Campagna ritardo pagamenti risarcimento Legge Pinto

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E’ attiva online, da oggi, la campagna Legge Pinto inerente al problema della riscossione dei risarcimenti dovuti in base a tale legge.

In effetti una volta ottenuta la sentenza con cui ci viene riconosciuto il diritto al risarcimento siamo a metà dell’opera e le beghe giudiziarie sono ben lungi dell’essere terminate.

Infatti si dovrà attendere i comodi e ulteriori lungaggini per ottenere il pagamento dovuto senza poter agire forzatamente contro lo Stato in quanto i beni di sua appartenenza sono impignorabili.

La Comunità Europea ha previsto un termine di 6 mesi al massimo per il pagamento del risarcimento ma la l’Italia non si è affatto adeguata essendo il tempo di attesa media intorno ai due anni !

Una ulteriore lungaggine ed una ulteriore violazione dei nostri diritti.

In una fase esecutiva ordinaria ove la controparte non sia lo Stato il ritardo nel pagamento si paga caro in quanto verranno addebitate al debitore tutte le spese necessarie per il recupero forzoso della somma oltre che agli interessi.

In questo caso , invece, nulla di ciò si potrà pretendere ma si dovrà nuovamente ricorrere alla Corte Europea per ottenere una condanna ad un ulteriore risarcimento nei confronti del nostro Stato, questo almeno fino a quando la legge Pinto non verrà riformata, come è intenzione del legislatore.

Il problema di cui sopra seppur diffuso non è né più di tanto affrontato né denunciato massivamente rimanendo in realtà ai margini della questione sollevata dalla legge Pinto.

In realtà il problema è assai grave e per questo motivo abbiamo deciso di iniziare una campagna di divulgazione di questo problema, idea nata dalla denuncia di qualche nostro lettore, volta a raccogliere testimonianze e denunce al fine di divulgarle sul web e direttamente alla Corte Europea.

Un modo per non stare inermi a guardare e subire queste violazioni impotenti.

La nostra è una piccola iniziativa che come tale non ha ambizioni di far cambiare la legislazione in materia ma è comunque un piccolo passo che potrà sempre più ingigantirsi con il vostro aiuto. Solo allora, aderendo, raggiunto un numero ragguardevole di testimonianze questa iniziativa potrà divenire sempre più concreta e un arma per difendere quanto è di nostra spettanza.

ADERISCI, IL TUO AIUTO E’ IMPORTANTE

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Comments

  1. ANTONIA says:

    Grazie per questa opportunità che mi offrite…
    sono quasi due anni che attento il risarcimento del danno dallo Stato Italiano.. ho pagato pure la regostrazione della sentenza arrivata dopo appena 15gg dall’emissione della stessa (che velocità nel prendere..)e non ho ancora ricevuto niente . Oltre tutto la sentenza mi ha liquidato una miseria e il mi avvocato non se la sente ne di fare ricorso in cass ne alla corte europea….
    Ditemi cosa posso fare .
    Grazie .
    Antonella

  2. staff says:

    Carissima Sig.ra Antonia l’opportunità che le offriamo e solo un nostro modesto tentativo di dare la possiblità di denunciare massivamente le situazioni come le sue. Cittadini che restano inermi di fronte al potere statale e alla totale inosservanza delle leggi che valgono solo per noi, ovviamente. Le rammento, ma se ha letto anche gli articoli sul nostro sito ne sarà già al corrente, che è possibile chiedere un ulteriore risarcimento per il mancato pagamento entro i termini dettati dalla CEE che sono fissati in 6 mesi. Detto ciò se mi invia ciò che è stato fatto dopo la registrazione della sentenza le sarò sicuramente più utile dandole una informazione più specifica del suo caso che una generica risposta. Nell’attesa e nella speranza di ricevere il materiale richieste per poterle essere più concretamente utile, con l’occasione la saluto cordialmente.

  3. ANTONIA says:

    Innanzi tutto mi scuso per il ritardo con cui rispondo alla vs. del 14 sett. 2010..
    dopo la registrazione della sentenza non ho fatto niente
    anzi il mio avv non ha fatto niente
    mi ha detto solo che bisogna attendere
    quindii non vi posso dare nessun materiale.
    Se potete aiutarmi in qualche modo ne sarei davvero felice
    Cordiali Saluti

  4. ANTONIA says:

    scusate che avrei dovuto fare una azione esecutiva nei confronti dello stato percaso ?
    Saluti.
    Antonia

  5. staff says:

    Possiamo aiutarla nei limiti del consentito.Effettivamente oltre all’attendere non ci sono tante alternative in quanto , vergognosamente, lo Stato non ha soldi ( o meglio ce li ha per quello che gli pare…..) e quindi bisogna attendere la liquidità: tempi due o tre anni! Si può fare qualcosa? L’unica cosa che ha dato qualche sperato risultato è il pignoramento presso terzi e cioè presso la Banca d’Italia. Anche in questo caso i tempi non sono brevi e tra l’altro vi sono 120 gg. di attesa prima di poter notificare il precetto ma è comunque un tentativo che consiglio sempre onde non attendere i tempi biblici di risarcimento per cui l’Italia è stata più volte condannata. La Corte Europea ha stabilito che non si dovrebbe attendere più di 6 mesi. Spero di averle dato un piccolo aiuto.

  6. ANTONIA says:

    Si grazie…
    vi aggiornero.
    Cordialità.
    Antonia

  7. Nicola says:

    Spett.le Legalius

    A Giugno del 2006 diedi mandato ad un avvocato per un risarcimento per un processo eccessivamente lungo.
    Dopo circa due anni e mezzo di attesa, l’avvocato mi ha detto che mi hanno riconosciuto un risarcimento, ma guarda caso,
    hanno sbagliato i conteggi, e cioé anziché calcolare i 22 anni! di ritardo, ne hanno calcolato solo 12.
    Quindi l’avvocato, a Gennaio del 2009, ha riformulato la richiesta.
    Sono ancora in attesa!
    Cosa posso fare per sbloccare la situazione?
    Grazie.

  8. staff says:

    W l’Italia! Siamo in un paese dove se commettono errori i cittadini nulla si può più fare per rimediare a tali errori, parlo ovviamente giudizialmente. Se sbagliano i giudici sono i cittadini che debbono rimetterci presentando istanze di correzioni e perdendo ulteriore tempo. L’assurdo è che il nostro paese è mostrosuomante in ritardo anche in quei procedimenti dove si discute proprio della lungaggine processuale condannando lo Stato Italiano al risarcimento. Il suo caso ne è un esempio. Purtroppo non si può fare nulla per sbloccare la situazione ma attendere i comodi della giustizia e il suo cammino è ancora molto lungo perchè dopo aver ottenuto il giusto risarcimento sulla carta dovrà ottenerlo materialmente e qui si aprirà un altra odissea in termini di tempi.
    Presentare infatti istanze di sollecito di decisioni non serve a nulla in quanto i giudici non le leggono neppure e forse le cestinano proprio.
    Sicuramente non l’ho rassicurata ma questa è la misera realtà italiana della giustizia che di giustizia ha solo oramai il nome.
    Grazie per il suo contributo

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