soccorso le potrà provocare problemi anche in ambito risarcitorio RCA sempre per il medesimo ragionamento. Inoltre i postumi non è detto che ci siano, probabilmente si, ma andranno valutati con il certificato di guarigione che potrà essere, appunto, con o senza postumi. Il suo caso è una classica distorsione del rachide cervicale con interessamento anche della schiena sul momento ( sintomo appunto che subentra successivamente all’evento). Tale danno viene quantificato, da tabelle, tra l’1% ed il 2% di postumi oltre ai giorni di invalidità che lei prevede in due mesi. A questo punto il consiglio è di andare avanti con la pratica risarcitoria RCA. In termini di perdita , per la mancata denuncia Inail, lei si è privata della possibilità di stare a casa in vista della guarigione e venir pagata ugualmente. Consideri però che l’Inail valuta l’invalidità al lavoro e quindi il certificato Inail avrebbe potuto essere diverso da quello del suo medico curante ( in pratica inferiore rispetto a quello di guarigione). Speriamo di averle chiarito i suoi dubbi e nel ringraziarla per l’attenzione prestata, Le auguriamo buona domenica.

  172. Sonia scrive:

    Buongiorno e graxue della risposta anzitutto.
    Vorrei pero’ fare alcune precisazioni (riassumere gli eventi non e’ mai facile….) e un’ altra domanda.
    Prima cosa: il mio datore di lavoro non ha fatto denuncia all’inail perche’ sul verbale del primo pronto soccorso NON era indicata alcuna prognosi….(in tale sede non mi ero purtoppo fatta visitare dal punto di vista ortopedico…)…quindi non dovrebbe essere in difetto. O lo e’ ugualmente? (dal giorno stesso sono stata poi in malattia 8 gg…).

    Il fatto e’ che ora schiena e spalle mi fanno vetamente molto male. Hi eseguito rx di recente e riporta una “irregolarita’ del glena scapolare, riferibile a traumi recenti e meritevole di approfondimento con rm x escludere lesione ossea ingranata”…..La cosa si sta complicando piu’ del previsto.
    E’ sempre dell’avviso che io debba continuare con rc auto (non ho ancora a mie mani il verbale dei vigili…non so se mi daranno ragione, anche se ho un testimone a mio favore)?

    Infine…una postilla …:)…. se io fossi stata in “cattiva fede” non sarei a questo punto ora.
    Sarei stata piu’ “smaliziata” fin dal principio.
    Spero che i medici legali, che ne vedono tante, sappiano riconoscere un caso di buona fede…
    Spero troppo? :)

    Di nuovo grazie molte.

  173. La redazione scrive:

    Il datore di lavoro non è in difetto se sul verbale di pronto soccorso non vi era la prognosi però il problema è quel sinistro non è mai stato denunciato come infortunio in itinere. Quindi o il problema fisico sussisteva già al momento del sinistro, con o senza prognosi,ed allora bisognava fare la denuncia o non se non sussisteva non si poteva effettuare la denuncia inail. Nel suo caso poi lei è stata in malattia e quindi bisognerebbe aprire un infortunio Inail e qualora, come probabilmente accadrà, non glielo aprissero contestarlo e ricorrere per farselo riconoscere. Quindi il nostro consiglio, visto che comunque si tratta di micropermanenti, è continuare con la malattia e procedere con il risarcimento RCA. Un ultima cosa: sul fatto che i medici legali possano riconoscere la buona fede non ci metteremo la mano sul fuoco in quanto, proprio perchè ne vedono tante, sono più propensi a valutare la situazione negativamente. Speriamo di averle chiarito, secondo il nostro punto di vista, i dubbi che ci ha esposto e ringraziandola per l’attenzione , Le inviamo i più cordiali saluti

  174. Sonia scrive:

    Sono io che ringrazio Voi delle cortesi e sollecite risposte.

    Cordiali saluti.

  175. Sandro Giuleni scrive:

    Buongorno a tutti Voi e compliementi per la realizzazione di questo splendido sito.
    Vi spiego il mio quesito.
    Sono un operaio che nel settembre 2010 aveva 57 anni; ero arrivato sul posto di lavoro con l’autobus,ma mentre scendevo dallo stesso, a causa dei gradini sporchi e scivolosi,cadevo a terra procurandomi una Frattura biossea gamba dx . In seguito a questo, l’Inail mi ha riconosciuto una invalidità del 17% e una rendita mensile pari ad euro 229,00. a seguito di mia personale richiesta L’Inail mi scrive che mi dà una indennità temporanea pari a circa 8700 euro, Ratei già pagati per Euro 2600, Quota danno biologico per Euro 21mila circa e Quota danno patrimoniale per Euro 27 mila per un totale di 60 mila euro e rotti (presumo che 60 mila euro sia la rendita capitalizzata.)
    Un mio medico di fiducia nel frattempo mi ha fatto una perizia secondo cui ho sofferto letteralmente una Inabilità temporanea Totale di gg. 161 ed un periodo di Inabilità temporanea parziale al 50% di gg. 21, con un danno biologico residuato nella misura del 15 %.
    Ora vi chiedo:prima di dare mandato e di spendere tempo e soldi con chi mi può assistere, posso ancora chiedere qualcosa all’assicurazione dell’autobus(ma era fermo) per i gradini sporchi e se sì, quanto potrei riuscire ad ottenere?
    Spero di essere stato chiaro. Aspetto Vostre notizie . GRAZIE.

  176. La redazione scrive:

    Gent.le sig. Giuleni La ringraziamo per i complimenti, innanzitutto, in quanto ci fanno sicuramente piacere per il riscontro al nostro lavoro. Per quanto riguarda il suo risarcimento v’è da rilevare quanto segue:
    Sandro Giuleni in seguito al sinistro avvenuto in data 1 settembre 2010, ha riportato un danno biologico permanente valutato nella misura del 15%; l’invalidità temporanea assoluta (al 100%) ha avuto una durata di giorni 161; l’invalidità temporanea parziale è stata al 50% per giorni 21.
    Il danno biologico permanente, viene liquidato sulla base dei criteri tabellari per punto di invalidità utilizzati dal Tribunale Milano 2009 che rapportano l’entità del risarcimento ad un valore progressivo con riferimento all’incremento dei punti di invalidità e con una funzione regressiva di decurtazione con riferimento all’elevarsi dell’età del danneggiato al momento del sinistro.
    Per ciascun punto nella tabella viene riconosciuto l’importo di €. 2.307,20 debitamente abbattuto col coefficiente di riferimento per l’età del danneggiato (pari a 0,715).Tale danno va liquidato nell’importo complessivo di €. 34.608,00
    Per ciascun giorno di invalidità temporanea assoluta va liquidato (sulla base dei criteri stabiliti uniformemente dalla tabella prescelta) un importo di €. 88,20.
    Il danneggiato ha subito una invalidità temporanea assoluta di giorni 161 che va liquidata in €. 14.200,20.
    Per la invalidità temporanea parziale la liquidazione della diaria avviene in misura proporzionale alla percentuale di invalidità riconosciuta per ciascun giorno.
    La invalidità temporanea parziale di giorni 21 al 50% va liquidata in €. 926,10.
    A titolo di danno biologico per invalidità temporanea (I.T.A. e I.T.P.) spetta al danneggiato l’importo complessivo di €. 15.126,30.
    In totale, a titolo di danno biologico (sia per la permanente (I.P.) che per la temporanea (I.T.)), va liquidato l’importo complessivo di €. 49.734,30.
    RIEPILOGO DELLA LIQUIDAZIONE DEL DANNO
    I danni che vanno liquidati (e, poi, in quanto crediti di valore, rivalutati con attribuzione anche degli interessi c.d. compensativi) sono quindi i seguenti:
    Danno biologico da invalidità permanente: €. 34.608,00Tale danno è stato calcolato utilizzando le tabelle del danno biologico Tribunale Milano 2009 e la liquidazione è rapportata all’epoca in cui le tabelle utilizzate sono state elaborate (01-01-2009).
    Poiché l’evento lesivo è successivo alla data in cui è stata redatta la tabella, occorre procedere alla rivalutazione dell’importo liquidato a titolo di danno biologico, al fine di avere valori omogenei (rispetto alle altre voci di danno) sui quali, poi, calcolare la rivalutazione e gli interessi (c.d. compensativi) fino alla data della liquidazione.
    Va considerato che è ormai principio giurisprudenziale consolidato (Cass., sez. III, 20-06-1996, n. 5680) che la rivalutazione delle somme liquidate a titolo di risarcimento del danno da invalidità permanente parziale, quando questa sia successiva ad un periodo di invalidità temporanea liquidata separatamente, decorre dal momento della cessazione dell’invalidità temporanea e non dal giorno dell’evento dannoso.
    Di conseguenza la data di riferimento per tale calcolo va fatta non alla data del fatto lesivo (01-09-2010) ma da quella in cui è terminata la invalidità temporanea. Poiché la invalidità temporanea è stata determinata in 182 giorni, la data a cui si deve fare riferimento per la liquidazione è quella del 02-03-2011.
    La percentuale di rivalutazione utilizzando gli indici ISTAT del c.d. costo della vita è pari al 0,22% ed il danno alla data del 02-03-2011 è pari a €. 34.685,35.
    Il danno biologico da invalidità temporanea è stato calcolato (vedi sopra) nella misura di €. 15.126,30.
    Tale importo va riportato in valori monetari alla data di verificazione del fatto dannoso e, conseguentemente, la liquidazione va determinata in base ai medesimi criteri di cui sopra, nella misura di €. 15.160,11.
    RIVALUTAZIONE. Le somme liquidate (crediti di valore) vanno rivalutate dalle date in cui sono state monetariamente determinate (c.d. aestimatio) fino alla data della loro liquidazione definitiva (c.d. taxatio) che va fissata al giorno 13-03-2012.
    La rivalutazione va effettuata applicando sulle somme gli indici della rivalutazione monetaria ricavati dalle pubblicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica. Gli indici presi in considerazione sono quelli del c.d. costo della vita, ovverossia del paniere utilizzato dall’ISTAT per determinare la perdita di capacità di acquisto con riferimento alla tipologie dei consumi delle famiglie di operai ed impiegati (indice F.O.I.).
    Tale rivalutazione viene presa in considerazione per ciascuna delle voci di cui si compone la liquidazione del danno e dalla decorrenza per ciascuna indicata (vedi sopra).

    INTERESSI. Nella liquidazione del danno la giurisprudenza è concorde nel riconoscere anche il danno da ritardo nella prestazione e tale importo viene liquidato in via sostanzialmente equitativa attraverso il riconoscimento al danneggiato di una ulteriore voce che correntemente viene definita come “interessi compensativi” (altri li definiscono “moratori”, ma ai fini della presente valutazione le differenze terminologiche sono indifferenti). Tali interessi sono calcolati dalla data del momento generativo della obbligazione risarcitoria sino al momento della liquidazione.
    Gli interessi vanno liquidati al tasso nella misura legale che, in base alla normativa vigente, viene variato in relazione alle dinamiche dei tassi correnti sul mercato, sia un parametro di riferimento adeguato per determinare il danno da ritardo della prestazione risarcitoria.
    Tali interessi vanno calcolati non sulle somme integralmente rivalutate (il che condurrebbe ad una duplicazione delle voci risarcitorie, come affermato nella nota sentenza Sezioni Unite del 17.2.1995, n. 1712) il che comporta un calcolo di interessi alquanto inferiore a quelli calcolati integralmente per l’intero periodo.
    La cadenza della rivalutazione comporta il calcolo degli interessi sulla somma via via rivalutata con periodicità annuale (Cass. 20.6.1990, n. 6209, soluzione accolta, in genere, con riferimento alle esigenze di semplificazione dei calcoli).
    In tal caso il calcolo della rivalutazione viene fatto anno per anno alla data convenzionale del 31 dicembre ed in quella data vengono computati gli interessi che, poi, sono improduttivi di ulteriori interessi e non vengono capitalizzati in alcun modo.

    Le somme dovute complessivamente sono le seguenti:
    A) Danno liquidato al 01-09-2010 (c.d. “aestimatio”): € 49.845,46
    B1) Interessi maturati al 13-03-2012: € 1.771,31
    B2) Rivalutazione maturata al 13-03-2012: € 0,00
    B) Interessi e rivalutazione totali (B1 + B2): € 1.771,31
    Totale A + B: € 51.616,77
    C) Anticipi versati (da dedurre) (n. 0 movimenti): € 0,00
    Importo totale (A + B – C) dovuto al 13-03-2012 (c.d. “taxatio”): € 51.616,77
    di cui:
    Capitale = 49.845,46 — Rivalutazione = 0,00 — Interessi = 1.771,31

    Ora da quanto ci scrive parrebbe che l’Inail gli dia una indennità temporanea di euro 8700,00 circostanza però che ci lascia qualche dubbio in quanto l’INail paga i postumi ma non i giorni di invalidità se non come giorni lavorativi. Comunque anche togliendo la somma di euro 8700,00 e la somma di euro 21.000 corrisposto dall’Inail dalla cifra di euro 51.616,77 dovuti è pacifico che rimarrebbe comunque da avere ancora una bella somma che giustificherebbe una azione…però…..
    dovrà considerare due circostanze :
    1) la prima è l’effettività del punteggio dato dal suo medico legale in quanto spesso vi sono perizie con punteggi non corrispondenti alla realtà e quindi si potrebbe trovare a fare una azione per ottenere il 15% di postumi risultando poi da una CTU un punteggio assai minore
    2) la seconda riguarda la prova del danno e precisamente il fatto che gli scalini dell’autobus erano scivolosi ecc…vi sono foto che lo attestano? Testimoni?
    Questi due punti vanno presi ben in considerazione prima di agire.
    Speriamo di esserle stati d’aiuto e di averle risolto i dubbi che aveva. Con l’occasione, ringraziandola per essere un nostro lettore, le ricordiamo che la nostra associazione è disponibile anche ad offrire assistenza legale in caso di bisogno.

  177. Sandro Giuleni scrive:

    Ringrazio la redazione per la celerità delle risposte avute, sinonimo di cortesia e professionalità. devo dire che però nel mio caso non avete considerato il danno morale che in tutti gli altri casi proposti sembra essere sempre presente. Avrò diritto anche io al riconoscimento del d. morale? In seguito all’infortunio sono rimasto claudicante ed ora ho difficoltà a salire e scendere le scale di casa mia ed anche a premere bene i pedali della macchina.. ed altro ancora. E’ Danno morale questo o no? a quanto ammonta, se è davvero danno morale?
    Ringrazio anticipatamente tutti Voi, Veri Professionisti.

  178. Kamil scrive:

    Buona sera. Ho dei dubbi su una lettera ottenuta oggi dall inail, ora spiego tutto; il 16/12/2011 ho avuto un incidente con la moto dato che tornavo a casa dall lavoro mi e stato detto che e un infortunio itinere Ho 23 anni.
    mi e stata diagnosticata in pronto soccorso una frattura scomposta epifisi distale radio e ulna dx. Sono rimasto a casa dal 16/12/2011 al 04/03/2011 , al termine dei giorni ho fatto l’ultima visita all inail , dopodiche mi e stato detto che tra un anno mi arrivera una lettera a casa per accertare il danno biologico, .dopo 2 settimane mi e arrivato a casa l’assegno di 5000€ che era un acconto. il 29/02/2012 ho effettuato l’ultima visita il dottore mi ha fatto muovere il polso e mi ha detto che tra 2 o 3 settimane mi arrivera un assegno a casa con un foglio che mi illustra i loro risultati. Il danno effettivamente c’e ho il polso che si blocca a 45° sia verso il palmo e anche verso su ( mi scuso ma i termini medici non li conosco). oggi 15/03/2012 mi e arrivata a casa una lettera delle poste con sopra scritto : Oggetto : Bonifico Domiciliato -INAIL Indennita’ e rimborso spese di 2.968,29€ il mio dubbio e questo…. e tutto quello che devo prendere o e un rimborso spese?? Non so se aspettarmi di piu o se devo parlare con un avvocato grazie mille e mi scuso del disturbo

  179. La redazione scrive:

    Gent.le sig. Giuleni in realta’ il danno morale e’ in re ipsa nel calcolo che le abbiamo fatto e che andiamo a speigarle. Prima del 2008 il danno morale veniva calcolato da 1/4 ad 1/2 del danno biologico in automatico. Successivamente, nel 2008, la Cassazione ha emesso 4 sentenze che stabiliscono che il danno morale non e’ piu’ automatico ma va dimostrato. A seguito di tale sentenze il Tribunale di Milano redigeva delle nuove tabelle, oggi applicate nella maggior parte dei Tribunali, ove considerava gia’ il danno morale nel calcolo del punteggio. In pratica l’inabilita’ giornaliera e il punto di invalidita’ avevano valori maggiori rispetto a prima in quanto gia’ inglobavano il danno morale. Inoltre, in casi particolari, e’ possibile aumentare ancora sino al 30% il danno cosi ‘ calcolato. Nel suo caso abbiamo applicato le tabelle di Milano che considerano gia’ il danno morale ma non abbiamo applicato la maggiorazione del 30% che va provata. V’e’ pero’ da specificare che il danno morale e’ la sofferenza che un soggetto ha subito, i patemi d’animo, per le lesioni. Il fatto che lei sia rimasto, purtroppo, claudicante non rientra nel danno morale ma e’ un danno da vita di relazione in quanto ovviamente la sua vita , dal giorno del sinistro, e’ cambiata non potendo piu’ attendere alle normali occupazioni o quanto meno pontendo attendere con maggior fatica ( c.d. danno chinesiologico). Quindi in conclusione nel suo caso e’ possibile ancora calcolare la personalizzazione del danno morale, previa dimostrazione, con un umento del 30% della quantificazione dei punti di inalidita’ oltre alla valutazione del danno da vita di relazione che va , anch’esso, dimostrato. Poiche’ in via stragiudiziale,
    Er nostra esperienza, difficilmente riuscira’ a farsi liquidare tali tipi di danno che in giudizio vengono provati per testimoni, probabilmente dovra’ intentare una causa giudiziale. Sperando di averle chiarito quanto richiesto, ringraziandola per l’apprezzamento del nostro lavoro e restando a disposizione anche per assistenza, le inviamo i piu’ cordiali saluti.

  180. La redazione scrive:

    Gent.le sig.Kamil non possiamo risponderle compiutamente al suo quesito in quanto ci mancano dei dati. Ad esempio non ci e’ dato sapere se il sinistro in itinere e’ accaduto in quanto lei e’ stato investito da un altro veicolo e in tal caso se la responsabilita’ totale dell’ accaduto e’ addebitabile a quest’ultimo omse il sinistro e’ accaduto in modalita’ diverse. Inoltre non ci e’ dato sapere la percentuale di invalidita’ riscontrata. Cerchiamo comunque di darle una idea di cosa puo’ essere accaduto.
    Nel caso in cui nel sinistro occorso non via sia un responsabile civile e l’invalidita’ sia inferiore al 6% di postumi quello che ha ottenuto e’ quello che doveva ottenere e nulla piu’. Nel caso invece che non vi sia un responsabile civile ma i postumi siano superiori al 6% l’inail dovra’ indennizzarle anche il danno biologico ma potrebbe gia’ averlo fatto visto che lei mi parla di un assegno dove si specifica ” rimborso spese ed indennita'”. Nel caso, invece, vi sia un responsabile civile si dovra’ richiedere il risarcimento anche alla assicurazione di controparte o alla propria nel caso sia applicabile la procedura di risarcimento diretto. Nella speranza di averle quantomeno dato una dritta, restando a disposizione anche per assistenza legale con l’occasione le inviamo i nostri piu’ cordiali saluti

  181. s. giuleni scrive:

    Ringrazio ancora per le esaurienti risposte. ieri frattanto ho parlato con un avvocato mio lontano conoscente che dice che bisogna procedere alla mediazione prima,,,,, staremo a vedere, altrimenti vi mando le carte.

  182. Kamil scrive:

    buona sera grazie per la risposta allora mi sono stati dati 8.68 punti di invalidita’, Sulla tabella inail c’e scritto che con 8 punti di invalidita e dai 21 ai 25 anni i soldi dovrebbero essere 13000, la colpa e della contro parte. In questo caso io oltre i soldi che mi sono stati dati dall inail dovrei anche prenderli dall assicurazione ?? Mi dispiace a saperlo prima avrei chiesto a voi per l’assistenza legale… adesso sono in causa con l’assicurazione per i danni della moto che avevo perche mi sono stati dati 1000 euro invece di 3000 come da fattura e dicono che la moto non ha valore.. cosa alquanto strana perche era una moto del 2009 con 3000Km e un Aprilia MX 125cc che per altro ho comprato a ottobre e l’incidente e avvenuto a dicembre 2011 grazie mille

  183. La redazione scrive:

    Lei ha diritto all’integrazione del risarcimento da parte della compagnia assicurativa. Cio’ comprende sia il danno differenziale ( e cioe’ la differenza tra quello risultante alle tabelle rca in base al punteggio di invalidita’ e quello corrisposto dall’inail) oltre ai giorni di inabilita’ temporanea assoluta e parziale.

  184. Kamil scrive:

    Grazie mille e stato gentilissimo saluti

  185. Desy scrive:

    buongiorno, vorrei porle una domanda.
    ovviamente si parla di incidente in itinere, con ragione al 100% riconosciuta dell’ente Inail invalidità del 18% quindi con rendita mensile …
    la mia domanda è: posso richiedere l’importo mensile che versa l’inail in unica soluzione?

  186. La redazione scrive:

    Purtroppo non potrà chiedere la rendita in un’unica soluzione in quanto tale modalità, non derogabile, è prevista espressamente dalla legge. Noi riteniamo ingiusta tale modalità in quanto, a nostro avviso, quantomeno dovrebbe essere data facoltà di scelta all’infortunato sulle modalità risarcitorie ma purtroppo questo è solo un nostro parere e nulla più. La ringraziamo per l’attenzione dimostrataci.

  187. Diego scrive:

    Buongiorno e complimenti per il servizio di grande utilità per i cittadini un poò disorientati dalla giungla RCA, rivalse INAIL etc.
    Vorrei esporre brevemente il mio caso. Una mattina di tre mesi fa circa nel mio abituale tragitto in motorino casa-lavoro (lavoro come dipendente presso agenzia pubblicitaria) venivo investito da un’autovettura riportando la frattura di una vertebra. Incaricavo della pratica un legale. E’ appena stato rilasciato il verbale di incidente che mi da ragione al 100%. il mio datore di lavoro aveva tempestivamente denunciato il sinistro; poco dopo la denuncia compilavo il modulo INAIL ed il mio danno veniva classificato come infortunio in itinere. Due settimane fa circa ho ricevuto un assegno che – mi è stato spiegato – costituisce un acconto ad oggi della prevista “quota” INAIL della mia busta paga. Non ho ancora effettuato alcuna visita medico-legale, ma il medico di fiducia del mio avvocato mi ha già anticipato che il danno si aggirerà intorno ad una percentuale di danno biologico RCA del 14%. A quanto potrebbe corrispondere tale danno in base alle tabelle INAIL? Il mio avvocato mi ha riferito che per danni superiori al 16% di valutazione INAIL io percepirò una rendita e potrò chiedere la differenza all’assicurazione, anche se in realtà – a suo dire – il danno valutato dall’INAIL sarà probabilmente inferiore ad una valutazione del 16%. Le mie domande sono: posso riunciare fine d’ora e tout court a tutte le prestazioni assistenziali INAIL dichiarando che intendo chiedere tutti i danni solo all’assicurazione? Nel caso in cui, a seguito di visita medica con medico legale INAIL, la loro valutazione fosse superiore al 16%, potrei rinunciare alla rendita oppure oppormi in qualche modo alle valutazioni dell’Ente?
    Vi ringrazio anticipatamente!

  188. La redazione scrive:

    Caro sig.Diego le facciamo presente che la valutazione del 14 percento data dal medico legale e’ una valutazione RCA che differisce da quella Inail. Di solito una valutazione inail e’ inferiore a quella RCA e, nel migliore dei modi, paritaria questo in quanto detta valutazione tiene conto solo dell’incidenza lavorativa del danno subito. Nel suo caso quindi non mi porrei nemmeno il problema di una valutazione superiore al 16 percento. Se cosi’ fosse pero’ lei non potrebbe ne’ rinunciare alla rendita ne’ all’inail ed otterrebbe dalla RCA il danno differenziale e cioe’ quello spettante tolta l’indennita’ inail compelssivamente valutata e questo anche se a lei sara’ corrisposta come rendita. Ma ripetiamo che nel suo caso non si porra’ probabilmente questo problema. Molti ci scrivono facendoci la sua domanda e cioe’ se e’ possibile avere in un’unica soluzione la rendita inail ma purtroppo la legge e’ chiara sul punto non prevendendo affatto tale possibilita’. Noi riteniamo ingiusta tale norma ma il nostro giudizio conta ben poco difronte ad una norma la cui disciplina e’ oramai cristallizzata. Speriamo di averle dato alcuni chiarimenti e rigraziandola per essere un nostr lettore, le auguriamo buona domenica. La redazione

  189. Stratulat scrive:

    Buongiorno , ho subito un incidente stradale mentre andavo al lavoro . Diagnosi – Esplosione bulbo oculare sx in policontuso . 30 giorni di Inabilita temporanea , piu 55 giorni di infortunio x medico del INAIL . A cosa devo aspetarmi da parte del INAIL ? Grazie

  190. La redazione scrive:

    L’inail al momento della guarigione le fara’ fare una perizia medico legale ed in base a questa provvedera’ al risarcimento in un’unica soluzione se i postumi sono inferiori al 16% oppure tramite rendita se superiori. Inoltre lei dovra’ azionare la pratica rca, nel caso abbia ragione nel sinistro anche in maniera concorsuale per ottenere il danno differenziale. Le facciamo presente che in caso di bisogno siamo disponibili a seguirla nella pratica risarcitoria, qualora volese affidarci il suo caso. Non si periti , quindi a contattarci e ringraziandola per l’attenzione prestata , le inviamo i piu’ cordiali saluti. La redazione

  191. Holdy scrive:

    Ho letto tutto quanto sopra ma ho ancora piú confusione di prima, ho avuto un incidente stradale in moto mentre per lavoro andavo a ritirare materiale, un’auto invadeva la mia corsia e mi colpiva frontalmente.
    Una notte in osservazione all’ospedale e 15 gg di tutore alla gamba.
    Postumi dell’incidente:
    Infrazione della rotula dx,
    Slap lesion spalla dx
    Lesione di due tendini spalla dx
    Trauma cranico minore con disturbi cognitivi
    Lesione labirintica dx
    Acufeni sx
    Ernia cervicale c5 c6
    Diplopia occhio dx
    L’inail mi assegna 16 punti di invalidità 229 gg di infortunio e una rendita di 174€
    Preciso che sono coltivatore diretto e che i disturbi cognitivi mi stanno creando gravissimi problemi nel lavoro in quanto soffrendo di disturbi di memoria lavorativa ho perso fran parte del mio bagaglio di esperienza e trovo molto problematico gestire il mio lavoro, oltre ai problemi fisici.
    Questa condizione mi ha fatto perdere molta stima in me stesso e e sto soffrendo di disturbi psicologici importanti.
    La perizia di parte mi assegna 16 punti di invalidità mentre la perizia dell’assicurazione me ne assegna 10 in quanto mette in dubbio i danni alla spalla perché non erano stati evidenziati al pronto soccorso in seguito alla radiografia che risultava negativa.
    In seguito a continue contratture e dolori al ginocchio e alla spalla sono costretto a eseguire massaggi e trattamenti di infiltrazione sia sulla spalla che sul ginocchio con frequenza ciclica.
    Per quato riguarda l’inabilita lavorativa ho percepito delle somme mensili dall’Inail al 60% poi al 75% di quanto avrei dovuto percepire in quanto la differenza mi doveva essere versata dal datore di lavoro ma essendo io no ho percepito Almeno 3000€

    Giorni di inabilita lavorativi erogati INAIL 
    234

    Valutazione di parte

    ” Tali postumi concretizzano un danno residuo quantificabile, in tema di risarcimento civilistico del danno a Persona, in un 15-16% d’I.P. In riferimento all’integrità  psico-fisica della Persona ,(danno biologico) e con pari negatività incidenza sulla capacità lavorativa specifica di coltivatore diretto. 
    Invalidità temporanea: come da certificazioni Medici Curanti di cui 90 a totale invalidità e, i restanti a parziale invalidità.”

    Relazione specialistica di parte psicodiagnostica

    ……..” relativamente alla quantificazione del Danno Biologico suddetto, l’orientamento in base alle tabelle attuali è di un punteggio attorno al 10-12% per quanto di Natura Psichica.”

    Relazione specialistica riabilitativa

    ” Per tutti questi problemi ed in considerazione  della attività lavorativa del paziente che é totalmente manuale, sono dell’avviso che il paziente dovrà ciclicamente  fare terapie fisiche e medichi di ” mantenimento”

    Consiglierei a tale scopo 
     – cicli periodici di rieducazione per la spalla dx
    – cicli ripetuti di massaggio alla muscolatura della colonna cervicale 
    – cicli periodici di infiltrazioni con acido ialuronico al ginocchio dx
    – cicli periodici di infiltrazioni di neurotornici per le parestesie all’AS di sx

    L’Inail ha fatto rivalsa all’assicurazione per 61000€ e l’assicurazione mi ha proposto di chiudere con zero euro perché il danno calcolato da loro era quanto richiesto a loro dall’Inail in rivalsa.
    Dopo notevoli pressioni ha fatto l’ultima offerta e mi hanno inviato un assegno di 11850€ senza specificare niente di niente, è arrivato solo l’assegno senza sapere da quale calcolo.
    Mi sembra di aver capito che non posso rinunciare alla rendita Inail per entrare in possesso subito di quei 61000€, ma mi fa paura affrontare una causa in quanto non mi fido tanto dei periti e non vorrei trovarne uno incaricato dal tribunale che mi faccia una perizia inferiore.
    Volevo sapere se posso fare ricorso all’Inail per inserire anche il danno psicologico che loro non hanno valutato?
    Con l’assicurazione l’unica strada per ottenere un giusto risarcimento è fare causa ?
    Grazie

  192. La redazione scrive:

    Prima di tutto è da evidenziare come ci pare di evincere dal suo racconto che la sua pratica non si stata istruita nel migliore dei modi : nulla di irrimediabile però. Infatti ci pare di capire che lei non abbia una perizia medico legale di parte né tantomeno una psicologica , perizie che si dovrebbe inglobare l’una l’altra nella determinazione del punteggio di invalidità. Infatti, pure essendo differenti le tabelle Inail da quelle RCA, anomalo è che l’Inail valuti di più in percentuale di postumi la sua invalidità permanente rispetto alla RCA e questo in quanto l’Inail guarda solo all’aspetto lavorativo mentre la RCA al danno biologico nel suo complesso. Per semplificare se io ho subito un colpo di frusta in un incidente automobilistico avrò si un danno ma secondo che lavoro svolgo potrò tranquillamente andare a lavorare e quindi l’inali non entrerà in gioco ( nel caso del colpo di frusta non entra poi in gioco comunque perché al di sotto del 6% di postumi). Quindi prima di tutto lei dovrà munirsi di perizie medico legali da parte di professionisti seri e questo è bene sottolinearlo in quanto vi sono alcuni che danno punti di invalidità stratosferici che non possono essere supportati in una eventuale causa con danno alla persona infortunata che si fa delle aspettative che non potranno essere soddisfatte. Andando più nello specifico della sua domanda , sottolineato il fatto che dovrà necessariamente prendere la rendita inail in quanto impossibile è optare per il risarcimento inail in un’unica soluzione, v’è da dire che il danno psicologico è tranquillamente considerato come danno biologico e se questo potrà portarle, come ci narra, conseguenze negative sul lavoro potrà inserirlo nella liquidazione Inail e quindi fare ricorso per far inserire tale voce di danno. Noi però non le consigliamo tale strada perché comunque tale valutazione sarà limitata dal fatto che avrà efficacia solo se verrà dimostrata la ripercussione sul piano lavorativo . Diversamente consigliabile è, perizie di parte alla mano, fare causa alla compagnia assicurativa ma solo – è bene ripeterlo – qualora i suoi medici legali che le avranno redatto le perizie le certificheranno che i postumi sono superiori a quelli liquidati dalla assicurazione. L’unica strada è quindi questa, premettendo che lei dovrà mandare una lettera raccatta a.r alla compagnia facendo presente che la somma ricevuta viene trattenuta in conto sul maggiore avere. Inoltre pare di capire che nella liquidazione RCA non siano state conteggiate né le spese sostenute né tantomeno quelle future. In pratica bisognerà “mettersi al tavolino” fare chiarezza sui postumi RCA, ivi compreso il danno psicologico che potrebbe comportare anche sedute di psicoterapia e quindi un costo futuro, e sulle spese sia sostenute che future. Dopodichè fatto ciò si dovrà fare un calcolo dell’effettivo avere e sottrarre sia quanto corrisposto dall’Inail sia quanto già corrisposto dalla compagnia assicurativa : sicuramente un lavoro che a nostro avviso non potrà essere fatto singolarmente ma solo con l’ausilio di un professionista che dovrebbe comunque già avere nella gestione della pratica.In ultimo se è anche pur vero che a volte i periti del Tribunale nascondo sorprese inaspettate è anche vero che vi deve essere fiducia nel loro operato ed onestà anche perché affiancati dal consulente di parte che relazionerà sul loro operato facendo, eventualmente, le osservazioni del caso. Sperandole di esserle stati d’aiuto , ringraziandola per l’attenzione, le auguriamo buona domenica.La redazione

  193. Holdy scrive:

    Grazie mille, non sono stato molto chiaro, le perizie di parte che ho elencato sopra sono di professionisti incaricati da me, sia biologica che psicologica, la perizia del medico legale dell’assicurazione mi ha dato 10 punti con nessuna incidenza sulla capacita lavorativa specifica e quella dall’Inail 16.
    Lassicurazione non é disposta a trattare su spese future, su mancato reddito, sul differenziale della temporanea non percepita, dicono che non hanno margine di spesa.
    Grazie di nuovo e buona domenica.

  194. La redazione scrive:

    Vada avanti e non si scoraggi. E’ anni che ci battiamo contro i poteri forti delle assicurazioni ed in virtu’ di cio’, in base alla nostra esperienza, possiamo dirle di non arrendersi. Il danno l’ha subito lei ed e’ giusto che chi deve pagare,mpaghi tutto il dovuto.la redazione

  195. Amelia scrive:

    Buongiorno
    Vi chiedo indicazioni in merito.mio marito ha avuto come trasportato
    Un sinistro in itinere.il medico legale gli ha dato 50 punti 35 INAIL
    Ora INAIL ha rigettato richiesta collegiale dando solo il5 e l ass.ne ha pagato solo ottomila euro.ora ho sentito due avvocati uno mi dice di fare solo causa all ssne l altro anche all INAIL così se supero il 16 inizio ad avere rendita .a chi do ascolto?grazie

  196. La redazione scrive:

    Le consiglieremmo di fare causa direttamente alla compagnia assicurativa e questo in quanto anche se ottenesse la rendita da parte dell’Inail questa sarebbe poca cosa rispetto all’avere una somma risarcitoria in un’unica soluzione. Infatti la rendita Inail viene data mensilmente ma in media difficilmente supera i 300 euro ( ovviamente dipende dalla gravità del caso). Certo è che la causa risarcitoria alla compagnia assicurativa dovrà tenere conto di tutti i danni e specificatamente del danno biologico, della personalizzazione del danno, del danno patrimoniale anche futuro e c.d. chinestologico ecc. Se venisse intentata in maniera errata potreste avere un risarcimento ridotto, ovviamente previa valutazione di tutte le voci risarcitorie applicabili nel vostro caso. Inoltre dovrete recarvi dal vostro medico legale e richiedere effettivamente a quanto ammontano i postumi in quanto i medici legali sono soliti alzare anche di molto il punteggio in perizia per “facilitare” le trattative. Cogliamo l’occasione per farle presente, pur essendosi lei già rivolta a due legali, che diamo assistenza anche nella gestione delle pratiche con i nostri consulenti specializzati in materia risarcitoria e che visto anche lo scopo della nostra associazione non vi saranno spese a vostro carico se non quelle prettamente processuali e che a tal fine , per chiarezza, i nostri legali fanno firmare un accordo in cui si impegnano a prendere solo quanto sarà loro corrisposto dalla compagnia assicurativa e che non richiederanno onorari ai propri clienti. Restando a disposizione per qualsivoglia necessità e per assistenza pratica, la ringraziamo per l’attenzione prestata. La redazione

  197. Giacomo scrive:

    Gent.mo Avvocato,
    mi scusi se approfitto nuovamente della sua gentilezza, ma avrei bisogno di chiederle un consiglio in quanto mi sono venuto a trovare in una situazione abbastanza spiacevole.
    Non so se lei ricorda ma le avevo già sottoposto il mio caso di infortunio in itinere.
    Purtroppo sono venuto a conoscenza di essere stato “fregato” dal mio avvocato stesso.
    La scorsa estate, il mio avvocato mi disse che eravamo arrivati alla conclusione dell’iter ed era arrivata la quietanza che dovevo leggere e firmare.
    In un incontro al quanto frettoloso mi fece firmare la quietanza, chiesi di avere del tempo e lui mi disse che non si poteva aspettare che la doveva rispedire agli uffici competenti, morale della favola firmai (ad oggi riconosco con troppa leggerezza) il documento.
    Il giorno seguente preso dal rimorso di aver firmato così tempestivamente chiesi al mio avvocato se mi poteva rifar leggere il documento per valutare le cose con più calma, la sua risposta fu che aveva già spedito il tutto e lui non ne aveva una copia e che ormai non si poteva tornare più indietro.
    Più volte ho chiesto di poter avere una copia di ciò che avevo firmato, ma non ho mai avuto una risposta positiva.
    Dopo circa un mese arrivò l’assegno a mio nome di una cifra x, dissi all’avvocato che avrei versato l’assegno e avrei pagato la sua parcella non appena avessi avuto i soldi disponibili sul mio conto postale.
    L’avvocato mi disse che se andavamo nella sua banca di fiducia saremmo riusciti a fare il tutto in giornata, una volta arrivati li, dopo varie spiegazioni capii che per versare l’assegno dovevo aprire un conto in quella banca, mi sono rifiutato dicendo che io non avevo nessuna intenzione di aprire un conto e lui “molto gentilmente” si è fatto carico delle spese di apertura e gestione conto di un anno.
    Una volta aperto il conto gli è stato fatto un bonifico per una cifra y e mi ha fatto fare un prelievo in contanti per una cifra h. Premetto che dalle mie mani non è passato un soldo.
    Ci siamo salutati stringendoci la mano e dicendomi che al più presto mi avrebbe fatto avere la fattura di ciò che gli avevo saldato.
    Ho richiesto questa fattura innumerevoli volte, come la copia della quietanza, ma sono riuscito ad ottenerla solo da pochi giorni.
    Quando finalmente mi è arrivata la fattura, mi sono reso conto che l’importo riguarda solo la cifra y, cioè quella pagata con bonifico, al che ho telefonato per chiedere spiegazioni.
    L’avvocato si è subito alterato dicendomi che lo stavo accusando ingiustamente e che stava registrando la telefonata, che dovevo dimostrare le cose che stavo dicendo e che lui sarebbe andato avanti in modo legale, io non avevo accusato nessuno, stavo solo chiedendo spiegazioni in merito all’importo della fattura, ma la reazione mi ha subito fatto capire la malafede che a quel punto già sospettavo.
    Sono riuscito ad ottenere la copia della quietanza in maniera autonoma, direttamente dal liquidatore del danno, e li risulta che la parcella dell’avvocato doveva essere della cifra y, cioè quella pagata con bonifico.
    Sono andato in banca per cercare di risalire ai movimenti, ma purtroppo nonostante l’impiegato si ricordi le manovre fatte in presenza dell’avvocato, risulta solo un bonifico per la cifra y e un prelievo in contanti per la cifra h fatto a mio nome, null’altro visto che i soldi ad oggi sono ancora li fermi senza avervi fatto nessun altro tipo di operazione.
    Solo ora capisco perché tutto questo segreto nel non farmi avere la copia della quietanza, ora il mio sospetto è: quando ho firmato la quietanza c’era scritta la cifra y, o la cifra y+h? Io credo proprio che ci fosse scritta la cifra per intero, quella che mi ha sempre detto di volere come onorario, ma che in realtà non era quello che gli spettava.
    Io la cifra y, non l’ho mai sentita neanche nominare, ed è per quello che in banca gli ho dato la cifra intera e li, sbagliando, ho accontentato la sua richiesta di dargliene una parte in contanti ed una parte con bonifico, ritenendo di potermi fidare della parola data dal mio legale e in attesa di ricevere regolare fattura per l’intero importo.
    Non ha idea di come mi sento, dopo aver subito l’incidente e essere stato costretto per mesi a letto, la mia buona fede mi ha giocato un brutto scherzo, mai e poi mai avrei pensato di non potermi fidare del mio avvocato, mi ha rigirato prendendosi una cifra di quasi diecimila euro che non gli spetta, e devo dire con tutti gli accorgimenti del caso per far si di farla franca.
    Le chiedo, anche se temo già di sapere la risposta, secondo lei posso fare qualcosa per farmi restituire il maltolto?

  198. willie scrive:

    Colgo l’occasione per RINGRAZIARE LE S.S.V.V. per i consigli prestatimi, anche sulla base di questo, oltre che la competenza del mio legale, dimostratosi all’altezza della situazione dopo una partenza incerta generata dalla scarsa conoscenza della materia, abbiamo terminato in via transattiva con la compagnia di assicurazione dell’investitrice di mia moglie, senza dover ricorrere al giudice.
    Il valore, della parte “differenziale” liquidata in solido, è risultato molto minore di quella da Voi calcolata, ma tutto sommato in parte “lenitiva” del danno ricevuto, “meglio un uovo oggi che una gallina domani…..”
    L’unica “stortura”, in quest’affaire, visto che ben tre CTU (di parte, Inail ed assicurativo) han periziato il medesimo punteggio di invalidità senza discrepanze e quindi contenziosi, è l’ingente cifra richiesta e forse ottenuta, (mi dicono che anche loro transano) come rivalsa dall’INAIL, questa elargisce un vitalizio personale a vita, il cui valore annuale è eguale o minore, al ricavo ottenuto investendo in BOT o CCT la rivalsa.
    Si evince solo una cosa, l’INAIL in qualsiasi caso ci guadagna, spero solo che da tali “espropri” nascan le rendite di coloro che si infortunano non in itinere.
    RingraziandoVi
    porgo Cordiali Saluti.

  199. La redazione scrive:

    Come darle torto? Grazie per il commento. La redazione

  200. La redazione scrive:

    Bisogna fare due considerazioni per rispondere al suo caso e precisamente sapere quale siano stati gli accordi al momento del mandato. Infatti l’attività dell’avvocato non viene rimborsata interamente dalla compagnia di assicurazione secondo le tariffe in vigore essendo prassi liquidare una percentuale sul valore di danno : percentuale che diminuisce man mano che il quantum risarcitorio cresce. Quindi ad esempio se mi viene liquidato un danno da 1000 euro la compagnia di solito liquiderà 100 euro di spese legali ma non è detto che queste siano sufficienti a coprire l’attività del legale : anzi in questi casi non coprono nemmeno le spese vive. E’ ovvio che in caso di risarcimenti di grossa entità la questione cambia. Di solito molti legali e tra questi anche i nostri consulenti prendono sono quanto gli verrà corrisposto dalla compagnia assicurativa non richiedendo niente altro al cliente. Nel suo caso non è stato certamente così in quanto il suo legale ha chiaramente preso una somma a nero non riconosciuta dalla compagnia e non concordata con lei. Il problema a questo punto riguarda la prova che detto professionista abbia preso tale somma in quanto il nero ovviamente non è tracciabile.Per farsi restituire quanto ha dato – sempre che ripeto non abbia firmato un mandato di liquidazione a tariffa e quanto liquidato dalla compagnia non sia sufficiente a coprire tale cifra – invii una lettera al suo legale facendogli presente la situazione ed anche il fatto che non vi è stata fattura per quanto preso e quasi sicuramente ci sarà risposta di trovare un accordo. Fare una azione legale ovviamente è sconsigliabile ma non solo per lei ma anche per il suddetto legale che potrebbe trovarsi accertamenti della finanza non certamente piacevoli. Un consiglio però è doveroso : prima di agire prepari bene le sue armi e controlli il tutto perchè una volta che il dado è tratto non si può più tornare indietro anche se ovviamente lei non ha rischi da correre. La redazione

  201. cris scrive:

    Salve, vorrei porle alcune domande, perchè sono molto confuso,
    mio padre ha avuto un incidente molto grave in itinere un anno fa ,con 6 mesi di ricovero ospedaliero e lesioni gravi , inizialmente la società dove lui lavorava aveva fatto denuncia di incidente all’INAIL , ll quale rigettava e si OPPONEVA , per mezzo lettera raccomandata al domicilio ,,,per MANCANZA DI IN FORMAZIONI CIRCA IL TRAGITTO PERSCORSO, ed omissione ad altre domande sui mezzi pubblici disponibili per il percorso da lui fatto .
    Dopo qualche tempo PERò allorchè noi non presentammo nessun’altra documentazione all’ l?INAIL , l’INAIL stesso ha preso in carico UGUALMENTE MIO PADRE, forse perchè aveva 100% di ragione nel SINISTRO STRADALE????
    Adesso siamo alle porte coi sassi, nel senso tra poco dovremo fare le perizie medico legali e avere a che fa in seguito con questo RISARCIMENTO in RENDITA e quindi il DIFFERENZIALE RCA.

    MI chiedo:
    avendo mio padre 64 anni con un danno che da prime perizie aggira dall’80% di invalidità permantente
    IN QUANTI ANNI L’iNAIL calcola e considera l’ASPETTATIVA DI VITA di un uomo per CORRISPONDERE LA RENDITA DI CIO CHE esso TRATTIENE IN ANTICIPO considerando che mio padre a 64 anni ?

    E poi è impugnabile in tribunale un atteggiamento da parte di questo ENTE che dapprima rigetta e si oppone e poi invece visto a mio parere che c omunque paga tutto un terzo subentra ugualmente anche senza le informazione da esso stesso richieste per legge?

    RIngrazio moltissimo, per ogni suggerimento

  202. La redazione scrive:

    L’Inail ha preso in carico suo padre non tanto perchè questi ha ragione ma perchè ha ritenuto che il sinistro sia avvenuto in itinere e cioè mentre questi si recava al lavoro. Dal suo post non si evince però un dato importante: avete agito nei confronti del diretto responsabile, indipendentemente dall’Inail? Perchè come abbiamo più volte spiegato sul nostro blog una cosa è l’indennizzo Inail ed una cosa il risarcimento RCA che differiscono tra loro anche se , per una parte, si contemperano. Se non l’aveste fatto dovrete agire quanto prima in tal senso. Per quanto riguarda l’INail ovviamente e come sempre in caso di lesioni superiori al 16% il risarcimento avverrà in forma di rendita. L’aspettativa di vita, ad oggi, è di anni 81,7 ma l’Inail prescinde un pò da questo dato perchè non guarda e non calcola l’aspettativa ma l’età ancora lavorativa. Il problema che pone all’attenzione è certamente rilevante in quanto proprio perchè debbo accettare una rendita e non posso scegliere una indennità in un’unica soluzione se dopo poco il lavoratore muore è ovvio che ciò andrà a favore dell’Inail. Si entra nel campo di quelle normative che dovrebbero essere riviste da tempo dal legislatore ma che ad oggi continuano ad essere in vigore : che ci sia qualche interesse sotto? Tra l’altro non è impugnabile l’atteggiamento tenuto dall’Inail ma solo i casi in cui l’Inail non voglia riconoscere il danno in quanto non in itinere.
    Cogliamo l’occasione per farle presente, come avrà sicuramente visto dal blog, che la nostra associazione si occupa in prima persona di risarcimenti e qualora non avesse ancora avviato la pratica di risarcimento contro l’assicurazione – passaggio a dir poco fondamentale – ci rendiamo disponibili ad assisterla presso la sua località: in tal caso ci potrà scrivere alla nostra email info@legalius.it e/o bloglegalius@gmail.com. Per suo padre non possiamo che augurarle i migliori ” in bocca al lupo” ringraziandola per la fiducia e per averci scritto. La redazione

  203. Cris scrive:

    Gentili vi ringrazio della cortese risposta,
    naturalmente attraverso un legale abbiamo agito anche nei confronti del diretto responsabile e dell’RCA, ma mi rimane ancora poco chiaro quale sia l’importo in percentuale dell’indennizzo Inail che verrà detratto rispetto al Risarcimento RCA, il mio legale se pur datato sembra sia al suo primo caso in questo senso e poco mi delucida, presto avrò un incontro in Inail per avere delucidazioni.
    MI sorge anche un’altra domanda , mia madre dopo quello che è avvenuto è stata in pronto soccorso per esami e gli hanno riscontrato un affaticamento al cuore, mentre prima stava benissimo, cosa dovrebbe esser fatto in questo senso?
    GRazie

  204. La redazione scrive:

    Per sapere a quanto ammonta l’indennizzo Inail per poi detrarlo dal risarcimento RCA ( c.d danno differenziale) bisogna presentare una istanza direttamente all’Inail chiedendo la capitalizzazione della rendita con suddivisione del danno biologico e patrimoniale. Sottolineiamo che l’Inail non indennizza tutte le voci di danno ed alcune di esse quali ITT e ITP e danno morale ( con tutte le problematiche ad esso connesse dopo le sentenze della Cassazione del 2008 e le nuove tabelle milanesi) sono proprie del risarcimento RCA. Sua madre potrà agire anche lei per ottenere il risarcimento e precisamente è consigliabile che la stessa venga sottoposta ad una perizia da parte di uno psicologo che attesti le condizioni psicologiche peggiorative in cui la stessa sicuramente versa a seguito della situazione che si è trovata e si troverà ad affrontare ed inoltre si potrà richiedere il risarcimento per danno esistenziale. La redazione.

  205. antonino scrive:

    salve,anche io sono molto confuso ,in quanto nel ottobre 2011 metre andavo a lavoro (itinere) mi hanno investito con lesioni grave in una gamba,fra interventi e riabilitazioni sono trascorsi 12 mesi nel frattempo percepivo ogni mese la quota che spettava all’inail,alla fine di questi 12 mesi mi sono stati assegnati 12 punti di invalidità liquidandomi.Successivamente ad aprile ho subito un altro intervento per rimuovere i mezzi di sintesi,riaprendo la pratica inail percependo nuovamente la paga dall’inail.Adesso sto effettuando le visite medico legali per quyanto riguarda l’indennizzo rca.La mia domanda è: l’inail dall’rca tratterrà soltanto la cifra con cui sono stato liquidato con i rispettivi 12 punti o complessivamente tutto ciò di cui ho usufruito durante i mesi d’invalidità?visto che ho sentito parecchie opinioni che si contraddicono,comunque il mio avvocato è sicuro che l’inail tratterrà soltanto la liquididazione dei 12 punti.Vorrei un suo chiarimento per evitare di avere problemi con l’inail.RIngrazio moltissimo, per ogni suggerimento.

  206. La redazione scrive:

    Ha ragione il suo avvocato in quanto verra’ detratta la somma percepita relativa al 12%di postumi. Grazie per averci scritto. La redazione

  207. antonino scrive:

    gentile avvocato la ringrazio x la risposta immediata in quanto mi ha chiarito i dubbi che avevo.nel ringraziarla nuovamente le porgo i miei saluti. grazie.

  208. gianni scrive:

    Buongiorno,le vorrei esporre il mio caso.Sono stato coinvolto in un tamponamento con tre auto,sono stato tamponato e con la mia auto ho urtato chi mi precedeva, l’assicurazione ha fatto un’offerta di risarcimento danni auto (4000)e danni biologici (1200 ) anche se c’era la possibilità di andare in giudizio,il mio legale mi ha consigliato di accettare l’offerta poichè,visto che avevamo compilato in modo errato il CID,c’era la concreta possibilità che in sede di giudizio mi venisse riconosciuto un concorso di colpa.Il mio datore di lavoro ha fatto scadere i due anni per richiedere i danni e ora li chiede a me perchè a suo dire non ho comunicato i fatti in modo circostanziato,io ho presentato un certificato del Pronto soccorso dove è scritto che mi venivano assegnati 10 gg di cure a causa di incidente stradale.Essendosi svolta una mediazione stragiudiziale il datore di lavoro può richiedermi il risarcimento?

  209. La redazione scrive:

    Il datore di lavoro puo’ non chiederle il risarcimento solo se ha partecipato alla mediazione. Diversamente questa si estende solo alle parti che ne hanno preso parte. Grazie per averci scritto

  210. fabrizio scrive:

    buongiorno,

    a mio fratello è successo quanto segue: nel recarsi al lavoro è stato investito da un signore sprovvisto di assicurazione RCA. Essendo danno “in itinere” l’Inail ha aperto la procedura e, a seguito di varie visite con i medici dell’Istituto stesso, gli è stato riconosciuto un danno biologico permanente del 3% e 75 giorni di invalidità temporanea. Nel tempo in cui è stato fermo, gli è stata pagata la retribuzione ma ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs 38/2000, quando le lesioni sono inferiori al 6% l’Inail non paga il danno biologico né permanente né tanto meno temporaneo (ITT, ITP ecc.) che dovrebbero restare a carico del danneggiante.
    Ciò premesso, qualche giorno fa è arrivata una lettera dell’Inail a mio fratello nella quale lo stesso veniva diffidato dal prendere accordi col terzo danneggiante per il risarcimento, onde evitare di pregiudicare il diritto di surroga dell’Inail! Cosa significa? E’ una lettera standard che invia l’Ente? Se in questo caso l’Inail non risarcisce il danno in cosa si può surrogare? Tutto ciò per dire che il danneggiante è disponibile a chiudere transattivamente anche a stretto giro senza il ricorso all’Autorità Giudiziaria, ma l’Inail con questa diffida lo ha inibito. Grazie per l’aiuto

  211. La redazione scrive:

    La lettera che riferisce è una lettera standard che l’inail manda in caso di infortunio sul lavoro a prescindere dalla invalidità. Nel suo caso basterà quindi che mandi una comunicazione scritta alla compagnia assicurativa facendo presente la lettera ricevuta . Fatto ciò non vi sarà alcun problema alla liquidazione del danno.
    Avv. Fabrizio Bartolini

  212. Lara scrive:

    Salve, vorrei chiedere un’informazione che probabilmente sarà una cosa scontata, ma non essendomi mai capitato prima mi trovo un po’ nel pallone.
    Sei mesi fa perdendo il controllo della mia auto causa asfalto scivoloso, questa si è girata di 90 gradi mettendosi di traverso nella carreggiata. Pochi secondi dopo, è sopraggiunto un altro veicolo che ha urtato la mia auto. Il conducente di quest’ultimo ha riportato fratture. Tutti i dati dell’incidente sono stati comunicati dalla polizia stradale alle rispettive assicurazioni, ed è stato stabilito che sarebbe stata giustamente la mia a risarcire i danni.
    Due giorni fa mi è stata recapitata una lettera del’Inail, la quale mi informa di dover risarcire loro una somma di 8000€ a titolo di copertura del capitale liquidato all’infortunato.
    Sto provando a contattare la mia assicurazione, ma senza successo ( in seguito all’incidente la mia auto è stata demolita e non ho più alcun mezzo assicurato).
    Questa somma non dovrebbe essere pagata da loro?
    Vi ringrazio infinitamente.

  213. La redazione scrive:

    Quanto liquidato dall’Inail andrà restituto dalla compagnia della assicurazione del danneggiante. Quindi nel suo caso la lettera ricevuta dovrà essere rigirata alla compagnia assicurativa che dovrà provvedere al pagamento. Grazie per averci scritto. La redazione

  214. Elisa 68 scrive:

    se durante il lavoro al domicilio ho un sinistro e danneggio la mia auto i danni li pago io o il mio datore di lavoro che mi obbliga ad usare il mio mezzo grazie

  215. La redazione scrive:

    Risponde lei in caso in cui abbia responsabilità nella causazione del sinistro

  216. Gianluca78 scrive:

    Salve ,
    Avrei bisogno di delucidazioni,
    Ho subito un incidente in itinere e vorrei sapere come verranno fatti i conti fra INAIL e RCA del mezzo che mi ha colpito.
    Non vorrei quanto meno rimetterci consideri che come punteggio vado sui 25 punti
    Grazie anticipatamente
    Gianluca78

  217. luigi32 scrive:

    Salve, avrei bisogno di alcune delucidazioni: due anni fa ho avuto un incidente con un auto intestata a mia sorella. In questo incidente ho avuto il 100% della colpa. Ieri ho ricevuto una lettera dall INAIL nella quale mi viene richiesto un risarcimento di 200000 euro a loro favore per i danni che loro hanno risarcito alla persona che ho tamponato. Chi dovrebbe pagare tale somma? Vi ringrazio infinitamente

  218. La redazione scrive:

    L’inail richiede ai danneggianti, cioè al proprietario, al conducente (art. 1916 c.c.) e all’Assicurazione per la r.c.a., responsabile civile in indennizzo “indiretto”, o “diretto”, o entrambe (art 142 c.a.) la surroga e quindi il pagamento di quanto sborsato.

    La surroga dell’INAIL trova fondamento giuridico nell’art. 1916 c.c. che, regolando il diritto di surrogazione, stabilisce al primo comma che l’assicuratore il quale ha pagato l’indennità è surrogato, fino alla concorrenza dell’ammontare di essa, nei diritti dell’assicurato verso i terzi responsabili e configura una sorta di surrogazione legale ai sensi dell’art. 1203 c.c., che si realizza quando l’Ente porta a conoscenza del terzo, responsabile del sinistro-infortunio, la propria volontà di subentrare, per quanto di spettanza, nei diritti vantati dal danneggiato, cioè del lavoratore obbligatoriamente assicurato con l’Istituto.
    In concreto l’INAIL eroga al lavoratore infortunato per la circolazione dei veicoli un “indennizzo” economico – calcolato secondo i parametri propri della cd. “I.L. – Infortunistica Lavoro”, che divergono da quelli della cd. “R.C. – Responsabilità Civile” e che, proprio per la diversità dei baremés utilizzati, mai coincidono tra di loro: in concreto ne deriva che la somma liquidabile all’infortunato-danneggiato a titolo di “indennizzo previdenziale” diverge sempre da quella dovuta a titolo di “risarcimento civile”.
    Quindi l’Inail le ha mandato la lettera per la rivalsa ma nel suo caso pagherà la sua assicurazione, salvo eventuali franchigie.

  219. ANDREA scrive:

    HO LETTO LE VOSTRE POSIZIONI IN FATTO DI INCIDENTI,AME MI è CAPITATO UN INCIDENTE NEL GENNAIO DEL 2001, SONO STATO OPERATO ALL’OCCHIO SINISTRO, IL DESTRO . E’ FUORI USO
    DAL 2000. A CAUSA DI UN DISTACCO DELLA RETINA, NEL 2004 L’OCCHIO SINISTRO, INIZIO A DARMI FASTIDIO, SONO STATO DALL’OCULISTA IL QUALE MI HA DIAGNOSTICATO CHE, IL VETRINO SOSTITUITO SI ERA OPACIZZATO. COSI HO DOVUTO RIFARE L’INTERVENTO, IL QUALE MI A PORTATO
    IL SEGUENTE DISTURBO, ABBASSAMENTO DELLA VISTA, 1,20, IL DISTURBO DEL GLAUCOMA CHE OGNI GIORNO DEBBO METTERE DEI COLLIRI, ANDARE AI CONTROLLI OGNI 3, MESI , INDOSSARE GLI OCCHIALI, PER POTERMI SALVARE.TUTTO QUESTO FINO AL MARZO 2013, DOVE DOVEVA ESSERCI UNA SENTENZA, INVECE C’E STATO SOLTANTO IL CAMBIO DEL GIUDICE, IL QUALE HA NEGATO IL RICONOSCIMENTO DELLA PERIZIA COSI SOO STATO CHIAMATO AD EFFETTUARE UNA NUOVA PERIZIA, IL PUNTEGGIO 16 PUNTI. MI HO VISTO DIMINUIRE IL PUNTEGGIO DELLA META’
    DELL’ALTRO PERITO.ADESSO SONO PASSATI 10 ANNI DALLA CITAZIONE, COS’ALTRO POSSO FARE. POSSO CHIEDERE QUALCHE RISARCIMENTO ALL”INAIL, DATO CHE NEL PERIODOCHE MI E’ SUCCESSO IL FATTO LAVORAVO? GRAZIE PERLA RISPOSTA ANDREA SARACENI

  220. La redazione scrive:

    Da quanto ci scrive non è possibile darle una risposta esaustiva. Ha firmato una transazione? Se si quali sono le modalità? La causa è ancora in corso? In via generale comunque visto il tempo trascorso non può chiedere più integrazione da parte dell’Inail ma solo alla compagnia assicurativa RCA sempre che sia stata interrotta la prescrizione.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>