Aggressione a Berlusconi, l’aggressore in cura da 10 anni al Policlinico

E’ trapelata la notizia che l’aggressore del Premier, Massimo Tartaglia,era in cura al Policlinico di Milano per problemi psichiatrici.

La diagnosi relativa alle lesioni subite dal Premier è stata infrazione setto nasale e rottura di due denti.

In un paese civile non è certo questo il modo di far valere le proprie idee ed è vergognoso, indipendentemente dalle proprie ideee politiche  , che accadano questi fatti.

Manifestiamo assieme il nostro dissenso per l’accaduto!

il diritto calpestato

In Italia vigono delle leggi – molte per sincerità – spesso non applicate dai Tribunali. Il rito sia esso civile che penale, spesso è solo parola stampata sulla carta alla mercè dell’umore dei giudici. Chi opera nel diritto si sarà sicuramente trovato a sollevare un’eccezione fondata e puntualmente rigettata anche dinanzi alla evidenza. Notifiche errate, riti non seguiti, spesso vengono superati dal “buon” senso di chi deve giudicare ( che spesso di buono non ha proprio nulla). Pensiamo alla molteplicità delle cause dinanzi al giudice di pace e a come spesso – per fortuna non sempre – queste vengono decise in malo modo. Ciò che vale oggi, domani può non valere e si assiste impassibili ed inermi alla mutazione quotidiana ed arbitraria della applicazione del diritto. Si parla spesso di certezza del diritto ma quale materia è meno certa di questa? Ove la “scienza” non si basi su leggi scientifiche ma bensì su interpretazioni e valutazioni personali dell’uomo non può tendere alla certezza. Non si vuole certamente generalizzare in quanto, vi sono giudici competenti e seri ma, credo ,che chiunque svolga l’attività forense come mestiere si sia imbattuto nelle situazioni di cui sopra.

Il pedone è responsabile per colpa se agisce imprudentemente

Il pedone che attraversa di notte una strada a scorrimento veloce è responsabile per  concorso di colpa. Questi, infatti, scavalcando il guard rail concorre a creare una situazione di pericolo impedendo ai veicoli che sopraggiungono di evitarlo anche qualora lo scorgessero o di ridurre la velocità. È quanto emerge dalla sentenza 24689/09 emessa dalla terza sezione civile della Cassazione.

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