Strage di Viareggio : RFI, Vergogna!

Il Quotidiano La Nazione, in data 21 gennaio 2012, pubblicava il seguente articolo contenente le dichiarazioni del legale delle FS

“Viareggio, 21 gennaio 2012 – ”Appare straordinario che la procura di Lucca affidi a comunicati stampa i risultati di accertamenti unilaterali, sempre piu’ tardivi e per conseguenza sempre meno affidabili”.

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Lo scrive in una nota l’avvocato Ambra Giovene, a ”nome dei difensori del gruppo Fs” riguardo l’inchiesta sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009: 32 morti per l’esplosione del gas fuoriuscito dalla cisterna di un treno deragliato alla stazione.

”Sorprende ancor piu’ – continua la nota – che si affermi poi, contrariamente al vero, che i picchetti sarebbero stati qualificati in termini di pericolosita’ da leggi dello Stato o da disposizioni regolamentari adottate dalle stesse
Ferrovie. Mentre non esistono leggi che disciplinino simili elementi infrastrutturali, nessuna delle disposizioni emanate da Fs in materia contiene il minimo cenno a fattori di rischio”.

‘D’altra parte – continua la nota – lo stesso consulente della procura, Prof. Toni, ha sottolineato come nessuna delle specifiche tecniche di riferimento indicasse ‘tra gli obiettivi quello di rimuovere ostacoli pericolosi per la circolazione ferroviaria’. Queste sono le esatte parole che si leggono della relazione”.

La Procura, in una nota, aveva riferito che a squarciare la cisterna da cui fuoriusci’ il gas che, esplodendo, provoco’ le 32 vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009, fu un picchetto.

Secondo i periti del gip e i consulenti di Rfi, invece, la causa fu un componente dello scambio. La questione e’ dirimente perche’, ricorda il procuratore, ”sia leggi dello Stato che disposizioni regolamentari interne, nel tempo adottate dalle Ferrovie dello Stato, hanno concordemente qualificato i picchetti in termini di pericolosita”’

( articolo tratto dal sito La Nazione http://www.lanazione.it/viareggio/cronaca/2012/01/21/).

Le vittime del disastro ed l’associazione Il Mondo che Vorrei, indignate da tale dichiarazione non hanno fatto attendere la loro risposta.

In riferimento all’articolo apparso stamani sui quotidiani locali, l’ass. “Il Mondo Che Vorrei”onlus, vuole fare alcuni precisazioni.

Quello che appare veramente straordinario è l’arroganza e la supponenza che il gruppo F.S. continua a mostrare sulla strage di Viareggio.

C’è una Procura che sta indagando – replica il Mondo che Vorrei – sul perché sono state ammazzate 32 persone che riposavano tranquillamente nelle loro case e deve chiedere loro il permesso? Ma F.S. sono parte indagata!!!! Dovrebbero solo stare zitti ed augurarsi di arrivare presto ad un dibattimento dove tutte le responsabilità, che ci sono, possano venir chiarite e porre rimedio per il futuro, affinchè non accada mai più.

Perché le indagini sono tardive? Ci risulta che le indagini non sono ancora state chiuse, quindi la Procura ha il diritto/dovere di indagare, indagare e ancora indagare, lo deve a 32 persone che non ci sono più lo deve a tutti noi, a tutti i cittadini che pretendiamo verità, giustizia e sicurezza.

Perché meno affidabili? Ma se trovano soluzioni ai delitti, gli assassini, ahime, anche dopo 20 anni, di quale non affidabilità si parla?

Per quanto la pericolosità dei picchetti non devo io ricordarvi la circolare n° 3 del 28/12/32, il disposto della legge 191 del 1974 e del DPR 469 del 1979 (reg. di attuazione)vero?

Ma volete anche avere l’arroganza di cambiare le regole della giustizia? Preoccupatevi delle vostre regole e per favore, siate uomini, non scappate sempre!!!

Dura e dovuta la replica delle vittime perchè non si deve mai dimenticare che qui vi sono state persone, bambini, famiglie distrutte e che ciò si poteva evitare : inammissibile è quindi che chi è indagato abbia persino l’ardire di replicare invece che stare in un rassegnato e rispettoso silenzio.

Continua lo scandalo Strage di Viareggio : licenziato Riccardo Antonini

Oggi hanno licenziato Riccardo Antonini, dipendente di RFI, nominato come consulente tecnico di parte della Filt-Cgil e da alcuni familiari delle vittime della strage.

La domanda sorge spontanea : Riccardo Antonini è incompatibile per le RFI perché svolge il proprio lavoro correttamente e perché si adopera civilmente per l’accertamento della verità e della giustizia mentre l’ing. Licciardello non è incompatibile come perito nonostante sia pagato da RFI ?

Noto è come chi è nel giusto non abbia mai avuto vita facile dovendo subire le più varie angherie.

Il problema è però che uno stato che si definisce di diritto caldeggi tali angherie e ciò è davvero inaccettabile.

Inaccettabile è restare inermi di fronte a queste situazioni paradossali in un sistema che, tra l’altro, è pieno di falle continue che ruotano contro a chi richiede giustizia.

Ad esempio  in materia di incidente probatorio ( tanto per stare in tema) l’art. 401 cpp stabilisce che si applicano , a detto procedimento, le norme stabilite per il dibattimento.

L’ordinanza con cui il giudice decide sulla richiesta di ricusazione del perito non è appellabile, ex art. 586 cpp, ma esclusivamente ricorribile per cassazione. Inoltre poiché il codice dice che per la ricusazione dei periti si applicano le norme dell’art. 41 cpp in materia di ricusazione del giudice, il 1° comma di detto articolo stabilisce che contro l’ordinanza si può ricorrere in cassazione la quale decide in camera di consiglio a norma dell’art. 611 cpp.

Se tale ragionamento giuridico fila, e si invitano i lettori anche colleghi ad esprimere un loro parere al riguardo, ci sarebbe la possibilità di fare ricorso in cassazione avverso l’ordinanza del gip che ha dichiarato compatibile l’ing. Licciardello non ricusandolo . Ma – ed ecco la lacuna – le persone offese non sono ancora parti processuali e quindi non sono legittimate a proporre ricorso in cassazione. Inoltre anche il termine per proporre ricorso sarebbe veramente breve e cioè 15 gg. dalla lettura in udienza. Considerato il tempo per avere le copie degli atti il termine in buona sostanza si dimezza.

Ecco allora che una lacuna procedurale impedisce alle persone offese che hanno partecipato all’incidente probatorio con i loro avvocati di poter proporre impugnazione contro un’ordinanza che ritengono ingiusta  e ciò dimostra, ancora una volt,a che il “sistema” non è certamente a favore delle brave persone.

Mi domando quanto si potrà andare ancora avanti in questo modo….

Comunque …Antonini siamo tutti con te!

Strage di Viareggio : Il Gruppo Ferrovie nega la propria responsabilità in un documento ufficiale

 

Da tempo le compagnie Generali, per il gruppo Ferrovie, e la Gatx si sono accordate tra di loro per far fronte ai vari risarcimenti avanzati da parte delle vittime del disastro occorso in Viareggio in data 29 giugno 2011. Sono iniziate le trattative per le liquidazioni dei danni subiti. Nel corso di queste trattative è capitato al sottoscritto, in qualità di legale di alcune vittime, di non trovarsi d’accordo sul quantum del risarcimento. In particolar modo ho avuto modo di trattare il danno relativo a due minori che hanno subito una grave lesione psicologica a seguito dell’evento tantochè, da diverso tempo e tutt’oggi, gli stessi sono in cura presso uno dei più accreditati centri di psicologia infantile d’italia. [Read more...]