Testimonianza diretta

Buona sera, girovagando in rete mi sono imbattuto nel Vostro sito e, considerata anche la vicinanza territoriale idonea ad un’eventuale consulto presso il Vostro studio, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione quanto segue che, non si discosta molto nei risvolti dall’ironico titolo in oggetto.

Preciso che farò un semplice sunto dei fatti salienti atti ad inquadrare il problema ma, se del caso sono in grado di fornirvi tutta la documentazione utile ad approfondire nei dettagli l’argomento.

- Anno 2000 mia moglie ha un banale infortunio causato da un cane sfuggito al proprietario

- Proprietario assicurato, regolare denuncia dell’infortunio, referti medici, perizie medico legali, richiesta danni e mancato accordo sul quantum.

- Il legale che seguiva la pratica consiglia la causa presso il Giudice ordinario e la stessa dura ben 7 anni (iniziata nel 2001) terminando nel 2008 con sentenza di primo grado a favore di mia moglie.

- Tale durata era dovuta al cambio di vari Giudici a ben due perizie di CTU richieste dai Giudici subentrati e da altri fattori non dipendenti da mia moglie e dal proprio legale.

- Qualche mese prima della fine della causa e della relativa sentenza (Marzo 2008) decidiamo di rivolgersi ad altro Legale per instaurare una richiesta danni per lungaggini processuali (legge Pinto) poiché l’Avvocato che stava seguendo la causa in essere asseriva che la cosa NON era praticabile.

- Fatta la richiesta danni alla Corte d’Appello di Torino, competente territorialmente la stessa già a Dicembre 2008 emetteva sentenza favorevole nel merito ed un pò meno nel quantum, infatti concedeva poco meno di 4000 Euro di indennizzo (a fronte dei circa 8000 richiesti) discostandosi dalle direttive precedentemente impartite dalla C.E.

- L’Avvocato a quel punto mi disse che trascorsi 5/6 mesi (quelli erano i tempi) avremmo avuto l’indennizzo di cui sopra.

- A fine 2009 NON avendo mai ricevuto nessuna notizia in merito, dopo aver sentito l’Avvocato il quale mi disse che più di aver richiesto “copia esecutiva” della sentenza NON poteva fare, decisi di scrivere qualche mail ai vari uffici del Ministero di Giustizia ed anche alla Corte d’Appello di Torino per chiedere lumi in merito.

- Ebbene, mi risposero molto cortesemente sia da Roma sia da Torino (da Torino il Capo Ufficio delegato a quel tipo di indennizzi) asserendo che avevano parecchi risarcimenti arretrati e quindi prima del nostro, ma che per l’anno 2009 i fondi stanziati erano finiti e pertanto avrei dovuto aspettare l’anno venturo.

- All’epoca erano fermi al pagamento dei decreti datati Marzo 2008.

- Informai della cosa l’Avvocato il quale disse che era impossibilitato a recuperare la somma dovutaci poiché era appena stata approvata una legge che rendeva di fatto impignorabile qualsiasi bene materiale e NON del Ministero di Giustizia e quindi dovevamo solo aspettare.

- Ad oggi, NON avendo ricevuto ancora l’indennizzo in oggetto ho ricontattato il responsabile dell’Ufficio pagamenti “Legge Pinto” presso la Corte d’Appello di Torino il quale mi ha riconfermato quanto detto l’anno prima, ovvero che anche i finanziamenti per l’anno 2010 erano esigui e quindi sarebbero riusciti a liquidare solo i decreti emessi entro il mese di Maggio 2008.

- Se tanto mi da tanto, ovvero se con i finanziamenti ad hoc relativi ad un intero anno, si riescono malapena a pagare gli arretrati di due soli mesi ( Aprile- Maggio) NON occorre essere analisti per capire che il nostro indennizzo (ammesso NON subentri nulla di nuovo e magari peggiorativo) verrà liquidato molto probabilmente a fine 2013 ovvero 5 anni dopo la sentenza della Corte d’Appello di Torino che dovrebbe essere immediatamente esecutiva.

Ora, fatta questa breve cronologia dei fatti, avendo appreso di una recente sentenza della C.E. di Strasburgo ( alla quale ho già inviato da tempo tutta la documentazione del caso e dovrebbe pronunciarsi in merito) depositata nell’Aprile scorso, in cui condannava lo Stato Italiano al pagamento di un doppio indennizzo in favore dei ricorrenti ( ha raddoppiato le somme già concesse ed ha stabilito un altro indennizzo per l’eccessivo ritardo nella liquidazione delle stesse) relativamente a varie sentenze emesse dalle Corti d’Appello Italiane le quali da un lato avevano tenuto parametri più bassi per gli indennizzi (come nel nostro caso) e dall’altro avevano effettivamente liquidato le somme dovute con tempi che variavano dai 17 mesi ai 30 mesi, (nel nostro caso sono già 20) gradirei sapere se il Vostro studio può occuparsi della cosa ed ha qualche soluzione alternativa in merito.

Nell’attesa di una Vostra risposta, rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti, porgo cordiali saluti.

Buona sera, girovagando in rete mi sono imbattuto nel Vostro sito e, considerata anche la vicinanza territoriale idonea ad un’eventuale consulto presso il Vostro studio, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione quanto segue che, non si discosta molto nei risvolti dall’ironico titolo in oggetto. Preciso che farò un semplice sunto dei fatti salienti atti ad inquadrare il problema ma, se del caso sono in grado di fornirvi tutta la documentazione utile ad approfondire nei dettagli l’argomento. - Anno 2000 mia moglie ha un banale infortunio causato da un cane sfuggito al proprietario - Proprietario assicurato, regolare denuncia dell’infortunio, referti medici, perizie medico legali, richiesta danni e mancato accordo sul quantum. - Il legale che seguiva la pratica consiglia la causa presso il Giudice ordinario e la stessa dura ben 7 anni (iniziata nel 2001) terminando nel 2008 con sentenza di primo grado a favore di mia moglie. - Tale durata era dovuta al cambio di vari Giudici a ben due perizie di CTU richieste dai Giudici subentrati e da altri fattori non dipendenti da mia moglie e dal proprio legale. - Qualche mese prima della fine della causa e della relativa sentenza (Marzo 2008) decidiamo di rivolgersi ad altro Legale per instaurare una richiesta danni per lungaggini processuali (legge Pinto) poiché l’Avvocato che stava seguendo la causa in essere asseriva che la cosa NON era praticabile. - Fatta la richiesta danni alla Corte d’Appello di Torino, competente territorialmente la stessa già a Dicembre 2008 emetteva sentenza favorevole nel merito ed un pò meno nel quantum, infatti concedeva poco meno di 4000 Euro di indennizzo (a fronte dei circa 8000 richiesti) discostandosi dalle direttive precedentemente impartite dalla C.E. - L’Avvocato a quel punto mi disse che trascorsi 5/6 mesi (quelli erano i tempi) avremmo avuto l’indennizzo di cui sopra. - A fine 2009 NON avendo mai ricevuto nessuna notizia in merito, dopo aver sentito l’Avvocato il quale mi disse che più di aver richiesto “copia esecutiva” della sentenza NON poteva fare, decisi di scrivere qualche mail ai vari uffici del Ministero di Giustizia ed anche alla Corte d’Appello di Torino per chiedere lumi in merito. - Ebbene, mi risposero molto cortesemente sia da Roma sia da Torino (da Torino il Capo Ufficio delegato a quel tipo di indennizzi) asserendo che avevano parecchi risarcimenti arretrati e quindi prima del nostro, ma che per l’anno 2009 i fondi stanziati erano finiti e pertanto avrei dovuto aspettare l’anno venturo. - All’epoca erano fermi al pagamento dei decreti datati Marzo 2008. - Informai della cosa l’Avvocato il quale disse che era impossibilitato a recuperare la somma dovutaci poiché era appena stata approvata una legge che rendeva di fatto impignorabile qualsiasi bene materiale e NON del Ministero di Giustizia e quindi dovevamo solo aspettare. - Ad oggi, NON avendo ricevuto ancora l’indennizzo in oggetto ho ricontattato il responsabile dell’Ufficio pagamenti “Legge Pinto” presso la Corte d’Appello di Torino il quale mi ha riconfermato quanto detto l’anno prima, ovvero che anche i finanziamenti per l’anno 2010 erano esigui e quindi sarebbero riusciti a liquidare solo i decreti emessi entro il mese di Maggio 2008. - Se tanto mi da tanto, ovvero se con i finanziamenti ad hoc relativi ad un intero anno, si riescono malapena a pagare gli arretrati di due soli mesi ( Aprile- Maggio) NON occorre essere analisti per capire che il nostro indennizzo (ammesso NON subentri nulla di nuovo e magari peggiorativo) verrà liquidato molto probabilmente a fine 2013 ovvero 5 anni dopo la sentenza della Corte d’Appello di Torino che dovrebbe essere immediatamente esecutiva. Ora, fatta questa breve cronologia dei fatti, avendo appreso di una recente sentenza della C.E. di Strasburgo ( alla quale ho già inviato da tempo tutta la documentazione del caso e dovrebbe pronunciarsi in merito) depositata nell’Aprile scorso, in cui condannava lo Stato Italiano al pagamento di un doppio indennizzo in favore dei ricorrenti ( ha raddoppiato le somme già concesse ed ha stabilito un altro indennizzo per l’eccessivo ritardo nella liquidazione delle stesse) relativamente a varie sentenze emesse dalle Corti d’Appello Italiane le quali da un lato avevano tenuto parametri più bassi per gli indennizzi (come nel nostro caso) e dall’altro avevano effettivamente liquidato le somme dovute con tempi che variavano dai 17 mesi ai 30 mesi, (nel nostro caso sono già 20) gradirei sapere se il Vostro studio può occuparsi della cosa ed ha qualche soluzione alternativa in merito. Nell’attesa di una Vostra risposta, rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti, porgo cordiali saluti.