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Caldaia : quali regole per la manutenzione?

By Avv. Fabrizio Bartolini
In Notizie varie
gennaio 10, 2011
106 Comments
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Gli incidenti domestici dovuti alla cattiva manutenzione della caldaia, che spesso portano alla morte di intere famiglie, sono stati oggetto di analisi legislativa che ha sfociato nell’introduzione di obblighi di manutenzione delle caldaie oggi previsti dal decreto legislativo 192 del 2005, cosiddetto codice dell’energia. Il corretto pensionamento della caldaia, la prova dei fumi che periodicamente deve essere eseguita hanno come scopo quello di evitare incidenti domestici e di preservare l’inquinamento atmosferico evitando l’immissione di gas nocivi non controllati. Con il decreto legislativo 311 del 2006 si sono poi introdotte modifiche al codice dell’energia introducendo una nuova disciplina inerente le scadenze e tempi della manutenzione che non vengono più decisi dalla legge ma bensì dalle istruzioni tecniche rilasciate dall’installatore. Se tale istruzione manchino dovrà il proprietario, o il conduttore, o l’amministratore di condominio attivarsi per riferirle. Il tecnico della caldaia è tenuto a redigere una relazione scritta e firmata nella quale si dà indicazioni precise delle scadenze per la manutenzione: relazione che deve essere consegnata ufficialmente al proprietario o al conduttore o all’amministratore. La legge dispone poi che le caldaie di potenza uguale o maggiore a 350 kW debbono essere controllati ogni anno mentre, se la caldaia è sotto i 35 kW, i controlli possono essere fatte nei due anni se si tratta di caldaia più vecchia di otto anni, mentre se la caldaia più recente i controlli possono essere effettuati ogni quattro anni. Il termine di due anni per il controllo è applicato anche agli scaldabagni a fiamma. Avere una caldaia non a norma o non controllata regolarmente può essere pericoloso per sé e per gli altri tanto che la legge prevede che qualora la caldaia risultino la norma in quanto a un rendimento di combustione inferiore a quello stabilito dalla legge, vi è l’obbligo del proprietario di sostituirla con altra norma entro 300 giorni dall’accertamento. Il soggetto obbligato, qualora ritenga ingiustificato l’accertamento svolto e la decisione di sostituire la caldaia, può presentare ricorso determinando in questo modo la sospensione dei termini per la sostituzione. Se l’impianto poi è più vecchio di 15 anni, Rosa possibilissima in case di datata costruzione, è prevista una diagnosi energetica che evidenzi gli interventi di riduzione della spesa energetica i possibili miglioramenti di classe nel sistema di certificazione energetica attualmente in vigore.

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106 Responses to “Caldaia : quali regole per la manutenzione?”

  1. Andrea scrive:

    Buongiorno, sto cercando di informarmi sulle norme che regolano la manutenzione della caldaia, e ho un dubbio su quanto scritto nell’articolo.
    A quanto leggo con il decreto legislativo 311 del 2006 non è più la legge che stabilisce la periodicità dei controlli, ma il costruttore stesso (e nel libretto della mia caldaia c’è scritto che la manutenzione deve essere annuale).
    Ma poi si dice anche che per legge le caldaie recenti inferiori ai 35 Kw vanno controllate ogni 4 anni.

    Quindi a chi dare retta? A ciò che vedo scritto nel libretto o a ciò che dice la legge?

  2. staff scrive:

    La sua osservazione non solo è giustissima ma anche arguta in quanto evidenzia una incogruenza normativa sicuramente poco chiara. Infatti la legge si contraddice , così come da lei evidenziato correttamente dovendo intervenire, in tal caso, in principi di interpretazione della legge. A mio modo di interpretare la legge stabilisce un tempo limite per il controllo rimettendo poi all’installatore e/o alla casa costruttrice di determinare i controlli della caldaia, entro e non oltre il limite dettato dal D.Lgs 311/2006. In pratica per le caldaie da 35 Kw la legge stabilisce che quantomeno esse debbono essere controllate ogni 4 anni salvo poi determinare tempi più brevi per il controllo da parte dell’installatore e/o costruttore. Questo tempo, nel suo caso è determinato in un anno periodo a cui comunque sia le case costruttrici sia gli installatori si sono uniformati.
    Quindi , sicuramente dovrà fare riferimento al libretto e far controllare la sua caldaia ogni anno onde tra l’altro non potersi vedere ricriminare alcunchè dalla casa costruttrice essendosi attenuto scrupolosamente al libretto. In pratica è una sorta di tagliando come quello che viene fatto per le auto. Nessuno obbliga a farlo e la legge obbliga solo alla revisione dell’auto ma se non lo si fa la casa costruttrice potrà trovare fertile terreno per difendersi nel caso di responsabilità per difetto di costruzione o, nel caso della caldaia, danni che potrebbero derivare in caso di esplosione.

  3. Andrea scrive:

    Grazie per il chiarimento, in rete si trova parecchia confusione sull’argomento e molte opinioni contrastanti.
    Spero possa essere d’aiuto anche a qualcun altro.

  4. staff scrive:

    Grazie a lei per aver visitato il nostro blog in quanto cerchiamo di essere d’aiuto ai nostri navigatori con la maggior chiarezza possibile.

  5. KRIS scrive:

    Buon giorno, ho appena acquistato casa e, solo nel momento in cui mi han consegnato il libretto ho potuto verificare che la caldaia è stata installata nel 2005 e l’unico controllo è stato fatto nel 2006. Mi chiedevo se è regolare, ma da quanto ho letto sembra proprio di no. Mi chiedevo inoltre se lei mi sa dire se il venditore aveva l’obbligo di far controllare il tutto prima di effettuare la vendita.
    Grazie

  6. staff scrive:

    Il controllo della caldaia va fatto annualmente anche se tale periodo varia secondo la potenza della stessa e può arrivare a 4 anni sempre che sia certificato dall’installatore. Comunque, in generale, quanto da lei riferito non è regolare e vi è obbligo per il venditore di dare tutte le certificazioni all’acquirente in regola con la normativa nonchè gli impianti anch’essi conformi. Grazie per averci scritto.

  7. nadia delfide scrive:

    non fidarsi degli apparecchi per rilevare il monossido di carbonio, aumentano la sicurezza me non c’è da fare sonni tranquilli
    http://www.tutorcasa.it/articoli/pulizia_canna_fumaria_stufa_caldaia_pericolo_fumi.htm

  8. Marte scrive:

    Caro Staff,
    finalmente un po di chiarezza.. ho cercato nel web informazioni riguardanti il corretto regolamento per il controllo caldaia e vedo con piacere che c’è un sito dove qualcuno risponde chiaramente..
    Per ricapitolare (sperando di aver capito bene) il decreto impone il controllo per caldaie inferiori a 35kw (quasi tutte quelle in abitazioni private) almeno ogni 4 anni, salvo diversa dicitura della casa produttrice della caldaia stessa, quini basta prendere il libretto di istruzioni della caldaia e sotto la voce MANUTENZIONE dovremmo trovare scritto ogni quanto tempo si dovrà fare la manutenzione ordinaria, quì tutto ok.
    Per quanto riguarda la certificazione degli impianti termici della regione, per capirci l’adesivo apposto all’allegato G rilasciato dal tecnico dopo controllo fumi con cadenza biennale….. mi sorge un dubbio, ho fatto eseguire il controllo con relativa certificazione della provincia nel 2008 con biennio 2008-2009 nel 2010 non ho fatto la certificazione provinciale, mi chiedo… sono già un fuorilegge :-) oppure faccio ancora in tempo a fare la certificazione? mi spiego meglio avendo installato la caldaia nel 2006 e i primi due anni non si ha l’obbligo di certificazione ho fatto fare la certificazione Provinciale nel 2008 per il biennio 2008-2009, mi sarebbe toccato farla nel 2010 per il biennio 2010-2011 – e non avendola fatta nel 2010 salto il biennio oppure la certificazione provinciale va fatta ENTRO il biennio 2010-2011 e in questo caso farei ancora in tempo a farla per poi l’anno prossimo certificarmi anche per il biennio 2012-2013?
    Se mi rispondete vi sarò molto grato, a presto. (scusate se sono stato troppo prolisso)

  9. staff scrive:

    Grazie per i complimenti e per la sua esposizione. Lo scriverci dettagliatamente, come ha fatto lei, aiuta la crescita di questo blog nonché i navigatori del sito che trovano esperienze a cui rapportarsi. Io le consiglierei di fare la certificazione e non di saltarla sia per regolirita’ che per sicurezza. Forse non sara’ il suo caso ma se uno avesse, ad es., intenzione di vendere la casa deve consegnare la documentazione a norma di tutti gli impianti e della caldaia. In questo caso aver saltato la certificazione potrebbe comportare delle irregolarità. Inoltre, anche se e’ pur vero che i controlli sono più unici che rari in questo campo, una certificazione, anche se in ritardo, e’ poca cosa rispetto ad averla saltata completamente. Quindi il consiglio e’ sicuramente di fare la certificazione anche per il 2010-2011.La ringrazio di essere un nostro lettore.

  10. Maria Grazia scrive:

    Ho appena scoperto questo utile blog. Anche io ho le idee confuse come tutti, grazie ad una legge confusa e carente. Dopo la lettura della pagina posso concludere che,dato che i costruttori si sono allineati sula scadenza annuale, tutte le caldaie vanno controllate annualmente. Sbaglio ?

  11. staff scrive:

    Carissima lettrice concordo nel ritenere che le caldaie vanno controllate annualmente in quanto i costruttori si sono allineati – anche a loro pro – su tale tempistica. La legge, come spesso accade non aiuta risultanto, come ben da lei evidenziato confusa.
    La ringrazio per essere una nostra lettrice.

  12. Luckyboy scrive:

    Se la legge dice quattro anni, non mi interessa quello che dice il costruttore. 4 anni punto e basta

  13. DavideFor scrive:

    Vorrei avvisare la normativa a riguardo è chiarissima. Se non ci credete leggetela voi stessi: allegato L del d.leg. 192 del 2005 comma 5.

    Tutte le norme regionali si attengono alle tempistiche indicate in quel decreto, per quanto riguarda le “operazioni di controllo ed eventuale manutenzione”.
    1 anno per impianti gas pari o superiori ai 35kw oppure per gli impianti a combustibile liquido o solido
    2 anni per impianti gas inferiori ai 35kw
    4 anni per impianti gas inferiori ai 35kw, con meno di 8 anni di anzianità, installati all’esterno dei locali abitati.

    Poi c’è l’obbligo del “bollino verde” applicato a cura del manutentore dopo aver eseguito le operazioni di controllo. Le scadenze sono deliberate da regione a regione, ma sono sempre con estensione temporale superiore dei controlli, percui il cittadino dovrà preoccuparsi, sostanzialmente, di rispettare le scadenze delle “operazioni di controllo ed eventuale manutenzione”.

    Il bello è che tutta questa confusione, questo polverone in cui le ditte manutentrici ci “sguazzano” è stata creta dal comma 1 dello stesso allegato che indica:
    1. Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto termico devono essere eseguite conformemente alle istruzioni tecniche per la regolazione, l’uso e la manutenzione rese disponibili dall’impresa installatrice dell’impianto ai sensi della normativa vigente.

    Il comma 1 stabilisce le “modalità” con cui devono effere effettuate tali operazioni e non le “periodicità” che invece sono indicate nel comma 5.

  14. staff scrive:

    La ringrazio del suo commento chiarissimo e dell’utile contributo apportato ritenendo più che giusto quello che lei ha riferito

  15. Renato scrive:

    Salve,
    ho visto menzionare la necessità di effettuare la manutenzione paventando la possibilità di essere ritenuti responsabili “in caso di esplosione della caldaia”;
    francamente non ho mai sentito, dalle cronache o altro, di caldaie a gas che esplodono.
    se verificate i casi di esplosione verificatisi negli ultimi anni, si è sempre trattato di stufe a gas alimentate con bombole.
    infatti queste sono estremamente pericolose soprattutto (e paradossalmente per i non tecnici) quando sono quasi vuote.
    Quindi, la legge del controllo dei fumi è nata essenzialmente per adeguare l’Italia alla legislazione europea originata dai patti di Kioto che impongono ai paesi industrializzati di ridurre le emissioni serra.
    Purtroppo, in più hanno aggiunto la questione delle manutenzioni, lasciandola in pasto proprio agli stessi manutentori.
    La normativa andrebbe chiarificata e razionalizzata, ma in Italia le associazioni dei consumatori fanno poco o nulla a favore dei consumatori.
    Questo è il mio parere.
    renato

  16. Matteo scrive:

    Salve, complimenti per la qualità della discussione.
    il consorzio manutentori di firenze sostiene che nelle modifiche apportate dal 311/2006 c’è scritto che ogni volta che si interviene su un bruciatore (ogni pulizia quindi) sia necessaria l’analisi fumi per verificare la persistenza dei rendimenti di legge, questo anche per le caldaiette domestiche con potenza inferiore ai 35kw. In sostanza è vero che l’analisi fumi di legge è biennale, ma se il tecnico interviene sul bruciatore deve comunque farla, quindi diventa implicitamente annuale perchè in libretto la pulizia del bruciatore è annuale.
    Avete mai sentito questa cosa? Ha senso?
    Rispondete con riferimenti più giuridici possibile, grazie.

  17. Fabio scrive:

    Abito in un condominio datato e mi trovo nella situazione che l’impianto è più vecchio di 15 anni (e ancora a gasolio), nell’articolo è segnalato che “Se l’impianto poi è più vecchio di 15 anni, … , è prevista una diagnosi energetica che evidenzi gli interventi di riduzione della spesa energetica i possibili miglioramenti di classe nel sistema di certificazione energetica attualmente in vigore.”
    Vorrei sapere cos’è questa diagnosi energetica e da chi deve essere predisposta, dal manutentore, da un temotecnico o da chi altri?

  18. staff scrive:

    La diagnosi energetica e’ una valutazione relativa alla necessita’ di calore necessario a riscaldare un determinato immobile e volto a vagliare ed eliminare le cause di dispersione di calore.Nel caso di impianti oramai datati si ritiene in re ipsa che gli stessi non abbiano più quell’efficienza iniziale ed ovviamente che siano stati costruiti con una tecnologia non più consona alla vigente normativa. Ecco che una diagnosi energetica potrebbe portare ad un sicuro miglioramento dell’impianto e sicuramente ad un risparmio futuro. Tale diagnosi viene fatta da un tecnico competente in materia e cioè da un termotecnico o da un ingegnere. La ringrazio per il suo contributo nel nostro blog.

  19. staff scrive:

    Onestamente non ho mai sentito di un caso del genere che lei prospetta su questo blog. Non dimentichiamo che ovviamente per chi lavora nel settore il controllo annuale corrisponde ad un sicuro guadagno scadenzato nel tempo. Penso che sicuramente sia necessario che vengano emanate norme e regolamenti a tutela e garanzia dell’incolumità delle persone ma penso anche che spesso si usi la parola ” sicurezza” in realtà per un fine prettamente economico. Non dico , certamente, che i controlli non debbano essere fatti ma il caso che mi prospetta pare proprio avere un fine più di lucro che di altro. Sulla questione, la cui normativa e’ tra l’ altro fumosa e poco certa ( ma in Italia oramai la certezza del diritto e’ e rimane solo un’idea) ci vorrebbe pero’ un parere di un tecnico che chiarisca se siano davvero necessari interventi annuali sul bruciatore e per quali motivi. Spero quindi che qualche tecnico in materia possa postare sul questo blog un suo commento chiarificatore

  20. giacomo scrive:

    salve, ho acquistato casa a fine 2009. Oggi è venuto il tecnico della caldaia a farmi la pulizia della stessa. MI ha anche detto che l’anno prossimo dovrò fare la rilevazione dei fumi; quindi, sostanzialmente, dovrà venire ogni anno alternando gli interventi. Chiedevo se fosse giusta questa cosa. Grazie.

  21. staff scrive:

    Il controllo della caldaia in pratica deve essere fatta ogni anno anche se la normativa non è chiara al riguardo in quanto dovrebbe dipendere dal costruttore e dalla potenza della caldaia. Quindi bisognerebbe vedere se la casa costruttrice prevede tempi più lunghi di manuntenzione altrimenti la procedura è corretta. Spero di esserle stato utile

  22. Cristina scrive:

    Salve,
    avrei bisogno di un chiarimento, cortesemente: ho una caldaia installata a gennaio 2008. Nel 2009 non è stato effettuato alcun intervento, mentre a febbraio 2010 sono stati effettuati la pulizia e il controllo fumi ed è stato rilasciato il bollino verde per l’autocertificazione provinciale 2009-2010.
    In questi giorni l’azienda della casa costruttrice telefona spesso chiedendo un appuntamento per la manutenzione, ma io, sapendo di avere tempo (credo entro la fine dell’anno 2011, o sbaglio?), ho più volte rimandato. Nel corso dell’ultima telefonata hanno sostenuto che, se fisso l’appuntamento dopo la metà di maggio (non ho capito che scadenza sia), l’intervento costerà 150 €, anziché un’ottantina.
    Come mi devo regolare? Questo pressing che fanno è ai soli fini commerciali o c’è qualche scadenza che ignoro?

    Grazie sin d’ora per l’attenzione.

  23. staff scrive:

    La scadenza è di un anno e quindi effettivamente entro la fine dell’anno dovrà fare i dovuti controlli. E’ a mio modo di vedere un fattore solo commerciale in quanto in questo periodo sicuramente il lavoro per tali ditte diminuisce e il controllo della caldaia è una buona entrata economica soprattutto se fatta in larga scala. Sempre per un fattore commerciale è possibile che in inverno e prossimi alla scadenza quando si ha urgenza del controllo il prezzo lieviti. Ma questa è la classica regola della domanda e dell’offerta. Grazie per averci scritto

  24. Nadia scrive:

    buongiorno,
    non so se sia il punto giusto per chiedere consiglio cmq ci provo.
    ho acquistato un app, già affittato meno di un anno fa, ho stipulato un nuovo contratto agevolato con gli inquilini già presenti e la vecchia proprietaria che è andata a vivere con loro. ora, c’è stato un problema con la caldaia, la sostituzione di una membrana (il tecnico dice da usura..) ed è stato prevista la sostituzione dello scambiatore causa calcare…. chi dovrebbe pagare per gli interventi? io non ho mai usufruito dell’app in quanto già abitato… l’utilizzo della caldaia è sempre stata da parte degli inquilini… la certificazione degli impianti è obbligatoria per la vendita…e quindi a carico della parte venditrice che ad oggi abita l’appartamento…
    come mi dovrei regolare?
    grazie

  25. staff scrive:

    Gent.le Sig.ra Nadia la risposta al suo quesito presuppone individuare se la spesa da affrontare sia di natura straordinaria od ordinaria. Sono ordinarie tutte quelle spese riguardanti la manutenzione dei beni in uso e il caso che mi prospetta pare, a mio avviso, rientrare proprio in questa ipotesi. Infatti se fuor dubbio che la membrana sia dovuta ad usura, come infatti dice il tecnico, e quindi rientri nella spesa ordinaria più difficile è qualificare la sostituzione dello scambiatore per il calcare. La prima domanda che mi porrei è : hanno gli inquilini fatto la manutenzione della caldaia regolarmente ? In caso di risposta affermativa si faccia esibire tutta la documentazione che lo attesta. Ed inoltre il calcare ed il danno che questo può fare agli elettrodomestici ( lavatrice, lavastoviglie) caldaia ecc.. è ricomprensibile nell’usura che si verifica quotidianamente con l’uso. Risulterebbe, a mio avviso, difficile dire il contrario e quindi concluderei che le spese le debbano pagare gli inquilini e non lei in quanto spese ordinarie .
    Quindi per prima cosa sottolinei come la spesa sia di ordinaria manutenzione e poi si faccia dare la documentazione attestante la regolarità dei controlli che probabilmente non hanno in quanto, diversamente, il danno non si sarebbe verificato.
    Grazie per averci seguito sperando che il nostro blog sia un punto di riferimento per lei.

  26. valeria scrive:

    salve,
    sto per lasciare l’appartamento in cui sono stata in affitto per 1 anno e mezzo.
    entrata a settembre 2009 avrei dovuto far fare il controllo annuale della caldaia, ma me ne sono completamente dimenticata. l’ho fatto fare nel 2010.
    adesso che devo lasciare casa potrebbero esserci problemi dato che manca il controllo di un anno?
    la proprietaria di casa potrebbe avanzare qualcosa?
    quando venne il tecnico mi disse che l’importante era fare il controllo, e la fortuna era stata solo di non avere ricevuto multe.
    posso stare tranquilla?
    grazie

  27. staff scrive:

    A mio avviso può stare tranquillas in quanto comunque ha fatto fare un controllo nel 2010 che quindi le vale anche per l’anno precedente. L’importante è che la caldaia funzioni e sia a norma ed il controllo del 2010 certifica tale circostanza. Non vedo cosa le potrebbe chiedere la proprietaria . Grazie per averci seguito

  28. myri scrive:

    Sono in affitto e il mese di novembre20210 è stato fatto il controllo della caldaia con un importo di 130€, ora a luglio dice che entro il 31 luglio bisognava rifarla e mi chiede di nuovo 130€, ma non è da rifare a novembre, dopo un anno. Tra l’altro il mese di ottobre faccio il trasloco, cosa devo pagarli?

  29. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    La regolarizzazione della caldaia avviene di solito annualmente, salvo diverse disposizioni della casa costruttrice che di solito, eventualmente, prevedono un termine superiore.
    Nel suo caso quindi avendo fatto lo scorso controllo a novembre logico è suporre è il prossimo controllo debba essere fatto in quel mese e non prima e chicchessia non possa avanzare pretese in tal senso forse cercando di far sostenere a lei le spese che si dovrebbe accollare una volta rilocata l’abitazione ad un terzo. La ringrazio per averci seguito sul nostro blog

  30. giuseppe scrive:

    cortesemente c’e qualcuno in grado di dirmi se una caldaia di 15 anni deve essere obbligatoriamente sostituita ed una caldaia cosi vecchia quanto consuma in piu’ di gas rispetto ad una nuova caldaia ?
    grazie per il contributo
    giuseppe

  31. FROMBS79 scrive:

    Ciao
    leggendo sul vostro sito mi sono accorto che sono “fuori” di un anno, nel senso che ho saltato totalmente il 2010 in cui avrei dovuto fare un controllo alla caldaia.
    Cosa rischio? CI sono multe o more?
    Sul blog ho trovato molte info chiarificatrici sulle tempistiche, potenze, ecc ma nessun riferimento ad eventuali sanzioni in caso di inadempienza.
    Grazie in anticipo
    Ciao

  32. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    Rispondiamo alla sua richiesta con qualche giorno di ritardo – e di ciòci scusiamo – in quanto la redazione è rientrata oggi dalle ferie.
    Il responsabile dell’impianto, che è colui il quale occupa l’immobile ( e quindi non necessariamente il proprietario) dove si trova l’impianto deve mantenere in esercizio l’impiantodev e provvedere affinche’ siano eseguite le operazioni di controllo e di manutenzione secondo quanto prevede la legge. Se cio’ non avviene sono applicabili sanzioni amministrative variabili da 500 fino a 3.000 euro.

    La legge consente inoltre alle imprese di distribuzione del gas di sospendere la fornitura su richiesta dell’ente locale (Comune o Provincia) nei casi in cui l’impianto risulti non conforme alle norme oppure qualora il responsabile dello stesso (proprietario, inquilino, etc.) si rifiuti ripetutamente di consentire i controlli.
    Per molti Comuni l’assenza del proprietario ai controlli fissati viene intesa come accesso negato e rifiuto, quindi e’ bene fare attenzione, non sottovalutando l’importanza dei controlli e la propria responsabilita’.

    Il tecnico manutentore che non esegue i controlli conformemente a quanto dispone la legge o non rilascia il rapporto di controllo tecnico, e’ punibile con una sanzione amministrativa variabile da 1.000 a 6.000 euro. L’amministrazione che applica la sanzione deve anche segnalare il comportamento del tecnico alla locale camera di commercio.

    FONTE NORMATIVA
    – Legge 10/1991
    – D.p.r. 412/93 integrato col d.p.r. 551/99
    – D.lgs.192/05 con allegati: clicca qui
    – Circolare ministero dello Sviluppo Economico del 24/5/06: clicca qui
    – D.lgs.311/06 con allegati: clicca qui

  33. stefano scrive:

    salve io ho stipulato l’acquisto di un appartamento il 30 novembre 2010 chiedendo alripetutamente al vecchio proprietario il libretto…
    x farla breve,il libretto non mi è stato mai consegnato e da quanto ho potuto appurare non è stato fatto il controllo x il biennio 2010 2011 il cui termine x la presentazione dell’autocertificazione scadeva pproprio a novembre 2010.
    Ora,io a mie spese ho provveduto a rifare il libretto e ho fatto fare il controllo dei fumi e proprio domani 09/09/2011 verrà l’azienda incaricata dalla provincia x il controllo delled caldaie x le quali non è arrivata nessuna autocertificazione.
    a questo punto io vorrei sapere chi dovrebbe rispondere di questa “dimenticanza” se io oppure i vecchi proprietari…
    VI RINGRAZIO SIETE UTILISSIMI

  34. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    A mio avviso di questa dimenticanza dovrà rispondere il vecchio proprietario. Infatti l’abitazione deve essere venduta con tutti i crismi previsti dalla legge e quindi anche con la caldaia a norma ( almeno che nel contratto non sia previsto specificatamente che la messa a norma della caldaia è a carico dell’acquirente). Quindi salvo eventuali esclusioni contrattuali ( da porre attenzione alle diciture ” l’immobile viene acquistato nello stato di fatto e di diritto in cui si trova ecc : tra l’altro diciture non più legittime a mio avviso proprio in virtù della necessità della conformità energetica a norma) il libretto doveva essere consegnato così come tutti i controlli e le certificazioni rilasciate sino all’anno di acquisto dell’immobile. Poiché non è stato fatto io proporrei di farsi fare ricevuta o fattura regolare dal tecnico che interverrà e poi di richiedere formalmente tale spesa al vecchio proprietario con una lettera dove si specificherà anche le richieste avanzate in precedenza, rimaste senza seguito, ed il fatto che ciò ha comportato la necessità di attivarsi in altro modo e cioè chiamando il tecnico. Fatto ciò se il precedente proprietario non rispondesse si potrebbe proporre una mediazione , tra l’altro divenuta obbligatoria in materia di vendita di immobile. La ringrazio per i complimenti e continui a seguirci.

  35. Barbara scrive:

    Buongiorno, sono 4 anni che la caldaia che ho in casa non viene controllata ora vorrei mettermi in regola e farla controllare cosa mi può succedere per gli anni che non l’ho fatta revisionare?
    grazie anticipatamente e cordiali saluti.

  36. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    La legge prevede delle sanzioni amministrative variabili da 500 fino a 3.000 euro se non si è ottemperato alla manutenzione della caldaia. Quindi , nel suo caso, in teoria le potrebbero anche applicare la sanzione. In pratica però vedo questa possibilità, seppur esistente, meno probabile in quanto comunque dovrebbe venire un controllo da parte di un ente accertatore a verificare tale mancanza. Quindi le consiglierei di chiamare immediatamente una ditta per mettere in regola la caldaia dopodichè , sentito anche l’installatore sul fatto di poter fare una certificazione di regolarità anche per gli anni passati, dormirei comunque sonni tranquilli ovviamente eccetto casi particolarmente sfortunati. Sperando di esserle stato utile, la ringrazio per il suo apporto

  37. Raffaella scrive:

    salve, avrei bisogno di una risposta circa le responsabilità del tecnico per l’assistenza. Sono appena subentrata ad un altra persona in un appartamento con riscaldamento autonomo, per la caldaia mi è stata consegnata tutta la documentazione degli ultimi anni, sono presenti tutte le ricevute di intervento per i controlli annuali, regolarmente effettuati, ma non c’è un libretto compilato, nè il rapporto di controllo tecnico, (cd “allegato G”) nè riesco a trovare i bollini. A una prima telefonata la ditta mi ha detto che non hanno copie perchè inviate alla Provincia, come posso mettermi in regola? posso pretendere che compilino il libretto in base alle ricevute? se l’ultimo controllo viene certificato adeguatamente, in caso di controllo delle autorità sarei passibile di multe per gli anni precedenti?
    grazie dell’attenzione
    Raffaella

  38. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    A mio avviso lei non e’passibile di sanzioni in quanto ha la prova ( gli scontrini fiscali) degli interventi / controlli fatti. Certo e’ che una copia del libretto la dovrebbe avere. Si informi quindi dal tecnico precisamente dove ha inviato la documentazione ( a quale ufficio della Provincia) e si faccia esibire la ricevuta della raccomandata di spedizione ( sperando che sia stato accorto inviandola in tal modo ). Richieda poi una copia di tale documentazione alla Provincia ,potendosi così ritenere in regola. Se , invece, il tecnico non avesse fatto nulla e le avesse inventato una frottola, gli invii una diffida da dandogli un termine breve per inviare la documentazione, pena la denuncia per l’accaduto: vedrà che la situazione si sbloccherà a suo favore. Nel frattempo la ringrazio per il suo post e per essere una nostra lettrice

  39. Anna scrive:

    Salve, scusate la mia ignoranza in materia… ma in fatto di caldaie sono proprio una frana in quanto non ne ho mai avuta una in casa fino a poco tempo fà. Volevo avere delucidazioni in quanto mi trovo in casa in affitto dal 2010 e a dicembre di tale anno ho fatto fare il controllo, poi però a gennaio del 2011 la caldaia è stata sostituita con una nuova, in quanto la vecchia era fuori uso. Adesso mi arriva una lettera dall’istallatore e assistente tecnico dicendo che per chi ha effettuato la certificazione (novembre-dicembre 2010) la necessità di consegnare entro il 31 ottobre 2011, come da regolamento comunale, e prenotare un altro controllo alla caldaia.
    Adesso vorrei sapere io… consegnare cosa e a chi? E poi, dato che è stata installata quest’anno dovrei far fare un controllo a dicembre o non mi spetta? Potete aiutarmi voi?
    Grazie in anticipo ..
    Anna

  40. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    A mio parere la lettera che le e’ stata inviata si riferisce alla “vecchia” caldaia. La certificazione di conformità e’ ciò che dovrebbe spedire al Comune ma di solito e’ il tecnico a far tutto, ivi compreso la prassi burocratica. Avendo pero’ cambiato la caldaia non vi e’ bisogno di controlli non essendo l’anno ancora passato ma consigliabile e’ comunque comunicarlo al comune onde evitare disguidi in futuro. Telefonerei inoltre al tecnico che le ha inviato la lettera per metterlo al corrente della situazione cosicché le possa ricordare la scadenza in futuro correttamente. La ringrazio per il post e per essere una nostra lettrice

  41. Marco scrive:

    Buon giorno vorrei delle delucidazioni in merito al controllo della caldaia:Il mio impianto è installato all’esterno ed è una caldaia da 35 kw,ho fatto l’avvio nel 2007 con il tecnico successivamente nel 2009 conttrollo fumi ecc e inscrizione al catasto unico regionale inpianti termici della lombardia.Nel suddetto catasto viene riportata tutta la “vita della caldaia”e mi viene specificato che il prossimo controllo dovrei effettuarlo nel 2012.Mi chiedo se sono regolare oppure no?
    Preciso che controllarla ogni anno sia sicuramente meglio e penso che se il suddetto catasto mi dice di effetuarla nel 2012 pebso di essere in regola.Grazie per la risposta Marco

  42. Avv. Fabrizio Bartolini scrive:

    La legge prevede i seguenti controlli obbligatori, diversi a seconda dell’anzianità e del tipo di caldaia:
    GLI IMPIANTI A GAS CON POTENZA INFERIORE AI 35 KW
    se installati da oltre 8 anni devono essere sottoposti a revisione ogni 2 anni;
    se hanno una vita inferiore agli 8 anni devono essere sottoposti a revisione ogni 4 anni.
    GLI IMPIANTI A GAS CON POTENZA SUPERIORE AI 35 KW
    devono essere sottoposti a revisione ogni anno.
    In altre parole la legge prescrive che la caldaia autonoma vada revisionata ogni 2 anni qualora sia stata installata da oltre 8 anni, mentre per quelle più recenti è sufficiente una revisione quadriennale. Gli impianti centralizzati dei condomini devono invece essere sottoposti al controllo tecnico ogni anno.
    Nel suo caso, quindi, lei può dirsi perfettamente in regola. Con l’occasione nella speranza che continui a seguirci la ringrazio del suo post

  43. Andrea scrive:

    Colgliendo l’occasione per complimentarmi con la redazione per le utilissime notizie pubblicate sul blog, vorrei porre anche io una domanda…
    La revisione della caldaia è obbligatoria anche se non la si usa? Se chi occupa l’immobile si assenta per qualchhe mese o addirittura anni lasciando quindi sfitto l’immobile deve comunque ottemperare all’obbligo di revisione?
    e inoltre.. la scadenza di preciso quando è? Se il precedente controllo è stato effettuato il 1-11-10, entro qunaod bisogna fare il successivo?

    Grazie, Andrea

  44. La redazione scrive:

    Grazie Andrea per i complimenti e per essere un nostro lettore. La normativa sulla caldaia impone sempre l’obbligo di controllo e non contempla l’ipotesi di non uso della caldaia. Ciò facendo anche in questi casi la caldaia dovrà essere comunque controllata ed anche nel caso in cui la casa rimanga sfitta in quanto sarà il proprietario a doversi accollare l’obbligo di revisione.
    Il d.lgs. 192/05 -il cosiddetto “codice dell’energia” attuativo della direttiva 2002/91/CE- ha adeguato la normativa precedente ai nuovi standard europei introducendo nuove norme relativamente ai livelli di isolamento termico, all’installazione e manutenzione degli impianti, nonche’ alla certificazione energetica degli edifici, che diventa obbligatoria per quelli nuovi o ristrutturati.

    Cosa bisogna fare?

    LE REVISIONI PERIODICHE
    Va innanzitutto distinta la manutenzione ordinaria dai controlli obbligatori previsti dalla legge:

    LA MANUTENZIONE ORDINARIA
    L’impresa installatrice ha la possibilita’ di fissare la frequenza e la tipologia delle operazioni di manutenzione, che normalmente comprendono controlli di funzionamento e di sicurezza.
    Se la ditta installatrice non provvede, ci si deve riferire alle eventuali disposizioni del fabbricante riportate sul libretto d’impianto, che deve obbligatoriamente essere consegnato al proprietario dell’impianto stesso.
    In ultima istanza, in mancanza di riferimenti, valgono le norme UNI e CEI dello specifico apparecchio. Per le caldaie autonome, ovvero per gli impianti di potenza inferiore ai 35 kw che normalmente si trovano nelle nostre case, la norma di riferimento e’ la UNI 10436/96, mentre per quelle condominiali, ovvero di potenza superiore ai 35 kw, valgono le norme UNI 10435/95. Entrambe prevedono manutenzioni con cadenza minima annuale.

    Il responsabile dell’impianto, ovvero l’occupante dell’unita’ immobiliare ove questo si trova (sia esso il proprietario, l’inquilino ecc.) oppure l’amministratore in caso di impianti condominiali, che NON disponga delle istruzioni dell’impresa installatrice ne’ di quelle del fabbricante, deve attivarsi per reperirne copia facendo una specifica richiesta. Qualora non vi riesca, deve comunque far riferimento alle suddette norme UNI.

    Il libretto di impianto della caldaia e’ in ogni caso la prima fonte di informazioni. Di solito esso rimanda alle periodicita’ minime fissate dalla legge, che prevedono manutenzioni almeno annuali per tutti i tipi di caldaie.

    I CONTROLLI SULLE EMISSIONI
    Riguardano in generale l'”efficienza energetica” dell’impianto e si esplicano con l’esame dei fumi, il controllo del rendimento di combustione, etc.

    * per gli impianti alimentati a combustibile liquido o solido indipendentemente dalla potenza ovvero per quelli alimentati a gas (caldaie) di potenza nominale maggiore od uguale a 35 kw : ALMENO UNA VOLTA ALL’ANNO;

    * impianti a gas di potenza inferiore a 35 kw dotati di generatore di calore con anzianita’ di installazione superiore agli 8 anni nonche’ scaldabagni dotati di generatore di calore ad acqua calda a focolare aperto installati all’interno dei locali abitati: ALMENO UNA VOLTA OGNI DUE ANNI;

    * impianti di potenza inferiore a 35 kw con anzianita’ inferiore agli 8 anni e comunque non rientranti nelle precedenti categorie: ALMENO UNA VOLTA OGNI QUATTRO ANNI;

    AL TERMINE DELLE OPERAZIONI -siano esse di manutenzione o di controllo- il tecnico deve provvedere a redigere e sottoscrivere un “rapporto di controllo tecnico” conforme ai modelli previsti dalla legge.

    AUTOCERTIFICAZIONE ED ISPEZIONI
    Per gli impianti termici di potenza inferiore ai 35 kw la legge prevede la possibilita’, per gli enti locali (il Comune o la Provincia nei casi in cui il Comune abbia meno di 40.000 abitanti), di stabilire che i controlli obbligatori si intendano effettuati nei casi in cui i cittadini certifichino i controlli eseguiti sulle proprie caldaie tramite la cosiddetta “autocertificazione”.

    L’autocertificazione si effettua inviando al Comune o alla Provincia la copia dell’ultimo rapporto di controllo rilasciato dal manutentore insieme alla ricevuta di pagamento di un “bollino” di importo deciso dall’ente (di solito dai 5 ai 10 euro), pagabile normalmente tramite bollettino di conto corrente postale.

    La periodicita’ e la scadenza di invio sono decise dal Comune, e normalmente coincidono con quelle delle verifiche tecniche.

    Secondo le nuove regole, in ogni caso, la copia del rapporto tecnico dev’essere inviata all’ente (Comune o Provincia) con cadenza non inferiore a due anni per gli impianti di potenza maggiore od uguale ai 35 kw e quattro anni per gli impianti di potenza inferiore ai 35 kw. Ricordiamo, in proposito, che le vecchie regole restano in vigore al massimo fino ad Ottobre 2007 (vedi sopra), a seconda del Comune che si prende in considerazione. E’ bene, pertanto, riferirsi ad esso e al regolamento attualmente in vigore.

    L’ente locale deve inoltre provvedere ad eseguire ispezioni annuali al fine di riscontrare il rispetto delle norme nonche’ la veridicita’ dei controlli tecnici per almeno il 5% degli impianti presenti sul territorio, a cominciare da quelli per i quali non sono pervenuti i rapporti. Possono programmare le ispezioni a campione dando priorita’ agli impianti piu’ vecchi.

    LE SANZIONI
    Il responsabile dell’impianto deve mantenere in esercizio l’impianto e provvedere affinche’ siano eseguite le operazioni di controllo e di manutenzione secondo quanto prevede la legge. Se cio’ non avviene sono applicabili sanzioni amministrative variabili da 500 fino a 3.000 euro.

    La legge consente inoltre alle imprese di distribuzione del gas di sospendere la fornitura su richiesta dell’ente locale (Comune o Provincia) nei casi in cui l’impianto risulti non conforme alle norme oppure qualora il responsabile dello stesso (proprietario, inquilino, etc.) si rifiuti ripetutamente di consentire i controlli.
    Il tecnico manutentore che non esegue i controlli conformemente a quanto dispone la legge o non rilascia il rapporto di controllo tecnico, e’ punibile con una sanzione amministrativa variabile da 1.000 a 6.000 euro. L’amministrazione che applica la sanzione deve anche segnalare il comportamento del tecnico alla locale camera di commercio.

    FONTE NORMATIVA
    Legge 10/1991
    D.p.r. 412/93 integrato col d.p.r. 551/99
    D.lgs.192/05
    Circolare ministero dello Sviluppo Economico del 24/5/06
    D.lgs.311/06

    Quindi rispondendo alla sua domanda il controllo di manutenzione ordinaria dovrà essere fatto annualmente mentre quello sui fumi ogni due anni.

  45. francesca scrive:

    Buongiorno,

    Avrei una domanda da fare: Ho una caldaia accesa per la prima volta nel 2006 (la data di installazione precisa non la so, nel libretto non c’è, ma la casa è nuova, acquistata dal costruttore a dicembre 2005, non ancora chiuso il cantiere). Ho fatto la manutenzione annualmente e sempre a marzo dal 2006 al 2010. Nel 2009 ho pagato il bollino verde a maggio, ma non ho spedito niente alla provincia di Roma e quest’anno invece ho saltato la manutenzione di marzo (ho dimenticato di farla perchè ho avuto altre questioni personali) e il 12 dicembre mi è arrivato l’avviso della provincia che il 28 verranno i tecnici per la verifica. Ho fatto subito la manutenzione e provveduto al versamento per la provincia, ma ora devo aspettarmi comunque una sanzione? Oppure essendo una caldaia nuova il bollino andava potevo farlo ogni 4 anni? La caldaia è esterna all’appartamento (sta sul balcone in una nicchia chiusa con una porticina fatta a veneziana di ferro) e la uso anche per l’acqua calda.

    ringrazio chi possa essermi utile.
    Francesca

  46. La redazione scrive:

    Gentile Francesca, grazie per averci scritto.Il d.lgs. 192/05 ( c.d. codice dell’energia) stabilisce che iI responsabile dell’impianto, che come abbiamo gia’ detto coincide con chi occupa l’immobile dove questo si trova (proprietario, inquilino oppure il “terzo responsabile” da questi nominato) deve mantenere in esercizio l’impianto e provvedere affinche’ siano eseguite le operazioni di controllo e di manutenzione secondo quanto prevede la legge. Se cio’ non avviene sono applicabili sanzioni amministrative variabili da 500 fino a 3.000 euro. Se guardiamo ad un dato formale delle norma il non aver fatto nei termini la revisione dovrebbe comportare la sanzione prevista ma ciò, a nostro avviso, sarebbe contrario alla ratio normativa. Infatti la norma è stata emanata con lo scopo della messa in sicurezza e del controllo costante, nel nostro caso, delle caldaie. Va da se che nel suo caso il controllo sulla sicurezza è stato comunque effettuato e quindi la sanzione non dovrebbe venir comminata. Molti Comuni infatti , nel caso di irregolarità, sono soliti a imporre di mettere in regola la caldaia e a non sanzionare. Ci faccia sapere comunque gli sviluppi.

  47. Filippo scrive:

    Buongiorno, ho un problemino da esporre,
    nel 2008 ho comprato un appartamento ed è stata installata una caldaia, con conseguente certificato di accensione. L’anno successivo , mi contattava la ditta installatrice per effettuare il controllo di manutenzione e provvedevo in tal senso, nel 2010 non venivo avvisato del controllo e pertanto visto la mia sporadica presenza a casa per motivi di lavoro, venivo a meno a tale controllo per dimenticanza. nell’anno 2011, venivo contattato nuovamente dalla ditta suddetta che mi informava che vi era da fare il controllo annuale e nel cotempo mi riferiva che ero passibile di sanzione in quanto avevo saltato l’anno precedente il controllo più importante visto che era l’anno in cui dovevano apporre il bollino verde di controllo. Sentito ciò riferivo all’operatrice di far intervenire al più presto un tecnico per effettuare il controllo annuale e nel contempo chiedevo se potevo sanare tale mancanza con un eventuale accertamento specifico pagando il bollino verde anche con una mora, ma questa’ultima soluzione mi veniva negata. in data odierna 07.01.2012 mi è giunta a mezzo raccomandata, una lettera da parte della provincia di Massa-Carrara la quale mi informa che il 26.01.2012 verrà una ditta delegata per il controllo della caldaia.
    Su tale è riportata la seguente dicitura “l’importo definitivo dell’onere per il controllo, dovuto se l’impianto risulta funzionante ed effettivamente non regolarmente certificato con bollino, sarà comunicato all’atto del controllo stesso ed il pagamento, se necessario, dovrà essere effettuato entro 30 gg dalla data di ispezione. Onere previsto 100,00 da confermare a seguito della nota sopra esposta.
    Volevo sapere, visto che ho fatto il controllo annuale tranne quello del 2010, ed avendo la certificazione che riporta la dicitura che “l’impianto ai fini della sicurezza può funzionare”, l’ultimo controllo del 2011 è retroattivo e quindi sana la mia mancanza per la parte riguardante la regolarità della manutenzione o no? possono sanzionarmi dei famosi 500,00 euro per l’anno in cui non ho fatto il controllo, o mi chiederanno solamente i soldi per l’apposizione del bollino verde con conseguenti spese di oneri dovuti? e se fosse che per quanto riguarda la manutenzione risulta in regola perchè sanato con il controllo del 2011, la sanzione per il solo bollino è sempre di 500,00 euro?.
    Ma soprattutto, volevo capire perchè se una persona per dimenticanza, prima che l’ente preposto ai controlli si accorga dell’ infrazione, perchè non si può provvedere a sanare tale situazione facendo fare la manutenzione in un secondo momento, come io avevo chiesto alla ditta installatrice, la quale come esposto sopra, rifiutava tale mia proposta in quanto sembrerebbe che il bollino verde lo possano concedere solamente negli anni previsti e nel mio caso negli anni pari e non in quelli dispari. Questa situazione mi sembra un pò assurda, o sbaglio? a me, sorge il dubbio che l’installatore, visto che non ho pagato per un anno la prestazione, volesse farmi sanzionare, cosi magari l’anno prossimo mi ricordero’ di chiamarli per fargli fare il controllo. Ovviamente non chiamerò più loro visto quanto sono stati scortesi. In merito a quest’ultimo punto vorrei sapere se è vero che la legge gli impone di non poter apporre tale bollino oltre l’anno pari, sempre facendo riferimento al mio caso, ovviamente è sottointeso che non volevo certificassero un falso, ma credo che facendo i dovuti controlli e al massimo pagando anche un pò di mora, questo si possa fare. Un esempio potrebbe essere il caso della revisione per le auto: se io dimentico di fare la revisione, ma pima che l’organo accertatore se ne accorga, ed io provvedo immediatamente alla messa in regola del veicolo oltre alla scadenza, non mi viene elevata alcuna sanzione e la data di revisione parte dal momento in cui si sottopone l’auto al controllo. Anche perchè la caldaia comunque ha meno di 8 anni e i controllo tranne uno sono sempre stati fatti.
    Sicuro di una vostra risposta, porgo distinti saluti.-

  48. La redazione scrive:

    Gent.le sig. Filippo, grazie prima di tutto per l’interesse che dimostra nel nostro sito. Prima di tutto è da notare che singolare sia il fatto che contattata la ditta ed una volta che questa le aveva riferito che era passibile di sanzione, guarda caso, le è arrivata la lettera di ispezione. Coincidenza? Forse, ma a pensar male ci si indovina , diceva un famoso detto. Quindi i soi dubbi sono più che legittimi.
    Ma andiamo al vivo della questione.
    Il Decreto legislativo 192/2005, che regolamenta i tempi e le modalità delle verifiche degli impianti, stabilisce che: “per gli impianti di potenza nominale del focolare maggiore o uguale a 35 kW” i controlli vanno effettuati almeno ogni anno, sia che si tratti di impianti alimentati a combustibile liquido o solido, sia che si tratti di impianti alimentati a gas (allegato L, comma 1, par. a). La caldaia deve risultare in regola per ogni anno e la regolarizzazione futura non ha effetto retroattivo. Si pensi al caso di colui che non fa i controlli per 8 anni ed un bel giorno si decide a regolarizzare la caldaia. Se avesse effetto retroattivo questi avrebbe violato le disposizioni normative per diversi anni senza conseguenze. In realtà si potrebbe discutere se detta normativa sia veramente dettata solo ai fini di sicurezza o celi, come tante altre norme, altri scopi ed interessi. Infatti se lo scopo della norma fosse solo quello della sicurezza lei avrebbe pienamente ragione in quanto ovviamente, anche se viene saltato un anno per dimenticanza, ma poi l’anno successivo regolarizzo il tutto e quindi ho la certificazione che la caldaia è a norma e perfettamente funzionante, in realtà, avrei comunque tenuto un comportamento in linea con lo scopo della norma. In realtà così non è ,in quanto si prevede che per l’anno in cui non sia stata controllata la caldaia in realtà non si siano adottati quei controlli necessari per evitare eventuali pericoli e quindi si verrà sanzionati non perchè la caldaia, oggi, non sia a norma ma per la semplice omissione al dettame normativo.
    V’è da ricordare che se siete titolari di impianto termico con potenza nominale inferiore o uguale a 35 kW, potete presentare, voi stessi, una dichiarazione di avvenuta manutenzione.
    La dichiarazione va compilata su modulo predisposto dal Comune , Settore Ambiente ed Energia permette, previo il versamento di 5,16 Euro, sul conto corrente postale intestato al Comune , chiedendo di ricevere il “BOLLINO VERDE” da applicare sulla caldaia. Il modulo per la dichiarazione di avvenuta manutenzione e il BOLLINO VERDE sono distribuiti:
    – dalle imprese di manutenzione convenzionate
    – dal Settore Ambiente ed Energia del Comune
    Quindi nel suo caso andrei direttamente in Comune ad informarmi, ricordandosi però che alcuni Comuni hanno delegato il tutto alle imprese convenzionate. Inoltre per quanto riguarda gli anni pari non ci risulta che il bollino possa essere concesso solo per gli anni pari,ciò ci parrebbe illogico. Potrebbe però essere stato stabilito dal Comune una sorta di rotazione per le imprese di manutenzione convenzionate per cui la ditta che ha chiamato potrebbe non poterle fornire il bollino negli anni dispari ma questo è un problema che riguarda la ditta e non certamente lei. Tra l’altro nel suo caso non va dimenticato che oramai ha ricevuto la lettera di accertamento e ogni rimedio che si vorrebbe porre alla dimenticanza sarebbe percepito come ad hoc in vista dell’accertamento.Il bollino verde (etichetta di identificazione) ha un costo di € 5,00, da pagarsi ogni 2 anni, al manutentore. Il mancato acquisto comporta per il responsabile il pagamento di una sanzione che è compresa tra € 50,00 a € 300,00 per la mancata dichiarazione di avvenuta manutenzione. Ovviamente il fatto che sia stato saltato solo un controllo non potrà che comportare l’applicazione del minimo della sanzione. Speriamo di esserle stati utile e continui a scriverci e a renderci edotti degli sviluppi del suo caso.

  49. CATUSCIA scrive:

    salve vorrei cortesemente avere delle informazioni, a gennaio di solito faccio la revisione della caldaia, ma a fine mese devo traslocare, ho anche avvisato il proprietario del trasloco, ma la ditta delle revisioni vuole la disdetta del contratto di manutenzione per iscritto. Devo fargliela???
    Grazie per l’ottimo servizio.

  50. La redazione scrive:

    Gent.le sig.ra Catuscia, In realtà non vi dovrebbe essere un contratto di manutenzione con la ditta delle revisioni che di solito viene chiamata all’occorrenza . Se , invece, come pare nel suo caso si è sottoscritto un contratto di assistenza continuativa bisognerebbe leggere le clausole contrattuali ed in particolar modo, come pare logico, accertarsi l’esistenza di una clausola di risoluzione contrattuale nel caso in cui si lasci l’appartamento. Se tale clausola sussistesse non ci sarebbe bisogno di tale disdetta, altrimenti andrebbe sicuramente fatta. Qui di seguito un fac simile da inviare tramite lettera racc.ta a.r ( assolutamente necessaria).

    Spett.le
    ditta X

    Oggetto : disdetta contratto di revisione caldaia.
    Con la presente, la sottoscritta, intende disdire il contratto con Voi stipulato in data…..inerente la manutenzione della caldaia sita nell’appartamento in via……. Tale disdetta si rende necessaria in quanto la sottoscritta dovrà traslocare in altra abitazione entro fine del corrente mese : disdetta da valersi dal momento dell’invio della presente.
    Distinti saluti
    firmato
    La ringraziamo per l’attenzione mostrata sperando che continui a seguirci.

  51. Corinna scrive:

    Salve, complimenti per l’utilissimo sito che avete creato!
    Vi scrivo perchè da ottobre 2011 abito in un appartamento in affitto e il 15 marzo scade il bollino verde per il controllo dei fumi (fatto due anni fa). lo scorso anno il proprietario non ha fatto la manutenzione perchè l’appartamento era sfitto.
    Al mio arrivo la caldaia non funzionava e dopo varie sollecitazioni (un mese) il proprietario ha chiamato il caldaista che ha riscontrato la rottura della scheda madre. Dopo tale controllo la caldaia ha funzionato per un breve periodo poi sempre più spesso sono capitati giorni in cui non c’era verso di farla andare (non superava la temperatura di 17 °C) fino ad oggi.
    Il proprietario si rifiuta di richiamare il caldaista poichè se alcuni giorni va vuol dire che non è rotta.
    Vorrei chiamare io stessa un caldaista di mia fiducia perchè sinceramente questa situazione non mi piace, e vorrei fare anche il controllo dei fumi visto che risparmierei qualcosa. Mi è stato però categoricamente vietato dal proprietario in quanto sostiene che il controllo dei fumi andrà fatto solo dopo il 15 marzo e che nessuno può toccare la cadaia senza la sua approvazione.
    Ha ragione? Devo restare in questa situazione?
    Se disdico il contratto dovrei andarmene comunque a metà marzo (devo dare un preavviso di tre mesi) e quindi comunque resterei al freddo in questo periodo e dovrei comunque pagare il controllo dei fumi a marzo, quindi non mi conviene.

    Non so come fare.
    Grazie mille per l’attenzione.
    Distinti Saluti

  52. Anna Giuliani scrive:

    Buonasera,Vi leggo molto attentamente e trovo molto interessante quanto fate per noi”cittadini”.In merito alla questione impianti termici e controlli. Vorrei chiederVi un consiglio o un parere. Mi trovo nella strana situazione di avere fatto sempre la revisione della caldaia, con tanto di ricevuta, analisi dei fumi etc, ricevuta di pagamento, ma non avere i famosi bollini blu…in caso di multa cosa potrebbe accadere? POi, ho saputo dal mio manutentore, che nei mesi scorsi, la Provincia ha inviato tramite Tnt delle raccomandate con condoni per il biennio 2007-2008, personalmente non ho ricevuto nulla, ma se non avessero lasciato avvisi, non nè ho trovati, e fosse tornata indietro come rifiutata,cosa accadrebbe. Il manutentore mi suggerisce di pagare con conto corrente i due bienni precedenti, di avere il bollino per il 2011-2012 , perchè essendo a posto con le revisioni, la multa come oneri interi dovrebbe essere di 130 euro (dice Lui), ma io leggo tra 500 e 3000 euro, ma il manutentore sostiene che tale multa viene applicata a chi non ha fatto le revisioni, ma dovrei quindi produrre alla provincia copia delle revisioni? Aderendo al condono pagherei 108.50, ma ho molti dubbi…pagando come mi suggerisce di fare sanerei la mia posizione? Dovrei autodenunciarmi per i bollini Blu? Se come non è stato fatto, non si è trasmesso nulla alla provincia e come se le revisioni non le avessi fatte? deve intervenire un legale? In attesa di una Vostra risposta invio cordiali saluti Anna Giuliani

  53. La redazione scrive:

    Gent.le sig.a Anna Giuliani, Il co. 5 dell’art. 14 del D.L. 192/05 stabilisce che ” il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare …..che non ottempera a quanto stabilito dall’art. 7 co. 1 è punito con la sanzione amministrativa non inferiore ad euro 500,00 e non superiore ad
    euro 3000,00. L’art. 7 obbliga il proprietario, conduttore ecc. a mantenere in esercizio gli impianti e a provvedere ai relativi controlli e manutenzioni secondo la normativa in vigore. Il Bollino Blu Caldaie rappresenta l’esito positivo seguito ad una serie di controlli effettuati sulla caldaia domestica. Si tratta di una certificazione che attesta, appunto, il corretto funzionamento dell’impianto e l’emissione di sostanze inquinanti, mediante i fumi di scarico, rigorosamente entro i limiti fissati dalla legge.Naturalmente il rilascio del “Bollino Blu Caldaie” avviene solo in seguito all’avvenuto controllo dell’impianto e dei suoi fumi di scarico. In caso di singole abitazioni sono gli stessi titolari a dover assumersi la responsabilità di far compiere il controllo, mentre nel caso dei condomini ad occuparsene saranno gli amministratori.L’esito dell’avvenuto controllo, ossia la certificazione del Bollino Blu deve poi essere comunicato all’ente preposto dalle singole Amministrazioni Locali. Nel suo caso i controlli sono stati tutti regolarmente effettuati e certificati ma ha mancato per quanto riguarda il bollino blu. In caso di multa accadrebbe solo che insieme alla multa l’amministrazione comunale le imporrebbe di mettersi in regola entro un breve termine ( di solito 15 gg.). A nostro avviso però nel suo caso la sanzione non può essere quella compresa tra euro 500,00 ed euro 3000,00 in quanto lei i controlli li ha comunque fatti ed il suo problema è solo di carattere burocratico. Poichè la normativa è dettata per ragioni di sicurezza se io ho ottemperato a quanto dettato dalla norma , la mancata regolarità burocratica può comportarmi una sanzione ma non quella prevista per legge per chi non ha ottemperato alla norma in quanto ho comunque atteso allo scopo della normativa. Per quanto riguarda l’invio di raccomandate per il condono bisogna precisare prima di tutto che probabilmente queste si riferiscono a chi non ha effettuato assolutamente alcun controllo e quindi lei ne sarebbe esclusa. Se invece si riferissero ai bollini blu allora l’unica è sentire al Comune se effettivamente vi è stato detto invio e se è sempre nei termini per il condono: altrimenti si dovrebbe fare una istanza per rimessione in termini specificando di non aver ricevuto alcunchè ( ma la cosa si prolungherebbe e di complicherebbe oltremodo). Pagando il condono , ovviamente sanerebbe la sua situazione e a nostro avviso ha ragione il manutentore quando le riferisce che la multa è sicuramente inferiore ( per i motivi sopra detti). L’autodenunciarsi per i bollini blu non è nulla di grave nel suo caso in quanto può tranquillamente dimostrare di aver comunque ottemperato alle revisioni regolarmente e quindi non c’è da preoccuparsi,ma è consigliabile mettersi in regola proprio perchè la mancanza di bollino blu non vuol dire certo che le revisioni non sono state fatte. Per quanto riguarda l’assistenza di un legale, come sa l’associazione sta proponendo diversi vantaggi anche in tal senso ai propri associati tra i quali anche quelli di assistenza legale a prezzi vantaggiosi e consulenza gratuite; nonostante ciò nel suo caso non c’è certamente bisogno di un legale che la segua. Ci tenga comunque informati e a sua disposizione per ogni aiuto di cui abbia bisogno.

  54. Anna Giuliani scrive:

    Grazie mille per avermi risposto così prontamente e chiaramente. Per sistemare la faccenda bollini, preparo i versamenti da 108.50 per il bimestre 2007-2008 e 108.50 ,2009-2010, sperando vada tutto bene. Nel ringraziare ancora invio cordiali saluti

  55. La redazione scrive:

    In effetti se l’ultimo controllo è stato fatto a marzo la scadenza annuale sarà marzo 2012. Questo però non vuol certamente dire che se la caldaia è guasta bisogna attendere la scadenza annuale : pensarlo sarebbe una assurdità. Il proprietario in virtù di contratto di locazione ha il dovere di eseguire le spese straordinarie e tra queste rientra anche la caldaia. Il fatto che alcuni giorni vada ed altri non non è certamente segno che la caldaia funziona ma,anzi, vale proprio il contrario. Tra l’altro la normativa sulla caldaia è entrata in vigore proprio per salvaguardare la sicurezza delle persone e dei centri abitati e quindi nel caso di malfunzionamento l’obbligo di controllo è , oggi, ancora più ponderante. Le consigliamo quindi di scrivere una raccomandata a.r. al proprietario facendogli presente queste problematiche e chiedendo il suo immediato intervento per la riparazione entro un termine da lei indicato ( almeno 10 gg.) trascorso il quale lei provvederà autonomamente salvo rivalsa. Per quanto riguarda il controllo dei fumi visto che comunque lo dovrà pagare lei, può farlo anche anticipatamente.
    Speriamo di essere stato d’aiuto e ringraziandola per la sua attenzione qualora avesse bisogno non si periti a ricontattarci.

  56. Corinna scrive:

    Grazie infinitamente per la risposta accurata e tempestiva!
    Farò come mi avete detto!
    Ancora complimenti per la splendida iniziativa di questo sito!
    Cordiali Saluti

  57. Angela scrive:

    Buona sera,un quesito da porre: nel 1998 ho acquistato una caldaia turbo e da allora anche la manutenzione della stessa è stata affidata a chi l’ha installata e venduta.Qualche giorno fa ho avuto grosse infiltrazioni nell’appartamento sottostante e con grande sorpresa l’idraulico che ho chiamato mi ha comunicato che la caldaia installata non è a norma,i gas di scarico collegati direttamente alla canna fumaria senza alcuna tenuta stagna…la condensa ha creato grosse calcificazioni all’interno della canna fumaria .Il rivenditore dice invece che nel 1998 non era obbligatorio “intubare” la caldaia e portarla a tetto e nessuna responsabilità anche di non aver mai segnalato sui rapporti di manutenzione che non era a norma.Cosa fare?Dove trovo il testo della normativa che mi permetta di capire chi ha ragione?Grazie,Angela

  58. La redazione scrive:

    La normativa di riferimento nel suo caso è NORMA UNI – CIG 10641, 1997, NORMA UNI – CIG 10640, 1997. DECRETO 22 gennaio 2008 – , n. 37. Sull’obbligo dell’installatore che poi esegue anche i controlli di informare che la caldaia non è a norma, qualche perplessità v’è che questi non possa essere chiamato in causa per non aver informato il cliente. Infatti se colui che deve fare i controlli proprio affinchè la caldaia sia in regola e a norma, dovendo anche certificarlo, in realtà omette di riferire che la caldaia non è in regola, come può dirsi non responsabile? Il consiglio è quello di inviare una racc.ta a.r. all’installatore facendo presente che ha certificato, negli anni, la conformità della caldaia contrariamente alla realtà dei fatti. Se è pur vero che nel 1998 poteva non esserci l’obbligo di intubazione è anche vero che, una volta passata la normativa che obbligava a tali lavori, la caldaia non era più a norma e conseguentemente chi la certificava annualmente avrebbe dovuto dirglielo. La ringraziamo per la sua attenzione sperando di esserle stati utili.

  59. Antonio scrive:

    Buongiorno.
    Spero possiate aiutarmi a risolvere i dubbi che …….:
    Mi sembra di capire che per le caldaie di potenza inferiore a 35Kw installate meno di otto anni fa i controlli devono essere fatti ogni 4 anni e questo dovrebbe essere l’unico obbligo di legge a cui bisogna attenersi. Altro discorso è quello relativo alla manutenzione ordinaria della caldaia che una normativa europea (la UNI-CIG 10640) “consiglia” di fare almeno una volta l’anno. In questo caso, quindi, non vi è un obbligo di legge che determina eventuali sanzioni qualora non venisse fatta la manutenzione…. Ho capito bene o mi sfugge qualcosa? Certo di un vostro cortese riscontro vi ringrazio anticipatamente e vi porgo i più cordiali saluti.
    Antonio

  60. La redazione scrive:

    Gent.le sig. Antonio, prima di tutto la ringraziamo per essere un nostro lettore. Rispondiamo al suo quesito dicendole che ha capito bene ma bisogna tenere in considerazione anche i regolamenti comunali che integrano la normativa europea e possono prevedere anche delle sanzioni. Infatti molti Comuni impongono che annualmente venga fatto il controllo della caldaia ed in caso di omissione prevedono delle sanzioni con tanto di accertamenti a sorpresa. Quindi le consigliamo, per avere l’assolita certezza di essere in regola di recarsi all’ufficio comunale e di informarsi su eventuali regolamenti in vigore.

  61. Massimo scrive:

    Buonasera, possido una caldaia gpl a condensazione stagna installata nel febbraio 2011.
    Quest’anno devo fare la manutenzione ordinaria?
    Il controllo fumi quando?
    Grazie

  62. La redazione scrive:

    La manutenzione va fatta seguendo i criteri di seguito elencati : 1)le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione vanno effettuate conformemente alle istruzioni tecniche del fabbricante dell’impianto (leggi l’installatore);2) in mancanza di queste, conformemente alle istruzioni del fabbricante di apparecchi e dispositivi;3) altrimenti conformemente alle norme CEI e UNI per la restante parte di impianto, e per gli apparecchi e i dispositivi privi di istruzioni del fabbricante;4) in mancanza anche di tali specifiche indicazioni con le seguenti cadenze:della caldaia va fatta ogni anno mentre quello dei fumi va fatto ogni due anni. Per caldaie inferiori a 35 kw e di recente installazione la verifica andrà fatta ogni due anni mentre per i fumi ogni 4. Alcuni Comuni hanno approvato un regolamento che varia da zona a zona che prevede tempi diversi e quindi le consigliamo comunque di recarsi presso il COmune di sua residenza per avere ulteriori informazioni. La ringraziamo per l’attenzione dimostrata e per essere un nostro lettore. La redazione

  63. sabrina scrive:

    salve ho una appartamento in affitto e l anno scorso è stata fatta la manutenzione della caldaia.quest anno mi chiama i lcaldaista e midice che devo fare controllo fumi (ultimo controllo fumi fatto nel 2010) e manutenzione totale spesa 110 euro.i mi chiedo se la caldaia hasolo 6 anni di vita cosa devo fare per legge e soprattutto per nn farmi fregare???distinti saluti

  64. benedetta scrive:

    buon giorno,
    ho appena acquistato un monolocale in cui è installato, sul balcone, un boiler (solo per acqua sanitari) a metano vecchio di 30 anni. Il precedente proprietario non mi ha dato il libretto della manutenzione dicendomi che per boiler così piccoli che producono solo acqua calda sanitaria non c’è obbligo di verifica periodica dei fumi. Mi domando se è vero, se dovrò sostituirlo con uno a norma o se posso portarlo fino a “fine vita”.
    Grazie

  65. La redazione scrive:

    In realtà il controllo dei fumi per caldaie non più vecchie di 8 anni dovrebbe avvenire ogni 4 anni ma è anche vero che i Comuni possono stabilire regole diverse secondo delle zone di residenza e di densità urbanistica. Per essere quindi certi di non incorrere in fregature bisogna recarsi al proprio Comune di residenza e prendere copia del regolamento comunale. Se non vi fosse, comunque, un regolamento ad hoc il controllo dei fumi, nel suo caso andrebbe fatto ogni 4 anni. La ringraziamo per l’attenzione prestata . La redazione

  66. La redazione scrive:

    Per il riscaldamento dell’acqua sanitaria è possibile utilizzare, in assemblaggio alle caldaie, un boiler, ovvero un serbatoio, elettrico o a pompa di calore. Quindi a nostro avviso anche il boiler è una caldaia e quindi va controllata , anche nello spirito della legge, e comunque il proprietario avrebbe comunque darle il libretto di manutenzione. La ringraziamo per l’attenzione e per averci scritto. La redazione

  67. Luca scrive:

    Buona sera, nel 2006 abbiamo preso in affitto un appartamento dotato di caldaia interna non funzionante e quindi mai utilizzata. Agli inizi del 2007 il proprietario ha sostituito la caldaia con una esterna. Abbiamo fatto il primo controllo fumi e pulizia a gennaio di quest’anno (2012).

    Ho alcuni questi:
    1- Essendo una caldaia esterna ogni quanto devono essere fatti i controlli? 2 o 4 anni?

    2- Vorrei inoltre sapere se possiamo incorrere in sanzioni per gli anni precedenti ed eventualmente a quanto può ammontare tale sanzione.

    3- Durante il controllo il tecnico non ci ha rilasciato il “bollino blu” ne alcuna informazione su come averlo. Come e a chi è necessario richiederlo? Ci sono dei termini temporali entro cui va fatta la richiesta dal momento dell’intervento del tecnico?

    Grazie

    Luca

  68. La redazione scrive:

    Da quanto ci riferisce l’installazione della caldaia del 2007 riguardava una caldaia nuova. I controlli manuntentivi sono:
    – annuale per caldaie alimentate a combustibile liquido (GPL, gasolio) qualsiasi sia la potenza;
    – biennale per caldaie con potenza minore a 35 kW con combustibile gassoso (metano) se hanno anzianità di installazione superiore a 8 anni;
    – quadriennale per caldaie con potenza minore a 35 kW con combustibile gassoso (metano) se hanno anzianità di installazione inferiore a 8 anni;
    – annuale per impianti con caldaie con potenza superiore a 350 kW (ad es. esempio, quelli condominiali centralizzati)

    I controlli dei fumi sono :
    – ogni 4 anni se la caldaia ha meno di 8 anni, ed è stagna o installata esternamente all’appartamento;
    – ogni 2 anni se la caldaia ha più di 8 anni ed è stagna oppure installata esternamente all’appartamento;
    – se la caldaia è installata da meno di 8 anni ma non è stagna ed è installata all’interno dell’abitazione, i controlli dei fumi vanno effettuati ogni 2 anni.
    La sanzione prevista per il mancato controllo della efficienza di combustione è stabilita dalla L. 10/91 e va da un minimo di 500 € a un massimo di 3.000 €, cui si aggiunge il rimborso dei costi per la verifica effettuata. Sono previste sanzioni pure per la mancanza del libretto di impianto (da 100 € a 600 €) e per il mancato invio alla Pubblica Amministrazione competente della dichiarazione di avvenuta manutenzione (da 50 € a 300 €).
    Il bollino blu va richiesto direttamente al manutentore o al Comune di residenza.
    Nel ringraziarla per l’attenzione, Le inviamo i più cordiali saluti. La redazione

  69. alba scrive:

    salve.nel 2000 abbiamo preso in affitto un appartamento in una casa di campagna. Sopra di noi ci vengono, il fine settimana i padroni di casa. La caldaia ,a sentire il caldaista,ha piu di 30 anni e sarebbe da cambiare perchè non a norma,più inquinante e dispendiosa di gasolio.Premetto che il suo uso è unico per tutti e due gli appartamenti.Vorrei sapere come ci dobbiamo comportare con la manutenzione,spetta a noi o al padrone dell’appartamento? grazie per il vostro aiuto

  70. La redazione scrive:

    La manutenzione della caldaia è opera di ordinaria manutenzione e quindi spetta al conduttore e non al proprietario. V’è da dire però che nel vostro caso anche il proprietario, seppur in maniera minore rispetto a voi, usufruisce comunque della caldaia e quindi dovrà dividerne i costi in misura percentuale. E’ bene specificare che voi avete però anche il diritto di farvi cambiare la caldaia in quanto pericolosa per la vostra incolumità e non più a norma. Qualora il proprietario non avesse orecchie per sentire potrete cambiarla a spese vostre e richiedergli poi la spesa. In questo caso dovrete prima di tutto inviare una raccomandata al proprietario chiedendo perentoriamente di sostituire la caldaia in quanto vetusta. Successivamente, nel caso in cui la caldaia non venga cambiata, inviare nuova raccomandata con cui date un termine ultimo al proprietario facendo presente che trascorso lo stesso la caldaia verrà cambiata da voi salvo poi richiedergli il costo. Infine servirà una certificazione da parte di un tecnico in cui si attesta la vetustà e pericolosità della caldaia che andate a sostituire. Vi ringraziamo per l’attenzione e sperando che tutto vada per il meglio,restiamo a disposizione anche per assistenza legale nel caso ne abbiate necessità. La redazione

  71. Alberto scrive:

    Buonasera,
    Anch’io come le persone dei commenti precedenti, mi trovo alle prese con un’ispezione da parte della regione per i fumi della caldaia (<35Kw), io l'anno scorso ho fatto i controlli (ottobre 2011) sul foglio che mi ha lasciato il manutentore c'è tutta la lista dei parametri rilevati, ma non mi ha lasciato nessun bollino blu ne però mi ha detto che i valori erano fuori regola, quindi sono un po confuso, inoltre nella lettera dell'ispezione si fa riferimento ad un periodo che va dal 2007 a aprile 2011, io di quegli anni non ho nulla, e sul libretto della caldaia non risulta nulla, un po ingenuamente non ho controllato quando ho comprato la casa,ho il terrore che mi daranno una multa di quelle spaziali, inoltre non ho idea di dove reperire i dati di quegli anni, è possibile fare un condono?
    grazie

  72. La redazione scrive:

    Purtroppo non è possibile fare una condono almeno che il suo comune non l’abbia previsto con regolamento: a livello nazionale però tale possibiltà non risulta. Comunque se la possiamo tranquillizzare non dovrebbero essere sanzioni stratosferiche. La ringraziamo di averci contattato e di essere un nostro lettore. La redazione

  73. Rita scrive:

    salve.
    da ottobre 2011 ho preso in affitto un appartamento. la caldaia ha sempre dato problemi, boati e acqua calda ad intervalli. interessato il proprietario…riferiva di aver fatto fare la pulizia e il collaudo nei giorni imminenti l’affitto. dietro insistenza ricevevo due libretti della caldaia, ultima pulizia risulta nel 2008 e non ci sono bollini attaccati alla caldaia. coincidenza il tecnico di cui si è servito il proprietario è un conoscente di un mio amico, ha riferito di aver fatto solo l’accensione. il problema perdura ed ora il proprietario asserisce che in ogni caso la pulizia e il controllo dei fumi tocca all’inquilino. può esser dato in locazione un immobile con caldaia non controllata?
    grazie.

  74. La redazione scrive:

    Il problema che ci sottopone può essere risolto leggendo il contratto in quanto il proprietario potrebbe aver inserito una clausola in cui si specifica che la caldaia va controllata e messa a posto a cura dell’inquilino. Se tale clausola, come di solito avviene, non c’è allora il proprietario è inadempimente contrattualmente in quanto deve dare in locazione un bene in buono stato di manutenzione tale da servire all’uso convenuto.Va da se che non può quindi essere dato in locazione un immobile con la caldaia non funzionante. Il consiglio è quello di scrivere una racc.ta al proprietario e di metterlo in mora anche perchè il canone questi lo esige ed è giusto che quindi adempia ai propri obblighi. Grazie per averci seguito. La redazione

  75. FEDERICA scrive:

    ho bisogno di un aiuto. a novembre 2011, come tutti gli anni ho fatto revisionare la caldaia, ma quest’anno il manutentore hasegnalato che andava ridimensionata la presa d’aria. ad oggi non l’ho ancora fatto nè ho avvertito la proprietaria, sono in locazione, per problemi personali, so che non sono scuse, però ora mi chiedo cosa può succeder? come mi devo muovere?

  76. La redazione scrive:

    Il problema del ridimensionamento della presa d’aria è un problema prettamente tecnico e bisogna vedere se nonostante questo avvertimento l’installatore ha comunque effettuato la certificazione oppure no. Nel secondo caso lei potrebbe incorrere nelle sanzioni previste per la legge per mancato controllo. In tal caso dovrà provvedere al ridimensionamento e alla successiva certificazione. Per quanto riguarda la proprietaria questa non necessita di comunicazione in quanto sono spese ordinarie a carico del conduttore. La redazione

  77. Maria Rosaria scrive:

    Salve! ho un piccolo problema e vorrei gentilmente qualche informazione. Ho installato una caldaia meno di due anni fa e il manutentore mi ha dato la dichiarazione di conformità e il libretto dell’impianto, tutti rigorosamente vuoti. Qualche giorno fa è venuto l’ispettore da parte della Provincia, dicendo che la caldaia non è stata dichiarata. La dichiarazione della caldaia spetta al manutentore o sbaglio? Ora devo pagare la multa per un errore che non è mio? Il manutentore inoltre, cercando di scaricare la colpa a me, mi ha chiesto che per dichiararla occorrono 80 euro. Sarà vero? Grazie in anticipo

  78. La redazione scrive:

    Con la nuova normativa i cittadini non devono più recarsi in Comune per la consegna della dichiarazione e il ritiro del bollino verde, perché è il manutentore che, dopo aver controllato l’impianto, mette il bollino verde e trasmette al Comune la dichiarazione Il bollino verde (etichetta di identificazione) ha un costo di 7,00 euro da pagarsi ogni 2 anni al manutentore. Se il responsabile non acquista il bollino verde, dovrà pagare una sanzione. Il manutentore, completate le operazioni di controllo e pulizia dell’impianto, compila e firma il rapporto di controllo tecnico
    Il responsabile dell’impianto firma il rapporto per presa visione.
    Il manutentore mette sull’allegato G il bollino verde rilasciato dal Comune che ne attesta il pagamento e l’identificazione.
    A questo punto il manutentore trasmette l’allegato G al Comune. Quindi è il tecnico che deve compiere tutto e non ci risulta che sia necessaria la spesa di euro 80,00 ( almeno che questa non sia imputabile alla manodopera del tecnico). Ma anche se così fosse è comunque compito del tecnico avvertirla e rimettere a lei la scelta. Pare quindi che nel suo caso vi sia effettivamente la responsabilità del manutentore.La redazione

  79. MATTEO scrive:

    DA CIRCA 3 ANNI LA MIA CALDAIA E’ SPENTA, PECHE MI SERVO DELLE ENERGIE RINNOVABILI, HO ISTALLATO UN PANNELLO SOLARE TERMICO E UN TERMO CAMINO.
    ANCHE SE SPENTA DEVO SEMPRE EFFETTUARE I CONTROLLI DOVUTI PER LEGGE??
    GRAZIE

  80. La redazione scrive:

    A nostro avviso non deve effettuare i controlli in quanto questi sono volti alla sicurezza della caldaia nel caso di suo utilizzo. Quindi la ratio legis escluderebbe che i controlli debbano essere fatti nel caso in cui la caldaia sia inutilizzata. V’è da dire però che la legge non distingue al riguardo e nulla dice e quindi questa è solo una interpretazione basata sullo scopo normativo. La redazione

  81. Pierluigi scrive:

    Buonasera,
    vorrei porvi un quesito, certo che mi sarete d’aiuto. L’anno scorso ho installato una caldaia a gas esterna con potenza < 35kW. Il primo controllo è stato effettualo il 23 agosto 2011, nel momento in cui è stata installata la caldaia. La mia domanda è: il controllo annuale devo farlo entro il 23 agosto 2012 oppure anche dopo tale data, entro un certo limite di tempo (es. il bollo auto può essere pagato entro la fine del mese successivo a quello di scadenza e quindi, se scadesse il 23 agosto, entro il 30 settembre)? Ringraziandovi anticipatamente, porgo cordiali saluti.

  82. La redazione scrive:

    Il controllo deve essere fatto annualmente e quindi dovrebbe , a nostro avviso, essere fatto entro la scadenza annuale. Non ci risultano proroghe come quelle relative al bollo auto. Ringraziandola per averci contattato le porgiamo i più cordiali saluti. La redazione

  83. alex scrive:

    buongiorno.
    Ho appena ricevuto un avviso di controllo dell’impianto termico da parte del comune di roma.
    Purtroppo solo ora mi sono reso conto di trovarmi in una situazione complicata e vorrei un vostro parere.
    Ho acquistato casa nel 2000 e l’impianto termico era già presente installato dal vecchio proprietario agli inizi anni 90.
    Il vecchio proprietario, ora defunto, non mi ha passato alcuna documentazione dell’impianto.
    Quindi non ho la dichiarazione di conformità.
    Dal 2002, anno in cui ho iniziato ad abitare la casa, ho fatto fare controlli biennali dato che l’impianto è sotto i 35 kw alimentato a gas ed esterno.
    Purtroppo ho smarrito il vecchio libretto e nel dicembre 2010 ho fatto un nuovo controllo di manutenzione con rilascio di un nuovo libretto e rapporto tecnico che attesta che l’impianto è utilizzabile senza problemi di sicurezza. Reca solo alcune raccomandazioni, segnala che lo scarico fumi va adeguato alle norme vigenti e segnala l’assenza della dichiarazione di conformità.

    Che sanzioni o provvedimenti debbo aspettarmi potendo esibire solo l’ultimo controllo del dic 2010?
    Cosa comporta l’assenza della dichiarazione di conforrmità? E l’assenza del manuale di uso della caldaia?
    Come posso regolarizzare la mia situazione?

    Grazie infinite.

  84. arianna scrive:

    Buongiono vorrei porle la mia domanda in merito ad un pò di confusione a riguardo.ho comprato un appartamento in condomio nel 2008 e l’accenzione della caldaia è stata fatta con controlli fumi ecc sempre nella stessa data dell accezione.ora mi chiedo la manutenzione va fatta ogni anno,mentre la prova fumi se ha meno o pari ad otto anni ogni 4 anni altrimenti se ha più di 8 anni ogni 2 giusto?ovviamente si contano gli anni dall’ accenzione cioè dal 2008?ma esiste un tariffario dove ci sono dei limiti per le manutenzioni annuali e prove fumi?proprio oggi il tecnico mi ha fatto manutenzione e prova fumi prendendosi 110 € ( la mia caldaia è <35 kw ) più 13 € x la tassa ( credo sia questo bollino?) tot. 123 l'anno scorso per la sola manutenzione e pulizia si sono presi 90 € mentre se ne dovevano prendere 80 ( quest azienda invia una lettera dicendo ke a marzo nei giorni in cui dicono loro mandano il tecnico per far coincidere tt il condomio e se per noi va bene c'è un risparmio di 10 € sul prezzo pieno altrimenti fuori quella data prezzo pieno)quando ho chiesto al tecnico l'anno scorso mi disse che avevo pagato quei 10 € in più (visto che non ho fatto la manutenzione nella data loro ) perchè mi aveva fatto la prova fumi cosa non veritiera in quanto non mi lasciò nessuna documentazione al riguardo,ma quando chiedevo spiegazioni telefoniche alle segretaria mi dicevano che loro verificavano che era stata fatta la prova fumi e quel 10 euro in più era per quel motivo.ora il tecnico chiamando perchè effettivamente non c'era ricevuta della prova fumi fatta in precedenza la segreteria aveva ammesso che c'era stato un errore ma non ha voluto rimborsarmi i soldi perchè mi ha detto che da giugno 2011 hanno aumentato i prezi ed io facendola ad ottobre rientravo nei 90 €.sono imbroglioni? aumentano così? ( per me si infatti farò un reclamo)inoltre sulla ricevuta mi hanno scritto che il bollino lo spediscono…( perchè poi mi hanno dovuto fare anche la prova fumi non prevista)non mel'ha attaccato.possono farlo? mi scuso per l'essermi dilungata troppo e confido in una vostra risposta.Grazie mille per la risposta e per ciò che fate per il cittadino.
    distinti saluti
    Arianna

  85. Simone scrive:

    Salve, la mia situazione è questa: due anni fa ho acquistato un appartamento in cui vi era una caldaia installata nell’aprile 2005 con potenza inferiore ai 35kW. Questa appartamento è stato vuoto per circa 4 anni, quindi, appena acquistato, ho fatto il controllo generale della caldaia con rilascio del bollino. Visto che la mia caldaia è stata installata meno di 8 anni fa; quando, secondo voi, dovrei fare nuovamente il controllo?
    Ringraziandovi anticipatamente, porgo cordiali saluti.

  86. La redazione scrive:

    La normativa vigente in materia (D.lgs. 192/05, art. 15 comma 5) prevede sanzioni da euro 500.00 a 3000.00 per il responsabile dell’impianto termico che non provvede a far effettuare le operazioni di controllo e manutenzione ai sensi dell’art. 7 comma 1 dello stesso decreto . Quindi, a nostro avviso, nel suo caso lei potrebbe3 incorrere nella sanzione di cui sopra. Per metteresi in regola l’unica soluzione è affidarsi ad un manutentore abilitato ed effettuare quegli intereventi che si renderanno necessari per riportare i valori entro i limiti consentiti,qualora il controllo evidenzi un insufficiente rendimento di combustione e/o emissioni nocive oltre i limiti stabiliti dalla legge.
    La sua situazione è comunque particolarmente complessa in quanto lei non reca con se nè la dichiarazione di conformità nè il manuale della caldaia. Da valutare quindi la sostituzione della caldaia stessa, consiglio che meglio le potrà dare il manutentore incaricato.Grazie per averci scritto. La redazione

  87. La redazione scrive:

    I tempi che lei riferisce sono esatti.Per quanto a nostra conoscenza non esistono tariffari. Non possiamo che concordare con lei con quanto riferito in ordine a certi comportamenti di alcuni manutentori ( non bisogna però fare di tutta un’erba un fascio).Purtroppo però i manutentori possono aumentare i loro prezzi che vengono stabiliti in regmine di concorrenza. Riteniamo comunque che lei faccia bene a fare un reclamo per denunciare tali comportamenti. La ringraziamo per averci scritto sostendola in quanto le è accaduto. La redazione

  88. La redazione scrive:

    il controllo va fatto annualmente tranne che per i fumi. La redazione.

  89. Nadia Dellarosa scrive:

    Salve, vorrei porre il seguente quesito: ho avuto in eredita’ un appartamento che da da due anni e’ chiuso ed inutilizzato, ho ricevuto una lettera intestata al de cuius da parte dell’assistenza autorizzata caldaie che mi invita tempestivamente a mettermi in contatto per il controllo annuale.
    Mi chiedo se devo obbligatoriamente effettuare i controlli o meno.
    Non vorrei elargire danari a chi furbescamente non chiarisce bene quanto dispostosto dalle leggi in vigore.
    Non mi pare che il DPR 412/93 e il DPR 551/99 diano chiarezza al mio caso.
    Rigrazio anticipatamente per la gentile risposta e cordialmente saluto.
    Nadia

  90. La redazione scrive:

    Come più volte già riferito nelle risposte del nostro blog i controlli delle caldaie debbono essere fatte annualmente, tranne che per il controllo dei fumi e quindi anche nel caso che ci prospetta si dovrà fare questo controllo. Quindi a nostro avviso dovrà far fare questo controllo anche perchè se lo omettesse potrebbe andare incontro a sanzioni ben maggiori della spesa ad oggi necessaria. Grazie per averci scritto. La redazione

  91. Magda Pantesi scrive:

    Buongiorno, risiedo nel Comune di Bologna.
    Ho installato nel 2001 nel bagno della mia abitazione una caldaia a camera stagna di potenza inferiore a 35 Kw. Con cadenza annuale una ditta, sempre la stessa, ha provveduto agli interventi di pulizia e controllo. L’ultimo intervento risale al dicembre 2010 Nell’occasione mi è stato rilasciato il bollino “Calore pulito” Mod. G con il logo della Regione Emilia Romagna. Dal verbale leggo che sono stati anche eseguiti:punto E) controllo evacuazione dei prodotti della combustione, punto H) controllo del rendimento di combustione. Nel dicembre 2011 la ditta mi ha contattato per l’intervento annuale ma stavo rifacendo i pavimenti e l’appartamento non era agibile. In seguito la cosa mi è sfuggita. Ho commesso un’ omissione sanzionabile? Se sì a quanto ammonta la multa?
    La ditta deve intervenire per legge ogni anno anche se il bollino Calore pulito ha obbligo biennale? E nel caso, in occasione dell’intervento senza obbligo di rilascio del bollino, deve effettuare solo la pulizia? Grazie per l’attenzione

  92. La redazione scrive:

    La sanzione in cui lei può incorrere varia da euro 500 a 3000. V’è però da dire che chiamando la ditta a rifare i controlli, anche se formalmente non si tutelerebbe dalla sanzione in quanto non ci risulta che interventi successivi sanino violazioni pregresse ( punto su cui però si potrebbe discutere) comunque potrebbe quantomeno giustificare l’applicazione del minimo. La ditta deve intervenire annualmente e nel caso non vi sia l’obbligo di rilascio del bollino effettuerà solo un controllo e la pulizia della caldaia.
    Grazie per averci scritto. La redazione

  93. alessia scrive:

    Buongiorno ho fatto il controllo fumi alla caldaia il 05/09/2010 e l’ultimo dopo due anni il 25/09/2012, se sottoposto a controllo sono passibile di verbale perchè non ho rispettato il giorno preciso oppure come vuole la logica di tutte le revisioni basta rispettare il mese di scadenza. Grazie!

  94. La redazione scrive:

    A nostro avviso non c`e` pericolo che lei possa incorrere nella sanzione. Grazie per averci scritto.La redazione

  95. cristina scrive:

    buongiorno ho un dubbio stamattina ho il controllo da parte della regione della caldaia e mi chiedono il bollino 4 biennio 2008 2009 2010 2011 , io ho quello che sono venuti loro del 2007 e poi ho che ho fatto venire un tecnico del 2012 , che mi ha fatto tutto il controllo della caldaia , sono apposto o mi devo pagare la sanzione? grazie

  96. Marco scrive:

    Gentile redazione nell’abitazione in cui vivo l’impianto di riscaldamento e di produzione acqua calda sanitaria è basato su una caldaia a pellet (<35 kW) installata nel 2005.
    A detta di alcuni installatori/tecnici sentiti nel 2006, per tale tipo di impianto non erano previsti particolari adempimenti di legge, fatto salvo la dichiarazione di conformità e la redazione del libretto di impianto in fase di installazione. Oltre ovviamente alla manutenzione periodica indicata dal produttore.
    La prova fumi, ad esempio, non era né è tuttora prevista per tali generatori di calore.
    In questi giorni però mi sono imbattuto in alcune discussioni in merito, tra cui la vostra, e ora mi sorge il dubbio che qualche adempimento, invece, ci sia e che sia stato involontariamente ignorato.
    Preciso che la manutenzione della caldaia l'ho sempre eseguita io secondo le cadenze e le prescrizioni indicate dal costruttore, in collaborazione con il servizio post vendita della ditta, annotando dettagliatamente tutti gli interventi eseguiti. Anche perché non esistevano centri assistenza in zona (ho sentito diversi CAIT ma nessuno si occupa di caldaie a pellet).
    Mi potete consigliare sul da farsi? Grazie anticipate.

  97. Giuseppe scrive:

    Buon giorno, gentile redazione, io vivo in una casa in affitto in cui è presente una caldaia, apparecchio con camera stagna, da 25.5kW installata il 2002, combustibile a metano e con evacuazione dei prodotti della combustione mediante tiraggio forzato nel camino. Vorrei sapere se devo effettuare il controllo e l’analisi dei fumi, visto che sono stati effettuati l’ultima volta nel maggio 2010. Vorrei sapere se le spese effettuate per tali controlli sono a carico del proprietario o dell’inquilino. Grazie anticipate

  98. La redazione scrive:

    A nostro avviso dovra’ necessariamente far fare il controllo. Le spese sono a carico del conduttore. Grazie per averci scritto. La redazione

  99. Fabio scrive:

    Gentile redazione,
    scrivo qui nella speranza di ricevere consigli sul da farsi.

    Ho un regolare contratto con un’azienda manutentrice di caldaie.. dal 2011..
    Alla stipula del contratto è stato quindi effettuato il controllo con rilascio del rapporto (controllo fumi, decalcificazione e controlli vari)..
    Nonostante la mia caldaia non sia ancora oltre gli 8 anni (siamo a 6) ho eseguito il controllo fumi anche nel 2012.
    Ho ricevuto una raccomandata da parte del comune di Roma per avvisarmi che sarebbero venuti a controllare la caldaia. Sono venuti e l’unica nota dolente trovata è stata l’assenza del bollino blu dietro il rapporto di controllo tecnico. Mi hanno quindi lasciato un bollettino da pagare di 90,00 euro nel caso in cui una volta contattata l’azienda predisposta all’assistenza non abbia il suddetto.
    Prima di chiamare però volevo informarmi per non farmi raccontare le solite quattro cavolate accoppiate a fantomatici decreti di legge e passare alla fine come il responsabile.
    Il tecnico era dovuto a lasciarmi il bollino vero? Passare da un bollino di 5 euro a pagarne 90 non mi alletta…

    Grazie in anticipo..

  100. La redazione scrive:

    Il Bollino Blu Caldaie è previsto per Legge dal Dl 192 del 19 Agosto 2005.Il Bollino Blu Caldaie deve essere richiesto direttamente dal proprietario per le singole abitazioni o dall’amministratore in caso di condomini, il rilascio della certificazione avviene solo a seguito di vari controlli, a carico di tecnici specializzati, da effettuarsi sull’impianto e sui fumi di scarico. L’esito positivo a tali controlli, permette il rilascio del Bollino Blu Caldaie che deve essere comunicato all’ente preposto dalle singole Amministrazioni Locali.
    Due sono le strade da seguire per comunicare l’esito dei controlli e l’avvenuta certificazione agli Enti preposti:
    1. grazie alla collaborazione di un manutentore abilitato (legge 46/90) che avendo svolto le operazioni di manutenzione e controllo delle fasi di combustione si preoccupa personalmente di compilare l’apposito verbale e di rilasciare il “Bollino Blu Caldaie”.
    2. per mezzo di un’autodichiarazione in cui il singolo utente possessore di caldaia attesta il corretto funzionamento delle caldaie, l’esito positivo dell’esame dei gas di scarico allegandovi il Bollino Blu Caldaie” . Specifichiamo, però, come tale autocertificazione deve essere comunque accompagnata dal verbale compilato dal manutentore abilitato.
    Se ciò è vero risulta che non vi è l’obbligo di rilasciare il bollino da parte del manutentore in quanto il singolo utente può richiederlo espressamente a seguito del controllo della caldaia. Sperando di esserle stato utile, la ringraziamo per averci scritto

  101. Francesca scrive:

    Buongiorno,
    Da marzo 2012 ho affittato un appartamento (in provincia di Pisa) dove è installata dal 2004 una caldaia a gpl con potenza termica 25 kw.

    Il precedente inquilino ha fatto effettuare controllo e manutenzione (inclusi fumi) il 01/03/2011 ed in tale data è stato rilasciato anche il bollino.
    Pensando – erroneamente! – che il controllo delle caldaie fosse biennale, ho chiamato una ditta per fare effettuare la manutenzione solo qualche giorno fa (novembre 2012) .
    In questa occasione ho fatto controllare anche i fumi e richiesto il rilascio (anticipato) del bollino. Il manutentore però mi ha detto che ho tempo fino a Dicembre 2013 per richiedere il bollino e quindi mi ha consigliato di aspettare la prossima manutenzione (nel novembre 2013): è corretto oppure il bollino deve essere rilasciato nel Marzo 2013?
    Posso incorrere in sanzioni non avendo effettuato la manutenzione a Marzo 2012?

  102. La redazione scrive:

    Il controllo e’ biennale e quindi a nostro avviso non e’ corretto attendere dicembre 2013

  103. Marco scrive:

    Abito al piano terra di un edificio di Sassari, il proprietario del secondo piano ha installata una caldaia a gasolio (che ha sicuramente più di 15 anni) alla quale probabilmente non effettua nessuna manutenzione. Di fatto le piastrelle del mio giardino sono sempre sporche dei fumi che ricadono dalla canna fumaria di detta caldaia. Posso obbligare costui ad effettuare la manutenzione prevista? A chi mi devo rivolgere perché vengano eseguiti dei controlli sullo stato di manutenzione di detta caldaia?

  104. elena scrive:

    salve, vorrei avere un’informazione,dato che siete così diponibili e competenti: sono da 3 anni proprietaria di una casa e purtroppo abbiamo perso il libretto della caldaia. dato che è tecnicamente è ancora a nome dei vecchi proprietari (?) vorrei sapere come fare per riceverne uno nuovo. grazie mille per la disponibilità

  105. Dovrete semplicemente richiedere una certificazione sostitutiva al vostro caldaista di fiducia

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