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	<title>Legalius - La legge al servizio del cittadino ( blog)</title>
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	<description>Blog dove puoi trovare news spunti e aiuto per i tuoi problemi legali</description>
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		<title>Ingiustizia italiana: un cane che si morde la coda</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 11:27:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avvocato:  Sig. Tizio l&#8217;udienza relativa alla pratica che mi aveva affidato , stamani è andata bene. Cliente : bene!  ma la sentenza quando uscirà? Avvocato : Prima della sentenza c&#8217;è ancora tempo. Proceduralmente è stata fissata la data per la precisazioni delle conclusioni e poi vi sarà la sentenza. Cliente : Va bene lo stesso, [...]]]></description>
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<h3><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-3709" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid; margin: 4px;" title="57168987" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/57168987-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" />Avvocato</strong>:  Sig. Tizio l&#8217;udienza relativa alla pratica che mi aveva affidato , stamani è andata bene.</h3>
<h3><strong>Cliente</strong> : bene!  ma la sentenza quando uscirà?</h3>
<h3><strong>Avvocato</strong> : Prima della sentenza c&#8217;è ancora tempo. Proceduralmente è stata fissata la data per la precisazioni delle conclusioni e poi vi sarà la sentenza.</h3>
<h3><strong>Cliente</strong> : Va bene lo stesso, una sola udienza e poi finalmente la causa è terminata.</h3>
<h3><strong>Avvocato</strong> : Si il primo grado, si ricordi che vi è sempre la possibilità dell&#8217;appello e poi del ricorso in cassazione.</h3>
<h3><strong>Cliente</strong> : Intanto guardiamo a questo grado di giudizio, poi vedremo. Ma mi scusi la prossima e ultima udienza a quando è stata fissata?</h3>
<h3><strong>Avvocato</strong> : La prossima udienza è fissata per fine 2013.</h3>
<h3><strong>Cliente</strong> : Imprecazioni&#8230;.un rinvio scandaloso</h3>
<h3><strong>Avvocato</strong> : Purtroppo No ! E&#8217; la norma!</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Di chi è la colpa? Magistrati fannulloni? Cancellieri nulla facenti? In realtà nulla di tutto questo in quanto i lavoratori della giustizia sono, qui in Italia, tra i più produttivi di Europa. Il sistema è però allo sfascio! Si pensi che a Reggio Calabria un giudizio di primo grado ha una durata media di 2056 gg. e chi ne fa le conseguenze sono i diritti di milioni di italiani. Ovviamente c&#8217;è anche chi si giova di questo sistema e va a braccetto con lo stesso. Chi ha torto infatti a poco da temere nell&#8217;immediatezza e con gli anni &#8230;poi di vedrà! Frequenti sono i casi ad esempio di società che una volta condannate sono state cancellate o si trovano incapienti mentre al momento dell&#8217;instaurazione della causa avrebbero potuto comunque soddisfare le pretese di chi chiedeva giustizia. In questo sistema i giusti ci rimettono e i furbi ci guadagnano e tra questi furbi il nostro Stato non è da meno, come vedremo poi. Tutto questo non solo incide negativamente sui diritti degli italiani ma anche sulle loro tasche. Si stima che la macchina della &#8220;ingiustizia&#8221; costi 20 miliardi all&#8217;anno allo Stato Italiano per i ritardi e lungaggini processuali. Più ritardi vi sono più costi vi sono. Spesso i giudici hanno carichi di lavoro ingestibili e ciò crea altro danno in quanto chi è troppo indaffarato, si sa, spesso tira via le cose. Ecco allora che escono sentenze frettolose, in cui non sono stati esaminati tutti gli aspetti della lunga causa , in poche parole appellabili! E alla lungaggine del primo grado si aggiunge anche quella del secondo e terzo grado di giudizio. Si pensi ai soli 8 giudici di Messina o ai soli due giudici di Lavoro a Lucca i quali sono costretti a rimandare le sentenze anche per due anni. Vi è chi si è sentito dare torto in una causa dopo 37 anni, dopo nove verdetti favorevoli precedenti. Pure il diritto di famiglia non è esente da tale situazione. Al Tribunale dei Minorenni di Firenze si attende oltre un anno l&#8217;uscita di una sentenza , anche di semplice redazione: eppure qui la tutela dei minori dovrebbe comunque avere una corsia preferenziale. Ma gli stessi giudici si trovano a fare anche i pm presso il predetto Tribunale con carichi di lavoro non indifferenti . La sig.ra Nicolina Navaretta ha 97 anni e si è vista rinviare la causa in appello al 2014. Quando compirà 100 anni dovrà svolgersi ancora il terzo grado di giudizio. Ovviamente poi in tutto questo ci sono anche giudici che non fanno bene il loro dovere come quei tre giudici di Bari indagati per una storia di soldi rubati ai fallimenti. In classifica, in campo della giustizia, siamo tra i paesi del terzo mondo : si pensi che ci battono la Ghana, la Gambia, il Vietnam. Inoltre i costi dell giustizia da noi sono altissimi per un servizio che non funziona. Dopo anni ed anni di attesa il danneggiato si trova con una sentenza in mano, un semplice pezzo di carta che deve essere eseguito. Quindi il processo non è terminato, anzi si deve dare luogo al procedimento esecutivo non certamente meno lungo di un giudizio di primo grado.  Come si è già detto il vero rischio è che il creditore, dopo anni ed anni di attesa, non riesca a trovare più niente su cui soddisfarsi e siccome in Italia vi sono tre forze incontrastate &#8211; il Papa, i Ministri ed i nulla tenenti &#8211; in questo caso la causa in realtà l&#8217;avrà vinta, con l&#8217;ausilio statale, chi ha torto!  Inoltre ora il governo Monti ha previsto un accorpamento dei Tribunali con eliminazione delle sezioni distaccate non pensando all&#8217;eccessivo ed ulteriore disagio che ciò provocherà a cittadino. Infatti vi saranno persone che dovranno fare 100 Km per raggiungere il Tribunale del capoluogo quando avevano la sede distaccata a pochi passi. Tutto questo per risparmiare? Bè forse lo Stato qualcosa risparmierà sulle sedi ma chi ci rimette è sempre e solo il cittadino.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Come si diceva prima tra i furbetti giocatori della giustizia lo Stato ne fa da padrone. Non è certo un problema di noi cittadini che paghiamo regolarmente le tasse &#8211; e che tasse ! &#8211; occuparci che la giustizia funzioni. Paghiamo un servizio che non ci viene reso e per questo abbiamo diritto ad un risarcimento, nel caso di lungaggini processuali :il risarcimento in base alla legge Pinto. La riforma Monti aveva provato ad eliminare &#8211; ma guarda un pò ! &#8211; questa legge ma per fortuna, almeno per ora, non ci è riuscito. Comunque sia chi vuole fare ricorso in base alla legge Pinto, oggi, deve attendere anni prima che venga fissata l&#8217;udienza aggiungendo alla lungaggine processuale subita ulteriore lungaggini. E&#8217; una contraddizione in termini! Un ricorso per ottenere un indennizzo per la durata enorme dei processi si tramuta a sua volta in una ingiustificata lungaggine. Ed inoltre, siccome lo Stato ha ben studiato il sistema e sa bene che chi non ha nulla da perdere non perde nulla, ha emanato una serie di leggi, decreti ecc.. che rendono praticamente impignorabili i propri beni. Quindi ottenendo una bella sentenza in base alla legge Pinto, si potrebbe ben incorniciarla in quanto poche possibilità vi sono di ottenere il dovuto. Tale situazione è ancora una volta passibile di ulteriore risarcimento con richiesta alla Comunità Europea ma si ritornerebbe punto e a capo e cioè con una sentenza difficilmente eseguibile. Ecco allora che se si guardasse con occhio distaccato la giustizia italiana, sarebbe come vedere un cane che si morde la coda!</h3>
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		<title>Come lo Stato ti frega la Legge Pinto!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Abbiamo già più volte scritto di come sia vergognoso che lo Stato, condannato più volte per l&#8217;inefficienza della macchina della giustizia, poi non paghi il dovuto rendendosi moroso e persino &#8220;soggetto&#8221; impignorabile. _________________________________________________________________ Abbiamo già parlato di come lo Stato da noi cittadini pretenda sempre più pagamenti &#8211; e la riforma Monti ne è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-3662" style="border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid; margin: 4px;" title="bottiglia" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/bottiglia1-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Abbiamo già più volte scritto di come sia vergognoso che lo Stato, condannato più volte per l&#8217;inefficienza della macchina della giustizia, poi non paghi il dovuto rendendosi moroso e persino &#8220;soggetto&#8221; impignorabile. </strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;">_________________________________________________________________</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Abbiamo già parlato di come lo Stato da noi cittadini pretenda sempre più pagamenti &#8211; e la riforma Monti ne è un lampante esempio &#8211; e quindi di come predica bene e razzoli male.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Ma quello che può sfuggire sono quelle leggi e leggine, spesso passate inosservate, ma che servono ad arginare ancora di più la responsabilità dello Stato ed i suoi obblighi quale ente pagatore.<br />
Ci riferiamo, in particolar modo, <strong>al DL 212/2011 recante norme di modifica al codice di procedura civile</strong>, entrato in vigore, almeno così dicono,  per far funzionare meglio la giustizia, sveltirla e tutto a favore del cittadino che è sempre colui che viene miracolato, pur non sapendolo, dalle varie leggi e modifiche.<br />
Ma i miracoli, si sa, o non esistono o se esistono non li fa certo lo Stato o, meglio, forse per se se li fa pure come è accaduto, appunto, con l&#8217;introduzione del DL sopra menzionato.<br />
Il DL 212/2011 all&#8217;art. 15 stabilisce che&#8221; <em>le impugnazioni si intendono rinunciate se nessuna delle parti, con istanza sottoscritta personalmente dalla parte che ha conferito la procura alle liti e autenticata dal difensore, dichiara la persistenza dell&#8217;interesse alla loro trattazione entro il termine perentorio di 6 mesi dall&#8217;entrata in vigore della presente legge</em>&#8220;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">L&#8217;art. 14 precisa poi che tale disposizione riguarda le cause pendenti in appello da oltre due anni dall&#8217;entrata in vigore della presente legge ( quindi la maggior parte) e tre anni per la Cassazione a partire dall&#8217;entrata in vigore della legge 18 giugno 2009 n. 69.<br />
Bè, ma dove sta la furbata?<br />
Oltre a voler eliminare un enorme arretrato ( certo non per colpa del cittadino che chiede giustizia) nelle alte sfere, detto DL sopperisce alle sollecitazioni dell&#8217;Unione Europea di riduzione del contenzioso. <strong>Ma con tale DL la Legge Pinto verrebbe in parte superata</strong> perché con l&#8217;estinzione della causa nessuno si potrebbe dolere più delle lungaggini processuali, Così facendo si elimina sia il lavoro per i ricorsi in base alla Legge Pinto sia il depauperamento delle casse statali ( che di fatto poi non avviene visto che lo Sato non paga il dovuto).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Ma quei sei mesi di tempo in cui il cittadino può pensare se continuare o meno la causa viene computato nel termine per richiedere il risarcimento della Legge Pinto?</strong><br />
Avete dei dubbi?<br />
Certo che no! L&#8217;art. 15 del decreto legislativo in esame espressamente stabilisce che tale termine non si computa ai fini di cui all&#8217;art. 2 della legge 24 marzo 2001 n. 89.<br />
E siccome le leggi sono tante e le modifiche pure, e spesso le modifiche più importanti si tende a farle in sordina, si è pure previsto che le cancellerie delle Alte Corti non provvedano nemmeno a dare comunicazione di quanto sopra.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Così, si spera, che per disattenzione o semplicemente perché il trascorrere degli anni e il susseguirsi delle vicende della vita rendono meno attenti alle vicende processuali ( è provato che con il passare degli anni spesso si perde interesse alle cause), molti non presentino istanza facendo decadere nel nulla le impugnazioni a suo tempo proposte e giacenti da anni &#8230;.non certo per colpa del ricorrente.<br />
Così, se ad esempio una causa è durata 8 anni in primo grado ( con tempo di gran lunga superiore a quanto previsto dalla legge Pinto) e poi la stessa è stata appellata, se non si fa attenzione proponendo istanza di voler proseguire, non solo l&#8217;appello non si farà ma non si potrà nemmeno fare ricorso per la legge Pinto.<br />
Di tutto ciò vi sarà sicuramente chi ne rimarrà contento ma questi non sarà certamente il cittadino né tantomeno la giustizia.</h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Liberalizzazioni : noi di Legalius diciamo NI!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; In questi giorni il tema scottante è quello delle liberalizzazioni delle professioni. Noi di Legalius non siamo, a priori, contrari alla liberalizzazione della professione ma riteniamo che così come è stata impostata, la riforma serva veramente a poco. Sono state abolite le tariffe minime e quindi libertà in tema di determinazione dei compensi. ____________________________________________________________________________________ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/Monti-Passera-liberalizzazioni-638x425-Copia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3637" style="border: 3px solid black; margin: 4px;" title="Monti-Passera-liberalizzazioni-638x425 (Copia)" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/Monti-Passera-liberalizzazioni-638x425-Copia.jpg" alt="" width="252" height="126" /></a></h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>In questi giorni il tema scottante è quello delle liberalizzazioni delle professioni. Noi di Legalius non siamo, a priori, contrari alla liberalizzazione della professione ma riteniamo che così come è stata impostata, la riforma serva veramente a poco.</strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;">Sono state abolite le tariffe minime e quindi libertà in tema di determinazione dei compensi.</h3>
<p>____________________________________________________________________________________</p>
<h3 style="text-align: justify;">Un vecchio proverbio, però, dice che &#8221; chi meno spende più spende&#8221; e quindi bisogna fare attenzione.Il professionista serio e qualificato è colui che fa prezzi onesti ma non stracciati anche perchè, diversamente, non riuscirebbe a mantenere la professionalità che gli si richiede. Chi offre prezzi stracciati spesso offre anche un servizio di bassa qualità, ovviamente senza generalizzare. Ma già da tempo, comunque, v&#8217;è da dire che la maggior parte dei professionisti applicava prezzi convenienti ai propri clienti.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Quindi non spaventa affatto l&#8217;abolizione delle tariffe minime ma ancor meno la possibilità che il cliente possa richiedere un preventivo</strong>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Anzi,quest&#8217;ultima ipotesi è persino <strong>favorevole al professionista</strong> e lo porterà a percepire di più di quello che mediamente percepisce ora. Infatti,nella stragrande maggioranza dei casi l&#8217;avvocato non potrà redigere un preventivo esatto dell&#8217;attività da compiere proprio perchè impossibilitato a prevedere tutte le fasi processuali ( almeno che Monti non dia in dotazione una sfera di cristallo). Ecco che allora un preventivo ben fatto dovrebbe prevedere un numero minimo di incontri con il cliente, telefonate ecc. ( attività che oggi raramente vengono corrisposte e conteggiate). Il cliente quindi si troverebbe a sottoscrivere un preventivo ove si prevedono, ad esempio, 5 incontri in studio con la specifica che ogni incontro in più avrà un costo pari ad euro&#8230;&#8230; Questa specificazione dovrà essere presente nel preventivo se il professionista vuole eliminare il rischio che  il cliente gli piombi in studio per ore approfittando del prezzo concordato ( caso tratto da vita vissuta). Quindi ogni incontro dovrà essere preventivato e pagato, così come ogni telefonata ecc., tutte attività che nella stragrande maggioranza dei casi i professionisti, oggi, non fanno pagare. In realtà vi è un aspetto formale che non collima con quello sostanziale. Infatti una cosa sono le singole voci del tariffario ed una cosa è la loro effettiva applicazione. In epoca di grande concorrenza, è ovvio, che non si possa guardare il pelo nell&#8217;uovo. Bè con i preventivi la questione potrebbe cambiare e delle due l&#8217;una. Poichè la redazione del preventivo non è obbligatoria o il cliente, ben conscio dei rischi che corre, non richiederà il preventivo e quindi sul punto la riforma sarà una delle tante &#8220;novità&#8221; inutili e che andranno nel dimenticatoio oppure sarà il professionista che vorrà sottoporre il preventivo al cliente in quanto avrebbe tutto da guadagnarci.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Poichè però il disegno Monti in tema di lieberalizzazioni non aveva certamente questo obiettivo ma bensì quello di liberalizzare il mercato a vantaggio dei consumatori , c&#8217;è da dire che è stato fatto un vero buco nell&#8217;acqua</strong>. Verrebbe da dire che il ministro Monti ha fatto una manovra alla Schettino, tanto per ironizzare ma in conclusione una domanda rimarrebbe da porci :quali innovazioni strabilianti, quali evoluzioni del mercato professionale sono sate introdotte a vantaggio del consumatore.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Tra l&#8217;altro l&#8217;abolizione delle tariffe ha di per sè paralizzato al momento una parte della macchina giudiziaria</strong> in quanto ad oggi non è più possibile riscuotere gli onorari dovuti con l&#8217;approvazione della notula da parte del consiglio dell&#8217;ordine e quindi si dovrà fare causa. Nella redazione del precetto non si potrà più inserire l&#8217;attività successiva al titolo esecutivo ( sia esso sentenza, decreto ingiuntivo o quant&#8217;altro) e tale costo ricadrà quindi sul cliente non potendo essere addebitato a controparte. I giudici sono bloccati nella liquidazione degli onorari nelle cause in quanto ciò deve avvenire facendo riferimento ad una apposita tabella Ministeriale che per ora non esiste.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Nasce quindi un dubbio atroce : ma quando pensavano alla riforma dove erano con la testa?</strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Ma v&#8217;è inoltre da dire che la vera riforma delle professioni si ha dando al professionista la possibilità di pubblicizzare la propria attività e il costo del servizio</strong>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Certo , ci vogliono dei limiti, perchè non si potrà permettere la pubblicità sul fustino del detersivo ma esagerare, nel campo professioniale, è sempre controproducente.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Ad oggi però si vieta al singolo professionista di fare pubblicità della propria attività reclamizzando i propri servizi ( ovviamente non può essere intesa come pubblicità il sito dove vi sono le voci &#8221; chi siamo&#8221; &#8220;le nostre competenze&#8221; &#8220;dove siamo&#8221; ecc.) e il relativo costo in quanto ciò può essere inteso come violazione del divieto di accaparramento della clientela. In realtà in un libero mercato ci dovrebbe essere libera offerta con facoltà del consumatore di poter scegliere liberamente. I motivi per cui tale novità fatichi ad entrare è più che ovvia : non si vuole innovare una categoria professionale, trincerandosi dietro a vecchie concezioni che potevano avere un senso decenni fa, ancorata ad un Italia di favoritismi, amici degli amici ecc. difficile da sconfiggere e per paura che qualche giovane innovativo passi avanti a chi di innovativo non ha più nulla da offrire. D&#8217;altronde l&#8217;Italia è nota per soffocare chi ha talento e chi ha iniziativa. E&#8217; di questi giorni un libro che parla di uno Steve Jobs nato a Napoli, di nome Stefano Lavori, che ha una idea grandiosa, quella di progettare un computer favoloso, ma che non riesce nell&#8217;impresa in quanto italiano. Se Steve Jobs fosse nato in Italia oggi non avremmo il Mac. Questo libro , divertente ed ironico, spiega bene come il contesto sociale possa soffocare le iniziative anche brillanti e la stessa cosa si ha nelle professioni. In America il muro che non riusciamo a rompere è stato infranto da decenni . Leggendo un libro di John Grisham ci stupiamo di come vi sia completa libertà di fare offerte , da parte dei professionisti, del proprio lavoro e dei legali che, tramite la pubblicità, riescono a fare le class action. In Italia, invece, tutto viene mascherato da una facciata di perbenismo e favoritismo per alcuni. Prima di tutto la class action è possibile farla ma solo da parte delle associazioni dei consumatori. Per quale motivo? Forse che per accordarsi , ad esempio, con la Costa Crociere per 11.000 euro a persona spersonalizzando totalmente il danno , c&#8217;è bisogno di qualche competenza specifica? In realtà il legale non lo può fare perchè se lo fa lui personalmente compie accaparramento della clientela se lo fa una qualche associazione, che poi si dovrà appoggiare per forza a dei legali, invece è tutto regolare! Il discorso sarebbe lunghissimo ma già è stata data l&#8217;idea dell&#8217;ipocrisia incombente nel nostro paese.<br />
<strong>Il vero e moderno professionista non ha paura del mercato anzi lo sposa</strong> e quindi è ora di dire basta! Il mercato deve scegliere e sarà la stessa clientela a farlo in base anche all&#8217;offerta e al decoro con cui la stessa viene proposta. Chi andrebbe mai, ad esempio, da un avvocato che pubblicizza separazione per 300 euro ( forse qualche folle lo farebbe anche !) o il proprio studio sul sacchetto della spesa? Quindi come tutte le cose, la regola della pubblicità la detterà la clientela ed è ovvio che proprio il servizio offerto per la sua professionalità farà in modo che non si cada nel ridicolo. Ma che il modno stia cambiando lo si può vedere anche navigando in rete e andando a curiosare tra i video pubblicitari, ma formalmente siamo restii a farlo.<br />
Quindi ad oggi la vera riforma che andava fatta non è avvenuta, non potendo parlare di liberalizzazione fintantoche un professionista non avrà la facoltà di mettersi sul mercato e proporre i propri servizi e le offerte alla clientela in piena libertà. Ecco perchè alla liberalizzazione del ministro Monti diciamo NI!</h3>
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		<title>Risarcimento Costa Concordia: vi sembra tutto regolare?</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:39:47 +0000</pubDate>
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<h3 style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-3653" style="border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid; margin: 4px;" title="1092322-costa_co" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/1092322-costa_co-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" />Analizziamo le notizie apparse in questi giorni sui quotidiani. Sei passeggeri americani della Concordia hanno presentato ieri una denuncia contro la Carnival e Costa Crociere e contestualmente una richiesta di maxi risarcimento: 460 milioni di dollari. In Italia, invece, le principali associazioni di categoria hanno trovato un accordo per un misero risarcimento di 14.000 euro</strong> con tanto di apprezzamento da parte delle stesse le quali hanno sostenuto:</h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;">________________________________________________________________<br />
“<em>Consideriamo ottimo l’accordo raggiunto con Costa Crociere per il risarcimento dei passeggeri della Costa Concordia, per la prima volta in Italia</em> <em>si è arrivati a soluzioni importanti per il risarcimento dei danni esistenziali, che rappresenterà, inoltre, un punto di riferimento per i passeggeri di altri 60 Paesi. Secondo quanto prevede l’accordo i rimborsi, i risarcimenti per danni patrimoniali e quelli per danni esistenziali saranno coperti da una cifra pari a 14.000 euro a passeggero. Risarcimenti che non riguardano, ovviamente, le famiglie delle vittime ed i passeggeri feriti, per i quali saranno definiti altri percorsi. La nostra scelta è stata quella di spendere tutte le risorse esclusivamente per il rapido rimborso dei passeggeri, evitando onerose spese di carattere legale, a cui qualcuno è sempre e comunque interessato</em>”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">V&#8217;è da dire che tale dichiarazione di per sé tralascia diversi aspetti che debbono invece essere considerati nel risarcimento.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Infatti se il risultato importante è ottenere 14.000 euro di risarcimento , per tutti indistinto, con totale spersonalizzazione del danno subito e soprattutto non valutando che il danno psicologico spesso presenta ripercussioni a distanza dell&#8217;evento e quindi, chi accetta oggi tale somma e domani non riuscirà a dormire per l&#8217;accaduto, dovrà accontentarsi del gran risultato ottenuto, vuol dire non ottenere un risarcimento.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Infatti in tale accordo non viene assolutamente data rilevanza al danno psicologico come danno a sé stante e ciò è una mancanza che non può passare inosservata .</strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;">Ma inoltre, tale accordo viene giustificato come un modo di evitare onerose spese legali che, si ricorda però, in caso di liquidazione con la compagnia assicurativa sono a carico di quest&#8217;ultima e non a carico del danneggiato. In realtà, l&#8217;accordo è un <strong>modo veloce di monetizzare il risarcimento</strong> ( sempre che si possa parlare di risarcimento in questi casi) per una moltitudine di persone ma certo non si può dire che si sia fatto l&#8217;interesse delle vittime. Per farlo si sarebbe dovuto sottoporre a perizia le singole persone &#8211; ovviamente era necessario più tempo &#8211; e valutare l&#8217;effettivo danno. Quindi tale risarcimento va bene per chi, a proprio rischio e pericolo, non ha intenzione di essere risarcito ma bensì di percepire una somma indennitaria per lo spavento &#8211; e si spera sia stato solo questo &#8211; subito.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Infatti delle due l&#8217;una : o folli sono i viaggiatori americani proponendo la loro richiesta oppure l&#8217;accordo preso dalle varie associazioni fa acqua &#8211; tanto per restare in tema &#8211; da tutte le parti.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Quasi sicuramente la cifra richiesta dagli americani è eccessiva &#8211; anche se bisognerebbe vedere i fondamenti e le singole voci &#8211; ma anche se venisse riconosciuto un risarcimento pari alla metà del richiesto saremmo comunque di fronte ad un abisso rispetto all&#8217;accordo italiano.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Se infatti si considera che in tale somma &#8211; 14.000 euro &#8211; viene ricompreso il prezzo del biglietto e gli oggetti perduti, rimangono poche migliaia di euro per il danno alla persona ed è come dare un contentino alle persone dicendo loro&#8221; bè ti sei salvato , accontentati!&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Ricordiamoci che le grandi società le scuse le fanno con i soldi: per voi queste si possono chiamare scuse?</strong> Pensiamo ad una coppia in viaggio di nozze : quali conseguenze può aver causato loro il naufragio? Quali ripercussioni porterà l&#8217;accaduto nelle loro vite? Pensiamo a chi ha figli piccoli e chi li aveva con sé quella tragica notte. Pensiamo alle persone anziane la cui età già li rende spesso più vulnerabili e quindi più deboli anche psicologicamente. Pensiamo a chi non rimonterà mai più su una nave e non farà mai più una crociera, subendo delle limitazioni per il resto della loro vita.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">A tutto costoro gli vada 14.000 euro , indistintamente perché qui siamo in Italia e non in America, ove per lo stesso danno si possono chiedere migliori di euro e noi ci dobbiamo accontentare.</h3>
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		<title>Maestra&#8230;vado in crociera! Riflessioni sul danno psicologico nel disastro Costa Concordia</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 09:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; MAESTRA …. VADO IN CROCIERA! A cura di: Dr.ssa Matteazzi Stefania Esperta in Psicologia giuridica e forense Mediatrice Familiare &#8211; Psicodiagnosta stefaniamatteazzi@libero.it _________________________________________________________________ Venerdì 13 gennaio 2012, a bordo della bellissima Costa Concordia, non c’erano solo persone adulte, uomini e donne, persone anziane e diversamente abili, ma c’erano anche e soprattutto bambini, di tutte [...]]]></description>
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&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;"><img class="alignleft size-full wp-image-3646" style="border: 3px solid black; margin: 4px;" title="Nave_da_crociera (Copia)" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/Nave_da_crociera-Copia.jpg" alt="" width="216" height="108" /><strong>MAESTRA …. VADO IN CROCIERA!</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>A cura di: Dr.ssa Matteazzi Stefania</strong><br />
<strong>Esperta in Psicologia giuridica e forense </strong><br />
<strong>Mediatrice Familiare &#8211; Psicodiagnosta</strong><br />
<a href="mailto:stefaniamatteazzi@libero.it"><strong>stefaniamatteazzi@libero.it</strong></a></h3>
<h3 style="text-align: justify;">_________________________________________________________________</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Venerdì 13 gennaio 2012, a bordo della bellissima Costa Concordia, non c’erano solo persone adulte, uomini e donne, persone anziane e diversamente abili, ma c’erano anche e soprattutto bambini, di tutte le età …. Bambini per i quali, probabilmente, quella era la prima crociera … magari aspettata, sognata, o solo fantasticata …<br />
Una crociera che difficilmente riusciranno a dimenticare perché improvvisamente e tragicamente interrotta e che contraddice ogni metafora relativa ad una fanciullezza spensierata, fatta di giochi e di affascinanti viaggi nel mondo, proprio come questo.<br />
Ma torniamo per un momento a quella tragica notte ….<br />
L’urto con lo scoglio delle Scole e, successivamente nei pressi di punta Gabbianara la  percezione che la nave sta affondando vengono avvertiti da tutto il personale di equipaggio a bordo e da tutti i passeggeri, tra cui appunto anche i bambini.<br />
Bambini che piangono, urlano, chiedono spiegazioni, stringono nelle mani la Barbie, l’orsacchiotto, cercano la mano di mamma e papà e la cui innocenza sembra dire che sono proprio loro a capire che sta succedendo il peggio.<br />
Al pari degli adulti, anche nei bambini, eventi traumatici come questo possono causare una vasta gamma di sintomi ma, a differenza dei primi, questi ultimi sono maggiormente vulnerabili e, nel caso come questo di disastri di massa, essi vengono colpiti sia direttamente che indirettamente proprio perché sono testimoni delle reazioni dei loro genitori e ne sono, da queste, influenzati.<br />
Immaginare cosa sia successo in quelle lunghe ed interminabili ore risulta difficile ma una cosa è certa: tale tragedia collettiva ha generato una situazione altamente caotica che ha provocato una reazione a catena di panico vero e proprio che sicuramente ha avuto un impatto altamente significativo su tutte queste vittime innocenti proprio perché le reazioni degli adulti influenzano quelle dei bambini.<br />
La risposta del bambino ricalca, in altre parole, quella delle loro principali figure di riferimento, quali ad esempio i genitori: tanto più questa sarà disorganizzata tanto più lo sarà quella dei figli.<br />
Traumi come questo possono avere un effetto altamente devastante sui bambini e pregiudicare gravemente il loro benessere psicofisico, proprio perché, a differenza degli adulti, essi hanno meno risorse utili  e non riescono a dare una giusta interpretazione “a quanto accaduto”.<br />
Vista  la complessità dello sviluppo cognitivo ed emotivo infantile si può ben comprendere come le conseguenze nefaste del trauma possano manifestarsi in tutto l’intero arco della vita del bambino.<br />
Gli eventi traumatici, infatti, come è noto, lasciano una traccia mnestica indelebile portando con sé effetti negativi, non solo a breve termine, ma anche a lungo termine, causando ripercussioni nel benessere psicofisico del soggetto.<br />
Le principali reazioni post-traumatiche da stress, da distinguersi dal disturbo post-traumatico da stress vero e proprio, sono tutte quelle sensazioni, percezioni, pensieri e comportamenti direttamente collegabili al ricordo dell’evento traumatico.<br />
Nei bambini, in particolare, si assiste ad una vasta gamma di sintomi tra cui, in primis, la riviviscenza dell’evento traumatico attraverso i giochi post-traumatici caratterizzati da ritualità, oppure i sogni con  frequenti e spaventosi incubi ricorrenti<br />
I bambini possono inoltre presentare altri sintomi emotivi e comportamentali degni di nota, sintomi piuttosto comuni e che, generalmente, il tempo aiuta a mitigare soprattutto se viene offerto loro un valido sostegno psicologico.<br />
In generale, i soggetti in età evolutiva possono manifestare paure immotivate come il timore di essere abbandonati o separati dai propri genitori oppure vivere nel terrore che qualcosa di brutto stia per accadere a loro o alla propria famiglia; possono manifestare sintomi depressivi, quali pianto, tristezza, tendenza all’isolamento, perdita di appetito o di interesse nel gioco; possono comparire inoltre problemi scolastici per la difficoltà di concentrazione e il rifiuto di andare a scuola.<br />
Nello specifico, durante il periodo della primissima infanzia, i neonati sono particolarmente ricettivi al trauma rispondendo allo stesso con una reazione di allarme nei confronti della paura e del pericolo, con frequenti pianti ed urla oltre ad una tendenza ad allontanarsi dagli stimoli esterni.<br />
Nei bambini in età prescolare, compare più frequentemente un comportamento regressivo, oppositivo, aggressivo e distruttivo come ad esempio ritiro sociale, restringimento della sfera affettiva, perdite di capacità precedentemente acquisite; risvegli notturni, paura del buio, difficoltà di addormentamento, enuresi notturna; ansia di separazione dalle figure di attaccamento; minore concentrazione .<br />
A questa età, il trauma, interferisce cioè con un sano sviluppo della regolazione delle emozioni e dell’aggressività. Il pianto, l’ansia e la disperazione sono le reazioni più frequenti nei bambini di questa età.<br />
Nella preadolescenza, dove le capacità cognitive ed emotive del soggetto sono più evolute, il ragazzo capisce meglio il significato di ciò che è accaduto.<br />
La preoccupazione dovuta all’intensa elaborazione cognitiva ed affettiva degli eventi traumatici può essere causa di difficoltà di concentrazione e di frequenti disturbi di memoria.<br />
Il preponderante riaffiorare di ricordi traumatici rende il giovane costantemente teso, nervoso, irrequieto ed incapace di impegnarsi nelle attività scolastiche con conseguente peggioramento di rendimento, frequenti abbandoni scolastici, oltre a problemi comportamentali quali una maggiore irrequietezza, la comparsa di tic, disturbi alimentari e sintomi psicosomatici.<br />
Nell’adolescenza, infine, le conseguenze del trauma appaiono più gravi che nelle età precedenti perché, a questa età, il ragazzo è pienamente consapevole del significato dell’evento traumatico, anche se spesso è riluttante ad esprimere verbalmente quanto gli è accaduto.<br />
L’aspetto cruciale dell’elaborazione dell’evento traumatico è la valutazione che il ragazzo fa nei confronti del proprio comportamento durante l’evento, nel senso cioè di essere eccessivamente autocritico (“Avrei forse dovuto fare così … Dovevo essere più rapido … etc); tale eccesso di autocritica non infrequentemente provoca un irrimediabile “senso di colpa del sopravvissuto”.<br />
La forte tensione accumulata può così trovare la sua valvola di sfogo attraverso comportamenti delinquenziali, quali ad esempio guida spericolata, consumo di alcool e droga, liti, furti e rapine; tali condotte antisociali sono diretta conseguenza dell’esperienza traumatica.<br />
Riferendoci in particolare alla tragedia avvenuta all’Isola del Giglio, le conseguenze psicologiche di quanto avvenuto all’interno della nave e nelle ore immediatamente successive all’incidente, possono manifestarsi anche ad anni di distanza dall’accaduto, da qui l’importanza di un valido e duraturo sostegno psicologico alle tante vittime innocenti.<br />
Poter lavorare sul trauma appare dunque di indubbia importanza perché viene data al minore, ma anche all’adulto, l’opportunità di dare una personale interpretazione a quanto accaduto, in maniera da favorire l’espressione delle emozioni il cui fine sarà proprio quello di aiutare  le vittime a rivisitare l’evento traumatico e a dare un significato appropriato all’esperienza.<br />
Per fare ciò è bene utilizzare una metodologia appropriata all’età evolutiva, sull’assunto che il bambino è in grado di esprimersi meglio attraverso disegni, manipolazione di plastilina …. , metodi che rappresentano la chiave di accesso alla rappresentazione mentale che il bambino ha nei confronti dell’esperienza traumatica.<br />
Alla stesso modo, nel caso di vittime più grandicelle (preadolescenza e adolescenza), appare utile oltre al racconto libero, invitare i ragazzi a fornire un racconto scritto dell’accaduto in modo che la persona traumatizzata è incoraggiata a circoscrivere l’evento traumatico, dal suo inizio alla sua fine.<br />
L’arte di raccontare e di scrivere permette, in sintesi, una ristrutturazione del caos prodotto dall’evento traumatico.</h3>

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		<title>Legge Pinto: la testimonianza sconcertante dell&#8217;avvocato D&#8217;Amato.</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 10:17:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;avv. V. D&#8217;Amato ha scritto all&#8217;Avv. Bartolini facendogli presente la situazione tragica del pagamento della Legge Pinto ed unendosi alla &#8220;campagna Legge Pinto&#8221; indetta dal suddetto legale. Lo Stato, da noi cittadini, pretende sempre più tasse ma quando deve pagare si rende moroso! Come si può ancora tollerare tale comportamento? Pagare le tasse è giusto [...]]]></description>
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<h3 style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3625" title="Garden snail" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/Fotolia_27090860_XS-Copia-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /><strong>L&#8217;avv. V. D&#8217;Amato ha scritto all&#8217;Avv. Bartolini facendogli presente la situazione tragica del pagamento della Legge Pinto ed unendosi alla &#8220;campagna Legge Pinto&#8221; indetta dal suddetto legale.</strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;">Lo Stato, da noi cittadini, pretende sempre più tasse ma quando deve pagare si rende moroso! Come si può ancora tollerare tale comportamento?</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Pagare le tasse è giusto ma in uno Stato che dia l&#8217;esempio e non certamente a chi predica bene e razzola male.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Ecco l&#8217;email inviata dall&#8217;Avv. D&#8217;Amato.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">&#8220;Caro Collega, le procedure ex lege pinto, che sono state introitate dal ns studio sono in tutto 7. La storia che le riguarda è molto breve: la Corte di Appello competente a trattarle era la Corte di Appello di Lecce, la quale fissava l&#8217;udienza di trattazione ad oltre due anni dal deposito dei ridetti ricorsi, che in ogni caso erano accolti, quantunque applicando una indennità di circa € 1.000,00= annui, anche in un caso piuttosto particolare riguardante lo status di un minore, che avrebbe previsto un trattamento indennitario superiore. naturalmente abbiamo provveduto immediatamente dopo l&#8217;emissione del decreto di accoglimento di tutti i nostri procedimenti a notificare all&#8217;amministrazione resistente il decreto in formA esecutiva.<br />
Sono trascorsi oltre 180 giorni da tale notifica, e l&#8217;impignorabilità dei beni dello stato, ribadita dal cd. Milleproroghe, ha del tutto congelato le ns richieste. da quando sono stati introdotti i ricorsi ad oggi sono &#8220;solo&#8221; trascorsi ulteriori tre anni.<br />
questi tre anni vanno assommandosi alla eccessiva lungaggine delle procedure, già abbondantemente subita dai ns clienti (parliamo di cause, di cui la più antica è durata anche oltre 20 aa, sino alla più giovane che risale al &#8220;recente&#8221;1999 e che ancora perdura dinanzi alla Corte di Appello di Bari).<br />
La sfiducia in questo rimedio che il nostro Stato aveva posto in essere per sopperire alle gravi carenze dimostrate dal dicastero della giustizia da parte dei ns patrocinati è tale da porci anche in una situazione di grande imbarazzo, allorquando premono per ottenere novità sullo stato della riparazione cui hanno diritto.<br />
spero di essere stata utile alla causa e che questa mia testimonianza sia utile in qualche modo.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Un ringraziamento per questa testimonianza che non può che lasciarci sconcertati e allo stesso tempo indignati.</strong></h3>
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		<title>Strage di Viareggio : RFI, Vergogna!</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:59:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Quotidiano La Nazione, in data 21 gennaio 2012, pubblicava il seguente articolo contenente le dichiarazioni del legale delle FS &#8220;Viareggio, 21 gennaio 2012 &#8211; &#8221;Appare straordinario che la procura di Lucca affidi a comunicati stampa i risultati di accertamenti unilaterali, sempre piu&#8217; tardivi e per conseguenza sempre meno affidabili&#8221;. __________________________________________________________________ Lo scrive in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<h3 style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-3605 alignleft" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid; margin: 4px;" title="2011041208423202-300x126" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/2011041208423202-300x1262.jpg" alt="" width="300" height="126" /><strong>Il Quotidiano La Nazione, in data 21 gennaio 2012, pubblicava il seguente articolo contenente le dichiarazioni del legale delle FS</strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;">&#8220;Viareggio, 21 gennaio 2012 &#8211; &#8221;Appare straordinario che la procura di Lucca affidi a comunicati stampa i risultati di accertamenti unilaterali, sempre piu&#8217; tardivi e per conseguenza sempre meno affidabili&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">__________________________________________________________________</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Lo scrive in una nota l&#8217;avvocato Ambra Giovene, a &#8221;nome dei difensori del gruppo Fs&#8221; riguardo l&#8217;inchiesta sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009: 32 morti per l&#8217;esplosione del gas fuoriuscito dalla cisterna di un treno deragliato alla stazione.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">&#8221;Sorprende ancor piu&#8217; &#8211; continua la nota &#8211; che si affermi poi, contrariamente al vero, che i picchetti sarebbero stati qualificati in termini di pericolosita&#8217; da leggi dello Stato o da disposizioni regolamentari adottate dalle stesse<br />
Ferrovie. Mentre non esistono leggi che disciplinino simili elementi infrastrutturali, nessuna delle disposizioni emanate da Fs in materia contiene il minimo cenno a fattori di rischio&#8221;.</h3>
<h3><strong>&#8216;</strong>&#8216;D&#8217;altra parte &#8211; continua la nota &#8211; lo stesso consulente della procura, Prof. Toni, ha sottolineato come nessuna delle specifiche tecniche di riferimento indicasse &#8216;tra gli obiettivi quello di rimuovere ostacoli pericolosi per la circolazione ferroviaria&#8217;. Queste sono le esatte parole che si leggono della relazione&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">La Procura, in una nota, aveva riferito che a squarciare la cisterna da cui fuoriusci&#8217; il gas che, esplodendo, provoco&#8217; le 32 vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009, fu un picchetto.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Secondo i periti del gip e i consulenti di Rfi, invece, la causa fu un componente dello scambio. La questione e&#8217; dirimente perche&#8217;, ricorda il procuratore, &#8221;sia leggi dello Stato che disposizioni regolamentari interne, nel tempo adottate dalle Ferrovie dello Stato, hanno concordemente qualificato i picchetti in termini di pericolosita&#8221;&#8217;</h3>
<h5>( articolo tratto dal sito La Nazione <a href="http://www.lanazione.it/viareggio/cronaca/2012/01/21/656450-strage_viareggio.shtml">http://www.lanazione.it/viareggio/cronaca/2012/01/21/</a>).</h5>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Le vittime del disastro ed l&#8217;associazione Il Mondo che Vorrei, indignate da tale dichiarazione non hanno fatto attendere la loro risposta.</strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;">In riferimento all’articolo apparso stamani sui quotidiani locali, l’ass. “Il Mondo Che Vorrei”onlus, vuole fare alcuni precisazioni.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Quello che appare veramente straordinario è l’arroganza e la supponenza che il gruppo F.S. continua a mostrare sulla strage di Viareggio.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">C’è una Procura che sta indagando &#8211; replica il Mondo che Vorrei &#8211; sul perché sono state ammazzate 32 persone che riposavano tranquillamente nelle loro case e deve chiedere loro il permesso? Ma F.S. sono parte indagata!!!! Dovrebbero solo stare zitti ed augurarsi di arrivare presto ad un dibattimento dove tutte le responsabilità, che ci sono, possano venir chiarite e porre rimedio per il futuro, affinchè non accada mai più.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Perché le indagini sono tardive? Ci risulta che le indagini non sono ancora state chiuse, quindi la Procura ha il diritto/dovere di indagare, indagare e ancora indagare, lo deve a 32 persone che non ci sono più lo deve a tutti noi, a tutti i cittadini che pretendiamo verità, giustizia e sicurezza.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Perché meno affidabili? Ma se trovano soluzioni ai delitti, gli assassini, ahime, anche dopo 20 anni, di quale non affidabilità si parla?</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Per quanto la pericolosità dei picchetti non devo io ricordarvi la circolare n° 3 del 28/12/32, il disposto della legge 191 del 1974 e del DPR 469 del 1979 (reg. di attuazione)vero?</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Ma volete anche avere l’arroganza di cambiare le regole della giustizia? Preoccupatevi delle vostre regole e per favore, siate uomini, non scappate sempre!!!</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Dura e dovuta la replica delle vittime perchè non si deve mai dimenticare che qui vi sono state persone, bambini, famiglie distrutte e che ciò si poteva evitare : inammissibile è quindi che chi è indagato abbia persino l&#8217;ardire di replicare invece che stare in un rassegnato e rispettoso silenzio.</h3>
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		<title>L&#8217;importanza di essere qualificati come persona offesa: riflessioni sul risarcimento Costa Concordia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3594" style="border: 3px solid black; margin: 4px;" title="images (18)" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/images-18-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" />Questo post si rende necessario per fare chiarezza sulla procedura giudiziaria avente ad oggetto il disastro Costa Concordia. Si farebbe un gravissimo errore a limitare tale azione alla semplice liquidazione del danno in campo civilistico ed in particolar modo in via stragiudiziale con la compagnia assicurativa. Se così si facesse si paragonerebbe la strage della Concordia ad una pratica risarcitoria RCA. Il paragone, va da sè, che non regge . Infatti bisogna non solo valutare l&#8217;azione risarcitoria civilistica , che ovviamente potrebbe non limitarsi ad un accordo stragiudiziale con la compagnia, ma anche l&#8217;azione penale. Sul primo campo &#8211; civilistico &#8211; v&#8217;è da dire che la maggior parte delle vittime ha riportato un danno psicologico il cui accertamento non è sempre agevole se non curato da professionisti seri e competenti. Infatti sul punto abbiamo chiesto all&#8217;Avv. Fabrizio Bartolini, nostro consulente, e che ha curato e sta curando la posizione di diverse vittime della strage di Viareggio quale sia stata la sua esperienza in maniera di danno psicologico.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Avv. Fabrizio Bartolini</span> : &#8221; V&#8217;è da dire che il danno psicologico di per sè viene quasi sempre legato ad un danno di natura fisica e valutato di conseguenza. Risarcire il solo danno psicologico non è cosa da poco ma con la strage di Viareggio possiamo dire che si è avuta una svolta fondamentale nel campo risarcitorio e cioè si è riconosciuto il danno psicologico come danno a sè stante e come danno equivalente se non maggiore di quello fisico. Difficile inoltre è il suo accertamento. Infatti, ad esempio, ricordo il caso di due bambini rimasti coinvolti nella strage che , per fortuna, non avevano subito lesioni fisiche ma un gravissimo danno psicologico periziato dal nostro consulente nella misura del 20 % di invalidità. Il medico della compagnia assicurativa dapprima riconosceva uno 0% di postumi in quanto riteneva che il danno non avrebbe lasciato conseguenze nella vita dei minori in quanto crescendo non si sarebbero ricordati di tale accadimento. Non ci siamo arresi! Abbiamo richiesto una nuova visita alla compagnia assicurativa che ci è stata concessa. I bambini andavano così di nuovo a visita dallo stesso medico che in precedenza aveva riconosciuto l&#8217;assenza di postumi stavolta riconoscendogli un 8% di invalidità. Ovviamente io e lo psicologo che aveva seguito il caso non eravamo affatto soddisfatti del risultato, interrogandoci, tra l&#8217;altro, su come lo stesso medico prima potesse riconoscere l&#8217;assenza di postumi e poi riconsocere una invalidità pari all&#8217;8%. Bè abbiamo deciso di andare avanti ed ho proposto una accertamento tecnico preventivo in Tribunale : il risultato è stato eccellente in quanto il CTU nominato ha riconosciuto una invalidità pari al 25% di postumi. Questo è solo un esempio delle svariate posizioni che si sono affrontate nella strage di Viareggio ma rende bene l&#8217;idea, credo, di come sia stato difficile accertare e far riconoscere il danno psicologico come danno a sè stante. La stessa cosa , ovviamente, accadrà nel caso della Costa Concordia in quanto presumo che le compagnie assicurative incaricheranno psicologi che cercheranno di non riconoscere alcunchè di postumi a chi quella notte ha subito un trauma indimenticabile&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Legalius</span>:&#8221; quindi non solo risarcimento del danno in via stragiudiziale ma anche giudizialmente tramite ATP ( accertamento tecnico preventivo)&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Avv. Fabrizio Bartolini</span> : &#8221; Certo ma non solo. Anche azioni legali qualora non si trovi un accordo serio e nell&#8217;interesse delle vittime. Ritengo che in questi casi, come presumo sarà per la Concordia, sia agevole, in caso di discordanza di perizie, proporre più che una causa una azione di accertamento tecnico in Tribunale il quale provvederà a nominare un proprio perito sulla cui valutazione baseremo il risarcimento. Questa azione garantisce un risultato certo e veloce per la vittima&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Legalius</span> : nella strage di Viareggio quanto ha inciso l&#8217;azione penale e come potrà incidere nel caso Costa Concordia?</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Avv. Fabrizio Bartolini : &#8221; Nel caso di stragi di questo genere prescindere da una azione penale, a mio avviso, è una follia. Molte vittime che non hanno intrapreso anche l&#8217;azione penale si sono visti limitati nei loro diritti e sono sempre in attesa di risarcimento. Prima di tutto l&#8217;essere presente nell&#8217;azione penale è fondamentale in quanto spinge la compagnia a liquidare il danno più in fretta ed in maniera congrua in quanto vuole limitare la costituzione della parte civile. E&#8217; infatti da premettere che la richiesta danni può avvenire o in sede civile o in sede penale con la costituzione di parte civile ma non in ambedue i casi altrimenti si arriverebbe ad un doppio risarcimento. Fintantoche il risarcimento non è avvenuto si può tranquillamente intraprendere l&#8217;azione penale ed in attesa dello svolgimento delle indagini costituirsi persona offesa in attesa dell&#8217;udienza preliminare, primo momento utile per la costituzione di parte civile&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Legalius</span> : quanto è importante costituirsi in casi del genere persona offesa in un procedimento penale?</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Avv. Fabrizio Bartolini</span> : &#8221; A  mio avviso è non importante ma bensì fondamentale. Ad esempio nella strage di Viareggio le persone offese hanno potuto partecipare tramite i propri legali, tra cui il sottoscritto, all&#8217;incidente probatorio ove è avvenuto lo scandalo del perito Licciardello pagato dalle FS, sollevato proprio dal sottoscritto. Se non vi fossero state le persone offese non si sarebbe fatto chiarezza sul come mai la perizia relativa alle cause del disastro di Viareggio redatta dai periti incaricati dal Gip era lacunosa al limite dell&#8217;imbarazzo. Ma inoltre le persone offese hanno manifestato dinanzi la Procura, quali persone costituite nel fascicolo del PM, dando un grosso impulso alle indagini e aiutando la Procura nello svolgimento delle stesse&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Legalius</span> : ma in casi di disastri come la strage di Viareggio o come la Concordia non è automatico la costituzione della qualità di persona offesa?</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Avv. Fabrizio Bartolini</span> : &#8221; Nella strage di Viareggio molti reati che sono stati imputati agli odierni indagati sono reati procedibili d&#8217;ufficio e quindi visto il bilancio dei morti e la gravità delle lesioni riportate da molti superstiti ciò è avvenuto in automatico. Per coloro che avevano il solo danno psicologico la questione era diversa ed abbiamo presentato formale querela&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Legalius</span>: quindi anche per il caso Concordia è consigliabile procedere con la querela ?</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Avv. Fabrizio Bartolini</span> : &#8221; A mio avviso si. Tra i vari reati che la Procura addebiterà ai responsabili del disastro Concordia vi sarà anche quello di omicidio colposo e di lesioni colpose. Quest&#8217;ultimo reato è procedibile a querela e quindi le vittime dovranno presentare querela entro tre mesi dal fatto allegando una certificazione medico -psicologica. Ecco perchè a mio avviso bisogna muoversi ed in fretta &#8220;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Ringraziamo l&#8217;Avv. Fabrizio Bartolini per la disponibilità e per averci chiarito alcuni punti che noi ritenevamo importanti chiarire restando a disposizione per assistenza con i nostri consulenti , periti, medici.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
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		<title>Un piccolo tributo ai dispersi del disastro Costa Concordia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Di fronte a queste grandi tragedie non vi sono parole che possano, in qualche modo, esprimere l&#8217;accaduto. Riteniamo che, in questi casi, sia meglio il silenzio. Ti invitiamo in questo breve momento ad accendere una candela in memoria dei dispersi. &#160; Per accenderla clicca sulla candela]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/images-22.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3587" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid; margin: 4px;" title="images (2)" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/images-22-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a></h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Di fronte a queste grandi tragedie non vi sono parole che possano, in qualche modo, esprimere l&#8217;accaduto. Riteniamo che, in questi casi, sia meglio il silenzio.<br />
Ti invitiamo in questo breve momento ad accendere una candela in memoria dei dispersi.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: left;">Per accenderla clicca sulla candela</h3>
<h3 style="text-align: center;"><a href="http://www.gratefulness.org/candles/enter.cfm?l=eng"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3586" title="candela1" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/candela1-215x300.jpg" alt="" width="151" height="210" /></a></h3>
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		<title>Costa Concordia : Il nostro Titanic</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 08:56:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Proponiamo un video -raccolta delle immagini del disastro Costa Concordia. Buona visione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-3581 alignnone" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid; margin: 4px;" title="1092718-concordia" src="http://www.legalius.it/wp-content/uploads/1092718-concordia-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></h3>
<p>&nbsp;<br />
<h3 style="text-align: center;">Proponiamo un video -raccolta delle immagini del disastro Costa Concordia.</h3>
<h3 style="text-align: center;">Buona visione</h3>
<h3></h3>
<h3 style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/b8Sn1AUf8lQ?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></h3>
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